Premettendo che non sono una grande amante del racconto, devo dire che i primi quattro, più brevi dell'ultimo, quello che dà il titolo al romanzo, sono proprio scritti benissimo. L'ironica sorpresa finale è proprio quello che cerco quando leggo un racconto.
Sognando Elisabeth: Sapore un po' alla de Maurier, in particolare sulla scia di Mia cugina Rachele per questo racconto un po' paranoico, un po' assurdo. Il finale spiazzante è quello che io apprezzo di più nei racconti brevi. ****
Il Caffè delle Vedove: Racconto più bello della raccolta, secondo me. Per una donna, sapere che esiste un caffè così è una grande consolazione. Ihihih! *****
Una morte elegante: Primo racconto in cui compaiono Patrik Hedström e Martin Molin alle prese con un omicidio... con la sorpresa finale che riguarda il movente... **** e 1/2
Una giornata infernale: Racconto che alla fine mi ha anche un po' commossa, in cui vediamo Patrik Hedström alle prese con il tradimento della prima moglie, mentre in parallelo, un ragazzino bullizzato decide di non poterne più e sta per compiere un gesto folle, che Patrick riesce a evitare con i suoi casuali commenti al ragazzo. **** e 1/2
Tempesta di neve e profumo di mandorle: Si può dire che la raccolta sia una sorta di scuola del racconto, e che questo sia un autentico esercizio di giallo della camera chiusa (o, in questo caso, dell'isola isolata dalla tempesta con Martin Molin che si trova lì casualmente e può svolgere le indagini). Il fatto che sia più lungo e che in questo caso la sorpresa finale sembri troppo artefatta, me lo ha fatto amare molto meno dei precedenti. Anzi, devo dire che mi è dispiaciuto che Lackberg lo abbia lasciato così. Secondo me ci stava un'ulteriore sorpresa finale, che me lo avrebbe fatto apprezzare di più. ** e 1/2
Quindi la Lackberg è promossa a pieni voti nei racconti brevi, rimandata a settembre per il racconto più lungo con il giallo della camera chiusa.