DEPRESSION OR BUST "Son," the president said. "What in the name of Moses is going on in this country?" Weigand, his pipe clenched tightly between his teeth, said, "Mr. President, it's a Depression." "A Depression?" "Yes, sir." "What is a Depression?" "Well sir, I've been reading up on it. We haven't had one since 1939. Before our time, of course. What usually happens is that businesses fold, millions of people lose their jobs and go on relief--" "All right, I think I get the idea. But how do you get rid of them?" Weigand had been afraid he was going to ask that. "That's a good question..."
Dallas McCord "Mack" Reynolds was an American science fiction writer. His pen names included Clark Collins, Mark Mallory, Guy McCord, Dallas Ross and Maxine Reynolds. Many of his stories were published in "Galaxy Magazine" and "Worlds of If Magazine". He was quite popular in the 1960s, but most of his work subsequently went out of print.
He was an active supporter of the Socialist Labor Party; his father, Verne Reynolds, was twice the SLP's Presidential candidate, in 1928 and 1932. Many of MR's stories use SLP jargon such as 'Industrial Feudalism' and most deal with economic issues in some way
Many of Reynolds' stories took place in Utopian societies, and many of which fulfilled L. L. Zamenhof's dream of Esperanto used worldwide as a universal second language. His novels predicted much that has come to pass, including pocket computers and a world-wide computer network with information available at one's fingertips.
Many of his novels were written within the context of a highly mobile society in which few people maintained a fixed residence, leading to "mobile voting" laws which allowed someone living out of the equivalent of a motor home to vote when and where they chose.
L’idea di partenza del libro è davvero particolare: cosa succederebbe se effettivamente una singola azione riuscisse a influenzare il corso dell’intera storia mondiale?
L’inconsapevole Marvin Sellers si trova proprio in questa situazione, quando decide di non acquistare un nuovo frigorifero. In questo modo ci mostra come l’intera economia sia collegata tra le diverse industrie e nessuno può sentirsi immune se un settore inizia ad andare male. Il mondo capitalistico che ci viene disegnato è condotto da centri di potere poco informati, non all’altezza delle esigenze della popolazione e con una sfilza di consiglieri che spesso lanciano idee giusto per avere qualcosa da dire.
I due mondi contrapposti che si ritrovano ad affrontare la stessa crisi sono ovviamente l’America e la Russia. Entrambe adottano approcci differenti per riuscire a trovare una soluzione alla crisi, con effetti all’inizio catastrofici. Immaginate di poter arrestare tutti i funzionari corrotti, con un mandato illimitato che vi attribuisce pieni poteri. Fino a che punto della gerarchia riuscireste a risalire prima di diventare un problema, piuttosto che la soluzione? Preferireste invece cercare di nascondere le vostre malefatte dietro un’aria di santità per non perdere la vostra poltrona?
Ogni pagina nasconde un nuovo espediente di chi ha conquistato il potere e non vuole perderlo. Gli effetti sulla popolazione si fanno sentire e le reazioni sono le più disparate. C’è chi si dispera, chi invece decide di reagire a creare un nuovo movimento nella società, che possa riuscire a smuovere le coscienze di tutti.
Il finale, nella sua semplicità, è sorprendente, ma in linea con tutte le idee bizzarre che costellano questo libro.
L'ennesimo libro amato, prestato, perduto eoni fa (parlo degli anni '70). L'ho ricomprato quando finalmente è stato ripubblicato, e per quanto risenta inevitabilmente degli anni passati l'ho riletto con grande piacere, sia per l'invenzione di base del mancato acquisto di un elettrodomestico che manda a gambe all'aria tutto un sistema economico, sia - e forse soprattutto - per le mille notazioni divertenti sulla società di quegli anni: dai delfini che sulla Pravda (appositamente stampata su fogli di plastica) imparano a leggere, imparando di conseguenza a portare avanti le loro rivendicazioni sindacali, all'esilarante storia della pelatrice di cetrioli. E non ve la racconto per non rovinarvi il gusto di scoprirla, se mai avrete la ventura di incontrare questo delizioso racconto.
Ho deciso di leggere questo libro dopo averne letto su un giornale e devo ammettere di non essere stata delusa. "Effetto valanga", pur essendo un romanzo del 1974, è davvero attuale. Rappresenta un mondo del futuro, protagonisti gli Stati Uniti d'America, in preda ad una drammatica crisi economica e sociale. Il Presidente degli USA e il suo staff sono inadeguati a fronteggiare la crisi e fanno più danni che altro. Dall'altra parte viene rappresentato un Blocco Sovietico impegnato nel tentativo di superare l'Occidente con mezzi poco ortodossi e non sempre con i risultati attesi.
E' chiaro che si tratta di una parodia! Tuttavia, lungi dall'essere stereotipata o banale, da una rappresentazione della società, dell'industria e soprattutto della politica che rischia di essere tristemente accurata. Lo stile è molto scorrevole, senza inutili descrizioni e il romanzo risulta davvero piacevole. I dialoghi poi sono divertenti e incalzanti.
Un racconto di fantascienza a sfondo sociale e politico abbastanza "standard", ma che si legge tutto d'un fiato e in qualche frangente riesce pure a strappare una risata. I giganti del genere, comunque, stanno ad anni luce di distanza. Nota a margine: nella società woke del 2022 mette quasi in imbarazzo il modo in cui viene trattata - in maniera del tutto naturale e inconsapevole - la figura femminile nei vecchi libri sci-fi anni '50 e '60. Vabbè, fortunatamente i tempi sono cambiati.
Pessimo. Per certi versi mi ha ricordato Aldous Huxley, diciamo per una certa lettura satirica del testo, ma nel complesso mi sono annoiato ed ho trovato molte idee narrative strampalate è poco credibili. Interessante invece il racconto di chiusura (“The Book Learners” di Liz Hufford). Il mio riferimento è l’edizione Urania del 1976.
Intelligente romanzo di "fantascienza" con un piglio ironico e spunti di riflessione interessante. Lettura più che mai appropriata per i tempi che stiamo vivendo. Alla conclusione ho esultato insieme al protagonista. Viva le rosse naturali!