Da un progetto di crowdfunding, nove fiabe che aiutano ad affrontare l'esperienza della malattia. Da piccoli abbiamo imparato che il bene vince contro il male. Poi siamo diventati grandi e abbiamo scoperto che non è sempre così. La vita non fa sconti e sognare è la qualità dei coraggiosi. Eppure il lieto fine è possibile, anche quando il tuo antagonista è la malattia. "Piccole fiabe per grandi guerrieri" è un libro di fiabe contro il cancro, per raccontarlo disegnandone le emozioni attraverso la struttura della fiaba classica. Nove storie, per affrontarlo e possibilmente sconfiggerlo, senza mai nominarlo. Perché è proprio a questo che servono le fiabe, fin da quando siamo piccoli: esorcizzare e sconfiggere le paure, insegnandoci a conoscere la realtà. Dalla sorpresa al disgusto, dalla gioia alla rabbia, le emozioni entrano in gioco e si muovono nelle storie di personaggi sensibili, poetici e immaginati, a infondere coraggio anche quando non ne hai più: Petra con il suo scoglio, il giovincello con la schiena curva, il criceto pettirosso, il gigante e molti altri. Fiabe universali, da leggere a ogni età. Anche se non si è bambini, anche se non si è malati.
Matteo Losa era un giornalista, scrittore e fotografo e da più di dieci anni era impegnato nella sua lotta personale con la malattia. Grazie al progetto #FiabeControilCancro ha organizzato un fundraising con Airc, l’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, raccontando giorno per giorno le sue avventure sulla pagina Facebook “Fairitales”.
Quando vedete questo libro giallo negli scaffali di una libreria, vi invito a non passare oltre. Prendetelo tra le vostre mani, sfogliatelo, guardate le illustrazioni e, se avete tempo, leggete la prefazione. Poi portatelo a casa, e lasciatevi rapire il cuore da quelle fiabe che nascondono molto di più. Messaggi profondi, intrisi di speranza, una sorta di aiuto contro il male. Un male molto radicato nella nostra epoca: il cancro.
Matteo Losa sa bene cosa sia questa malattia, perché combatte contro questo “lupo cattivo” da ben 11 anni. Operazioni, dolore, difficoltà che molti di noi – io in primis – non possiamo comprendere a fondo, ma solo provare a immaginare. Sin dalla prefazione comprendiamo bene il messaggio che vuole far passare. Perché ha scelto proprio le fiabe come forma letteraria per parlare di una tale malattia? Perché le fiabe non si fermano a raccontare l’esistenza di un drago, ma insegnano ai bambini – e agli adulti – che quel mostro può essere sconfitto. O, perlomeno, donano una speranza. Una parola così importante per tutti noi, ma in particolare per chi cerca di sopravvivere a un male che cerca di abbatterli, di fermare la vita, la propria esistenza, i propri sogni…
Matteo Losa non lo conosco personalmente. Ho "incrociato" la sua ragazza molti anni fa alle superiori durante l'esibizione nel corso gospel della scuola, in occasione di uno spettacolo natalizio. Anni dopo vengo a sapere che Matteo è il suo ragazzo e che sta lottando da più di dieci anni contro il cancro, è testimonial Airc e ha molti progetti. Matteo ha anche scritto un libro, un libro di fiabe e collego immediatamente la malattia all'infanzia. E penso a chi quell'infanzia non l'ha terminata, Per questo sono stata onorata di aver conosciuto la storia di Matteo e di aver potuto leggere le sue fiabe, di aver potuto apprezzare la sua persona seppur solo attraverso le pagine di un bel libro. Non smettere mai di sopravvivere e di raccontare questo a tutti.#insiemesipuo