La storia del burattino più famoso del mondo interpretata da Carmelo Bene: una favola senza tempo rivive nella drammaturgia di un grande autore e interprete. Fedele al testo di Collodi, Carmelo Bene allestisce la sua versione del Pinocchio per l’inaugurazione del Teatro Laboratorio di Roma, nel 1961. Lo spettacolo ebbe un tale successo che venne più volte replicato nei decenni successivi, a teatro e in radio, fino a diventare una versione televisiva per la Rai nel 1999. Pubblicato per la prima volta in edizione tascabile, il Pinocchio di Carmelo Bene è un capolavoro del teatro che si legge come un racconto senza età.
Carmelo Pompilio Realino Antonio Bene, known as Carmelo Bene (1 September 1937 – 16 March 2002) was an Italian actor, poet, film director and screenwriter. He was one of the greatest figures in Italian avant-garde culture.
Also famous for his eccentric behaviour and for mocking the Italian theatre tradition, he took to the extreme the concept of Artaud's Theatre of Cruelty. His first work was the italian version of Caligula, requested to his friend Albert Camus in 1959. Some of his dramatic works were interrupted by police for his supposed blasphemous and outrageous contents, as his play Cristo '63 (Christ '63).
He was also a filmaker, but claimed to have little sympathy for almost all the film-making made after Buster Keaton and Sergei Eisenstein, all his movies were higly criticized by the time of their release for their unusual and cryptic mise-en-scène but gained cult following in the following years.
Versione di Pinocchio di Carmelo Bene. Copione del suo spettacolo teatrale, ha il difetto di non accennare agli aspetti senza dialoghi che vengono messi in scena ma che, nel copione, risultano buchi nella trama, mentre interi eventi, magari citati come avvenuti, non vengono però raccontati nel loro accadere. Per un giudizio più completo sarebbe bello riuscire a vedere lo spettacolo, ma i dvd sono di difficile reperibilità. I limiti che ci sono nel copione costringono necessariamente solo a un giudizio di sufficienza.
Teatro dove le maschere-burattini-molteplicità sono protesi vocali del gioco deliriante-schizo del piccolo Pinocchio (nella versione cinematografica quasi tutti i personaggi sono doppiati esclusivamente da Bene). La dimensione dell'infanzia è trasvalutata ed è sicuramente preferibile alla monotonia Statale, storica ed anti-estetica dell'età adulta.