Sapevate che, quando spezza spaghetti, vi ritrovate sempre con almeno tre pezzi? Che le aziende diventerebbero più efficienti se promuovessero persone a caso? O che gli scarabei sono in grado di orientarsi al buio seguendo la Via Lattea? Luca Perri ci spiega perché questo accada conducendoci per mano in un viaggio alla scoperta del premio IgNobel, assegnato ogni anno alle dieci ricerche più strane, divertenti o perfino assurde; studi, in apparenza futili o buffi, i cui risultati possono rivelarsi realmente utili o innovativi. Potreste addirittura scoprire che un illustre vincitore del premio Nobel per la fisica si è aggiudicato anche un IgNobel per aver fatto levitare una rana.
Luca Perri (1986) è un astrofisico e divulgatore scientifico italiano. Dopo la laurea magistrale in Astrofisica e Fisica dello Spazio, ottenuta presso l'Università degli Studi di Milano-Bicocca, ha conseguito un dottorato in Fisica e Astrofisica presso l'Università degli Studi dell'Insubria e l'Osservatorio astronomico di Brera. È stato membro dell’Istituto nazionale di fisica nucleare (INFN) ed è membro dell’Istituto nazionale di astrofisica (INAF). Tiene regolarmente conferenze presso i planetari di Milano e Lecco, nonché in occasione di vari festival scientifici. La sua attività di divulgazione si svolge anche in televisione, dove ha partecipato a scrittura e conduzione di alcuni programmi Rai (Superquark+, Nautilus, Galileo, Newton, Memex).
"La pazza scienza - Risultati serissimi di ricerche stravaganti" (Sironi Editore) è un libro di divulgazione scientifica davvero strano, inaspettato e spumeggiante. Spesso, quando si parla di scienza, ci sia aspetta trattati noiosi, incomprensibili, complessi e noiosi (sì, lo so, l'ho già detto, ma volevo che il concetto fosse chiaro). Perché la scienza è una cosa da lasciare a chi la fa e a chi la capisce. Spesso i trattati scientifici fanno sentire a disagio le persone come me, diplomate a un ITC e laureate in quella che i miei amici fisici definiscono simpaticamente "Scienza delle merendine" [Scienze della formazione] ma questo libro è diverso. E il perché è presto detto: il merito è tutto del suo autore. […] Lo chiamano Wikiperri perché conosce tantissimi aneddoti curiosi ed è bellissimo trovarli sparsi qua e là anche nel libro. Un libro che, non dubitate, trasformerà anche voi in tanti piccoli Wikiperri in erba. Perché? Be', perché è un libro che va a toccare tante curiosità e vi regalerà un sacco di conoscenze scientifiche (e aneddoti fichissimi) facilmente spendibili nella vita di tutti i giorni. Potrete, per esempio, sgridare vostro marito se continua a cambiare corsia in autostrada quando c'è coda perché "il libro di Perri spiega chiaramente che non serve a niente!" Oppure potrete finalmente sapere perché la vostra dannata fetta di pane imburrato cade sempre dal lato della marmellata (e Murphy deve stare rigorosamente muto). Forse la formula per calcolare la superficie di un elefante non sarà per voi altrettanto spendibile, ma ha ricadute importantissime su chi vuole aprire un allevamento di pachidermi. E se foste in mezzo a un tornado con solamente un pollo a vostra disposizione potreste calcolarne l'intensità, quindi dite tutti grazie a Perri per avervi fatto conoscere queste ricerche! […] La scienza di cui Perri parla nel libro e di cui si sono occupate le ricerche presentate è una scienza molto "umana", nel senso che molto spesso risponde alle nostre domande ingenue o alle curiosità che potrebbe formulare un bambino. Riporta dunque la scienza vicina a ognuno di noi, togliendola dall'aura di "cosa per scienziati pazzi" o destinata solo a persone noiose e serie. Anzi, la trasforma in qualcosa di davvero divertente. "Divertente" che non vuol dire "stupido", eh, anzi, fa molto riflettere. Vi confesso che mi sono venuti i brividi quando parlando di una ricerca su come si spaccano gli spaghetti ha spiegato che questo studio può essere utile a chi progetta i ponti per evitare possibili cedimenti (era da poco successa la tragedia di Genova quando ho letto quel capitolo, il passo è a pagina 112, per gli interessati). […]
Simpaticissimo saggio che presenta una carrellata delle più bizzarre ed esilaranti ricerche scientifiche vincitrici del premio IgNobel negli ultimi anni. Bello come l'autore ci dia una chiave di lettura di questi studi strampalati e di quale sia il significato del premio IgNobel. L'obbiettivo è di esaltare la pura curiosità umana e passione per la scoperta, ingrediente fondamentale ed imprescindibile della ricerca scientifica che rischia di perdersi nel mondo di oggi estremamente orientato alla carriera, utilità e riconoscimento anche nel mondo della scuola e dell'università. Consigliatissimo.
Luca Perri, con questo suo libro, riesce decisamente a eradicare l'idea di scienza arida e noiosa che è tristemente diffusa nell'opinione pubblica. Analizzando i "risultati serissimi di ricerche stravaganti", ha dimostrato non solo che anche i fisici sanno ridere, ma anche che persino le ricerche più assurde possono avere risvolti utili. A costo di sentirsi etichettare come "persona che compra libri sul perchè le libellule preferiscono le lapidi nere", vale davvero la pena di leggere questo saggio che di saggio ha veramente poco, ma ha comunque molto da insegnare.
Libro spassosissimo sui più pregevoli (e non) premi IgNobel. Il tono di Luca Perri unisce ampia preparazione e ironia. Pregevoli anche i disegni di Angelo Adamo, sempre sullo stesso stile divertente. Un libro che consiglierei a tutti, scienziati e profani. Le ricerche più meritevoli che hanno portato a scoperte interessanti occupano gran parte del volume; a seguire cenni nelle appendici di scoperte meno illuminate, per finire con quelle bizzarre senza senso. Il mio secondo libro di Perri e sicuramente non l'ultimo.
Il problema con questo libro da parte mia è il suo essere fin troppo divulgativo, che capisco l'intento, avvicinare lettori totalmente digiuni di nozioni fisiche al tema, ma mi ha lasciato vagamente irritata durante tutta la lettura. La volontà è quella di partire da ricerche apparentemente sconclusionate, per arrivare a definire un path, un'utilità anche al progetto più sgangherato. Il premio IgNobel è curioso come non mai e apre comunque parecchi spunti di riflessione. In fondo la scienza è un gioco che si combatte insieme e non è mai troppo tardi per innamorarsene.