Il castello di Eymerich è ambientato a Montiel, in Castiglia nel 1369. Pietro il Crudele è asserragliato nel Castello di Montiel, posto sotto assedio dalle forze del fratellastro Enrico di Trastamara con l'aiuto dei mercenari di Bertrand du Guesclin. Ma l'assedio è solo una piccola parte dei problemi di Pietro: strani fenomeni si verificano all'interno delle mura, come rumori terrificanti nel sottosuolo, fantasmi che appaiono di notte e bambini misteriosamente scomparsi. Per investigare, Pietro chiede aiuto a Papa Urbano V, il quale invia ad investigare due frati domenicani Nicolas Eymerich e Padre Gallus di Neuhaus.
Valerio Evangelisti è stato uno dei più importanti scrittori italiani di genere fantasy e horror. Si è laureato in scienze politiche, indirizzo storico-politico, e ha intrapreso una carriera accademica interrotta verso il 1990, alternata all'attività di funzionario del Ministero delle finanze. Dopo avere numerosi saggi, si è dedicato interamente alla narrativa. Nel 1994 è uscito il suo primo romanzo, Nicolas Eymerich, inquisitore, che ha vinto il Premio Urania. Sono seguiti seguiti altri numerosi romanzi, tradotti in più di dieci lingue.
Evangelisti earned his degree in Political Science in 1976 with a historical-political thesis. He was born in Bologna. Until 1990 his career was mainly academic. He also worked for the Italian Ministero delle Finanze (Treasury Department). His first written works were historical essays, including five books and some forty articles. In 1993 his novel Nicolas Eymerich, inquisitore won the Urania Award, which was established by Urania, Italy’s main science fiction magazine, with the aim of discovering new talent in the field. Urania published other novels of the series in the following years: Le catene di Eymerich ("Eymerich’s Chains", 1995), Il corpo e il sangue di Eymerich ("Eymerich’s Body and Blood", 1996), Il mistero dell'inquisitore Eymerich ("Eymerich’s Mystery", 1996), Cherudek (1997), Picatrix, la scala per l'inferno ("Picatrix, the Stairway to Hell", 1998), Il castello di Eymerich ("Eymerich’s Castle", 2001), Mater terribilis (2002). Most of the last ones were however first published as hardcover. Nicolas Eymerich is a real historical character, member of the order of the Dominicans and inquisitor in the Spanish Inquisition. He was born in 1320 in Girona, Catalonia, and died in 1399. Evangelisti’s interpretation of his character is a cruel, ruthless, haughty, restless man, who acts mercilessly to protect the Catholic Church against perceived menaces of natural or supernatural origin. At the same time he shows an outstanding intelligence and a deep culture in his actions. In the novels of the series he investigates the mysterious phenomena of Medieval Europe, thus subtly influencing many of the historical events of that epoch; on many occasions the solution of the riddles comes up from stories which are narrated along with the main plot, normally set in the present and in the future. Evangelisti's atmospheres are normally dark, nightmarish, haunting. Another success of 1999, also translated in several languages, is the Magus trilogy, a romanticized biography of the famous Middle Ages prophecies writer Nostradamus. The three novels, Il presagio ("The Omen"), L’inganno ("The Deceit") and L'abisso ("The Abyss") sold 100,000 copies in Italy. Evangelisti's novels are greatly appreciated in France (where he won several literary awards), Spain, Germany and Portugal. He is currently the director of the Carmilla magazine. In the last years he has written some works which show his love for heavy metal music, namely the short stories collection Metallo urlante (referring to the French magazine Metal Hurlant) and the novels Black Flag and Antracite: they are set during the American Civil War and feature a new character, Pantera, a palero shaman. One of his latest novels, Noi saremo tutto ("We Shall Be All"), spans several decades of the last century, exploring the life of Eddie Florio, a gangster, against the background of the history of the trade unions and the workers' battles for civil rights. Mexico is the setting for his next two novels, Il collare di fuoco ("The Fire Collar"), which was published in November 2005 and Il collare spezzato ("The Broken Collar", October 2006). In 2007 La luce di Orione was released, the ninth title in the Eymerich series, followed in 2010 by Rex tremendae maiestatis. Tortuga, a novel about pirates of the Caribbean, was published in 2008.
La scrittura di Evangelisti lascia il tempo che trova, ma la storia è avvincente e il personaggio di Eymerich pazzesco: inquisitore inflessibile, ma capace di torturare un proprio confratello per vendicare i torti subiti da una miscredente; misogino e antisemita, ma innamorato di un'ebrea posseduta; persecutore di ebrei, musulmani ed eretici, ma rispettato dai nemici per la sua incorruttibilità.
Eymerich si innamora, e questo potevamo anche evitarlo: non mi sembra fondamentale alla storia, anche se si cerca di renderlo tale.
Per il resto la storia è bellissima, intricata, la mia preferita della saga (finora). Eymerich è il solito str*nzo senza vergogna, che non esita ad allearsi con gli ebrei quando vantaggioso.
L'idea del castello-Golem è fantastica, l'ingerenza dei domenicani "eretici" confonde il binomio buoni/cattivi, la parte "moderna" della storia è ridotta rispetto ad altri volumi della saga, ma va bene così: possiamo gustarci più a lungo il nostro inquisitore preferito.
Aiuto. Immagino che, quando sarò arrivata alla fine dell'ultimo romanzo della serie di Eymerich, non vorrò più neanche sentir parlare dell'inquisitore per un bel pezzo. Non che sia pentita dell'averne iniziata la lettura, tutt'altro! È solo che, al settimo romanzo in poco più di 15 giorni, sta subentrando una legittima stanchezza e una certa sensazione di indigestione. Forse mi ci sono buttata con troppo entusiasmo. Comunque, siamo a -3.
Detto questo, il giudizio su Il castello di Eymerich è comunque molto positivo. Forse è stato quello più difficile, o faticoso, da leggere, non perché la trama sia (eccessivamente) complicata (una certa dose di complessità è la regola, qui!), ma perché... mi sono emozionata per il mio Nicolas, accidenti! Non c'è niente da fare, se sei il protagonista di un romanzo o di un film, ti piaccia o no, prima o poi devi avere una storia d'amore. Il fatto che anche un tipo non esattamente simpatico e alla mano come Nicolas Eymerich, frate inquisitore dell'ordine di San Domenico, glaciale, spietato, fanatico, trovi una donna che letteralmente sbava per lui è un incoraggiamento per tutti noi single, vuol dire che davvero c'è speranza per tutti.
Scherzi a parte. 1369. Siamo a Montiel, Nicolas è stato chiamato, assieme al suo anziano collega, l'esorcista padre Gallus, nella rocca di re Pietro di Castiglia, posta sotto assedio dal fratellastro del sovrano, Enrico di Trastamara. Nel castello avvengono fatti inquietanti e inspiegabili, apparizioni, rumori sinistri, spettri, sembra che la stessa struttura viva di vita propria e nasconda un terribile segreto. Il progetto è opera di alcuni saggi ebrei, e infatti la struttura ricalca una figura della Cabala, con un preciso scopo. Nicolas Eymerich indaga sulla cosa, dovendosi scontrare contro i propri pregiudizi e il proprio odio antigiudaico, ma soprattutto a turbarlo è la scoperta che nel castello è nascosta anche Myriam, la giovane ebrea da lui lasciata libera otto anni prima (Picatrix), per la quale non riesce ad ammettere soprattutto con sé stesso tutto il desiderio che prova. Le scene fra i due sono di una carica erotica che mi ha turbata e alla fine, quando sembra che si congiungano (complicato da spiegare!), mi sono un po' commossa! Ah, l'amore... L'unico difetto che trovo a questo episodio, e che lo fa collocare leggermente al di sotto di
Cherudek
, finora sempre il migliore (diciamo che il podio provvisorio è Cherudek e a pari merito questo e
Nicolas Eymerich, inquisitore
), è che alla fine sfocia tutto in un'Apocalisse assurda che a tratti suona un po' grottesca, mostri di qua, mostri di là, tuoni, fulmini, etc. C'è poco da fare, le scene di azione parossistica, sulla pagina, funzionano meno che al cinema, per alcune situazioni l'immagine è proprio fondamentale, almeno per me, a leggerle certe cose suonano inevitabilmente forzate, pesanti, lente, eccessive, un po' ridicole, in un bel filmone con effetti speciali come si deve, invece, magari risultano impressionanti e terrificanti come si propongono. Dove il libro è insostituibile, invece, è nel costruire il prima, l'atmosfera (o anche, nel fornire dettagli e spiegazioni degli eventi, che in un film dovrebbero essere risolti, nella maggior parte dei casi, con dialoghi didascalici).
Ancora una volta lo scontro è tra la condanna del desiderio sessuale imposta dal cristianesimo e la sua libera espressione, simboleggiata dalla figura di Myriam che tanto turba la mente dell'inquisitore.
Decisamente una storia impegnativa con trama impregnata di riferimenti storici : decisamente una lettura di alto livello. (Evangelisti mi rievoca un non so che di Umberto Eco, quindi per questo motivo, impossibile non apprezzarlo )
Uno dei migliori racconti dell'inquisitore, dove demoni, giudei, castelli assediati e Cabala vedono il loro massimo potenziale, e la seconda linea temporale, stavolta vede come protagonista padre Dalmau, maestro di Eymerich.
Non sono del tutto convinta della piega hard fantasy del finale, ma Eymerich resta uno dei personaggi più affascinanti di cui abbia letto fino ad ora. :)
Mon premier contact avec l'inquisiteur Nicolas Eymerich, héros de l'auteur italien Valerio Evangelisti.
Je ne savais pas trop à quoi m'attendre donc, bien que le personnage me soit connu de nom. L'avantage de ce roman (et apparemment de tous les autres mettant en scène l'inquisiteur), c'est qu'il peut se lire indépendamment des autres. Tant mieux pour moi.
Appelé au château de Montiel par le roi de Castille pour y enquêter sur des manifestations démoniaques s'y déroulant, Eymerich arrive en plein siège, le demi-frère du roi étant en pleine lutte armée pour s'emparer du trône.
Dans un contexte très tendu donc, avec un roi de Castille excommunié, soutenu par les musulmans et les juifs, cloîtré dans un château assiégé par les forces de son demi-frère soutenu lui par la papauté et les grands souverains européens, l'enquête s'annonce délicate.
L'écriture d'Evangelisti m'a en l'occurrence fait penser à celle de Serge Brussolo et à son Château des poisons. Ambiance lourde, violence, Kabbale juive et intolérance religieuse sont autant d'éléments moteurs de l'intrigue.
Par contre utant le dire tout de suite, Nicolas Eymerich est moyennement attachant pour un homme du XXe siècle. Du moins pour un humaniste du XXe siècle. Homme de son époque, inquisiteur de surcroît, sa vision du monde diffère complètement de la nôtre, et il est largement pétri de préjugés et autres idées racistes de son temps.
Profondément antisémite, intolérant, fanatique, misogyne, le portrait parfait de tout ce que notre société vomit. Et pourtant, on suit son histoire, on s'attache à ses pas, on s'intéresse à cet espèce d'archaïsme vivant qu'Evangelisti nous dépeint.
Car tout intolérant qu'il soit, Eymerich est intelligent et se sert de sa tête pour résoudre les énigmes auxquelles il est confronté. On sent même les tiraillements auxquels il est soumis lorsque son devoir d'inquisiteur va à l'encontre de sa conviction.
Tout ce qui rend le personnage fascinant est là. Eymerich est un homme de devoir et de discipline, qui fait ce qu'il doit quel qu'en soit le prix. Très machiavélique, il est aussi d'un certain point de vue fascinant. Ce mélange d'admiration / répulsion est une des grande réussite de ce personnage.
Seul bémol : le récit est coupé à intervalle régulier par des flash-forward dans un camp de prisonniers nazi ou le gestionnaire du camp cherche à créer un homme parfait à partir de bouts de cadavres. Si l'analogie avec le Golem juif est évidente et si on comprend à la fin le rapport qu'on peut établir entre le récit moyen-âgeux et celui du camp, il n'en reste pas moins que les passages "modernes" n'apporte pas grand chose.
Naturale proseguimento di Picatrix, in questo romanzo ricompaiono alcuni dei personaggi del romanzo precedente e se prima questi avevano avuto ruolo marginari o secondari qui acquisiscono un ruolo di primo piano, non solo nella storia del romanzo, ma anche in quella dell' inquisitore supremo di Aragona, facendo affiorare addirittura, per la prima volta, un lato umano e non facendolo apparire così odioso, anche perché in questo romanzo ci sono altri che riescono a scatenare un odio più forte che Eymerych stesso.
Come detto per la prima volta Eymerich risulta più umano, mostra dei sentimenti, ma come dice lui stesso lui non può essere felice e cercare la felicità, ed anche se questa gli viene proposta lui la rifiuta, come rifiuta la realtà che se pur evidente non può essere accettata se va contro la sua fede , quindi piuttosto la rinnega e se ne crea una che lui possa accettare.
Questo suo atteggiamento caratterizza meglio il,personaggio, fa capire che che per quanto cerchi di nasconderle anche lui ha delle debolezze, delle insucerezze che riesce sconfiggere solo grazie al credo nella sua fede, un credo lo aiuta a trovare una giustificazione a tutto quello che deve affrontare, anche quando una fgustificazione non c'é, ma se la sua fede lo dice lui lo accettta anche per poter andare avanti, e forse, a volte, non impazzire
Ricordo poco della prima lettura... dovevo essere già nella fase discendente, confermata libro dopo libro da questa serie di riletture. Seguito diretto di Picatrix, come personaggi e turbamenti. Strutturato forzatamente come al solito, su più piani di lettura. Il futuro, per Eymerich, posizionato sulla fine della seconda guerra mondiale è fondamentalmente inutile alla narrazione. Sembra più una necessità, aggiunta a forza, per dare al libro la solita struttura. Il passato e il presente si intersecano a poca distanza e, come per il futuro, il passato sembra una necessità per mantenere la tradizione e poteva essere tranquillamente inserito nello stesso contesto narrativo che vede Eymerich nel suo presente. Il grosso peso della storia è legato ai turbamenti carnali e emotivi di un Eymerich che sembra in crisi di mezza età. Tutto sembra forzato e annega nei cliché già incontrati nei libri precedenti. La base storica è sempre didascalica, il solito mescolone di nomi e fatti reali piegati alle necessità della trama esoterico-inquisitoria. Eymerich sembra più debole e umano rispetto al solito, perdendo la solita sicumera che lo contraddistingue, per sembrare solo uno dei tanti eretici fissati che di solito affronta.
Ricordo poco anche il capitolo successivo... cosa che non promette nulla di buono.
Après de looongues années d'attente c'est avec un plaisir certain que je retrouve l'un de mes anti-héros préféré. Cette histoire se passe quelques années après Picatrix et on y retrouve un Nicolas Eymerich toujours aussi fanatique, borné et intolérant mais qui montre enfin des signes de faiblesse et dont la personnalité s'est encore complexifiée. Pour cet opus Valerio Evangelisti a également choisi de nous faire passer d'avantage de temps dans la narration avec l'inquisiteur et donc de moins étoffer les autres strates temporelles comme il avait l'habitude de faire dans les tomes précédents. Le résultat est une histoire plaisante mais peut-être moins ambitieuse que les autres...
Fantastico! Ovvero un romanzo di fantasia che se fosse in edizione hard cover starebbe alla pari con i romanzi di successo alla Dan Brown. Ben strutturato, si legge volentieri. E il personaggio (storico) di Eymerich �� davvero interessante. Tutti gli accenni alla Kabbalah e al Lemegeton dimostrano l'interesse di evangelisti per l'esoterismo. Solo la parte del Golem non �� resa al massimo. Lo suggerisco. Se vi piace leggete "Il codice del Labirinto", anche pi�� interessante, stessa epoca, quasi gli stessi luoghi e anche l�� la Chiesa e gli Altri (Catari in questo ultimo caso).
Davvero bello. Ho letto altri romanzi dell'inquisitore di Gerona, e devo dire che questo mi �� sembrato quello pi�� complesso a livello di trama e profondit�� dei personaggi. Rimanda anche ad altri episodi nel passato e il protagonista �� indagato anche nei suoi aspetti pi�� intimi. Il fatto di non averlo letto tra i primi secondo me ha giocato un ruolo fondamentale: �� necessario farsi un'idea precisa di Eymerich negli altri romanzi per apprezzare bene questo episodio. Evangelisti mi coinvolge come pochi sanno fare. Lo consiglio.
Nicolau Esplorando la carnalità del personaggio solitamente altero e inflessibile, questo romanzo (seguito di Picatrix) cambia la prospettiva di narrazione tradizionale per le avventure dell’inquisitore: si perdono i piani temporali a favore di uno sdoppiamento dei piani di realtà (terrena e spirituale). L’occasione per il lettore assiduo di scoprire come, in una fortezza costruita come l’albero delle Sephirot, Eymerich affronterà sé stesso con ben poche probabilità di vittoria.
L'ho trovato decisamente più avvincente dei precedenti romanzi del ciclo di Eymerich; probabilmente ciò è dovuto all'incalzare della storia dove, capitolo dopo capitolo, non sono presenti eccessivi rimandi al presente/futuro immaginario di Evangelisti (che nei vecchi libri, a capitoli alterni, contribuivano a "spezzare" la lettura). Se siete fan dell'Inquisitore generale d'Aragona, non potete non leggere questo romanzo.