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Artico: La battaglia per il Grande Nord

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Era quasi la Luna, l’Artico. Un altro pianeta rispetto alla grande storia dell’umanità. Invece ora si trova al centro di trasformazioni epocali. Dallo spazio appare sempre meno bianco e sempre più blu; un nuovo mare sta emergendo come un’Atlantide d’acqua, perché il riscaldamento nel Grande Nord è doppio rispetto al resto della Terra. Ma lo scioglimento dei ghiacci perenni ha scatenato la contesa per la conquista dell’unica area del mondo ancora non sfruttata e che nasconde risorse pari al valore dell’intera economia Usa. Si aprono strategiche rotte mercantili, ampie e pescose regioni marittime, ciclopiche infrastrutture per le estrazioni. Una spietata corsa neocoloniale ai danni degli inuit.
Marzio G. Mian è uno dei pochi giornalisti internazionali ad aver esplorato sul campo il Nuovo Artico. Dalla Groenlandia all’Alaska, dal Mare di Barents allo Stretto di Bering, questo viaggio-inchiesta racconta in presa diretta la battaglia per la conquista dell’ultima delle ultime frontiere. La Cina punta con ogni mezzo a espandere nel Grande Nord le sue ambizioni globali; gli Stati Uniti, ma anche la Norvegia, fronteggiano il pericoloso disegno neo imperiale di Vladimir Putin che considera l’Artico il mare nostrum della Russia e dispiega spie, basi e testate nucleari: un conflitto appare qui oggi più realistico che ai tempi della Guerra fredda, scrive Mian. Nel Grande Gioco del Ventunesimo secolo incombe su tutte una domanda: di chi è il Polo Nord?

224 pages, Paperback

First published January 27, 2018

77 people want to read

About the author

Marzio G. Mian

9 books2 followers
Marzio G. Mian is an award-winning journalist, and his research has been funded by the Pulitzer Center. The author of five Italian books, he lives in Milan, Italy.

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Displaying 1 - 6 of 6 reviews
Profile Image for Carlota Guitian.
26 reviews
August 30, 2024
Este tema me encanta y estoy de acuerdo en que, sin duda, el Norte es el futuro, desde muchos ámbitos.

Este libro lo intenta explicar, sin embargo, ademas de la lectura densa, creo que necesitas saber de antes para poder entender, comprender y hasta llegar a leer (hay páginas que he tenido que releer varias veces porque se hacían imposible de seguir).

Se explican temas como la ruta comercial, la idea del “dragón blanco” o el papel ruso de una forma muy buena mientras que otras, como el papel de los indígenas, que está constantemente presente, se enseña pero no es hasta el final cuando ves un poco más allá de sus problemas como es el suicidio o el ser capaces de entender, tolerar y respetar su cultura.

Si estaba dudando si me gustaba o no este libro, las ultimas paginas que menciona (o mas bien critica) el feminisimo sueco es cuando me ha perdido del todo. Entiendo que haya cambios culturales o generacionales pero sin duda podría describirlo como “comentario casposo” y, que al tema, no aporta nada.

¿Me encanta el tema y creo que algo enseña? Sí. ¿Lo recomendaría o volvería a leer? Nah
Profile Image for Jose.
Author 8 books16 followers
March 16, 2019
Esta obra relata con una belleza que estremece la realidad de la situación geopolítica que acecha el ártico y en la que se ven inmersas grandes potencias como Rusia, China, Canadá, Estados Unidos, Islandia o Finlandia. El deshielo provocado por el cambio climático supone para muchos una floreciente emanación de recursos susceptibles de ser explotados. El relato de Mian desgrana el conflicto que emana en el inhóspito Ártico, hasta ahora un lugar que resistía incólume al afán de control del ser humano sobre el planeta. Esta batalla por los recursos afecta no solo a lo meramente económica o estratégico, sino que también pone patas arriba formas de vida como las de la cultura Inuit, hasta ahora la única capacitada para subsistir en los confines de la tierra, pero despojada cada vez más de su territorio, que ve como se va derritiendo de la misma forma que lo hacen sus señas de identidad. De igual modo, la obra también aprovecha para mostrar la aparición y el auge de otros nuevos “recursos”, como la turistificación de espacios hasta ahora solo aptos para intrépidos investigadores o personas preparadas para resistir en lugares adversos. En resumen, es una obra que elabora un cuadro repleto de imágenes que nos permiten visualizar casi de un vistazo la superficie de lo que hay en juego.

P.D: Como crítica, al final del libro creo que hay dos patinazos o visiones controvertidas, primero en torno al ecologismo practicado por Greenpeace (al que acusa en parte de no comprender las necesidades de la cultura Inuit y de visión colonialista), y la segunda en torno al auge del feminismo en Suecia. Si bien el primero puede resultar más discutible, en el caso de la crítica al feminismo muestra una visión estereotipada y confusa que cuesta comprender siquiera a qué viene. Como muestra más clara, cuando habla de la implementación de la neutralidad de género en Suecia, parece atribuirlo a una suerte de hegemonía feminista totalitaria, cuando se trataría de un postulado originalmente más propio de la teoría queer que ni siquiera guarda sus raíces en Suecia. Sea como fuere, es un patinazo sorprendente e innecesario para el devenir de la obra.
Profile Image for Iván.
458 reviews22 followers
September 11, 2021
No hay muchos libros que hablen de lo que está pasando en el Ártico y de cómo afecta el deshielo a nivel social, económico, geopolítico, en recursos y en las futuras rutas de transporte. Tenía este libro fichado desde hace tiempo y ahora lo he comprado en kindle. El cambio climàtico impacta de lleno en dicha región y las grandes potencias ven ya al Ártico como un nuevo escenario global con sus enormes riquezas energéticas y con su potencialidad para acortar los tiempos de las rutas marítimas que unen continentes. Los cambios afectan ya a personas, sociedades nativas, animales y a entornos naturales. Me ha parecido un libro muy interesante y se me ha hecho corto.
Profile Image for Yuri Faenza.
30 reviews
June 18, 2021
L'autore cerca di raccontare in modo ragionato e documentato la faccia della medaglia meno raccontata del riscaldamento globale: chi ha interesse ad incentivarlo, chi si sta organizzando in modo da sfruttarlo?
Le risposte sono collegate al ristretto numero di aree (Groenlandia, nord della Russia, Islanda, ...) che da periferia si stanno transformando in nuovi centri di turismo e sfruttamento di risorse energetiche, grazie all'abbassamento delle temperature ed allo scioglimento dei ghiacci. In molti ci scommettono, tra privati e superpotenze, creando un terremoto nello stile di vite e prospettive di aree e popoli.

Il libro è diviso in cinque capitoli, ciascuno focalizzato su una diversa regione. Seppur interessante, è molto disomogeneo, tocca tantissimi argomenti snocciolando cifre, nomi e fatti, ma si muove talmente velocemente tra argomenti diversi da lasciare un'impressione di molte cose, ma una solida conoscenza di nulla. Il capitolo sulla Russia, in particolare, è terribilmente spezzettato. Altre parti non sembrano molto collegate al tema del libro, come per esempio la critica al conformismo della società svedese. Rimangono tanti nomi e tanti spunti, da approfondire autonomamente.
Profile Image for Shimamoto .
50 reviews4 followers
May 31, 2021
Quello che accade nell'Artico non rimane nell'Artico: è questo il motto degli scienziati e dobbiamo ficcarcelo bene in testa. Tutto ciò che accade nell'Artico, che sia a livello geopolitico o ambientale, ha conseguenze ovunque, che sia in Italia, negli Stati Uniti o in Cina. E tutto ciò che facciamo noi, al contrario, si riflette a doppia potenza in quella regione remota dimenticata da tutti.

Questo breve saggio di Mian è un ottimo punto di partenza per chi vuole iniziare a informarsi sulla regione circumpolare, su chi ci abita e il tipo di politiche che vengono attuate.
Parte dalla Groenlandia, descrivendo la storia della regione che da sempre lotta per l'indipendenza economica, parla del Dragone Rosso, che sempre più vuole investire nel Nord per le terre rare (eh si, per i chip e schede dei nostri telefoni sono necessarie insieme al nichel).
Si sposta in Alaska, dove le trivellazioni sono sempre state al centro del dibattito politico, con grossa opposizione da parte degli Inuit, Yupik e Gwich'in nel famoso Arctic National Wildlife Refuge.
Va in Islanda, dove ormai la globalizzazione ha fatto capolino e ha privato un popolo della sua identità. L'isola infatti è la più europea e ha sempre avuto contatti con il nostro blocco, ma negli ultimi anni queste interferenze hanno provocato effetti sociali non indifferenti, con un conseguente aumento di suicidi, alcolismo, violenza e depressione (anche se il fenomeno è distribuito in tutto l'Artico).
La Russia di Putin ha molte analogie con il passato, dal momento che punta da sempre a una rimilitarizzazione di tutto l'Artico (che di conseguenza provoca un effetto a cascata di rimilitarizzazioni di tutti gli altri stati per la "difesa" - ma da cosa?- ).
La Norvegia del petrolio, la Svezia del femminismo aggressivo, una Finlandia silenziosa... Tutto questo è descritto benissimo in questo saggio, che consiglio a tutti perché, ripeto, non sono cose così lontane da noi come crediamo, anzi. Ogni nostra azione ha del potenziale nocivo per quei popoli che abitano nel Nord, ogni nostro acquisto, ogni nostra richiesta può rendere necessaria la costruzione di nuovi pozzi, di nuovi siti, di nuovi lavori in miniera che inquinano acqua e cibo polare uccidendo migliaia di persone. È molto difficile rendersene conto perché siamo lontani migliaia di km, ma la nostra società consumistica li sta ammalando.
Profile Image for Pao.
328 reviews27 followers
May 16, 2020
Letto con il gruppo Libri dal mondo.
Il libro è molto interessante perché descrive sia il passato di queste terre (dalle spedizioni artiche ai soprusi compiuti dai paesi nordici a danno delle popolazioni indigene) sia il loro futuro politico e climatico (entrambi molto incerti). Purtroppo tra corsa agli armamenti delle varie nazioni e l'assenza di prospettive per gli inuit, il saggio è a tratti angosciante.
L'autore dimostra di avere a cuore le tematiche trattate ed è evidente il grande lavoro di ricerca effettuato, unici peccatucci il ricorso a parole straniere non necessarie, tipo charmant, e qualche digressione fuori luogo come il soffermarsi su tutti i pasti che ha cucinato personalmente e la svolta femminista in Svezia.
Conclusa le lettura si ha voglia di ascoltare Nuntii Latini il notiziario in latino della radio finlandese Yle trasmesso fino a giugno 2019.

Read with the group Libri dal mondo.
The book is very interesting because it describes the past of these lands (from the Arctic expeditions to the abuses made by Nordic countries) and the future both political and climatic (both very uncertain). The book is quite distressing because Inuit seem to have no hope for the future and the arm race to control North Pole isn't a good news.
The essay shows the accurate researches made by the author and his involvement in the Polar cause but sometimes he uses foreign words that aren't necessary, like charmant and sometimes he talks about out of place topics like every meal he cooked and the Swedish feminism.
When the book is over you want to listen to Nuntii Latini the news report in Latin made by the Finnish radio Yle until June 2019.
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