«Una donna affascinante, con molte storie alle spalle… Elda Lanza è un romanzo vivente. » La Repubblica
Una bambina di tre anni e mezzo. Suo padre che lascia la famiglia perché innamorato della sorella di sua moglie. Con questo primo, crudele tradimento, inizia il cammino sentimentale della protagonista di Uomini. Un cammino che diventa, grazie ai personaggi, alle vicende, agli scenari che racconta, un irresistibile romanzo d’amore. Uomini di talento, di successo, famosi, potenti, ammirati. Per quanto diversissimi, petali della stessa margherita nel gioco del m'ama, non m'ama, una corolla al centro della quale c'è la protagonista, una donna che non riesce a farsi amare davvero, mai abbastanza ferita da arrendersi alle proprie illusioni. Che si racconta con sfacciata ironia, sapendo di aver perduto tutte le tranne l’ultima, con se stessa. Un libro aspro e amaro, coraggioso e sincero, scritto con ruvidezza calda e avvolgente. Con voce sicura e timida allo stesso tempo.
Recensione presente nel blog www.ragazzainrosso.wordpress.com Dopo aver assistito a soli tre anni e mezzo alla definitiva rottura tra sua madre e suo padre, innamoratosi della sorella della moglie, la protagonista dell’opera sviluppa una sorta di sfiducia nell’amore. La sua vita, infatti, da questo punto di vista sarà molto difficile. Costretta in un matrimonio dal quale non riesce a staccarsi, vivrà su di sé l’emozione e il turbamento, l’estasi e la malinconia fino a prendere coscienza che un uomo, in fondo, non potrà cambiare mai.
“Ognuno ha un libro nel cuore, forse non è neppure quello che ti ha insegnato o che hai amato di più. È un libro. Il tuo libro.”
Tema centrale dell’opera è il rapporto amoroso nelle sue varie sfaccettature. L’amore infatti non è solo l’esperienza totalizzante della quale libri, canzoni, poesie sono pieni ma è soprattutto quotidianità, è imparare a conoscersi, a trovare un equilibrio tra tutti gli aspetti dei propri caratteri.
Sicuramente, nel caso della protagonista, la ripercussione psicologica di un evento traumatico vissuto nei primissimi anni d’età ha inciso fortemente nelle esperienze future. Ella matura infatti un atteggiamento di sconforto nei confronti dell’amore, non riesce a chiudere definitivamente il rapporto con un marito che, in più di un’occasione, le ha dimostrato di non amarla. Forse per paura di restare sola? E perché in fondo crede ancora nel loro legame? La sua è una battaglia difficile ed estenuante, persa in partenza.
Assieme al marito, sono molte le figure maschili che si incontrano tra le pagine di questa breve opera. Colleghi di lavoro, amici, semplici conoscenti, tutti uomini che a modo loro vanno a confermare l’idea di fondo dell’incapacità di cambiare, che agiscono affinché non si crei mai un rapporto vero, nulla di definitivo.
L’autrice si serve di uno stile semplice, diretto e scorrevole. Tuttavia l’opera appare molto sintetica, non si riesce a penetrare nelle vicende narrate, sembrano solo accennate o comunque raccontate in maniera molto frettolosa. Questo, a mio parere, penalizza il coinvolgimento emotivo dell’autore che osserva le vicende e le lascia andare via senza riuscire a conservare un benché minimo ricordo.
Peccato, sarebbe stata un’ottima opera utile anche alle nuove generazioni che stanno muovendo i primi passi nel mondo dell’amore.
Capisco che dopo una carriera di spettacolo e giornalismo si senta l'esigenza di raccontarsi. Ma non così, cronistoria algida e sintetica di un matrimonio malato.
Una favola triste, con un lieto fine che di lieto ha ben poco. Eppure io sono Elda Lanza. Eppure io ho il mio Alessandro. Eppure la stupidità in amore è una cosa seria.