Si tratta di un poemetto ottocentesco attribuito a Gabriele Rossetti ed è un dotto componimento in 47 sestine di endecasilabi dedicato al "cul di Carolina", una sconosciuta ragazza oggetto dell'ammirazione scatologica del poeta. Vale sicuramente la pena di essere letto, per chi ama la goliardia e i componimenti scatologici.