Lo spartiacque tra passato e presente, nel decisivo passaggio tra dittatura e democrazia, per chiudere i conti con il Ventennio mussoliniano e punire gli artefici della dittatura, è l’Amnistia Togliatti. Emanata il 22 giugno 1946 per celebrare la nascita della Repubblica italiana, prende nome dal segretario del Partito comunista, Palmiro Togliatti, che la firmò quale ministro della Giustizia del governo De Gasperi. Ispirata all’esigenza di pacificazione, si è però trasformata – per l’interpretazione estensiva fornita dalla magistratura (in particolare dalla Suprema corte di cassazione) – nel generalizzato perdono, applicato anche a torturatori e ad assassini. Il fior fiore dei gerarchi, i peggiori spioni dell’Ovra, i collaborazionisti con l’occupante tedesco, i delatori di ebrei deportati nei lager ottengono generalizzato e immeritato perdono. Piero Calamandrei definì l’Amnistia un clamoroso errore della nuova classe dirigente italiana, gravido di conseguenze. Il mancato accertamento giudiziario dei crimini fascisti ha infatti determinato un enorme vuoto di conoscenze sulle dinamiche repressive del regime e della Repubblica sociale italiana. A una simile mutilazione, così rilevante sulla formazione dell’immaginario collettivo, può oggi porre parziale rimedio la ricerca storica, sulla base di non facili ricerche d’archivio. L’approfondita ricerca di Franzinelli – la prima (e a oggi unica) su un tema così rilevante – ricostruisce un’Italia lacerata dalla lotta politica, con cento drammatici episodi che riaffiorano dai carteggi giudiziari, dai fascicoli di polizia, dalla Fondazione Gramsci dove Togliatti consegnò il materiale da lui indebitamente asportato quando lasciò il ministero. Questa edizione è arricchita dalla postfazione del giurista Neppi Modona.
Mimmo Franzinelli è uno storico italiano. Laureatosi in Scienze Politiche a Padova nel 1979, ha insegnato per diversi anni, per poi dedicarsi alla ricerca ed alla pubblicazione di libri. Residente in Valle Camonica, è soprattutto studioso del periodo fascista. E' componente del Comitato scientifico dei seguenti organismi: Istituto per la storia dell’età contemporanea (Sesto S. Giovanni), Fondazione “Luigi Micheletti” centro di ricerca sull’età contemporanea (Brescia), Festival èStoria (Gorizia), Festival Oltreconfine (Valle Camonica).
l'autore passa in rassegna centinaia e centinaia di casi di gente che ha torturato, stuprato e fatto cose tipo VENDERE GLI EBREI AI NAZISTI e poi e' tranquillamente uscita dal carcere grazie all'amnisita Togliatti. Una lettura sconfortante, roba distopica. Difficile credere che sta roba sia successa in un paese democratico, in particolar modo dopo aver letto l'ultimo capitolo che descrive brevemente come gli ALTRI paesi occupati abbiano giudicato i collaborazionisti dopo la liberazione. Come si dice dalle mie parti UNA PEZZA INCREDIBILE, ma importante da leggere, anche per capire come sia possibile che oggi abbiamo una premier neofascista
Il 22 giugno 1946 viene promulgata la cosiddetta "amnistia Togliatti", dal nome del segretario del PCI e ministro di grazia e giustizia Palmiro Togliatti. Il provvedimento doveva servire alla pacificazione nazionale dopo il ventennio fascista e la guerra civile. Questa inchiesta dello storico Mimmo Franzinelli documenta la genesi e le conseguenze di questo provvedimento, che fu di fatto un "colpo di spugna sui crimini fascisti", come recita il sottotitolo del libro. Nelle intenzioni del legislatore, l'amnistia non doveva applicarsi agli alti gerarchi del regime e ai responsabili dei crimini più gravi, ma il provvedimento, per come fu scritto, dava ampio margine di interpretazione alla magistratura, che tuttavia, essendo fallito il tentativo di un'epurazione, era sostanzialmente composta dalle stesse persone che avevano fatto carriera durante il regime. La magistratura, e in particolare la Cassazione, dal canto suo applicò in maniera estremamente ampia l'amnistia, andando contro lo spirito della legge. Sulla base di tecnicismi, spesso in spregio dei fatti e con sprezzo del ridicolo, con sentenze a volte scandalose e persino contraddittorie, moltissimi criminali fascisti vennero amnistiati e riabilitati. Diversi provvedimenti arrivarono di fatto a riabilitare lo stesso regime e la repubblica di Salò. La stessa magistratura che, con la propria "furia assolutoria", rimise in libertà i criminali fascisti, si dimostrò molto più rigida nei confronti dei partigiani. Così, paradossalmente, mentre diversi patrioti che combatterono contro i fascisti subirono condanne per "crimini" contro i nazifascisti, spie, delatori, torturatori e assassini fascisti furono rimessi in libertà. Il nostro paese non ha mai davvero fatto i conti con i propri crimini del periodo fascista. L'amnistia Togliatti ha sicuramente avuto un ruolo importante in questo fatto.