I popoli originali dell'America mi hanno sempre affascinato, come in generale le culture antiche o rimaste primitive. Trovo che ci sia qualcosa di fortemente affascinante nello stretto e intenso legame che hanno con la spiritualità e la natura. Non nego che il progresso e le tecnologie siano dei fattori importanti per la vita dell'uomo e la sua storia, ovviamente, ma leggendo questi miti e leggende mi sono spesso ritrovata a pensare come sarebbe il mondo, adesso, se un po' tutti avessimo conservato il rispetto per la natura di queste culture, riverendola e non deturpandola.
I miti di questa raccolta sono tanti (è bella fornita, sono sessantaquattro racconti) e pieni di storie curiose in stile fiaba / favola, più che di gesta eroiche e grandiose. Sono storie semplici ma con una morale e degli insegnamenti ben chiari, facilmente comprensibili e quindi assimilabili da chi li legge. Al tempo stesso, alcune frasi hanno uno stile e una scelta di parole talmente aggraziate da sembrare estratti da una poesia o una prosa poetica.
I nomi complicati sono, ovviamente, presenti in ogni storia e ad ogni riga, ma non ostacolano la lettura (d'altronde, quanti nomi assurdamente complessi e impronunciabili siamo abituati a leggere, per esempio, nei fantasy?) anche se personalmente mi hanno incuriosito e un po' distratto. Per una comprensione migliore dei vari miti, sono presenti numerose note: per quanto possa essere "scomodo" interrompere il flusso delle vicende per andare a consultarle con gli occhi, sono necessarie e interessanti, e in fin dei conti non troppo invadenti.
Infine la copertina. Ricordo che è stata proprio quella ad attrarmi quel giorno nella biblioteca scolastica. I colori caldi, la rappresentazione scelta per accompagnare il titolo e la texture del tipo di carta usata: tutti dettagli che rendono bene l'idea delle culture che si incroceranno durante la lettura, e che quindi attraggono.