Nebbie e delitti per l'ex commissario Martini secondo la tradizione del misteri. Torino 1933: è l'anno dell'inaugurazione del primo tratto della nuova via Roma, con gli storici Caffè, negozi e trattorie. A fare atmosfera un autunno tra nebbie spesse, freddo pungente e qualche spruzzata di neve che colora di bianco i marciapiedi. La Contrada del Gambero d'Oro è un quartierino centrale dove viene trovata morta una ragazza: Martini deve muoversi tra sospetti e rancori con la pazienza e la sagacia di un Maigret nostrano lasciandosi compenetrare dalle abitudini e dai piccoli e grandi drammi familiari degli abitanti del luogo.
Interessante, almeno all'inizio, l'ambientazione nella Torino degli anni 30 con la descrizione di luoghi e dello stile di vita, diventa poi un elenco urbanistico e un peregrinare tra colazioni, aperitivi, cene. Anche la storia appare debole e non supportata da una descrizione vivace dei personaggi. Appare tutto un pò freddo e didascalico
Interessante la rievocazione delle atmosfere del centro di Torino negli anni Trenta, con la nuova via Roma appena rifatta, le botteghe di quegli anni, i passaggi e le strade che nei decenni hanno completamente cambiato volto. Abbastanza buona anche la costruzione della vicenda gialla, con le figure del commissario Martini (in aspettativa? a riposo?) e di Piperno a seguire le indagini.
Bello, scorrevole ma manca qualcosina per porlo allo stesso livello di altri polizieschi. Cosa che ho apprezzato molto è lo scenario storico di una Torino anni trenta ancora in costruzione, i riferimenti alle leggi del periodo, come la tassa sul celibato (di cui non ne conoscevo l’esistenza 😅), l’usanza di chiamare a pagamento orfanelle per partecipare a funerali, considerare di facili costumi ragazze che a vent’anni non erano ancora sposate, o che fumavano o, ancor peggio, che possedevano una radio 🙄. Continuerò sicuramente a leggere le altre indagini del Commissario Martini. Ho letto il libro in digitale, ma c’è scritto che nell’ultima ristampa sono stati utilizzati caratteri grandi, interlinea superiore e carta particolare per “il piacere di leggere senza fatica” (cit.).
Il giallo, che ha per protagonista il commissario in congedo Martini, è ambientato a Torino nel 1933, precisamente nella Contrada del Gambero d'oro. Il commissario, che da qualche anno si dedica ad un'azienda agricola ricevuta in eredità, è ospite della sorella a Torino per qualche giorno. In una notte di fitta nebbia, nella contrada, viene strangolata una ragazza giovanissima, Marina. La contrada è in subbuglio ed in modo particolare l'edificio dove la ragazza abitava con i suoi genitori. Il titolare dell'indagine è Piperno, con il quale Martini collabora. Vengono interrogati tutti gli inquilini e viene scandagliare la vita della ragazza, la quale, a dispetto della giovanissima età, non era un esempio di limpidezza, ingenuità e bontà... A complicare il tutto, si aggiunge l'omicidio di un generale in pensione, ficcanaso e pieno di piccole manie e convincimenti personali, proprio nella stesso stabile. Due omicidi son troppi... Gli investigatori capiscono che la pista da seguire è una soltanto! Si tratta di un giallo gradevole, vecchio stile, dove non ci sono scene cruente e dettagli di tipo scientifico, ma dove si seguono gli indizi e si sfruttano per il ragionamento e le ipotesi di polizia e dove, infine, si punta sugli interrogatori e sull'immersione nella psicologia dei sospettati. Consigliato a chi ama il giallo classico.
Secondo libro di Gianna Baltaro che leggo. Mi piace il suo modo di scrivere, diretto e senza perdersi in dettagli inutili. Mi affascina il modo in cui i protagonisti riescono a scartare tutte le ipotesi alternative. Nulla si da per scontato senza una spiegazione. Ogni pista deve essere supportata da prove inconfutabili per poter essere scartata o seguita. Lettura chill ma che fa anche riflettere su svariati temi. Non vedo l'ora di leggere altri libri suoi
Una ragazza viene trovata morta nel suo palazzo, strangolata. La vittima, brava ragazza ma un po' civettuola, intratteneva diverse "amicizie" ambigue: trovare il colpevole non è così semplice. Un'indagine che parte in sordina ma piano piano affascina, per ambientazione e atmosfere. Gradevole.
Scritto bene e scorrevole, peccato che dopo aver letto il Commissario Ricciardi questo commissario della Baltaro sembri un personaggio alquanto sbiadito.
Il primo espisodio del (ex) commissario Martini. Sullo sfondo di una Torino anni trenta si snodano crimini di cronaca che vengono risolti passo passo seguendo trame e personaggi nel piu' classioco stile di indagine. Piacevole lettura che non delude , Scrittura solida, nessun volo pindarico e personaggi veri e credibili.