«Ascoltami bene, Luana. Da questo momento in poi, io ti accompagnerò in ogni tuo passo, in ogni tuo gesto; mi vedrai in ogni immagine che i tuoi occhi coglieranno, anche se non ci sarò fisicamente. M’insinuerò in ogni tuo discorso, in ogni tuo pensiero; scorrerò nelle tue vene insieme al sangue, controllando il tuo cuore; ogni volta che inspirerai, avvertirai il mio profumo nell’aria. Mi troverai nella luce del giorno e nell’oscurità della notte, in ogni lacrima e goccia di sudore che verserai, in ogni sorriso che farai e in ogni sensazione che proverai. Ovunque tu sarai, io starò al tuo fianco. Sempre». Le sue parole sono qualcosa che non dimenticherò mai. Sto per vomitare e svenire allo stesso tempo, ma mi sforzo di non crollare proprio adesso, perché lui confida esattamente in questo. La cosa terribile è che io lo sento davvero dentro di me, come una presenza maligna che mi avvelena a poco a poco. Vorrei estirparla, ma non ne sono capace. «Tu sei pazzo, Adrian. Fatti curare». Ride. «Ti piace Londra? Spero di sì, perché è appena diventata la tua gabbia e io sono l’unico ad avere le chiavi. Sei in trappola, Luana. Vediamo quanto riuscirai a resistere prima di pronunciare quelle due parole».