che dire di questo libro...mi trovo in difficoltà...
Posso sinceramente dire che non mi è piaciuto e mi ha annoiato? No... Tuttavia non posso neanche dire che mi sia piaciuto e che lo abbia letto con curiosità e passione...è un libro nella norma, che va bene per tappare i buchi ma di cui ci si dimentica presto. Credo che la cosa principale che ha remato contro sia la modalità di scrittura. Questo libro è scritto in inglese ma con una grande abbondanza di termini in italiano, che dovrebbero dare il senso dell'italianità della storia, passatemi il termine. Invece risultano spesso una ridondanza (vengono tradotti all'interno della stessa frase) e non aggiungono nulla...non si capisce nemmeno perchè questi termini siano in italiano, non sono nè particolarmente idiomatici nè pregni di chissà quale significato, nella maggiorparte dei casi.
Veniamo alla storia: un racconto corale che riguarda gli abitanti di Santa Lucia, un piccolo paese nell'Appennino umbro, dove non si sa perchè la luce è diversa che nel resto d'Italia. Ma non aspettatevi nulla di paranormale o chissà che, legato alla luce: è solo un modo pittoresco per descrivere il paesaggio, usata talvolta per descrivere stati d'animo e pensieri. Idea carina ma non mi ha convinto del tutto. Allo stesso modo la narrazione si sposta da un personaggio all'altro usando diversi espedienti, come il cane che cammina per la strada e seguendolo passiamo dalle vicende di un personaggio a quelle di un altro protagonista, altre volte si passa dall'uno all'altro senza un preciso ordine. Ho apprezzato la visione un pò cinematografica del racconto, lo vedrei bene trasformato in un film. Tuttavia la storia in sè è piuttosto inconsistente: ognuno con i propri drammi, chi affoga nel bere i dispiaceri, chi custodisce dentro una burbera corrazza un misterioso segreto, chi si addentra ingenuamente in una vita non sua...con un mix di mentalità retrograda, tipo padre padrone e tematiche moderne, come l'omosessualità.
Non mi ha convinto e stavolta non penso che cercherò di completare la serie...mi sembra una sorta di Beautiful, la soap opera tanto cara alle nostre nonne.