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I Figli della Tempesta

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Avere diciassette anni è complicato, se sei nato all’ombra di un’ingombrante profezia e la tua famiglia si aspetta che riveli capacità straordinarie. Questo pensa Nathaniel Gordon, quando guarda allo specchio i suoi strani occhi spaiati, che gli ricordano ogni giorno una scomoda eredità: discendente dei norreni, nato per mettere fine a una minaccia proveniente da un altro piano d’esistenza, Nate è sempre più convinto che qualcuno si sia sbagliato sul suo conto.Ma quando Winter, un violento e misterioso ragazzo albino, irrompe nella sua vita e la stravolge, non c’è più tempo per i dubbi. Tra fughe precipitose, scontri mortali e decisioni laceranti, Nathaniel dovrà combattere una guerra più grande di lui e sopravvivere in un mondo che non è il suo. Chi è l’inarrestabile gigante dal cuore di ghiaccio pronto a tutto per allagare di sangue la nostra dimensione terrena, e qual è la verità sul conto di Winter? Per saperlo, dovrà abbracciare il destino e scoprire cosa è riservato ai figli della tempesta...

301 pages, Kindle Edition

Published November 8, 2017

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Francesca Noto

112 books23 followers

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Displaying 1 - 17 of 17 reviews
Profile Image for Elyxyz Elyxyz.
Author 7 books55 followers
March 18, 2018
Prima di recensire questa storia, devo fare due premesse. La prima è che questo libro non è il classico m/m romance che di solito commento per il blog, ma in qualche modo rientra nella categoria, e più avanti vi dirò il perché. La seconda precisazione è che non conoscono l’autrice e non ho letto il primo volume, una narrazione m/f intitolata “Il segno della tempesta”, di cui questo romanzo sembra il seguito, ma – mi è stato detto – si può leggere anche autonomamente.
“I figli della tempesta” è un romanzo fantasy, con mondi paralleli e salti temporali, dove sovrabbonda la mitologia nordica.
Questo libro inizia diciotto anni dopo la conclusione del precedente e il protagonista è il diciassettenne Nate, un ragazzo nato da genitori prodigiosi (i precedenti protagonisti) e col peso di una profezia che gli pende sulla testa: una predizione che non sa se mai si realizzerà, visto che i suoi doni sovrannaturali tardano a manifestarsi.
La sua vita cambia per sempre nel momento in cui incontra il giovane Winter, solo e senza passato, attaccabrighe e diffidente come un gatto selvatico.
Nate lo salva da morte certa, scatenando i propri poteri di guarigione, e lo fa conoscere alla sua famiglia allargata – la sua coven, la cerchia di persone ‘speciali’ come lui – regalandogli, per la prima volta nella sua vita, una parvenza di familiarità e di accettazione, anche se il ragazzo potrebbe nascondere qualche pericolosa traccia magica.
Nate e Winter riescono a malapena a gettare le basi per un’amicizia, quando finiscono per errore in un modo parallelo, arretrato, pericoloso e sconosciuto, senza sapere come fare ritorno a casa.
Lì incontreranno vari personaggi, amici e nemici, facendo poi sconvolgenti scoperte.
Durante il viaggio, la loro amicizia verrà testata e altri confusi sentimenti faranno capolino.
L’autrice ha scelto di affrontare l’argomento ‘sessualità’ con toni soffusi e delicati, tratteggiati, ma non delineati completamente né ingabbiati in paradigmi; il testo non contiene scene omoerotiche esplicite, ma delle considerazioni e sentimenti che travalicano il genere sessuale. Nate stesso, a digiuno completo di ogni esperienza, avrà modo di esplorare le proprie pulsioni e di venirne a capo. Lascio al lettore scoprire come.
Devo dire che la storia ha una buona trama, ben costruita e ben sviluppata, con uno stile curato e pulito. All’inizio del mio commento, ho detto che il libro non è un m/m romance classico perché la componente è presente, ma non predominante. La parte romantica è superficiale rispetto al resto dell’intreccio. Il legame di Nate e Winter potrebbe essere amore oppure amicizia e questo non cambierebbe la profondità del loro sentimento. Il racconto è prima di tutto un fantasy, una storia d’avventura e sovrannaturale, un cammino di formazione e accettazione, di crescita per i protagonisti e per chi li accompagna. Ci sono lotte, intrighi, compromessi, dolore, amore, lutti e perdite. Consiglio di leggerlo se amate tutti questi argomenti, perché non è solo una storia d’amore.
L’unico appunto che mi sento di fare è che, malgrado la storia sia comprensibile e godibile, a volte ho sentito un po’ di curiosità insoddisfatta nei riferimenti al primo libro. Un po’ come quando entri al cinema dopo cinque minuti dall’inizio e hai sempre il dubbio di esserti persa una premessa importante. Questo volume si lascia leggere, ma conoscere l’antefatto aiuterebbe di sicuro per gustarlo meglio. Quindi credo che andrò a recuperarlo per completezza.
E prima di terminare, un avvertimento per quelli che, come me, odiano i cliffhanger. La storia ha una sua conclusione – una conclusione davvero coinvolgente e toccante – e molte cose insolute trovano riposta, ma le ultime righe dell’autrice danno a intendere un possibile seguito, che spero di poter leggere al più presto.
Profile Image for Chiara Casalini.
Author 18 books44 followers
November 30, 2017
Lo stile di Francesca è fluido e a tratti poetico, soprattutto in certe descrizioni e, indubbio, traspare il suo amore per i cavalli e una passione per la mitologia nordica che la porta, pur in una storia decisamente fantasy, a non snaturarne la sostanza (e visto che io sono etena, questo è sempre un punto assai dolente... lei non mi ha fatto storcere il naso in nulla).
I protagonisti sono ragazzini, un diciassettenne e un quasi ventenne, eppure mi sono trovata coinvolta nelle loro vicende come di rado mi accade con personaggi molto giovani, soprattutto con Winter, complice forse tante (troppe) cose in comune.
Rapporti difficili, amicizia, fiducia, amore, senso di appartenenza, famiglia, "casa", destino, ecco i temi che Francesca affronta in un susseguirsi incalzante di eventi, che pur portandoti al centro dell'azione, te li fa assaporare in ogni istante, frenetici, ma mai frettolosi.
Cedo che questo romanzo sia consigliabile e gustabile a tutte le età, forse per chi, come me, è avanti con gli anni, fa vivere con maggiore intensità una consapevolezza che Nate acquisisce tra le pagine, dopo che Richard gliela rivela all'inizio della storia:
«Ogni circostanza si verifica quando deve, e puoi credermi, se te lo dico io». Lo guardò dritto negli occhi, e scosse piano la testa. «Ma questi tuoi diciassette anni non torneranno più, Nathaniel. Quello che posso dirti è solo di non sprecarli».

Che la copertina è stupenda lo devo sottolineare? 😜
Profile Image for Hear My Books.
122 reviews8 followers
May 20, 2023
Una storia intenza, permetata di leggenda e antiche credenze cadenzate da una scrittura piacevole, scorrevole.
Inizia con calma, senza fretta e farti incrontrare i protagonisti permettendoti di conoscerli e amarli per poi partire ad un galoppo irrefrenabile togliendoti il fiato fino alla fine, emozionandoti durante tutto il tragitto.
Ogni parola è come un incantesimo che ti strega e non ti abbandona, anche quando hai voltato l'ultima pagina.
Profile Image for Giada- Se ne dicon di parole.
427 reviews31 followers
January 9, 2018
4-, in realtà.

"I personaggi.
Wow. Dove i genitori di Nate hanno fallito (nel senso che non mi avevano convinto) i giovanissimi Nate e Winter fanno pieno centro, rubandomi un pezzettino di cuore.
Dalla parte urban che li vede come degli adolescenti costretti a convivere con la loro scarsa capacità di socializzare, che li rende spesso oggetti di scherno, alla parte fantasy che li vede scoprirsi esseri sovrannaturali, che, insieme, dovranno imparare come gestire tutto il loro potenziale, mi è stato impossibile non shipparli.
Ho amato i loro dialoghi, ma, ancor di più, la delicatezza con cui l’autrice li descrive sia singolarmente che insieme, non etichettando mai il loro rapporto, lasciando semplicemente che fluisca.
Due personalità simili e antistanti al contempo: si pensi al calore familiari da cui uno quasi si sente “oppresso” con la costante paura di deluderli sempre a fior di pelle, e l’altro che, anche se non l’ammetterebbe mai avrebbe sempre voluto sapere cosa si provasse ad avere qualcuno che davvero tenesse alla sua persona.
Due personalità diverse, quindi, ma anche complementari. Che insieme “vibrano” e vorticano fuori dalle pagine, catturando il lettore."
Profile Image for Anth.
60 reviews
May 20, 2019
Che dire di questo libro.
La verità è che vorrei fare una recensione approfondita, vorrei cercare di spiegare in maniera (relativamente) obiettiva e approfondita il motivo per cui I Figli della Tempesta mi ha colpita, sorpresa e incantata. Ma mi sono detta che, se di recensioni tecniche il libro ne ha (e sono tutte molto positive, come merita), il mio gradimento per questo libro che me l'ha fatto infilare di corsa nello scaffale dei miei preferiti è qualcosa di estremamente personale per me.

La mia storia con I figli della Tempesta nasce l'anno scorso, quando lo vidi per la prima volta a una fiera del fumetto e ne fui colpita guardando la copertina e leggendo la trama. Ma ero incerta, non ero sicura che fosse giusto per me, pensavo che magari fosse una cosa "troppo young-adult" per piacermi, che le mie sensazioni a riguardo fossero fuori strada. Così ne rimandai l'acquisto. Quest'anno invece, dopo che mi ha solleticato e si è fatto desiderare prima a una fiera del libro e poi nuovamente ad una del fumetto, ho finalmente ceduto, convinta anche dalla simpaticissima autrice.

Il risultato è stato che avevo quasi paura di leggere il libro, temendo che un anno passato a tergiversare e ad attendere avesse accresciuto troppo le mie aspettative.

Sono partita sapendo di questo libro solo la trama e ciò che l'autrice mi aveva spiegato. Non ho ancora letto "Il Segno della Tempesta" (ma conto di farlo presto), quindi non conoscevo l'universo in cui era ambientato e non avevo letto recensioni. Non mi aspettavo una m/m romance (ma ci speravo con tutta me stessa) né mi aspettavo di affezionarmi così tanto ai protagonisti. Soprattutto, non mi aspettavo di piangere.

Non piangevo per un libro da molto, molto tempo.

Ne do il merito alla scrittura fluida, scorrevole, per nulla difficile da seguire e da apprezzare, alle vicende presentate in maniera appassionante tanto che non sono riuscita a staccarmi dalle pagine, ai trope apprezzatissimi usati nel corso della storia () e ai personaggi delineati bene e costruiti con evidente empatia, con passione, con affetto (non sono particolarmente originali, ma io preferisco sempre dei bei personaggi a dei personaggi la cui unica forza è il loro essere insoliti e fuori dagli schemi). L'innocenza di Nathaniel mi ha riscaldato il cuore e il carattere complicato di Winter me lo ha pugnalato ().

Il loro rapporto un po' impacciato, un po' innocente, tantissimo intenso e appassionato, come lo sono spesso i rapporti tra adolescenti, mi è entrato dentro senza ritegno. Lasciandomi qui ad attendere il continuo con ansia, stringendo il libro al petto e cullando tra le mie braccia Nate e Wint, che ho ormai adottato (cara Francesca, spero non ti dispiaccia condividere con me i tuoi ragazzi) e per cui desidero solo tanta felicità.

Che dire se non che consiglio di leggerlo con tutta me stessa. D'altronde è una lettura breve (personalmente l'ho divorato in pochissimo tempo) che, se amate determinati tropes, è garantito che possa appassionarvi e magari persino commuovervi.
Profile Image for Roberto Saguatti.
Author 10 books10 followers
March 30, 2018
www.animadidrago.it

Quando ho recensito Il segno della tempesta (link qui) di Francesca Noto non mi sarei aspettato un seguito. Invece sono qui ad a recensire il secondo volume che narra le avventure della generazione seguente. Francesca mi sorprende visto che era andata alla grande con la giovane Lea scegliendo un protagonista maschile. L’inizio è piacevole (tornare alla fattoria è come tornare a trovare vecchi amici) e interessante (Nat e Winter catturano l’attenzione). La parte centrale sposta l’ambientazione da urban alla terra di mezzo… (scherzo) al mondo norreno e gli avvenimenti non hanno lo stesso ritmo. Posso accusare Francesca di troppo buonismo con i suoi personaggi in questa parte, l’influenza del destino è altissima ed è questo a causare in me un calo di attenzione: incontrarono sempre chi li aiuta, non hanno problemi di soldi e cibo e trovano soluzione a tutti i loro problemi in maniera troppo semplice per due proiettati in un mondo alieno. Senza scordare la saga familiare (Luke io sono tuo padre!) che è un po’ trita nei miei gusti. Il finale recupera tutta l’attenzione, l’avventura accelera e si arriva ad un epilogo bello perché inatteso e commovente.

“Ogni circostanza si verifica proprio quando deve ma questi tuoi diciassette anni non torneranno più”


I personaggi sono molto ben eseguiti: Nat è un giovane insicuro pieno di talento e Winter un anima dannata, molto bello il loro connubio. Ottima la loro crescita, penso che la parte introspettiva dei due personaggi sia il pregio maggiore di questo romanzo assieme al finale. Il “cattivo” per quanto affascinante non si muove a sufficienza sulla scacchiera.

“Certe cose succedono, oppure passano e non tornano più”

La trama è semplice e lineare ma troppo guidata dal destino, manca quel mistero e quell’intrigo che hanno caratterizzato il primo volume. Penso che il pregio principale dell’opera sia l’introspezione dei personaggi e la scelta “coraggiosa” dell’autrice (non vi dirò altro), non so se il pubblico è pronto ma per me è stata una nota innovativa.

“Vide quegli occhi spaiati fasi lucidi. La consapevolezza che non c’era più niente da fare, che il legame era in qualche modo reciso… due lacrime restarono intrappolate in mezzo alle sue ciglia scure, scintillando come stille di fuoco alla luce della lanterna. Era una visione così bella che si sentì serrare il cuore in una morsa. Non avrebbe mai voluto che fosse così difficile dirsi addio”

Il mondo creato è perfetto nella parte urban già collaudata nel primo volume. Abbastanza incolore nella parte nordica (festa a parte che però ricorda molto Beltane) avrei approfondito molto di più la parte dei cattivi che poteva regalare spinte motivazionali maggiori o una maggiore interazione con la popolazione locale.

“Fissò la linea rossa e frastagliata del tramonto all’orizzonte. Non si era mai sentito così disperato. Non si era mai sentito così sicuro”

Il finale è la parte migliore: azione incalzante e scelte dei personaggi (invece che date dal destino) che arrivano a commuovere il lettore. Magistrale la chiusura della storia che regala logica anche a parte del primo libro. Inquietante l’epilogo che apre ad un terzo volume?

“Li fissò con rabbia … si sentì crescere qualcosa dentro … così forte da riempirgli la cassa toracica. Così violente da dargli l’impressione che il sangue nelle vene si fosse trasformato in una luminosa energia …Urlò e la lascò libera di espandersi … con un crepitio sconvolgente e sinistro, un fulmine accecante cadde a pochi metri da loro …il rombo di tuono così forte e vicino da far tremare i vetri degli edifici circostanti”.

La copertina è disegnata magnificamente (ma maschietto però non ha, per me, grade attrattiva).

Consigliato a chi ama i romanzi introspettivi e avventurosi.

Profile Image for alessia kacbufi warner.
652 reviews7 followers
June 3, 2020
3.75🌟

«È stata una mia scelta. E mi sta bene così.»

Sono rimasta sveglia fino alle tre di notte e probabilmente salterò le lezioni e tutto questo solo per finire questo dannato libro!!
STO PIANGENDO COME UNA SCEMA QUESTO LIBRO DI CERTO NON È PERFETTO MA PORCATROIA WINTER TI MERITI TUTTO L’AMORE DI QUESTO MONDO. E prima o poi lo avrai, se no scateno io il cazzo di Ragnarok!
Ok allora, ora la smetto lo giuro, è solo che queste dannate lacrime mi offuscano la vista e non vedo un cavolo di quello che sto scrivendo.
Parto col dire quello che non mi è piaciuto del libro: quella cosa tra Nate e Cress. Si, sono consapevole del fatto che Nate ha solo 17 anni e che non ha avuto nessuna esperienza amorosa in vita sua e che non è ancora certo del suo orientamento sessuale, ma si vedeva benissimo che lui e Winter avevano qualcosa di speciale e buttarci in mezzo quella troiata solo per far ingranare i vari avvenimenti del plot mi ha fatta infuriare tantissimo! Cribbio Cress era magnifica ma quella scena me l’ha fatta odiare e io non voglio odiarla uffa.
Il resto è stato okay, la storia è stata abbastanza ben costruita e lo stile di scrittura non mi ha fatto impazzire tantissimo, ma rimane comunque migliore rispetto a quello di altre autrici (solo il pensarci mi fa venire i brividi di disgusto).
Nate mi ha un po’ irritato, principalmente perché è uno dei pochi (veri) adolescenti che viene descritto come tale. Fidatevi, non è una cosa da poco. Aveva i suoi dubbi, le sue paranoie, le sue preoccupazioni e tutto quel bagaglio odioso che ti ritrovi ad affrontare durante l’adolescenza, ma nonostante questo lo renda meno piacevole, lo rende anche umano. Ed è più facile così riuscire a stabilire un contatto con lui.
La cosa, però, che più mi ha fatta impazzire - oltre al viaggio nel tempo e nello spazio che io personalmente adoro - è stata Winter. Inizialmente ho pensato: ohhh ma guarda il solito bad boy figo incazzato col mondo che comunque finirà col salvarlo. E invece mi sono ritrovata a fare i conti con questo piccolo pulcino che cercava solo un po’ d’amore. Ti capisco tesoro, anche io sto nella tua stessa situazione.
È il personaggio migliore del libro. Ha stravolto completamente le mie aspettative ed è maturato così tanto in così poco tempo, e non solo perché amava quel coglione di Nate, ma perché aveva capito i suoi errori e aveva cercato di porvi rimedio! È così che si scrivono dei bei protagonisti, prendete nota voi altri.
Il finale vabbè oltre ad avermi distrutta (si sto ancora piangendo) mi ha anche shoccata, sono andata a leggermi la trama del secondo libro e sto morendo dalla voglia di leggerlo ma HO GLI ESAMI E DIO MIO NON POSSO! CHE MONDO CRUDELE IL NOSTRO PERCHÉ MI FATE QUESTO!
Niente raga ora torno a piangere sotto le coperte e leggete questo dannato libro, che voglio vedervi soffrire per questa bellissima e fragile e pura storia d’amore!
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Tabata.
161 reviews9 followers
October 17, 2018
Nathaniel fa parte di una stirpe che discende da i norreni e nel suo destino c'è una profezia. Winter sa poco del suo futuro e ancora meno del suo passato. I due si incontrano apparentemente per caso e, allo stesso modo, finiscono in un altro mondo, quello dei norreni, durante l'invasione degli Jötnar, spietate creature provenienti da un altro mondo. Insieme dovranno trovare il modo di tornare a casa e, nel mentre, saranno messi di fronte alla verità sul passato di Winter.

Dunque, nonostante io non lo abbia trovato particolarmente appassionante, il libro si fa leggere ed è in effetti molto scorrevole. I personaggi sono molto, molto semplici – Nathaniel l'eroe buono che crede nell'amicizia e negli altri e che trova la propria forza interiore nel corso dell'avventura, Winter il tipo ombroso con il passato incerto che non si fida di niente e nessuno ma impara ad aprirsi – ma sono delineati in maniera molto chiara e coerente.

Lo stile dell'autrice non è malvagio, ma l'ho trovato a tratti troppo pesante e pieno di aggettivi francamente inutili. In certi casi risente soprattutto delle ripetizioni, una in particolare davvero estenuante: gli occhi di Nathaniel sono sempre spaiati o bicromatici, caratteristica che, una volta descrtta all'inizio, non c'è veramente bisogno di ripetere ogni singola volta che Nate muove gli occhi o guarda qualcosa (anche perché, alla fine, il fatto che abbia un'eterocromia non influisce sulla trama, quindi è chiaramente solo un dettaglio caro all'autrice).

La storia si dipana in modo molto lineare ma, a mio avviso, è sbilanciata all'inizio. Abbiamo una prima parte introduttiva molto lunga a fronte di una seconda parte risolutiva brevissima (poco più di 30 pagine) che, per questo motivo, appare molto frettolosa. Mi sarebbe senza dubbio piaciuto leggere qualcosa di più sulla storia di Winter, invece di farmela raccontare in dieci righe da suo padre tra un momento di realizzazione ("Sono un gigante di ghiaccio, Nate, addio!") e un altro ("Vuoi uccidere Nate, padre? Giammai!").

Discretamente straziante la scena finale tra i due, con il bacio atteso per più di 260 pagine che arriva decisamente troppo tardi per tutti (per Nate, per Winter, per la sottoscritta che a quel punto li voleva insieme forever and ever against all odds). Traspare molto l'amore dell'autrice per i cavalli e per la mitologia norrena, due cose di cui sa chiaramente molto. Leggendo si ha proprio l'impressione di avere per le mani un'autrice che sa perfettamente di cosa sta parlando, che è sempre una cosa positiva.

TL;DR Anche se non sembra, il libro non mi è dispiaciuto. Ma la prossima volta: meno aggettivi, più M/M.

This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Martina Koa Alice.
Author 15 books34 followers
December 14, 2025
3.5 ⭐️
Ho iniziato questo libro con tutta l'intenzione di leggere un buon urban fantasy, ma ho avuto un intoppo: la storia inizia sì ambientata nel nostro mondo, ma ben presto si trasforma in un high fantasy. E qui ho avuto io mio blocco lungo mesi, forse perché questa cosa mi ha colto alla sprovvista e in quel periodo non avevo voglia di leggere un fantasy vero e proprio.
Superato il blocco, sono stata felice di aver deciso di continuare. La storia è molto scorrevole in realtà e lo stile accomodante rende ogni frase armonica con la seguente, con il risultato che il romanzo si legge veramente bene, salvo alcune frasi lunghe dove troppi gerundi introducono altrettante subordinate. Ci sono giusto alcuni termini che secondo me sono troppo inusuali per ripeterli così tante volte, nonché spesso associati a concetti altrettanto singolari. Ne è un esempio l'attribuzione della parola "spaiati" agli occhi eterocromatici di Nate: un termine che ho trovato veramente pertinente per quanto inusuale la prima volta, ma che già dalla seconda ha iniziato a risaltare sempre più in negativo, anche perché non c'era bisogno di ripeterlo così tante volte. Stesso discorso di quest'ultima osservazione si applica anche all'albinismo di Winter.
Ho versmente apprezzato invece l'evoluzione del rapporto tra Nate e Winter, e il fatto che non fosse tutto rose e fiori l'ha reso realistico a mio parere. Il drama che si è creato a causa di ciò è stato un ottimo espediente narrativo, che verso la fine del volume mi ha appassionato parecchio. Certo, certe scelte di Nathaniel mi hanno fatto storcere le labbra, ma ho comunque apprezzato il realismo.
Molto bello anche il finale, su cui non dico nulla per non fare spoiler. Un po' un paradosso, ma siamo in un fantasy e ci sta!
Profile Image for Lisachan.
340 reviews31 followers
August 6, 2023
Carino abbastanza da spingermi a comprare il sequel (dove rivedremo gli stessi protagonisti) prima ancora di finire questo volume, ma non abbastanza da convincermi a recuperare anche il prequel (che aveva per protagonisti i genitori del protagonista di questo secondo romanzo), del quale ritengo si possa fare tranquillamente a meno perché, tra i vari rimandi e le varie spiegazioni, la trama si capisce benissimo anche così.
Punto forte del romanzo: certamente i due protagonisti, non perché siano personaggi particolarmente groundbreaking ma perché sono carini, la loro interazione è carina e il loro rapporto ti investe emotivamente abbastanza da farti sperare che le cose per loro possano risolversi bene, che possa realizzarsi un lieto fine nonostante le difficoltà. Punto debole del romanzo: certamente lo stile estremamente acerbo, che nasconde la propria immaturità dietro l'uso di paroloni pomposi che tendono ad appesantire il narrato invece che renderlo elegante come era palesemente l'intento dell'autrice.
Insomma, niente di trascendentale, ma caruccio, una lettura se la vale.

(PS: MA IN CHE SENSO IL PROTAGONISTA COMUNQUE SI E' PORTATO A LETTO LA SUA BISBISBISNONNA NEL PASSATO E NESSUNO MENZIONA LA COSA NE' LA CONSIDERA ALL'INTERNO DEL ROMANZO?????????? FRANCESCA NOTO RISPONDIMI!!1!!!111!!!!!1)
206 reviews2 followers
October 19, 2023
Ho letto di meglio. Però in verità ho letto anche di peggio.

Ho conosciuto l'autrice ad un evento di editoria, e mi sono lasciato convincere a prendere il libro, nonostante avessi letto altri libri dello stesso editore che erano a dir poco obbrobriosi. Alla fine, il risultato è stato abbastanza positivo.

L'autrice ha un'ottima proprietà di linguaggio, ed una conoscenza dei miti e del folklore nordico che introduce nella sua storia con ottimi risultati. La storia è un classico ASTC (Alternate Space-Time Continuum), per usare i termini di Moorcock, con una trama abbastanza banale ma tutto sommato godibile e scorrevole.

Un po' deludente il grossolano deus ex machina di , ed i personaggi sono un po' troppo ossessionati dal punto di vista emotivo, il che mette questo libro a buon titolo nella categoria YA. Inoltre lascia un po' l'amaro in bocca il loop temporale che viene rivelato alla fine, il quale lascia un po' nell'aria un problema di uovo e gallina che sa un po' di incompiuto.

Tutto sommato, comunque, un discreto lavoro, e soprattutto ben sopra la qualità della maggior parte degli autori fantasy italiani.
Profile Image for Divoratori di Storie.
54 reviews1 follower
Read
January 13, 2020
I figli della tempesta scritto da Francesca Noto, è il secondo libro della saga della tempesta.
Il libro è auto-conclusivo, anche se vengono citati eventi o personaggi appartenuti al capitolo precedente. Seguiamo le avventure di Nathaniel, figlio di Lea e Sven, che una sera salva la vita di Winter e il legame tra loro cresce sempre di più, sbocciando in qualcos’altro attraverso un’avventura pericolosa.
Continua a leggere sul nostro blog!
Profile Image for *AGatheringOfBooks*.
196 reviews31 followers
July 30, 2020
Questo secondo libro di Francesca Noto mi è piaciuto molto di più rispetto al primo. Innanzitutto, lo trovo molto migliorato dal punto di vista dello stile. I personaggi, poi, sono meglio caratterizzati e più coinvolgenti. Anche la trama mi ha coinvolto di più, forse perché qui ci troviamo in una tipica ambientazione fantasy, forse perché il senso di avventura è molto forte.

Qui ci sono più emozioni, più contrasti, più avvenimenti che, come ha scritto l'autrice nei ringraziamenti, rendono l'opera più matura rispetto alla prima, nonostante i suoi protagonisti vivano gli anni acerbi dell'adolescenza. E forse è proprio perché si ha il punto di vista di persone che entrano adesso a far parte del mondo che il testo è più profondo, perché si avverte in essi la ricerca di un mondo, di un destino, che sembra in un primo momento incomprensibile.

Ed è questa la cornice della storia di Nathaniel e Winter, delle loro vicissitudini e dei loro sentimenti. Ed io mi sono subito fatta prendere da quei sentimenti e mi sono emozionata tanto, ammetto fino anche a piangere.
Profile Image for CATER!NA.
47 reviews
May 30, 2024
Io non sono fatta per i fantasy o almeno così ho sempre pensato. Mi è piaciuto proprio un sacco questo libro,i personaggi sono belli e mi sono affezionata a Winter in modo profondo. A breve inizierò il secondo perchè voglio capire se Winter e Nate avranno la loro bella storia.
Profile Image for I Mondi Fantastici.
247 reviews22 followers
January 27, 2018
Chi sono 'sti figli? Uno è Nathaniel, ovviamente, il figlio di Sven e Lea, i protagonisti di "Il segno della tempesta", un adolescente molto particolare in cui, oltre ai classici problemi di (a)socialità tipici di quell'età (alzi la mano chi non li ha avuti!), si sommano le difficoltà derivanti dall'essere uno dei Waerne e in particolare l'essere il figlio di Valoisa e Valke, gli eroi della profezia. Un bel peso che grava sulle sue spalle adolescenziali.

Per fortuna che nella sua vita arriva Winter! Sì, proprio lui, un ragazzo albino altamente complessato (a partire dal nome...^^), con un passato tormentato alle spalle, un dolore per una perdita che non ha ancora accettato e un bisogno innato quanto inespresso di avere qualcuno a fianco, qualcuno che gli voglia bene e lo accetti per quello che è. Anche se neppure lui sa ancora bene chi effettivamente è.
Sarà l'incontro tra queste due anime solitarie, uno così disperatamente in cerca di aiuto e di amore, anche se non sarebbe mai disposto ad ammetterlo, l'altro così immerso nell'amore familiare e dei propri amici da non rendersi neppure conto di quanto sia importante, a dare vita alla vicenda. Eh sì, perché i nostri figli della tempesta ovviamente hanno dei poteri, alcuni non li conoscono neppure loro, ci stanno prendendo confidenza, e facendolo insieme risulta un'esperienza tutta nuova e inebriante. Ed ecco che, mentre sono lì che si esercitano e cercano di capirci qualcosa, si ritrovano a vivere un'avventura emozionante che li porterà a spasso in nuovi mondi. Creature fantastiche, che sembrano uscite da un bestiario di mitologia norrena, scontri e battaglie (molto più abbondanti, per fortuna, rispetto al primo libro, molto più romantico!) a gogo, colpi di scena e tradimenti, rivelazioni e incontri con personaggi che hanno più di una faccia. Devo dire che in questo romanzo non manca niente, riesce a mescolare bene l'avventura con l'azione, senza tralasciare assolutamente l'aspetto prettamente emotivo e sentimentale, garantendo un'ottima introspezione dei due protagonisti, così uniti che sembra quasi vivano lo stesso afflato di vita.

Molto apprezzati (per chi, come me, ha letto "Il segno della tempesta") i vari riferimenti agli eventi accaduti diciotto anni prima, le varie apparizioni dei personaggi dell'altro libro, e anche le rivelazioni che gettano nuova luce su quanto accaduto. Il finale è decisamente aperto e fa ben sperare che le avventure dei figli della tempesta non finiscano qui, ma tornino a concludersi nel terzo e definitivo volume della bella saga urban fantasy (ma non soltanto urban!) creata da Francesca Noto!

A chi lo consiglio? A chi cerca un romanzo fantastico fuori dal comune, agli amanti della mitologia nordica, ovviamente, e anche delle interazioni romantiche tra due anime affini, solo incapaci di ammetterlo a se stessi. Buona lettura! ;)
Profile Image for Il Lettore.
192 reviews7 followers
June 20, 2018
Splendido.
Dov'è che si parla di bromance - insomma gli erotici gay - non l'ho capito, ma ho capito che si punta al marketing e libri come questo ne meritano tanto, ma davvero tanto di marketing.
Scritto bene, fluido, ritmato, senza nulla lasciato al caso, un testo decisamente superiore alle aspettative dopo che Moglie mi aveva passato il primo volume, il segno della tempesta. Qui la tempesta ha lasciato il segno e che segno.
Grazie a Moglie, che ogni tanto passa a questo ingurgitatore seriale di romanzi qualcosa anche di romantico, e grazie a Francesca Noto per la freschezza di questo testo.
Displaying 1 - 17 of 17 reviews

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