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392 pages, Paperback
First published October 25, 2016
"I sentimenti sono una trappola. In questo mondo siamo tutti soli. Tutti."
Se potessi esprimere un desiderio, sarebbe quello di non aver mai avuto la malaugurata idea di leggere "Le lame di Myra". Sono lontani i bei tempi delle Cronache o delle Guerre del Mondo Emerso, quando i personaggi potevano chiamarsi tali e la storia mi catturava completamente tra le sue spire. Il declino era già iniziato con "La ragazza drago", e credevo avesse raggiunto l'apice con la saga di Pandora... ma il culmine è stato raggiunto solo ora.
Partiamo dall'ambientazione, che è pressoché inesistente. Ho dovuto consultare continuamente la mappa a inizio libro e anche così ho faticato a capire il percorso che Myra stava seguendo, senza contare che viene spiegato poco e niente riguardo le varie razze o il Dominio stesso. Si nomina una guerra precedente di cui non viene detto assolutamente nulla, e le descrizioni sono carenti.
Anche la trama ha alcune lacune. Innanzitutto l'ho trovata priva di colpi di scena degni di questo nome, e in secondo luogo ho trovato piuttosto fastidioso il fatto che alcuni personaggi principali venissero abbandonati per molti capitoli. Se si decide di portare avanti più storie in contemporanea bisogna anche spartire in maniera equa lo spazio dedicato a ogni singola storia, magari cercando di incorporare i flashback all'interno di un capitolo invece di dedicargliene uno a parte.
Ma la vera nota dolente sono i personaggi, e in particolare la protagonista. Il problema? E' INSOPPORTABILE. Non fa altro che ringhiare contro tutto e tutti, minacciare la gente a destra e a manca con le sue armi e fare tanto il lupo solitario, quando alla fin fine si fa salvare continuamente il fondoschiena da Icenwharth e Kyllen. Senza contare che è una specie di copia mal riuscita di Nihal, che poveraccia si starà rivoltando nella tomba.
> è una mezzosangue diversa dal resto delle persone
> si vede uccidere il padre davanti agli occhi; è molto abile con le armi
> ha una figura maschile che per lei significa molto
> è strettamente legata ad un drago
> l'unica che può salvare il mondo.
E se nel caso Nihal questi elementi hanno creato un'eroina magnifica, così non è avvenuto con Myra. Ero molto più interessata a cosa faceva il drago rispetto a ciò che faceva lei, e questo non è normale.
Kyllen mi ha fatto più pena che altro, e sinceramente fossi stata al suo posto avrei piantato in asso quella ragazzina rognosa fin dal primo incontro. L'ho apprezzato leggermente di più della protagonista, e sicuramente mooolto di più di Marjane, una bimbetta capace solo di ingarbugliare ancora di più le cose quando già non vanno bene.
Insomma, l'impressione che ho avuto è stata quella di una sorta di "remix" delle Cronache e Guerre del Mondo Emerso, il cui risultato è stato abbastanza disastroso. Credo che per me sia arrivata ora di acquistare i nuovi libri di questa autrice, e rimanere con i buoni vecchi classici della mia infanzia.