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Le ferite originali

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Siamo a Milano, negli anni di Expo. Dafne ha venticinque anni, studia Medicina, è benestante, graziosa e giudiziosa, e ha un tale bisogno di essere amata da non voler capire che la sua relazione sta andando in pezzi. Davide è uno studente di Ingegneria fisica al Politecnico, vive in periferia, ha la bellezza timida e inconsapevole di chi da bambino è stato grasso e preso in giro dai compagni di scuola. Dante ha quarant'anni, è un affascinante uomo d'affari, ricco e in apparenza senza scrupoli, capace di tenerezza soltanto con la figlia Diletta. Dafne, Davide e Dante non lo sanno, ma tutti e tre hanno in comune una cosa: stanno con lo stesso ragazzo. Si tratta di Christian: ex modello, bellissimo. Seduttivo, manipolatore, egocentrico, Christian ha in sé i mostri e la magia: è bipolare, e alterna picchi di irrefrenabile euforia a terrificanti abissi depressivi, trascinando nel suo mondo spezzato anche Julian, il fratello adolescente, per cui prova un affetto eccessivo, quasi soffocante. Christian catalizza e amplifica come un prisma i desideri di Dafne, Davide e Dante, e le vite di questi quattro personaggi finiscono per intessersi così fittamente che nemmeno al momento della verità - e alla caduta che ne consegue - riusciranno a slegarsi.

360 pages, Hardcover

First published January 1, 2018

56 people are currently reading
2704 people want to read

About the author

Eleonora C. Caruso

18 books283 followers
Eleonora C. Caruso è nata nel 1986 e si è annoiata finché non è andato in onda Sailor Moon. Nel 2001 ha cominciato a scrivere in rete fanfiction sui suoi anime preferiti, conquistando in breve tempo migliaia di lettori. Ha fatto l’operaia, la commessa, l’impiegata, la centralinista di call centre. Vive a Milano con il suo compagno e la sua collezione di manga.

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454 (35%)
4 stars
463 (35%)
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244 (18%)
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80 (6%)
1 star
48 (3%)
Displaying 1 - 30 of 206 reviews
Profile Image for Lisachan.
340 reviews32 followers
February 6, 2018
Tento di avere un approccio ragionato e razionale al commento di questo romanzo ma mi scontro con l'impossibilità oggettiva di giudicare senza un velo (o una coperta di pile) di sentimentalismo qualcosa che per intensità di emozione e sentimento ha somigliato molto più a, tipo, il primo amore importante della vita che alla mera lettura di una storia.
Non lo so, quando capitano cose simili si fa bene a lasciarsi trasportare dalle emozioni o si fa male? Starò facendo un buon servizio ad Eleonora? Mostrando quanto e come mi hanno toccato le sue pagine? Le starò facendo un servizio cattivo nel blaterare sui suoi personaggi in preda a un amore romantico senza soffermarmi sugli aspetti tecnici ed estetici del suo narrato?
Boh, che ne capisco io. Seriamente. Ma poi che mi frega? Ho conosciuto Chris tre anni e mezzo fa. Lo conoscevo già prima, ma aveva un altro nome, un altro fratello, un altro fidanzato, un'altra fidanzata e un altro uomo adulto a fargli da insperata balia. Era uguale solo il numero di gente di cui era innamorato, e dentro di lui c'era già il germoglio di quello che sarebbe diventato poi (come ho detto ad Eleonora anche dopo aver finito di leggere la prima versione de Le Ferite, col senno di poi, rileggendo altre fanfiction sullo stesso personaggio, il germoglio di Christian era già lì, non solo nella storia che alla fine è diventata questo, ma in tutte le altre dove Ed avesse fatto la sua comparsa, in un modo o nell'altro), ma non era ancora propriamente lui, e quindi niente, mi piace insistere, ho conosciuto Christian nell'agosto del 2014, e sul subito l'ho odiato. Mi faceva orrore, l'ho respinto come respingi furiosamente qualsiasi cosa minacci di entrarti dentro in modi scomodi, e da Chris potevi aspettarti di tutto ma in particolar modo quello, che ti entrasse dentro in modi scomodi. Ricordo distintamente di aver passato tutte le prime serate di lettura e contattare Eleonora in modo abbastanza ossessivo ripetendo "no, Christian no, non ce la posso fare con lui".
Poi è successo quello che inevitabilmente doveva succedere, che, appunto, Chris è entrato. Paradossalmente, non è entrato nei suoi momenti migliori, nei momenti di rara onestà, in quelli di ancor più rara tenerezza. E' entrato, spalancandomi la porta in faccia, peraltro, nel suo momento peggiore. C'è una sequenza, a un certo punto della Prima Parte dell'Autunno (che peraltro è scritta in maniera magistrale, in un modo talmente televisivo da farti piangere dal desiderio di un adattamento della HBO), in cui, quando Dafne e Davide capiscono per la prima volta di essere stati presi in giro, Christian riesce a rigirarseli fra le dita con un gioco di prestigio mostruoso e magico, fino a far sì che siano loro a chiedere scusa a lui invece che il contrario. E' il peggio che gli si veda fare in un romanzo costellato di orrori che gli escono di bocca e dalle mani, ed è il momento in cui, dopo aver fissato la pagina per qualche minuto in preda all'afasia, ho capito che mi ero innamorata. Che probabilmente lo ero già da prima, ma ancora non lo sapevo, e che in ogni caso lo sarei stata, e coscientemente, da quel momento in poi.
Non ho mai smesso. Ho accolto Christian dentro di me con la totalità di una fidanzata martire, sono stata la sua Dafne nell'ostinato rifiuto di separarmi dal brutto dentro di lui, sono stata il suo Davide nel genuino tentativo di rivelarne il meglio, sono stata il sui Julian nel dargli supporto incondizionato e sono stata il suo Dante nella brutalità con cui ho sempre ammesso il suo peggio. Sono stata tutte queste cose e sono rimasta con lui più a lungo di tutti questi personaggi, senza rinnegarlo mai, perché, appunto, l'onestà del suo dolore, del suo tormento, della sua voce, era entrata dentro di me. In posti scomodi e dolorosi, ma era diventata mia da proteggere.
Altri vi parleranno di quanto è bella Dafne, del suo straordinario percorso evolutivo, del suo essere un miracoloso fiore in boccio sull'asfalto. Altri vi parleranno di Davide e della sua bontà ostinata e anacronisticamente genuina, e di quanta forza tiri fuori anche quando diventa il contenitore di se stesso. Altri vi parleranno del fascino di Dante, della sua complessità umana, della sua maturità, della bella persona che diventa fra pagina uno e pagine trecentosessanta. Altri vi parleranno della fragilità senza fiato di Julian (bb Julian <3), del piccolo miracolo che rappresenta il suo stare ancora in piedi alla fine del romanzo. Altri, poi, vi parleranno di Milano, la co-protagonista ufficiale di questa storia, della sua anima sporca e gloriosa, della sua vita frenetica e testarda, del microcosmo assurdo che rappresenta, e che Eleonora descrive così bene.
Io voglio parlarvi solo di Christian. Voglio parlarvi di lui perché è un personaggio enorme. Il personaggio che certi scrittori sognano di incontrare tutta una vita, ed Eleonora ce l'aveva già dentro da anni. Un personaggio che senti tuo prima ancora di partecipare dei suoi sentimenti. Che ti sbatte in faccia l'odio, il dolore, il rancore, la rabbia, e che poi si riduce al suo vero nucleo, un nucleo di tristezza, la lumaca che gli è strisciata sul cuore prima ancora di nascere e che poi è cresciuta con lui. Non esagero, instauri un rapporto romantico, con Christian. Sei il suo terzo fidanzato, il suo secondo amante, il suo secondo fratello. Ti spezza dentro e ti resta dentro.
Poi avrò modo, non so quando, magari alla seconda, terza, quarta rilettura?, di parlare d'altro. Dello stile, della maestria nella gestione dell'intreccio, della costruzione di tutti gli altri personaggi. Poi, però. Adesso ho appena finito, io e Chris ci siamo appena ritrovati, l'ho aspettato seduta sulla porta di casa sua, sta tirando fuori le chiavi e mi sta invitando a salire a casa. E' un momento nostro, una cosa da fidanzati. Ne riparliamo quando scendo.
Profile Image for Eleonora Caruso.
Author 18 books283 followers
Read
January 25, 2018
"Già, pensò, la storia del tempo. Parla abbastanza a lungo con qualcuno e tirerà fuori la storia del tempo. Ma il tempo non guarisce veramente le ferite, non allontana affatto il dolore – fa il contrario. Il tempo dà altro tempo alla ferita d’infettarsi e dà a noi il tempo di tornare sui luoghi di quel dolore. È come l’infanzia, in fondo. Si dice che si cresce, ci si lasciano alle spalle certe cose, ma non è così: l’infanzia cresce insieme a noi, ce la portiamo avanti. Viviamo e non facciamo altro che rivivere quelle paure e quei piaceri, quelle scoperte e quegli abbandoni. Specialmente quegli abbandoni. Veniamo abbandonati, delusi, traditi dalle stesse persone per anni – per sempre. Allora a che serve dire che è passato del tempo? In che modo dovrebbe aiutarci?"
Profile Image for Raphæl Leroux.
107 reviews6 followers
February 20, 2018
Non è fondamentale averlo nella propria libreria mentale.

Un triangolo di disfattisti, egocentrici e autolesionisti emotivi articolato in una storia banale, tenuta insieme da pensieri pseudo-filosofici degni di Tumblr.
Scusate ma chi ha avuto a che fare dal vivo con la merda descritta nel libro non ha bisogno di bruciarsi le ciglia tra quelle pagine.

Neeeeeeext.
Profile Image for Misticanza.
16 reviews
May 29, 2018
Ho amato il precedente lavoro dell'autrice "Comunque vada non importa" nonostante avesse parecchie ingenuità e alcune tematiche venissero trattate in maniera superficiale, tutto veniva perdonato di fronte alla protagonista che era tratteggiata divinamente.
Questo romanzo, invece, è pieno di clichè. Quando si tratta delle relazioni tra uomini si scende sempre nella sfera sessuale (banalizzando il tutto) e questi elementi mi fanno ricordare certe fanfiction di serie z, lette durante l'adolescenza. Comprendo che gli uomini possano essere più carnali ma si è esagerato un po' troppo.
Il protagonista è francamente insopportabile (opinione personale, sia ben chiaro), il classico ragazzo che si chiaverebbe persino il buco della porta di casa, con disturbi bipolari (cose viste e straviste in romanzi e film di ben altro spessore) e ovviamente tutti i personaggi comprimari gli vanno dietro come amebe. Per certi versi apprezzo il coraggio dell'autrice nell'affrontare una storia simile ma il modo in cui si è sviluppato il tutto è deludente, soprattutto i personaggi femminili li ho trovati scialbi, l'autrice si è impegnata molto di più a costruire il personaggio di Dante e Davide, senza dubbio. Infine il protagonista sembra un po' troppo confuso con il suo orientamento sessuale, appare come un personaggio etereo che scopa prevalentemente con uomini ma sembra non disdegnare le donne, peccato che nel romanzo il sesso con partner femminili non si veda praticamente mai, immagino che non ci fosse molto interesse da parte dell'autrice ma avrebbe dato più spessore a quelle poche donne che appaiono nel romanzo (avranno anche loro delle pulsioni, o no?!) . In sintesi, il protagonista è il personaggio meno credibile della storia.
E come ciliegina sulla torta il finale è telefonatissimo e forzato.
A parte tutto, i pregi in questo romanzo ci sono: L'intreccio tra vari personaggi è naturale, la scrittura è fluida e il romanzo scorre abbastanza bene.
Che dire mi spiace essere così lapidario ma vedo parecchie recensioni positive e credo sia giusto che un futuro avventore possa leggere opinioni di diverso tipo.
Profile Image for aurora torelli.
117 reviews237 followers
January 27, 2024
"disgelo" è stato un pianto continuo
non so cosa farne della mia vita ora che l'ho finito
Author 12 books22 followers
March 5, 2018
Penso che uno dei segni indiscutibili che indichino la bravura di un autore/un'autrice sia la sua capacità di fare apprezzare ai lettori aspetti (di contenuto o forma) che non hanno mai gradito. A me è successo, per la prima volta, con questo libro.

Quando ne fu annunciata l'uscita, lo misi subito in lista, colpita dalla sua sinossi che prometteva qualcosa di diverso e di spessore, e non mi sono sbagliata.

Ci troviamo di fronte a un libro particolare. La trama intreccia la vita, e soprattutto i sentimenti, di diversi personaggi: Dafne, studentessa fuori corso di medicina; Davide, laureato in ingegneria; Dante, manager quarantenne. Tutti accomunati da un punto: Christian, modello bellissimo e bipolare, che porta scompiglio nelle loro esistenze. Il tutto sullo sfondo dettagliato e vivido di Milano, che in questo libro diventa un'ulteriore protagonista, sempre presente, pulsante, frenetica. Capace di dare vita e di uccidere. Ed è proprio similmente a questa dualità milanese che viene anche rappresentato il pilastro portante del libro: la malattia psichica di Christian, il bipolarismo.

Garantisco che, quando sento dire che in un libro è presente una qualche forma di disagio psicologico, resto sempre molto scettica. Ho letto testi che hanno cercato d'inserire disturbi del genere e non ho mai trovato niente di convincente, salvo rare eccezioni. Come questa.
Il bipolarismo di Christian permea l'intero volume, ogni singola pagina. Il lettore vive nella sua mente per quasi tutto il tempo, risparmiando solo la narrazione del punto di vista di altri personaggi, e l'autrice riesce a rendere perfettamente l'inferno del passare dai momenti maniacali ai momenti depressivi. Un continuo rimbalzo che sbatte Christian fra i picchi dell'esaltazione e i crolli della depressione. Alcuni passaggi sono memorabili. Passaggi in cui l'estraniazione è talmente forte da riflettersi nello stile narrativo, poco chiaro, dove le azioni si susseguono a vagonate senza lasciare il tempo al lettore di capire il loro perché, i tempi, i modi. Una serie di climax che tolgono il fiato, lasciando al termine il lettore spossato come se tutte quelle azioni le avesse compiute in prima persona. Anche lo stato caotico in cui si trova la mente di Chris è perfettamente reso. I pensieri alterati, i suoi stati d'animo, i voli (apparentemente) pindarici che compie durante i discorsi con il suo terapeuta o le persone vicine. La sua mente è una sorta di ottovolante che schizza in alto e un attimo dopo precipita, passando per ragionamenti contorti e soprattutto non-ragionamenti, dove la dimensione razionale viene annullata per lasciar spazio al verme solitario della malattia.

Non troverete, in questo personaggio, linearità d'azione. Scordatevela. Non ci sarà niente di razionale, lucido o condivisibile nel suo modo di agire. Nemmeno nelle sue risposte. Ed è proprio qui che il disagio psichico è reso, nella sua inafferrabilità e imprevedibilità, nell'auto-distruzione. Chris è, come tutti noi e come chi vive un malessere in particolare, un mondo a sé, con le *sue* leggi, incomprensibili a tutti gli altri. Il sesso è un altro tema portante del libro, ma il livello di psicologizzazione è altissimo. Raramente mi sono imbattuta in un uso tanto funzionale della sessualità, che diventa vera e propria espressione delle dinamiche interiori. C'è una forza, in Chris, una forza annientatrice, insopportabile e dolorosa che lui non riesce a far tacere; che lo fa sentire fuori controllo, e il solo modo per frenarla è "sentirsi schiacciato". La sua vita sessuale sfrenata e promiscua è uno degli strumenti che utilizza per farlo. Si lascia usare e usa, bruscamente. Vive il sesso con rudezza, nel modo più basso che possa. Per umiliarsi, annullarsi, perdersi. Essere un oggetto alla mercé altrui è per Christian un sollievo, una "prova" del suo disvalore, e al tempo stesso il solo palliativo per il suo bisogno di essere sopraffatto. Christian ha bisogno di qualcosa che lo salvi dal turbinio nella sua testa, che lo faccia scendere almeno per pochi momenti da quell'ottovolante sul quale vive ogni giorno e che gli prosciuga le energie. E, così come il sesso diventa funzionale alla psiche, il linguaggio diventa a sua volta funzionale a questo *tipo* di sesso.
Non ho mai nascosto il fastidio che provo di fronte al registro volgare. L'ho sempre detto e sempre ribadirò. Ma ho anche sempre detto che, soprattutto, mi disturba il suo uso indiscriminato, come fosse il linguaggio letterario normale, quando invece non lo è. Qui preparatevi a molta volgarità. L'autrice stessa definisce il libro "sboccato", e lo confermo. La crudezza dei termini è spiazzante, eppure è riuscita a non disturbarmi (salvo un paio di occasioni, di cui una con Dante). Ma qui la scelta è ponderata, finalizzata, studiata; c'è uno scopo finale e preciso, ed è quello di "abbassare" il sesso al livello che Chris desidera. Non dimentichiamoci che siamo nella sua testa. E infatti si incorre in questo registro quando c'è lui, mai al di fuori, mai in scene esterne al suo POV. Lui c'è e il lettore assiste dalla tribuna della sua mente, che vive il sesso come punizione, sopraffazione, svalutazione. Ed è proprio in questa ottica che il linguaggio scende, si abbassa a questi scopi. Diventa sporco, aggressivo, essenziale. Perfino nei momenti con Davide. È tutto narrato attraverso la sua mente alterata, e si riflette perfettamente nello stile. Ma l'autrice, così come arriva in basso, dimostra di potere e sapere toccare picchi di gran stile, giocando con concetti e parole in modo magistrale: sa essere poetica, raffinatissima, crudele nelle piccole rivelazioni scomode che snocciola e che fanno male, nonostante il loro abito elegante.

Gli altri personaggi satellitano attorno a Chris. Non per minore spessore o importanza, anzi, ma per il fatto che si conoscano principalmente in base al loro rapporto con lui e ne vengano stravolti nelle rispettive esistenze. Dafne, la sua ragazza di sempre, è fragile, insicura, condiscendente; Davide, il ragazzo riservato e tenero di cui Chris s'innamora in modo viscerale; e Dante, manager cinico che nasconde le sue amare disillusioni (che peraltro ho amato tantissimo, insieme a sua madre Agata). Tutti conoscono Chris, intrecciano con lui una relazione diversa e approdano, alla fine, a nuove consapevolezze. Nessuno di loro uscirà indenne dal proprio rapporto con lui.

Ma è anche un libro di dinamiche familiari. Un ruolo di rilievo lo hanno Giulia – la madre di Chris –, Julian, – il fratello –, e Pietro – il padre. La loro complicata rete di relazioni è causa, cornice e conseguenza al tempo stesso della malattia di Chris. Nulla è lasciato al caso, tutto è perfettamente incastrato. I passaggi dedicati a Giulia e al suo rapporto coi figli sono delicati e importanti, ma quella fra Chris e i suoi non è la sola relazione genitori/figli . Ci sono anche Dafne, Davide e Dante, tutti "ripresi" nei loro rapporti familiari; a tutti è regalato uno spazio dove affacciarsi nelle rispettive storie private in veste di figli o genitori. E la capacità dell'autrice di mantenere vivido ogni distinto binario è ammirevole.

In definitiva, non è un libro facile. Ma è bello, di gran resa. L'amore non è un tema primario; è secondario, sebbene sia sempre presente in diverse forme – quello fra Davide e Chris, fra genitori e figli, perfino fra alcuni personaggi e Milano, che assume tratti quasi umani. I temi primari sono il disturbo psichico, il dolore, le relazioni familiari, il percorso che ognuno di noi è chiamato a compiere nel fare i conti con se stesso e la propria vita; ma soprattutto, come da titolo, il tema primario sono le "ferite originali": rotture profonde dentro ognuno di noi, che continuerebbero a farci male anche se ci indurissimo, ci pietrificassimo, ci riducessimo in polvere (cit.). Dolori in ogni persona che risalgono a un tempo remoto della nostra vita e alle quali sarebbe imputabile buona parte di quel che siamo, soprattutto nel male e nel dolore. Ferite che ci definiscono e ci portiamo dentro per sempre, inguaribili, di fronte alle quali nemmeno il tempo può nulla, perché "il tempo non guarisce veramente le ferite, non allontana affatto il dolore – fa il contrario. Il tempo dà altro tempo alla ferita d’infettarsi e dà a noi il tempo di tornare sui luoghi di quel dolore". Ed è un concetto talmente meraviglioso e profondo che è impossibile restare indifferenti. È uno di quei libri che costringe a riflettere, a chiederci quali siano le nostre ferite originali, guardarle, toccarle, sentire se fanno male. A rassegnarci a portarle per sempre dentro, infette anziché lenite.

C'è tanto realismo in questo libro. C'è il dolore della malattia, di chi vive dilaniato dagli estremi, incapace di adagiarsi anche solo per un istante e trovare riposo. C'è tormento senza rimedio. Ma c'è anche presa di coscienza, crescita, coraggio. Questo libro è, semplicemente, d'obbligo.
Profile Image for dalila.
54 reviews2 followers
October 7, 2024
la mia domanda sorge spontanea… come si supera adesso questo libro?!?! come farò senza 🧍🏼
Profile Image for W.laurence.
14 reviews4 followers
Read
June 25, 2018
L'ho finito e me lo sono stretto al cuore, dove penso rimarrà per un po'.
Profile Image for Shari.
166 reviews33 followers
January 31, 2018
Fermo restando che per me le migliori parole per spiegare perché è bello questo libro vengono proprio dal libro stesso (ovvero perché "ha dentro i mostri e la magia"), ecco cosa mi è piaciuto al punto da farmi tirare le due del mattino nonostante l'incubo della sveglia per andare in ufficio il giorno dopo:
- Milano, che più che uno sfondo è la seconda grande protagonista del romanzo. E in realtà io manco ci vivo a Milano-Milano (sono della provincia, che differisce da Milano per non essere, appunto, Milano-Milano), ma ci ho fatto l'università, ci ho lavorato, ci uscivo e ci esco ancora il sabato con gli amici, e ritrovarmela lì, non raccontata "a volo di uccello", ma raccontata proprio come l'ho vissuta io, attraverso luoghi di ritrovo che riconosco, che ho usato e che uso ancora, è un qualcosa di indescrivibilmente bello.
- Dafne e la femminilità delle piccole cose. E con piccole non intendo insignificanti, perché sono cose che vanno dal disagio delle visite ginecologiche a quel sentimento indefinibile che nasce quando da bambina ti chiamavano donnina, facendoti riempire di orgoglio solo per aver spazzato un pavimento, solo per poi crescere e ritrovarti quell'etichetta ancora appicciata addosso. Un sacco delle riflessioni di Dafne sono riflessioni di genere, ma tu mentre le leggi non pensi ai retaggi sociali che ti sono rimasti addosso, pensi solo sono io. Che è sempre una cosa meravigliosa da pensare mentre leggi un libro.
- Davide e Dante, che sono due personaggi diversissimi e che pure ti toccano il cuore in modo molto simile perché vivono una solitudine in cui è facile rispecchiarsi e ritrovarsi, e anche - forse soprattutto - perché
- Ovviamente Christian, e le cose dentro al cervello di Christian. A metà storia ci sono queste venti pagine che ho riletto tre volte prima di andare avanti, e sono quelle che più mi sono piaciute dell'intero libro perché sono quelle che ti fanno entrare nella testa di Christian. E' stata un'esperienza abbastanza terrificante, tipo salire sulle montagne russe per la prima volta, che sì, in teoria lo sai cos'è il giro della morte, ma viverlo in prima persona è tutta un'altra roba, e - per continuare con questa scontatissima analogia - leggere Christian è stato tipo così: tu sei seduta e per un po' tutto va bene, poi qualche scossone, qualche curva brusca, e poi all'improvviso bam, non capisci più niente, le cose ti vorticano intorno e tu devi farti un po' di giri in aria strillando prima di toccare di nuovo coi piedi per terra. C'è davvero qualcosa di magico (e di mostruoso) nel modo in cui la scrittura riesce a catturarti e a coinvolgerti così in prima persona, e per questo non posso far altro che fare i miei complimenti all'autrice.
Profile Image for beesp.
386 reviews49 followers
February 16, 2018
(Recensione completa su Lellettrici: https://lellettrici.wordpress.com/201... ).

La mia professoressa al liceo diceva che non esistono più storie costruttive; che le storie, oggi, sono tutte distruttive. Poi ho iniziato a leggere Eleonora Caruso e mi è sembrato che fosse impossibile dire una cosa simile.
"Le Ferite Originali" non è un romanzo che si legge facilmente, e soprattutto "Seconda parte dell'autunno" mi ha scavato dentro. Ho dovuto chiudere il libro e aspettare un po'. Metabolizzare la storia prima di poter ricominciare. Poi da lì non sono più riuscita a staccarmi dalla storia, e questa mattina, presa dall'insonnia e dall'amore, ho letto le ultime 150 pagine alla luce prima della torcia del mio cellulare e poi quella tardiva del sole che fatica sempre a sbucare tra i palazzi.
E così si è concluso - ma poi non credo, almeno non ancora - un viaggio che aspettavo di intraprendere dalla fine di quella seconda lettura di "Comunque vada non importa" (che, se possibile, mi ha dato ancor di più della prima) (immagino sarà così anche con "Le Ferite Originali", chissà).
Questo viaggio mi ha lasciato dentro quel bellissimo appagamento del lettore, una storia che completa il cerchio, arriva al più truce racconto per poi ristabilire l'ordine (catarsi). Provo soddisfazione, completezza, m'innamoro della bellezza di un realismo che però non è crudele. C'è ancora la possibilità di cambiare rotta e di costruire, non è tutto perduto e distrutto. C'è ancora un equilibrio da ritrovare, ci sono ancora ferite da medicare.
(Se vi aspettavate una recensione coerente e sensata, avete sbagliato persona, tempo e luogo).
Questo romanzo sarebbe potuto finire con la nozione - in parte veritiera - che questa esistenza è una cosa informe e triste, ma poi c'è forse un discorso ancora più vero, che tutto ha il senso e il peso che diamo noi alle cose, e che va benissimo così, fin quando riusciamo a perdonarci e farci bene.
E amare.
Forse ho frainteso tutto, forse no. Però la cosa bella è che questo romanzo esista, e mi abbia permesso in questi giorni della mia vita di trovarci dentro dei personaggi come vecchie conoscenze, che mi accompagnassero lungo una strada difficile, ma appagante.
Leggetelo tutti.
Profile Image for Claudia.
5 reviews
August 20, 2023
Giuro, non so cosa dire.
Non sono solita lasciare una recensione ma per questo libro ne sento proprio l'esigenza.
È la prima volta che un libro mi fa provare nausea e repulsione. Sono solita apprezzare sentimenti e sensazioni che un racconto può suscitare, che siano sensazioni gradevoli o sensazioni sgradevoli.
Ma quello che mi ha trasmesso questo libro è puro disagio non piacevole.
Storia banale, piena di cliché, storia che alla lunga non fa altro che ripetersi perdendo del tutto l'originalità dei fatti e il filo del racconto.
Non solo la storia è poco coinvolgente ma trovo che sia scritta male, confusionaria. Ho fatto non poca fatica a leggere i discorsi e tenere un filo logico sugli avvenimenti per non parlare delle riflessioni filosofeggianti scadenti che danno irritazione.
Ad una certa diventa un'accozzaglia di eventi, uno dopo l'altro, non sai quando finisce uno e inizia un altro, non hai la percezione del tempo che passa, non hai la percezone della vita reale dei personaggi, il tutto scandito solo da scene di sesso squallido, le uniche scene che a quanto pare hanno meritato un minimo di descrizione e approfondimento.
Ci sono tanti personaggi, il libro ha tentato di descriverli, di farteli conoscere ma per come sono raccontati i fatti va a finire che non riesci a conoscere e capire neanche il protagonista.
Troppe cose da dire, troppe cose superficiali che non ti permettono di empatizzare con nessuno.
Potrei andare avanti per ore a scrivere quelle che sono le mie sensazioni alla fine di questo libro ma è meglio finirla qui.
Consiglierei questo libro solo per avere qualcuno con cui parlarne e condividere questo disagio che mi ha lasciato.
Profile Image for Salvatore.
188 reviews21 followers
July 28, 2018
Libro un po' complicato per il tema che tratta
Secondo me potrebbe essere anche da quattro stelle ma ha due difetti che mi hanno fatto storcere il naso:

1)Troppe scene di sesso
Non ho problemi con le scene di sesso spinte, ma dopo un po' è diventato troppo ripetitivo
Si, ho capito che il protagonista farebbe sesso anche con un palo della luce, però forse è un po' esagerato elencarle proprio tutte e molte anche simili tra loro
Diventa noioso dopo un po'

2)Il finale
Onestamente secondo me il finale non doveva essere così agrodolce, ma un po' più triste
Il ritorno di quel personaggio alla fine non mi è piaciuto


Aggiungo infine per chi vorrà leggere il libro che vi ritroverete un protagonista che difficilmente amerete, per via della sua malattia (e anche per altro)

Altra cosa: la sessualità in questo libro è molto ambigua
Sembrano TUTTI bisessuali..e non sto scherzando
Se un uomo a caso viene corteggiato da un altro uomo (il 99% delle volte dal protagonista), non si dimostra mai "indignato" (per fortuna, ma anche poco realistico), anzi accetta le avanches e ci va a letto
Decisamente lontanissimo dalla realtà
Profile Image for Mattia.
127 reviews7 followers
April 28, 2023
Per tutta la lettura sono stato indeciso sulla valutazione, leggevo di temi molto interessanti: si indaga la malattia mentale, le relazioni, il lutto, la perdita, i legami famigliari; insomma di cosette ce ne sono qui dentro.
Devo dire nonostante tutto - apprezzo tanto il coraggio dell'autrice di parlare di temi così importanti - ma ci sono cose che non mi hanno convinto.

La prosa è densa, veramente poco fluida anche all'inizio e spesso anche un pochino confusionaria, tanto che ci sono parti dove vengono incastrati dialoghi di quattro personaggi a due a due, che va bene ma siamo nella prima metà e dobbiamo ancora inquadrare i personaggi.
Oppure una facciata dove si sono almeno 15 frasi brevi che iniziano sempre con le stesse due prime parole e finiscono col punto.
Due personaggi si danno del "lei", e ho apprezzato anche nell'ottica del rapporto che hanno, comunque piuttosto "distante", se vogliamo, ma (anche) all'inizio si chiamano per cognome, e penso sia una cosa mia ma mentalmente faccio fatica a collegare chi sia chi.
Non ho apprezzato particolarmente nemmeno il finale in realtà, un po' a metà e, secondo me, da il contentino senza avere la forza di altre parti del libro. Non so, esperienza traballante per me.
Profile Image for Morgana Grancia.
86 reviews127 followers
August 10, 2023
Oserei dire grazie, un po' timidamente un po' con vergogna, per colpa di tutto quel pregiudizio che c'è intorno ai libri virali su Tik Tok, perchè ogni tanto scarto a priori tanti titoli che sento non mi rappresentano. E poi c'è una giornata in montagna, A. che non mi sta facendo arrabbiare, una camminata infinita, il caffè migliore del mondo, i biscotti e i sentimenti, e un libro che scava dentro una storia che è stata anche la mia: un Narciso, essere definiti da un Narciso, non mollare, non mollare mai, a costo di farsi malissimo, di stare peggio, di affondare. Nessuno che si chiede come stia il Narciso, tranne Eleonora C. Caruso che lo racconta abilmente. Avrei reso il tutto ancora più crudo, meno fronzoli e meno romanticismo, e non vedo l'ora di leggere altro di quest'autrice.
Profile Image for psiedoll.
695 reviews203 followers
March 7, 2023
Le Ferite Originali appartiene ad una categoria: quella dei libri da pugno nello stomaco.
Proprio per questo, ho continuato a rimandarne la recensione all'infinito.
Le ferite Originali parla di malattie mentali, quale il disturbo bipolare della personalità.
Un romanzo corale che non può far altro che toccare le corde che più ci fanno male: dalla dipendenza affettiva, al trauma, alla famiglia, ai DCA, all'amore, semplicemente.
Un libro che non può che essere amato, che vi entrerà nel cuore facendo cadere ogni singola difesa.

Profile Image for Frankie✨.
56 reviews4 followers
June 12, 2023
Il problema, dopo aver finito di leggere "Le ferite originali", sarà trovare un altro libro italiano scritto così bene, che mi coinvolga e mi travolga senza chiedere il permesso. Soprattutto che non abbia paura di essere sporco, di accendere la luce su tutto ciò che fa di noi degli esseri umani, e di essere unapologetically queer senza la patina sanificata della rappresentazione a tutti i costi.
Qui la cornice di Milano, presentata come solo chi nonostante tutto la ama sa vederla, è il luogo dove si muovono questi personaggi tanto veri da scuoterti con forza da dentro le loro pagine. La loro tragedia nata dalle ferite originali, la loro rinascita, la loro multiforme umanità: ogni dettaglio che li rende indimenticabili è tracciato con un'intensità che non può lasciare indifferenti.
La prosa è di una bellezza a volte brutale, altre delicata, ma sempre e comunque sorprendente. Non ho mai provato, leggendo questa storia, la sensazione di trovarmi davanti a parole messe lì a caso, a "tipi" tormentati in maniera falsa e statica per rompere la noia di una lettura borghese; Christian, Dafne, Julian, Davide e Dante sono un'altra cosa. Proprio tutta un'altra cosa, e sapevo già che mi sarebbero mancati ancor prima di arrivare alla fine. Questo perché ho amato come il protagonista fosse indiscutibilmente Christian, eppure ogni singolo altro personaggio avesse la propria voce, la propria dignità, il proprio considerevole peso all'interno della narrazione.
Profile Image for Laura.
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July 26, 2024
Presente il meme di Nicole Kidman che ha ottenuto il divorzio, IM FREEEEEE!!!!!!!! WORST EXPERIENCE OF MY FUCKING LIFE?? Ebbene, eccomi qua, sono io.
Capiamoci, io odio dover parlar male dei libri, perché anche dal meno infallibile ho sempre tratto qualcosa, ...ma da questo? Oddio, non che sia l'unico, per carità; diciamo però che le 5 stelle con cui quasi tutti lo hanno osannato, non mi ha aiutato a capirne il fascino. A maggior ragione se poi questi 'tutti' hanno perpetrato l'idea che fosse riuscito in ciò che Una Vita Come Tante aveva fallito.
Ora mi chiedo... ma dove?
Il romanzo di Yanagihara è ben lungi dall'esser perfetto e sì, pecca di pornografia del dolore in ciò che fa accadere al protagonista, ma non usa la malattia mentale per giustificare il fatto che sia un perfetto stronzo (e fedifrago, ma questo posso anche accettarlo per decision di trama). Aggiungo che sì, va bene il protagonista bipolare che è anche stronzo, chi dice niente, peccato però che tutto poi ruoti attorno alla malattia, al suo essere eccessivo, esagerato, così dalla nascita, col germe sbagliato della madre e che, evidentemente, è la ragione per cui fa ciò che fa alle persone che lo circondano e che lo amano. Inoltre, trovo che ci sia una netta differenza dall'inserire il sesso con mero feticismo dall'inserirlo, invece, come spiegazione di un trauma, (e purtroppo, non ritratterò oltre su questo, la scusa che si parli di una persona allosessuale - a differenza, del romanzo che sarà del fratello aroace - non regge. Nessuno spiega perchè C abbia questa lettura del sesso e nemmeno è spiegato bene quanto il bipolarismo centri in questo - o meglio, vuole fartelo credere, ma non lo spiegherà mai).
A un certo punto, sono arrivata a pensare che il padre gli avesse fatto del male in età infantile, perchè una simile lascivia non aveva senso! Invece, deo gratia si rappacificano pure e capisci che, tanto l'incapace tra padre e figlio, è sempre stato quest'ultimo. Ma no. Non mi dire.
Trovare poi, del romanticismo nella relazione tra C e Davide, quando fai passare pagine su pagine di C che tratta di merda la fidanzata, è per me impensabile. Proprio fuori dalla grazia di Cristo.
Come è irragionevole il simil lieto fine di Davide che forse forse, chissà, ci riprova e gli dà una seconda chance. Ma dopotutto, con certi dialoghi imbastiti, questa diventa la problematica irrealistica meno ingombrante.
"E da cosa saresti stressato, di grazia?"
"Da cosa, non li leggi i giornali? A volte perdo di vista il confine tra l'antisionismo e l'antisemitismo. I palestinesi non dovrebbero fare gli stronzi, la mia elasticità mentale ne risente".
"Dan, tu sopravvaluti troppo Kafka" *Inserire meme di John Travolta qua*

Poi vabbè, io capisco pure che non dovevo aspettarmi chissà cosa da un libro il cui protagonista sviolina Milano ogni tre per due; non ci si fida di chi ama quella città a prescindere, perciò faccio mea culpa.
In tutto ciò, ci tengo a dire che i trigger warning non centrano. Ho letto di peggio e non mi sono mai sentita in bisogno di salvaguardarmi, perché a saperlo fare, si può e si deve scrivere di tutto, (così come si può leggere, secondo mia modesta opinione, poi è giusto che chi ne abbia bisogno, se li vada a cercare qualora siano stati messi in avvertenza), ma è la resa che cambia ogni cosa. Avendoci avuto a che fare con il bipolarismo, ci ho letto poca serietà; a me questo stile - pure poco comprensibile cronologicamente - è parso frivolo, ampolloso fingendo di potersi dare un tono che comunque non aveva, diventando così la farsa di sé stesso.
Non amo aver tenuto in mano tematiche tanto importanti ed esserne uscita con la repulsione per chiunque dei personaggi, senza che mi sia stata data una buona motivazione scritta per farlo. E sottolineo scritta, perché anche qui, di protagonisti odiosi ne è pieno il mondo, ma non ritengo che C possa avvalersi di questo scudo per giustificare come io sia uscita da questa lettura.

Ed infine, purtroppo, dovrò convivere con "il cazzo odora di selvaggina" e "La cappella lucida", perché quando mai smetterò di pensarci adesso. Una mente contaminata.
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Profile Image for Andre &#x1f380;&#x1f5a4;.
106 reviews1 follower
September 7, 2025
Imbarazzante, mi vergogno per l’autrice di come è riuscita a parlare di un disturbo mentale tanto importante, facendo passare solo il marcio e non la bellezza del protagonista (no, non quella fisica, visto che sembra essere il suo unico pregio). Ma poi, nella prima parte, serviva tutto quel cringe? In un libro con un argomento così importante? Beh grazie per aver fatto una presentazione del genere del libro e del personaggio: sicuramente non ha aiutato a farmi simpatizzare, anzi ho preso subito tutti in antipatia. Quanto meno nella seconda parte si è evitato, ma: zero empatia coi personaggi, descritti come dei totali deficienti e il protagonista solo con difetti! Spoiler: i borderline non sono cattivi! Sanno amare e sanno essere dolci, buoni, amorevoli. L’autodistruzione e l’ossessione del sesso non c’entrano nulla! Mi chiedo: ma una persona che non conosce la malattia e legge questo libro che idea si fa? Oppure: una persona che soffre di questa malattia a libro chiuso cosa può pensare? Imbarazzante il fatto che sia tanto acclamato come un capolavoro. Di capolavoro ha solo la copertina che è bellissima. 1,5 ⭐️
Profile Image for Alessandro Lorini.
363 reviews7 followers
February 12, 2018
bellissima scoperta. un libro che mi resta dentro tantissimo. presto lo rileggero' perche' libri cosi' hanno talmente tante cose da dire che non si riesce alla prima lettura ad ascoltarle tutte.
Profile Image for alessia.
158 reviews207 followers
February 12, 2024
sono arrabbiata e distrutta allo stesso tempo.
Profile Image for EireenVerse .
87 reviews10 followers
March 4, 2025
“Le ferite originali” è stata la mia prima lettura dell’autrice ‘Eleonora C. Caruso’, consigliatami in diverse occasioni da più persone. Avevo dunque aspettative altissime e forse anche più.
Purtroppo, durante questa lettura mi sono imbattuta in un blocco totale: finirlo è stato molto faticoso, complice il ritmo lento.

Si tratta di un romanzo corale in cui seguiamo le vicende di Christian, affetto da un disturbo bipolare, attraverso diversi punti di vista (il suo, quello di Dafne, di Dante e di Davide) con una fredda schiettezza e, allo stesso tempo, con cruda delicatezza. Come si dice, il libro è “una pornografia dolore” che, seppur scritta bene, presenta alcuni limiti.

Ma iniziamo con i pro. La maestria della Caruso si vede in molti punti, soprattutto nella parte finale del libro, dove si raggiunge l’apice delle vicende narrate, ma anche nel saper affrontare con immensa consapevolezza le conseguenze che questo disturbo porta non solo nella vita di Christian stesso, ma anche in quella dei vari personaggi che lo circondano.
Inoltre, seppur in maniera più marginale, vengono toccati molti altri temi - dai DCA alla dipendenza affettiva, dal lutto all’autodistruzione e alla manipolazione, etc.

Per quanto riguarda i difetti, invece, personalmente, in alcuni punti, intorno alla metà del romanzo, ho trovato lo stile un po’ troppo prolisso e con momenti confusi e mal inseriti (ci tengo a fare una precisazione: non parlo dei momenti di caos puro che vive Christian, perché quelli hanno diritto e dovere di essere tali).
Anche molte scene di sesso mi sono sembrate fuori luogo e mal impostate, troppo distanti dalla realtà e dalla trama stessa.

Il finale mi ha un po’ lasciato l’amaro in bocca, perché mi è sembrato un po’ una copertura e un forzato “lieto fine”.

Un libro, dunque, non esente dai difetti, ma che riesce comunque a brillare di luce propria. Non si tratta di una lettura semplice e che davvero tanti trigger warning di cui tenere conto, non adatta ad un pubblico troppo giovane. Il molte parti il lessico diventa particolarmente volgare (come l’autrice stessa ci avverte) che a tratti mi sono risultati indigesti durante la lettura.

In definitiva: rimane un buon libro. Non un libro d’obbligo, per me, ma caldamente consigliato- anche se non sono sicura che meriti proprio tutto il polverone alzato sugli altri social.
Profile Image for Scar Bunny.
3 reviews
December 17, 2018
Un libro talmente potente da essere un vero pugno nello stomaco, che poi però di soppiatto ti asciuga le lacrime con un fazzolettino di cotone.
Ho amato tutto, dalle piccole gioie ai grandi dolori, dal fatto di dover ogni tanto fare una pausa per respirare e altre volte non poter neanche mangiare senza portarmi dietro il libro perché ero totalmente imprigionata nella mente di Christian.
Tramite le pagine sono riuscita a entrare nei suoi pensieri, nella sua malattia, nel suo dolore.. tutto reso così reale dalle parole della scrittrice e la sua incredibile capacità di scrivere.
Mi ha conquistato e mi rimarrà dentro per sempre, insieme a Christian, Davide, Dante, Dafne, Julian, e a ogni sua più piccola parte.
628 reviews35 followers
July 3, 2020
Un libro difficile da recensire cercando di essere oggettivi. Per me è stato come un coltello che incide poco alla volta, una pagina dopo l’altra, fino a togliere ogni stato di pelle e ossa che ricoprono il cuore. Duro, sboccato, un po’ confuso ma al tempo stesso impossibile da abbandonare.
I personaggi sono costruiti in modo magistrale, ognuno occupa un ruolo ben definito e tutti, in qualche modo, evolvono pagina dopo pagina. Christian è sicuramente il più ingombrante, è come la stella di Venere, sempre visibile. Anche quando vorresti dimenticarlo, tagliarlo fuori, la sua presenza è lì che aleggia sopra le teste dei suoi tanti piccoli satelliti, che sono poi gli altri protagonisti. Lui rimane il punto fondamentale dell’intera storia, raccontata direttamente dal punto di vista interno alla sua testa. Ed è costruito così bene da risultare un pazzo psicopatico, da rendere credibile il suo disturbo bipolare. Talmente pazzo da risultare quasi fastidioso, tanto che all’inizio si prova un leggero odio nei suoi confronti. C’è stato un momento in cui ho sgranato gli occhi, esattamente nel punto in cui Chris rigira tutto a suo favore, portando gli altri a scusarsi con lui invece che il contrario, ed ho pensato: peggio di così non può andare. Ed è lì, probabilmente, che ho smesso di costruire barriere, perché una persona del genere mica ti può entrare dentro, la odi per forza senza doverti sforzare. E invece.
Poi c’è Dafne. Intelligente, insicura, all’inizio presentata come una ragazza frivola. Dafne è la ragazza che preferisce subire, che sta ferma e sopporta, manda giù un boccone dopo l’altro perché è meglio sopportare che perdere tutto. Ed in questo, invece che sembrare una stupida bambina senza forza di volontà, la percepiamo come una ragazza coraggiosa ed un po’ troppo buona, forse. Ma il suo carattere deve solo emergere, e la sua evoluzione l’ho trovata la più interessante tra tutte quelle proposte. Dafne sono io.
Ma sono anche un po’ Davide, terzo protagonista che ci viene presentato come un ragazzo concentrato sullo studio per evitare ogni tipo di delusione. Davide non ho ancora deciso se mi è piaciuto o no, perché il suo ruolo è un po’ troppo ambiguo.
E infine (ma si fa per dire, ce ne sono molti altri di personaggi interessanti) c’è Beltrami… beh, Beltrami è esattamente la persona che tutti vorremmo si prendesse cura di noi. Distaccato quel tanto che basta per risultare intrigante ed indispensabile, padre ed ex marito idealizzato, sempre carismatico nonostante le incertezze.
E Milano, protagonista almeno quanto tutti gli altri, pulsante e frenetica, selvaggia e delicata, complice e distaccata, caratterizzata così bene che quasi mi sento in colpa a non viverla quotidianamente.
La scrittura è bipolare, come Christian: decisa e rigorosa, lineare e piena di euforia, ma poi di colpo confusa e permeata da sentimenti troppo grandi per una sola storia. Non mi hanno infastidito gli sbalzi temporali, buttati lì quasi a caso ma sempre, non si sa come, al momento giusto. Ed anche il linguaggio scurrile, un po’ violento e senza pudore non mi ha infastidita per nulla, perché non era mai estremizzato od abusato, si sposava ai personaggi che lo avevano in bocca così bene da risultare inconcepibile che si esprimessero in altri modi.
In conclusione, questo l’ho trovato un libro potente, di quelli che ti sbattono in faccia la tua realtà, che cerchi di nascondere come polvere sotto un tappeto, con scarsi risultati.
Profile Image for Beatrice.
477 reviews222 followers
May 24, 2019
Un libro senza dubbio coraggioso, ma che più di una volta mi ha fatto storcere il naso per il suo intrinseco desiderio di scandalizzare e turbare.
Vero è che questo deve fare l'arte, ma il sesso esplicito per pagine e pagine lo lascerei alla trilogia delle Sfumature.

Detto questo. L'autrice scrive molto bene, con uno stile brillante, arguto e spesso profondo. Molto valide le parti introspettive, meno i dialoghi, spesso molto forzati e ad effetto, come se il paragrafo dovesse finire con una bella frase drammatica e improbabile che nessuno pronuncerebbe mai.

I personaggi sono difficili da amare, ma il più delle volte sembrano veri e tridimensionali, Dante soprattutto. Cristian l'ho odiato, mi dispiace: non puoi trattare tutti da schifo e giustificarti dando la colpa alla tua malattia mentale.

Nel complesso, un libro senza dubbio notevole, non perfetto, ma promettente.
Profile Image for Cariatide ✨.
111 reviews32 followers
March 14, 2019
Il tuo spazzolino incrostato. Il tuo riflesso impigliato. I tuoi jeans troppo stretti. Gli anfibi sfondati.
La tua penna rossa, con cui hai disegnato su un post-it un cuore rosso.
La copia delle tue chiavi. L'appuntamento che avevamo per domani. La tua tazza, la tua tazzina, la tua forchetta, il tuo cucchiaino.
I miei otto anni.
Le foto di Roma.
Il tuo cuore. Che aveva una forma. Come la tua felpa, o il fiore che mi hai modellato alle elementari. Era di pasta-sale, ieri l'ho accarezzato e si è frantumato. Il tuo silenzio. La tua rabbia, il tuo profumo. Le cose che avrei dovuto prendermi e non mi sono mai presa.


1989. Sempre.
Profile Image for Ruby La Belva.
731 reviews159 followers
February 14, 2023
Mi ha completamente devastato.
Ho amato la verità e l autenticità di questo libro, il suo essere forte, intenso.
Le tematiche sono trattate con una consapevolezza e un rispetto disarmante e non si tende mai e dico mai a giudicare i personaggi e le loro azioni.
Non sono più la stessa persona
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