Quello che accade nell'Artico non rimane nell'Artico: è questo il motto degli scienziati e dobbiamo ficcarcelo bene in testa. Tutto ciò che accade nell'Artico, che sia a livello geopolitico o ambientale, ha conseguenze ovunque, che sia in Italia, negli Stati Uniti o in Cina. E tutto ciò che facciamo noi, al contrario, si riflette a doppia potenza in quella regione remota dimenticata da tutti.
Questo breve saggio di Mian è un ottimo punto di partenza per chi vuole iniziare a informarsi sulla regione circumpolare, su chi ci abita e il tipo di politiche che vengono attuate.
Parte dalla Groenlandia, descrivendo la storia della regione che da sempre lotta per l'indipendenza economica, parla del Dragone Rosso, che sempre più vuole investire nel Nord per le terre rare (eh si, per i chip e schede dei nostri telefoni sono necessarie insieme al nichel).
Si sposta in Alaska, dove le trivellazioni sono sempre state al centro del dibattito politico, con grossa opposizione da parte degli Inuit, Yupik e Gwich'in nel famoso Arctic National Wildlife Refuge.
Va in Islanda, dove ormai la globalizzazione ha fatto capolino e ha privato un popolo della sua identità. L'isola infatti è la più europea e ha sempre avuto contatti con il nostro blocco, ma negli ultimi anni queste interferenze hanno provocato effetti sociali non indifferenti, con un conseguente aumento di suicidi, alcolismo, violenza e depressione (anche se il fenomeno è distribuito in tutto l'Artico).
La Russia di Putin ha molte analogie con il passato, dal momento che punta da sempre a una rimilitarizzazione di tutto l'Artico (che di conseguenza provoca un effetto a cascata di rimilitarizzazioni di tutti gli altri stati per la "difesa" - ma da cosa?- ).
La Norvegia del petrolio, la Svezia del femminismo aggressivo, una Finlandia silenziosa... Tutto questo è descritto benissimo in questo saggio, che consiglio a tutti perché, ripeto, non sono cose così lontane da noi come crediamo, anzi. Ogni nostra azione ha del potenziale nocivo per quei popoli che abitano nel Nord, ogni nostro acquisto, ogni nostra richiesta può rendere necessaria la costruzione di nuovi pozzi, di nuovi siti, di nuovi lavori in miniera che inquinano acqua e cibo polare uccidendo migliaia di persone. È molto difficile rendersene conto perché siamo lontani migliaia di km, ma la nostra società consumistica li sta ammalando.