La famiglia Emilianides è formata dal padre Ari, dalla madre Phillida, da Melina, dalla piccola Elexia e dal piccolo Mitros. Quest’ultimo è un bambino difficile, ha delle problematiche gravi, è su una sedia a rotelle, e tutta la vita famigliare ruota attorno a lui, ai suoi bisogni ai suoi capricci.
Melina era nata quando Alexia aveva sei anni e Mitros due. Se la prima figlia era una bambina sveglia e sempre “sull’orlo di un ammutinamento”, era però Mitros ad avere necessità impellenti, la quotidianità più complicata, l’infanzia più difficile. Il bambino segnato da una malattia che lo aveva colpito a pochi mesi dalla nascita, viveva su una sedia a rotelle. Se i genitori erano sempre solleciti nei confronti di Mitros, le sorelline avevano reagito in maniera diversa alla malattia del fratello, che aveva cambiato le esigenze e le priorità del nucleo famigliare. Alexia conservava il ricordo di una vita precedente, in cui senza Mitros si stava meglio, e lei non era solo la piccola aiutante della madre, la custode di Mitros, la consolazione di suo padre.
Melina, invece, che non aveva ricordi simili a quelli della sorella maggiore, con il tempo aveva accettato che il fratello così puro e innocente fosse diverso, gli voleva bene e non sopportava di vederlo soffrire. Una cosa era certa, lo spirito di abnegazione di Phillida, la sofferenza costante di Ari e il disagio perenne di Alexia e Melina, avevano condizionato le singole esistenze dei componenti della famiglia, anche quando il destino di Mitros si era compiuto.
Il racconto non segue un ordine cronologico, ma procede a balzi tra passato e presente. La narrazione è affidata alle voci di due sorelle, Alexia e Melina, a volte anche in forma epistolare.
Il romanzo ha uno stile sobrio ma allo stesso tempo poetico, che coinvolge nella crescita emotiva delle due ragazze, così apparentemente diverse eppure così simili. Anche la madre Phillida ed il padre Ari subiscono un cambiamento grosso durante la narrazione, mentre tentano di far vivere alle loro figlie una vita il più normale possibile nonostante la malattia di Mitros.
Questo libro è un inno al coraggio e alla speranza, al non lasciarsi abbattere nonostante le tragedie della vita.