Sconcertante, misterioso, imprevedibile, Il Santo Graal è un giallo storico che prende avvio da alcuni incredibili indizi ritrovati a Carcassone, centro della Francia meridionale. Il quadro che ne emerge è quanto mai sconvolgente: Gesù non morì sulla croce, sposò Maria Maddalena - da cui ebbe alcuni figli - e, con la famiglia, si rifugiò in Francia presso una comunità ebraica. I suoi discendenti regnarono con il nome di Merovingi, creando successivamente il Sacro Romano Impero, maestoso disegno di un'Europa finalmente unita. Fallito sul piano politico questo progetto si sarebbe invece alimentato grazie a sette religioso-esoteriche come i Templari e a società segrete come il "Priorato di Sion".
Michael Baigent was born in New Zealand in 1948. He graduated with a bachelor's degree in psychology from Canterbury University, Christchurch, and holds a master's degree in mysticism and religious experience from the University of Kent in England. Since 1976 he has lived in England with his wife and children.
Baigent is a Freemason and a Grand Officer of the United Grand Lodge of England. He has also been an editor of Freemasonry Today since 1991. As an author and speculative historian, he has been published in 35 languages; he is the author of From the Omens of Babylon, Ancient Traces, and the New York Times bestseller The Jesus Papers; he is the coauthor of the international bestsellers Holy Blood, Holy Grail and The Messianic Legacy (with Henry Lincoln and Richard Leigh); and the coauthor of The Temples and the Lodge, The Dead Sea Scrolls Deception, Secret Germany, The Elixir and the Stone, and The Inquisition (with Richard Leigh).
Brillante esercizio di fantasia basato su un cumulo di sciocchezze. Ha esercitato una influenza enorme nel corso dei decenni e continua a nutrire schiere di entusiasti creduloni. Gli autori hanno pure fatto causa a Brown per "IL codice da Vinci".
Una bufala colossale, ma decisamente ben costruita (più o meno) e appassionante. Basta tener sempre presente che non è vero niente e ci si può divertire un sacco.
Tanto intrigante, quanto complesso, questo libro sul «Santo Graal» - scritto da M. Baigent, R. Leigh ed H. Lincoln - ricostruisce, con dovizia di particolari, le cronache coinvolgenti e affascinanti riguardanti svariati e famosi elementi storici: un'organizzazione segreta formatasi all'epoca della prima Crociata, ovvero il "Priorato di Sion"; l'Ordine dei Templari, considerato il loro braccio armato; la Crociata combattuta in Terrasanta, e capeggiata da Pietro l'Eremita e da Goffredo di Buglione; infine, la storia di Gesù e della sua famiglia, la quale, lungi dall'essersi estinta col fallimento della rivoluzione in Giudea, sopravvisse alla propria sorte attraverso un'emigrazione verso la Gallia, e più precisamente a Marsiglia, prolungando di fatto la continuazione della propria stirpe.
Questi filoni narrativi, edificati con l'ausilio di informazioni tratte da documenti storici e da tradizioni antiche - la speculazione logica è doverosa, data la mancanza di alcune fonti - si intrecciano in modo così fitto e seducente, da rubare il lettore al suo tempo, per poi assorbirlo completamente in una spirale di avvenimenti che interessano svariate pergamene, ordini cavallereschi, sette eretiche ed importanti dinastie di re, apparentemente distinte o separate. Si tratta di un lungo viaggio che parte dalla rivoluzione di un re-sacerdote chiamato Gesù e dal suo contesto storico, passando per la guerra tra Romani e Giudei nel 66-74 d.C. in cui viene distrutto il Tempio di Gerusalemme e viene espugnata l'ultima roccaforte dei ribelli, cioè la fortezza di Masada; per poi arrivare all'ultima rivoluzione, quella del 132-135 d.C, in cui gli Ebrei verranno espulsi definitivamente dalla Palestina, permettendo ai Romani di fare di quei confini la propria terra, che prenderà il nome di Elia Capitolina. È proprio questa diaspora a destare particolare interesse.
Spostandoci avanti di parecchio con la nostra macchina del tempo, sia nel tempo che nello spazio, arriviamo in Francia, ed in particolare nella zona meridionale, nei Pirenei e nella Spagna Nord-Orientale. Tutta questa regione acquisisce particolare importanza poiché rappresenta il centro di varie vicende riguardanti sia il ceppo Merovingio sia quello Carolingio, e il vile tradimento della Chiesa di Roma, la quale appoggiò prima una casata e poi l'altra, al fine di compiere una vera e propria congiura dinastica. Notiamo che qui si forma un principato indipendente in cui vive, numerosa, la popolazione ebraica. Il perché di questa presenza etnica lo lascio scoprire ai lettori, leggendo il libro. Tra parentesi, la storia è bellissima! Fatto sta che nel IX secolo, la stirpe di Guillem de Gellone (tale nome lo troviamo anche nella Divina Commedia di Dante, nel XVIII canto del Paradiso, al v. 46), figlio di Teodorico o Thierry di discendenza Merovingia, culminò nei primi duchi di Aquitania, che si accostarono, successivamente, con i duchi di Bretagna. Nel X secolo, Hugues De Plantard, discendente diretto di Dagoberto II, merovingio, e di Guillem De Gellone per l'appunto, divenne padre del primo conte di Boulogne, Eustachio. Nipote di Eustachio fu il nuovo re-sacerdote Goffredo Di Buglione, duca di Lorena e conquistatore di Gerusalemme. E il cerchio si chiude. Il Santo Graal, nella letteratura medievale di Thomas Melory, di De Troyes, di Robert Boron e di Wolfram von Eschenbach, viene identificato spesso con le parole "sangraal" o "sang real", cioè «sangue reale», e tutte le tradizioni, unanimemente, concordano nell'affermare che il principio vitale è intimamente legato al sangue. È proprio il sangue reale il filo conduttore che riunisce tutti i filoni narrativi proposti in questo saggio, legando un famiglia reale, quella di Gesù, ad un'altra famiglia reale, quella di Goffredo da Buglione, con il priorato di Sion e i suoi Templari, che ne fanno da custodi e protettori. Buona lettura!
I had this book in my shelf at least a decade before I now finally read it. It has parts that are quite interesting to read but is not necessarily interesting throughout. I still fail to see any proof for the theory they developed. Their conclusions are a bit made up and it felt like they wanted to find connections, where there might not have been any. Nevertheless, some parts of their research are comprehensible and I think they had the right take. Yet again I am missing proof to really declare it anything other than historic fiction.
Me lo sono divorato, molto ma molto prima di quella zozzeria del codice Da Vinci: scritto come un reportage giornalistico di alto livello su un argomento tabu', ben documentato e soprattutto credibile. E poi si scopre che era tutta una truffa, e che Plantard aveva truffato gli autori del libro e non solo, raccontando un sacco di panzane e fabbricando le prove ad hoc. Sob.
L'ho ammetto, ho comprato questo libro dopo aver visto il film "Il codice Da Vinci", ed aver dato una scorsa al libro omonimo. L'ho acquistato un pò per curiosità, e un pò perchè in copertina era segnalato che era precedente al best-seller di Dan Brown. Il saggio viene presentato come una ricerca storica e storiografica dei tre autori, imbattutisi in una serie di eventi particolari, alcuni apparentemente senza collegamenti tra loro, ma che condurranno ad un finale sconcertante. Brown ha ammesso che molte idee per il suo romanzo gli sono venute da questo libro, ed effettivamente qui c'è tutto: il Priorato di Sion, i Templari, il taglio dell'olmo, i Merovingi, la Maddalena, più altre cosine interessanti, come l'identità di Lazzaro e Barabba, ed il vangelo di Giovanni. L'unica cosa che manca è la "Ultima Cena" di Leonardo. Quello che ne viene fuori è un affresco lucido e (sembra) ben documentato di 2000 anni di storia cristiana ed ebraica. In alcuni passaggi si ha l'impressione di essere "guidati" un pò troppo verso conclusioni alle quali gli autori "vogliono" giungere, ma è indubbio che è stato fatto un enorme lavoro di ricerca e documentazione su reperti letterari, archeologici, e genealogici, che non può essere totalmente frutto di fantasia. Alla fine di tutto,quindi, l'interrogativo che si può porre il lettore, e a cui probabilmente miravano gli autori, è: quante cose ci ha nascosto la Chiesa? E di queste, quante possono sovvertire i dogmi conclamati? Consigliato a chi apprezza questo tipo di speculazione storico-religiosa.
Raramente mi arrogo il diritto di scrivere una recensione su prodotti letterari scritti da persone, si presume, più colte e preparate di me; ma mi sento di dover far qui un'eccezione. Si perché qui si sta parlando di un libro di fantasia spacciato per saggio: pensate che sulla quarta di copertina della copia in mio possesso campeggia la foto del Giacobbo nazionale con scritto 'Un libro provocatorio e sconvolgente: uno studio rigoroso che è un tassello nella ricerca della verità'. Innanzitutto mi verrebbe da dire 'Quid est veritas?'. In secondo luogo mi verrebbe da chiedere a Giacobbo:'Ma il libro lo hai letto!?'. Un vergognoso guazzabuglio di date, nomi avvenimenti, legati tra loro da congetture assurde, fantascientifiche; lo stesso Eco l'ha definito un romanzo spassoso e divertente. Devo dire che a me non ha divertito affatto; pensare che tante ma tante persone leggendo questo libro sono rimaste colpite dalle 'verità' presenti esso, ma più che verità sono solo congetture ridicole e deliranti. A costoro che prendono questo volume come opera letteraria seria dico: il priorato di Sion non esiste; la maggior parte dei testi citati dai tre autori non esistono; non esiste nessuna prova che avvalori le tante ipotesi farneticanti elencate in questo volume. Non si tratta di ceca fede, come qualcuno potrebbe pensare, ma di semplice coerenza storica di cui questo libro è prevalentemente assente. Quindi se avete voglia di fare una lettura fantasiosa ma abbastanza inutile, accomodatevi pure e buona lettura!
Die Urmutter aller neueren Verschwörungsbücher, so weit es es sich nicht um 9/11 handelt. Zugleich die Ursuppe aus der Dan Browns Sakrileg entstiegen ist. Die ersten zweihundert Seiten sind sogar spannender zu lesen als der Thriller, der allerdings meine Hauptkritik vorweg genommen hat: die Schlüsse die Lincoln/Baigent/Leigh aus ihrer Recherche ziehen sind geradezu absurd. Da zu Zeiten der Veröffentlichung ein Nachfahre der Merowinger und damit Nackomme Christi im Europaparlament saß, würden die Merowinger bald wieder die Macht in Europa übernehmen. Auch die Auswahl der Meister der Prieure de Sion ist für so manches Kopfschütteln gut, aber als Werk der historischen Fiktion haben die ersten gut 200 Seiten einen hohen Unterhaltungswert gegen den der ziemlich eindimensionale Da-Vinci-Code notwendigerweise abfallen muss, zumal Dan Brown auch sprachlich ein ziemlicher Murkser ist.
...ha avuto il pregio di farmi diventare scettico su tutto (tutta! ...la "storia") e, presuntuosamente, di farmi cominciare a ragionare con la mia testa (...ma sempre poco, probabilmente)
Una lettura della sacra storia del tutto parallela alla convinzione di massa. La vera fonte informativa di libri molto più famosi... Ottima per avere un quadro più ampio rispetto alla solita dottrina.
Gli autori montano ad arte dati storici per costruire una narrazione completamente falsa e sensazionalistica. Purtroppo, questo testo ha contribuito significativamente la prolificazione di opere pseudo-scientifiche, specialmente sul Graal. Da evitare.
Noioso, auto compiaciuto, scritto per l'auto celebrazione degli autori e non per il divertimento dei lettori. Esistono altri libri simili molto più accoglienti.