Agatha Sullivan, restauratrice di antiche ville, si ritrova in eredità una casa nei pressi di Folkestone, lungo le bianche scogliere di Dover. “La vecchia signora” – come la chiama lei – era appartenuta allo zio Jonas, sir Manchester, apparentemente morto in Argentina dopo essere scomparso nel 1970 senza lasciare traccia. La scoperta della villa è stupefacente: nonostante gli anni, essa ha conservato al suo interno i mobili originali e, quando Agatha scopre uno studiolo sito in soffitta, accade qualcosa d’inverosimile. Nascosto dietro una libreria c'è un passaggio, ma non un passaggio comune: un varco temporale che la riporta indietro di centodiciassette anni, al 1899, nella stessa casa. Qui Agatha scoprirà segreti, un mondo completamente diverso e… Lord Thomas Witten di Alkham, un nobile banchiere dal fascino irresistibile. Un uomo diverso, legato alle tradizioni dell’Inghilterra vittoriana, vedovo e padre di una bimba di cinque anni. Scontri, incomprensioni e un’attrazione fatale immersa in nell'atmosfera natalizia di fine Ottocento che scadrà il ventisei dicembre a mezzanotte, quando il passaggio si chiuderà per dieci lunghi anni. Quale sarà la scelta di Agatha? Tornare nel suo mondo o credere all’amore ancora una volta? Una storia romantica avvolta dal profumo di Natale.
Cassandra Gold - per RFS . Bentornate mie care Fenici, quest’oggi parleremo di un libro romantico e delicato, nel quale si parla di buoni sentimenti e di rinascita, di sogni impossibili e di misteriosi viaggi nel tempo.
Agatha è una donna dei nostri tempi, colta, indomita, indipendente e appassionata. Non per questo non anela anche lei a un lieto fine in amore, per tale ragione quando Frank le confessa di non amarla più, perché coinvolto in un’altra relazione, le sue certezze vacillano, lasciando macerie e desolazione nel suo cuore infranto. Così, quando l’inaspettata eredità di famiglia dello zio Jonas la porta lontana da Londra, sino a un antico maniero su quel braccio di mare che separa la Francia dall’Inghilterra, lei prende l’occasione al volo, ben lieta d’impegnare in altro i suoi pensieri. Ma il viaggio di Agatha la porterà molto più lontano, attraverso il tempo e lo spazio. Infatti nella soffitta polverosa della diroccata, ma meravigliosa residenza vi è un passaggio dimensionale che si apre ogni dieci anni e nel quale è racchiuso il mistero che lei vuole tanto svelare e che la porterà a prendere decisioni mai pensate prima.
Ragazze, un libro veramente meraviglioso. Non voglio svelare altro della storia, perché merita di essere assaporata fino in fondo. Dalle bellissime descrizioni, alla trama piena di suspense, agli accurati riferimenti storici, questo romanzo ha tutte le carte in regola per essere un vero bestseller. Agatha è una donna ferita che cerca consolazione tornando alle sue radici. Infatti la residenza riporta in lei ricordi della sua fanciullezza, nei quali le bellissime estati trascorrevano liete, nella dolcezza della tenera età. Pensa quindi di trovare sollievo nel restaurarla e riportarla agli antichi splendori, quando la vera cura per i suoi sentimenti calpestati verrà fuori in maniera del tutto inaspettata. Come in molte storie è spesso il viaggio la vera catarsi, più che la meta. E in questo viaggio la nostra protagonista scoprirà di sé più di quanto pensi sia possibile.
Un libro nel quale l’amore è protagonista, con tutti i sacrifici che il cuore chiede, ma non solo quello passionale, ma anche l’affetto tenero di un genitore per la propria figlia. Scene in cui l’onirico e il reale si mescolano con una musicalità e un effetto pittorico notevole, tangibili e originali. Con un ritmo narrativo ben cadenzato e una struttura equilibrata, vi terrà con il fiato sospeso dalla prima all’ultima pagina.
Allo scadere della mezzanotte è un godibile racconto natalizio che attinge la sua forza dal viaggio nel tempo della protagonista che, da 2016, si ritrova a pochi giorni da Natale del 1899. I due protagonisti, Agatha e Thomas, appartengono a due epoche diverse, eppure tra loro si crea immediatamente una connessione e un’intesa che lascia entrambi esterrefatti. L’autrice è riuscita a dare entrambi una buona caratterizzazione e a porre l’accento sulle loro differenze.
La narrazione in terza persona è perlopiù dal punto di vista di Agatha ma non mancano delle incursioni di Thomas che ci mostrano i suoi sentimenti in subbuglio e l’interesse che prova per la donna del futuro. La trama è originale e ho molto apprezzato l’idea dei viaggi nel tempo, mi ha vagamento ricordato La Trilogia delle gemme di Kerstin Gier. Anche la sua evoluzione mi è piaciuta, soprattutto il finale anche se immaginavo che si sarebbe concluso così. Ho apprezzato tantissimo l’abilità dell’autrice di descrivere gli ambienti e la grande competenza che ha dimostrato di possedere per quanto riguarda gli usi e costumi di fine Ottocento. Del resto, Simona Liubicich ha sempre dato prova di grande conoscenza della società inglese del passato.
I dialoghi mi sono piaciuti, così come ho apprezzato i botta e risposta tra Thomas e Agatha che non esitano a porre l’accento sulle rispettive differenze. La presenza di alcune scene spicy e del modo molto diretto di esprimersi di Agatha danno un certo pepe e creano una sorta di tensione tra i due protagonisti. Questo aspetto non ha incontrato molto il mio gusto, soprattutto perché Agatha è sì una donna moderna, ma a volte si dimostra sin troppo sopra le righe, come se sentisse la necessità di dimostrare sempre la sua indipendenza e il suo essere una donna libera di decidere e di agire come ritiene meglio.
Mi piacciono i time travel, sempre che si basino su una buona documentazione. Certo la polemica dell’autrice contro l’età vittoriana è forse un po’ troppo accesa e la contrapposizione fra Agatha e Thomas è davvero decisa. L’eroina non è per niente simpatica con la sua quasi totale libertà sessuale (fin dall’adolescenza) e un comportamento spesso più maleducato che schietto. Al punto che pure una donna moderna finisce per solidarizzare con Thomas che, poveraccio, fa del suo meglio e, per l’epoca, ha persino una mentalità aperta.
La cosa più interessante è però naturalmente il cosiddetto ponte di Einstein-Rosen, cioè il passaggio temporale che, secondo un’ipotesi ancora non confermata, potrebbe rendere davvero possibili i viaggi nel tempo. I nostri protagonisti dovranno decidere se essere felici nel passato o nel presente oppure infelici entrambi ognuno nella sua epoca. Quale sarà la loro decisione si capisce abbastanza presto.
Trama stupenda, libro un po cortino, soprattutto il finale mi sarebbe piaciuto con più dettagli :) I personaggi sono molto simpatici, mi sono divertita moltissimo con i battibecchi tra i due protagonisti, lui del passato, lei del futuro :)