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Chi è Gilbert Gosseyn? Un uomo cui è morta la moglie? Un agente segreto? Un grande capo? Una semplice pedina in una gigantesca partita a scacchi? Lui stesso non lo sa, e la sua lunga, drammatica ricerca è il filo che lega gli episodi di questo romanzo, tra i grandi classici della fantascienza. Come in una scatola cinese, l’enigma che pesa sul protagonista si apre su altri enigmi sempre più stupefacenti, in un complesso, perfetto congegno narrativo dove si fondono magistralmente suspense e filosofia.

Hardcover

First published January 1, 1973

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About the author

A.E. van Vogt

663 books456 followers
Alfred Elton van Vogt was a Canadian-born science fiction author regarded by some as one of the most popular and complex science fiction writers of the mid-twentieth century—the "Golden Age" of the genre.

van Vogt was born to Russian Mennonite family. Until he was four years old, van Vogt and his family spoke only a dialect of Low German in the home.

He began his writing career with 'true story' romances, but then moved to writing science fiction, a field he identified with. His first story was Black Destroyer, that appeared as the front cover story for the July 1939 edtion of the popular "Astounding Science Fiction" magazine.


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Displaying 1 - 5 of 5 reviews
Profile Image for Pierre Menard.
137 reviews251 followers
November 7, 2015
Il rischio principale di scrivere un romanzo a tesi è che, mentre si espone la tesi, ci si dimentichi di narrare una storia sufficientemente coerente e capace di avvincere il lettore: senza quella storia, il lettore non può interessarsi alla tesi difesa dall’autore e finisce per chiedersi perché mai costui non abbia scritto un saggio o un pamphlet per veicolare le sue idee. Questo è quanto è successo, almeno secondo il mio modesto parere, a van Vogt e alla sua trilogia dedicata al “mondo del non-A”. Le prime due parti, “The World of null-A”, “The Pawns of Null-A”, sono state rispettivamente pubblicate per la prima volta nel 1945 e nel 1956 e rieditate dallo stesso autore nel 1970. La terza parte (“Null-A three”) risale al 1984: la lunga distanza temporale che separa la conclusione dalle altre parti è un ulteriore indizio del fatto che la dimensione narrativa è totalmente subordinata all’esposizione delle tesi di van Vogt. Ma procediamo con ordine, facendo una piccola sintesi della trama.

Terra, anno 2560. In un futuro più distopico che utopico, l’umano Gilbert Gosseyn sta per partecipare alle selezioni dei potenziali nuovi abitanti del pianeta Venere, di cui viene data una descrizione idilliaca e molto diversa dalla realtà, che tuttavia l’autore non poteva conoscere, visto che le prime sonde hanno raggiunto il pianeta negli anni Sessanta del secolo scorso. Le selezioni vengono effettuate da un supercomputer senziente noto come Macchina delle Selezioni. Durante i test, Gosseyn scopre che la sua vita come la conosceva - il matrimonio, il lavoro, l’indirizzo, persino la propria identità - non è reale e i suoi ricordi completamente falsi o falsificati (il che ci ricorda il racconto “We Can Remember It for You Wholesale”, di Philip K. Dick). Dopo la comprensibile sorpresa, Gosseyn cerca di saperne di più su se stesso. Resosi conto di avere un cervello supplementare che lo dota di poteri intellettivi superiori (dalla telecinesi al controllo mentale di altri individui), scopre di poter rivivere dopo la morte e finisce per trovarsi al centro di un complicatissimo intrigo prima interplanetario e poi galattico che vede contrapporsi un malvagio imperatore, un leader religioso fondamentalista, una corrotta federazione di razze e civiltà differenti e (nel ruolo dei “buoni”) gli adepti della disciplina logico-filosofica anti-aristotelica nota come “non-A” (in inglese Null-A) e modellata sulla semantica generale (d’ora in avanti GS) dello studioso polacco-statunitense Alfred Korzybski (1879-1950).

Senza scendere nei dettagli (preferisco rinviare a Wikipedia chi, ahilui, sia interessato), la GS fornisce una visione della realtà antitetica a quella basata sulla logica classica, consentendo la violazione del principio di non contraddizione, del principio del terzo escluso etc. Più una disciplina, che non una filosofia (p. 423), la GS si fonda su una sintesi tra cervello emotivo (talamico) e cervello razionale (corticale) che li superi entrambi per creare menti capaci di cogliere la molteplicità del reale e delle sue interpretazioni (i livelli di astrazione, di natura non verbale) e di comprendere che tali livelli non esauriscono mai l’essenza del reale, secondo il motto “The map is not the territory”. Non vorrei dare in questa sede una valutazione della GS (meglio sorvolare sulle sue deboli premesse neuroscientifiche, per esempio): osservo semplicemente che sebbene molti scienziati, filosofi, linguisti e scrittori ne siano stati affascinati, sono le opere di van Vogt che l’hanno diffusa presso il pubblico della SF, stabilendo un ponte tra la GS e Dianetics, la disciplina pseudoscientifica di cui lo stesso van Vogt si fece portatore insieme a Ron Hubbard, il fondatore della Chiesa di Scientology.

Bisogna dire che l’approccio scelto da van Vogt è prettamente a-scientifico e a-logico. A lui non interessano le logiche multivaloriali, gli algoritmi non deterministici, l’indistinguibilità delle particelle elementari, il ruolo dell’osservatore nella misura (meccanica quantistica) etc. A lui interessa solo fornire la ricetta per superare la comprensione classica della realtà e allenare la mente - mediante tecniche di autoaddestramento riconducibili alla GS - a coniugare e nel contempo superare emotività e razionalità per generare un superuomo capace di esprimere nella sua pienezza le doti che la natura gli ha dato e acquistare la totale sanità mentale: la parabola di tale superuomo dovrebbe essere esemplificata nelle vicende del protagonista del romanzo, il cui cognome Gosseyn va infatti letto come Go-Sane. Per poter trionfare sui nemici del non-A (e dell’umanità in generale), Gosseyn deve riuscire ad evolvere da semplice individuo addestrato al pensiero anti-deduttivo e anti-razionale a mente superiore capace di poteri sovrumani.

Detto questo, appare subito evidente al lettore che la traduzione romanzesca di tutto questo armamentario non funziona per niente: la storia è confusa, caotica e incoerente, i personaggi maschili sono privi di carattere e psicologia e agiscono in modo casuale, mentre quelli femminili sono puramente decorativi. Gosseyn si trova sballottato, in corpo e/o in spirito, da un capo all’altro della galassia senza che il lettore possa comprendere le cause o le ragioni dei suoi continui spostamenti. I personaggi cambiano scopi e fazioni in modo improvviso, rivelando segreti che nessuno poteva immaginare (forse nemmeno l’autore) e che poi diventano lettera morta. Il rifiuto del determinismo e il principio di indistinguibilità delle particelle portano il protagonista a rivivere continuamente le stesse situazioni, pur partendo dalle stesse condizioni iniziali, nel segno di noiosi déjà vu: gli esiti però sono sempre diversi, e ciò che viene affermato in un certo capitolo potrebbe venire negato nel capitolo successivo (ad esempio la stessa indistinguibilità delle particelle viene periodicamente asserita e negata). Lo stesso Gosseyn, a un certo punto, viene ucciso, e nel capitolo successivo torna a nuova vita, con un nuovo corpo: è lui perché possiede la memoria del Gosseyn precedente e per la GS memoria e identità coincidono, ma allo stesso tempo non lo è, dato che spazio-temporalmente è un altro Gosseyn.

A complicare il quadro van Vogt si ingegna di introdurre personaggi, eventi e oggetti di cui non spiega in alcun modo il ruolo o le caratteristiche, aspettandosi forse che sia il lettore a riempire i buchi con la propria fantasia. L’intuizione riguardo all’universo einsteiniano (non-newtoniano) del pensiero non-A conta meno di zero, dato che le distanze galattiche vengono coperte per mezzo della volontà mentale oppure grazie al distorter, che è la solita black-box che fa tutto ciò deve per superare i limiti relativistici senza uno straccio di spiegazione scientifica, così come le onnipresenti macchine della verità hanno l’unica funzione di far andare avanti la trama. Anche la Macchina delle Selezioni che offriva un ottimo spunto narrativo viene eliminata verso la fine del primo romanzo, per lasciare spazio a uno sconclusionato conflitto intergalattico in cui vale il bellum omnium contra omnes, e che occupa tutta la seconda parte, mortalmente noiosa.

Gran parte dei capitoli inizia con un’epigrafe che riporta considerazioni e definizioni del guru Korzybski. I precetti della GS riportati nel testo sembrano uscire da un banalissimo manuale di auto-aiuto (vedi anche l’uso della maiuscole): “La scienza non è che buon senso, accompagnato da solido ragionare” (p. 30); “Per essere sano di mente e adattato come essere umano, un individuo deve rendersi conto che non può conoscere tutto ciò che c’è da conoscere” (p.235); “Nell’interesse della sanità mentale, badate a non ETICHETTARE. Parole come fascista, comunista, democratico […] si riferiscono ad esseri umani, che non corrispondono mai esattamente ad un’etichetta” (p.323). Seguendo il suo modello van Vogt elabora un lessico complicatissimo ridefinendo espressioni e termini e scorrelandoli dai precedenti significati. La “reazione ritardata cortico-talamica” non è altro che una pausa di riflessione (quando, prima di commettere una sciocchezza, uno conta fino a 10 per calmarsi). La “similarizzazione” è una sorta di teletrasporto fisico e/o mentale. Anche il concetto di “astrazione” è soltanto una riedizione di concetti ben noti in filosofia della scienza: “rappresentazione” e “modello”. Del resto la stessa GS ha davvero poco a che vedere con la semantica linguisticamente e filosoficamente intesa. L’uso di questo lessico rende la lettura difficoltosa: il lettore continua a chiedersi infatti perché diavolo van Vogt non chiama le cose col loro nome e ricorre a termini che evocano altro. E’ un po’ come se in una normale conversazione sul meteo, uno chiamasse la pioggia condensazione pressurizzata del vapor acqueo e il fulmine flusso elettronico antigravitazionale.

Vedendo come agisce Gosseyn sembra che la GS insegni a comportarsi da perfetti idioti, a cadere in tutte le trappole tese dai nemici e a farsi salvare da una specie di divina provvidenza, che poi cercherà a sua volta di sbarazzarsi del protagonista. Del resto i “cattivi” sono ancora più sciocchi di Gosseyn e nonostante sappiano che lui cospira contro di loro lo lasciano sopravvivere ogni volta. Per quanto la focalizzazione sia sempre su Gosseyn, a un certo punto della prima parte si trova - ennesima incoerenza - un capitolo posticcio che ha lo scopo di introdurre dal nulla personaggi che avranno importanza nella seconda parte.

Credo che la frase che meglio rappresenti la reazione del lettore medio di fronte a questo terribile pasticcio si trovi a p. 97: “era una situazione assolutamente incomprensibile”. D’altronde, quando le cose si fanno troppo complicate, l’autore se la cava asserendo che solo una mente addestrata al pensiero non-A avrebbe potuto comprendere appieno la situazione. E chi non ha questa fortuna? Si potrebbe malignamente pensare che il fatto che la storia e i personaggi proprio non funzionino sia da ascrivere alle limitate capacità letterarie dell’autore: è la posizione del critico e scrittore di SF Damon Knight, che nel 1967 firmò una pesante stroncatura di van Vogt, da lui definito “cosmic jerrybuilder” (anche in questo caso consiglio di consultare la voce Wikipedia dedicata al romanzo). Anche senza dare ragione a Knight, bisogna constatare che l’abbandono della coerenza narrativa e della costruzione psicologica dei personaggi in un romanzo del genere producono distorsioni tali da negare al lettore qualsiasi possibilità di interesse per la trama o per la sorte dei personaggi. Un conto è rifiutare il modello deduttivo della logica aristotelica per tentare altre strade, un conto è abolire qualsiasi logica del racconto. Un conto è frammentare o rimescolare la trama in cerca di una nuova interpretazione, un conto è narrare eventi privi di senso. Un conto è il riorientamento gestaltico, un conto è dare colpi violenti agli apparati di misura per vedere se e cosa misurano. Un conto è suggerire che l’emotività e la razionalità singolarmente prese non bastano, un conto è far muovere i personaggi (e il lettore) del tutto a casaccio, e poi quando la trama diventa eccessivamente complicata, buttare per aria le carte e rimescolarle di nuovo. Non sorprende che van Vogt abbia riscosso simpatia nei surrealisti francesi, ma è quasi impossibile costruire un romanzo credibile con le premesse del genere.

Il volume pubblicato da Editrice Nord si basa sul testo rieditato da van Vogt nel 1970 ed è accompagnato da una nota introduttiva piuttosto superflua dove l'autore risponde con malcelato livore alle contestazioni di Knight e di altri critici, sottolineando il suo successo commerciale e la verità della GS. La sua reazione è tipica di un adepto di una setta che ritiene le proprie tesi indiscutibili e ridicolizza chi non la pensa come lui. Anche per questo, penso proprio che mi risparmierò l’ultima parte della trilogia.

In conclusione, mi sento di dire che non basta rifiutare Aristotele o Newton per diventare Galileo o Einstein, anche a livello di scrittori di SF.

Consigliato a chi usa comportarsi in modo random.

Sconsigliato a chi ama la fantascienza classica.
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Andrea Sacchi.
207 reviews2 followers
April 17, 2022
Ancora una volta una rocambolesca avventura rocambolessca raccontata un colpo di scena dopo l'altro da un van Vogt estremamente abile nel catturare l'attenzione del lettore.
Ancora una volta il focus è tanto sulla storia quanto sulla psiche dei personaggi, anzi, forse questo romanzo è più sulla seconda che sulla prima.
Ancora una volta un gruppo di minoranza di super-Uomini con potenzialità pressoché illimitate alle prese con la sfida di sopravvivere a un Universo contrario carico di pregiudizi.
Chicchina: un libro che si fa vessillo della semantica generale, disciplina del significato del significato, ha per protagonista ed eroe Gilbert Gosseyn(=Go sane) e come antagonista Secoh(=Sicko)...
Profile Image for Francesco.
Author 33 books41 followers
September 11, 2015
Insulso.
Mi spiace massacrare e dissacrare un mito. Il romanzo è lungo, noiosissimo, contradditorio, presuntuoso, psuedo-filosofico, autoreferenziale, incomprensibile. I personaggi sono tutti identici, privi di identità, banali, contraddittori, stereotipati alla maniera del primo dopoguerra USA. La filosofia di fondo è banale, noiosa. La storia è un guazzabuglio di ingenuità accettabili per il periodo di scrittura e di presunzione di originalità mai raggiunte. Da dimenticare, ho faticato a terminarlo e la sola ragione per cui l'ho fatto è scrivere con cognizione di causa questa lapidazione.
Profile Image for Koen.
228 reviews
May 29, 2023
De Wereld van NUL-A en De Schakers van NUL-A
Geschreven door AE van Vogt
ISB-nummer 90 290 0210 7
Vertaling Per Ense (1969)
Omslagillustratie Alan Daniels
Uitgever Meulenhoff SF, derde druk 1983, nummer SF-97

De inleiding van de auteur is afkomstig uit de editie van Berkley Books, New York, 1970.
De twee in dit boek opgenomen titels zijn oorspronkelijk verschenen als twee afzonderlijke pockets, SF-17 en 21, in respectievelijk 1968 en 1969. De tweede uitgave was een gebundelde paperbackeditie.

Hieronder een korte opgave van de personages, waarbij ik er vast en zeker een aantal vergeten ben.

De Wereld van NUL-A:
Gilbert Gosseyn, Vrest Village, Florida, leeftijd 34 jaar.
Patricia Hardie, Gilbert’s overleden echtgenote.
Mr. Nordegg, winkelier ook uit Crest Village.
Miss Freechers, secretaresse van Patricia Hardie.
Teresa Clark, beschermelinge van Gilbert. Gilbert ziet haar later en dan wordt ze aangewezen als Patricia Hardie, dochter van de President.
David Lester Enright, psycholoog.
Jim Thorson, agent van Enro.
Kwantiteit X, een man welke door een ongeluk erg getekend is. Zijn echte naam is Lavoisseur.
President Michael Hardie.
Eldred Crang, commandant van de ruimte-basis.
John Prescott, vice-commandant.
Amalia, arts en zijn echtgenote.
Blaney, assistent van Crang op Venus.
Dr. Lauren Kair, psychiater.
Dan Lyttle, hotel receptionist.

De Schakers van NUL-A:
David Janasen, van het Emigratie instituut.
De Volger, Schimmige Gestalte die de plannen van Enro de Rode steunt.
Madrisol, secretaris-generaal van de Galactische Bond.

Kroonprins Ashargin.
Yeladji, Opzichter van de Crypt van de Slapende God.
Enro de Rode, militair heerser van het Grootste Rijk.
Nirene, één van de bedienden van Enro.
Secoh, godsdienstig heerser van Gorgzid.

Jurig, een Yalertaan.
Leej, een voorspeller.
Yanar Wilvrie Blove, de partner van Leej.
Oreldon, officier van het Grootse Rijk aan boord van de Y-381907.
Captain Free van de het ruimteschip de Y381907.
Groot Admiraal Paleol.

Gorgzin Risha/Patricia Hardie, echtgenote van Eldred Crang en zus van Enro de Rode.
Profile Image for Patrick Scheele.
179 reviews1 follower
August 30, 2019
Plot: incoherent
Characters: cardboard
World: nonsensical
Science: fictional

Every chapter of the second book starts with some profound NUL-A insight, like: the map is not the same thing as the real land and a crowd consists of individuals. Pearls of wisdom, right there!
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