“Haye significa Avanti in tigrino, lingua diffusa fra Etiopia ed Eritrea, e riassume in una parola la filosofia di sopravvivenza del migrante: andare sempre avanti, mai tornare indietro.” scrive Mauro Montalbetti nell’Introduzione al libretto d’opera di Alessandro Leogrande.
Ma Haye non è soltanto racconto delle migrazioni oggi, è anche racconto di quelle di ieri. Ed è soprattutto veicolo per ridare una voce agli uomini e alle donne che scappano da guerre, dittature, carestie, e rischiano la vita sfidando con gli occhi aperti le onde del Mediterraneo, e che in genere vengono ritratti come silenti. Muti, privi di parola, come se fossero incapaci di articolare un discorso logico.
“In Haye,” ci racconta Leogrande, “gli uomini e le donne in viaggio parlano. Pregano, gridano, soffrono, pensano, constatano, ricordano, sognano, immaginano, temono, inveiscono, patiscono, amano, odiano... E lo fanno con un rosario di parole che sono le loro, propriamente loro, e che allo stesso tempo paiono profondamente simili alle parole dei migranti di sempre, anche dei migranti italiani di ieri, di coloro i quali sfidavano l’Atlantico in cerca di una vita migliore, e che spesso morivano in mezzo ad altre onde.”
Con fotografie e bozzetti di scena, e testi introduttivi della regista Alina Marazzi e del compositore dell’opera Mauro Montalbetti.
Alessandro Leogrande was an Italian journalist. He made his debut in long form journalism with Un Mare Nascosto (A Hidden Sea 1999), dedicated to his hometown, and in later books he went on investigating the new mafias, protest movements, and the exploitation of foreign agricultural laborers in Southern Italy. He then explored the topic of migration from Africa and the Balkans in his books Il naufragio. Morte nel Mediterraneo (Death in the Mediterranean 2011), Adriatico (Adriatic 2011), La frontiera (The border 2015), and wrote the libretto of two operas: Katër i Radës (2014) on the Tragedy of Otranto, and Haye, Le parole, la notte (2017), a musical voyage in contemporary migrations.
Leogrande died in Rome at the age of 40 from a heart attack. In speaking of his son, his father Stefano remembered his work "in defense of the downtrodden and the most fiercely exploited in all sort of settings where abuses were committed, from agricultural labourers to migrants to Argentinian desaparecidos." In 2018 a street was entitled to him in the capital of Albania, Tirana.
«Haye significa “avanti” in tigrino, la lingua diffusa fra Etiopia ed Eritrea. Riassume in una parola la filosofia di sopravvivenza del migrante: andare sempre avanti, mai tornare indietro.»