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La parola ai giovani: Dialogo con la generazione del nichilismo attivo

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Nel 2007 Umberto Galimberti ha pubblicato un libro, “L’ospite inquietante. Il nichilismo e i giovani”, in cui descriveva il disagio giovanile da imputare, a suo parere, non tanto alle crisi psicologiche a sfondo esistenziale che caratterizzano l’adolescenza e la giovinezza, quanto a una crisi da lui definita “culturale”, perché il futuro che la cultura di allora prospettava ai giovani non era una promessa, ma qualcosa di imprevedibile, incapace di retroagire come motivazione a sostegno del proprio impegno nella vita.
A distanza di anni cos’è cambiato di quell’atmosfera che Galimberti aveva definito “nichilista”? Non granché, fatta eccezione per una percentuale forse non piccola di giovani che sono passati dal nichilismo passivo della rassegnazione al nichilismo attivo di chi non misconosce e non rimuove l’atmosfera pesante del nichilismo senza scopo e senza perché, ma non si rassegna. E dopo un confronto serrato con la realtà, si promuove in tutte le direzioni, nel tentativo molto determinato di non spegnere i propri sogni.
“La parola ai giovani” raccoglie la voce di questi giovani che hanno un gran bisogno di essere ascoltati, per poter dire quelle cose che tacciono ai genitori e agli insegnanti perché temono di conoscere già le risposte, che avvertono lontane dalle loro inquietudini, dalle loro ansie e dai loro problemi. E allora si affidano a un ascoltatore lontano, che prende a dialogare con loro, non per risolvere i loro problemi, ma per offrire un altro punto di vista che li faccia apparire meno drammatici e insolubili.

298 pages, Kindle Edition

Published January 11, 2018

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About the author

Umberto Galimberti

77 books188 followers
Nato a Monza nel 1942, è stato dal 1976 professore incaricato di Antropologia Culturale e dal 1983 professore associato di Filosofia dellaStoria. Dal 1999 è professore ordinario all’università Ca Foscari diVenezia, titolare della cattedra di Filosofia della Storia. Dal 1985 è membroordinario dell’international Association for Analytical Psychology.
Dopo aver compiuto studi di filosofia, di antropologia culturale e dipsicologia, ha tradotto e curato di Jaspers, di cui è stato allievo durante isuoi soggiorni in Germania:
Sulla verità (raccolta antologica), La Scuola, Brescia, 1970.
La fede filosofica, Marietti, Casale Monferrato, 1973.
Filosofia, Mursia, Milano, 1972-1978, e Utet, Torino, 1978.
di Heidegger ha tradotto e curato:
Sull’essenza della verità, La Scuola, Brescia, 1973.

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Profile Image for bossboeo.
86 reviews6 followers
Read
May 21, 2020
Parte prima
Gioventù perduta? No, cancellata per errore

1. Noi ventenni abbiamo fretta di realizzare i nostri sogni
2. C'è chi dice che abbiamo troppa fretta
3. E in effetti non siamo pronti per la costruzione del nostro futuro
4. Tuttavia non abbandoniamo i nostri sogno e non ci arrendiamo al "sano realismo"
5. E neppure cediamo alla violenza, perché pochi tra noi credono che apra un futuro
6. Se però è finito il mondo, non ci resta che aspettare l'Apocalisse
7. E nel frattempo ci percepiamo come "la generazione dei sogni infranti"

Parte seconda
Noi ce la possiamo fare, ma non spezzateci le ali

8. Ci accusate di piangerci addosso e di cullarci in un mondo fatto di sogni
9. In realtà, anche se siamo la "generazione dei senza", non ci rassegniamo
10. E spieghiamo le ali controvento
11. Perché sappiamo essere liberi anche quando la realtà ci imprigiona
12. Perché abbiamo supplito alla mancanza di esperienza con la conoscenza
13. Perché non ci arrendiamo a chi ci dice che c'è un solo modo di affrontare la vita
14. Perché, a differenza di voi, noi conosciamo la passione
15. E sappiamo coniugare la passione con il rigore della mente

«Il futuro è già vostro, cari ragazzi, per il solo fatto che l'avete davanti e, per ragioni biologiche, spetta solo a voi L'unica cosa che dovete evitare è di "attenderlo", come molti di voi purtroppo ancora fanno, invece di "afferrarlo" con decisione, fidandovi della vostra forza biologica, sessuale e intellettuale, che sono al massimo tra i quindici e i trent'anni.»


Uno spaccato di realtà giovanile! Una boccata di ossigeno. Ghalimberty parla con i giovani anziché dei giovani, e i giovani spaziano dai temi scuola, lavoro, globalizzazione, diritti, amore ma soprattutto sulla sfiducia degli adulti verso di noi e sulla nostra demotivazione di fronte a un meccanismo che ha perso il proprio perché. Ghali non dà risposte definitive, dà indicazioni per continuare la ricerca, quello che apprezzo di più.
Il futuro è nostro, ma tocca andarcelo a prendere, perché se lo aspettiamo passivamente, non lo avremo. Da qui il nichilismo attivo, ovvero la consapevolezza del nulla che ci accompagna, ma la tenacia di avanzare comunque. Alla faccia di chi ci vede come dei buoni a nulla. È vero che in molti siamo fannulloni, ma proprio perché, vivendo nell'età della tecnica dove contano solo efficienza e produttività, la formazione dei giovani si va perdendo, a discapito della continuità generazionale. Tutto parte dal non considerare le proposte del proprio figlio, non ascoltarlo, non farlo neanche provare, né fargli fare questa benedetta esperienza. Sì che i giovani di ieri dovevano fare tutto da soli e senza aiuti, ma mica erano stati storditi con tutti questi averi, mica stavano in un mondo globalizzato, mica li si cresceva senza far loro conoscere niente per poi aspettarsi che ad anni diciotto imparassero tutto in stile Matrix.
Rimboccarsi le maniche perché se no sono pennuti senza saccarosio. Questo è ciò che mi ha lasciato l'opera.

«Il collasso di tutti i posti di aggregazione riduce le occasioni di socializzazione dei giovani, in quella stagione della vita in cui hanno un gran bisogno di farne esperienza, che non sia solo quella dell'incontro al bar dove si beve, in discoteca dove ci si stordisce, davanti a un computer nella solitudine di un social network. Perché solo se da piccoli e poi da adolescenti si socializza, si impara a trattare i propri simili come persone e non come mezzi per raggiungere i propri scopi, o come estranei accanto ai quali si passa come vicino ai muri. Del resto il due (qui inteso come l'uno e l'altro) viene prima dell'uno. Nasciamo, infatti, come individui quando ci separiamo dal corpo di nostra madre che, in gravidanza, per nove mesi esprimeva due soggettività. Crescendo, acquistiamo un'identità che non è una dote di natura, ma un puro dono dell'altro, perché la nostra identità ci viene dal riconoscimento o dal misconoscimento che gli altri ci fanno e da cui dipende l'immagine positiva o negativa che ciascuno costruisce di sé*. Anche da questo si deduce che la società viene prima dell'individuo e fonda l'individuo, per cui tutti i luoghi che concorrono a favorirla, dall'oratorio al condominio, sono i benaccolti.»

Oggi la socializzazione passa per i gruppi online, perché lì ci si illude che le dinamiche emozionali, espressive, intepersonali siano quelle che vogliamo, mentre in realtà non c'è alcuna dinamica. Un continuo equivoco collettivo, alimentato da noi stessi per assecondare la nostra insicurezza di parlare con la voce e guardare due occhi. Okay che si può essere introversi, ma il risultato è sotto gli occhi di tutti. È difficile creare un gruppo in 3d di gente che si incontri per stare insieme oltre al sabato sera. Persino in campagna elettorale sempre un'impresa titanica!

«È frequente che i giovani siano educati in famiglia alla soddisfazione immediata dei desideri. Da piccoli per un fraintendimento dell'amore che passa più attraverso la gratificazione dei doni che attraverso l'ascolto e la comunicazione ininterrotta, e da grandicelli per il timore che il richiamo al principio di realtà induca comportamenti ribelli o avvii su percorsi rischiosi. Il risultato è che alle soglie della maturità questi giovani, trovandosi per la prima volta a fare i conti con la realtà con cui non si sono mai misurati, cadono in depressione, si abbandonano all'ignavia, rinunciano prematuramente alla realizzazione dei sogni, passando repentinamente dall'illusione alla delusione, invece di fare quel "passo indietro" che consente di andare alla ricerca delle condizioni che permettono di tradurre i sogni in realtà.
"Ma ormai non c'è più tempo", dicono tra loro quando si rendono conto di aver perso tempo in attesa che qualcuno si accorgesse della loro inclinazione, o se preferiamo del loro sogno, e creasse le condizioni favorevoli per poterlo esprimere. Questo "principio di passività", a cui l'educazione che hanno ricevuto li ha abituati, rende difficile sconfiggere l'inerzia e sostituirla con un'attesa attiva che ha in vista il sogno, ma anche le condizioni per realizzarlo, le quali, se proprio non sono a portata di mano, non sono neppure così lontane da reperire. E il tempo c'è, perché come ricorda Alessandra [autrice della lettera, ndG]: "Abbiamo troppa vita davanti per pensare che tutta la nostra arte e la nostra carriera vadano definite prima dei trent'anni".»

Il maggiore problema che ci attanaglia, la mancanza di coinvolgimento quando siamo piccoli e il conseguente disinteresse quando siamo grandi. Per non parlare della demotivazione scolastica: tra prof demotivati per il basso stipendio, lo scarso sostegno amministrativo, i genitori sindacalisti dei propri figli secondo cui conta più accontentarli che formarli, i ragazzi che si vedono un zombie a far loro lezione e a casa due menefreghisti che o li abbandonano o li difendono a spada tratta, lo studio come nutrimento della cultura e dell'individuo fa spazio all'ameno produrre risultato per uscire con un voto per entrare in università per uscire con voto per lavorare in stile automa per come si è stati abituati a scuola. Quando basta metterci un po' più di pathos, di interesse, di retorica frizzante da parte dei prof per porre appunto in inter-esse i ragazzi, e quello slancio che manca all'Adamo della Creazione per raggiungere vette mai viste. Tendere la mano i prof, afferrarla gli studenti, evitare assolutamente di prendere a bastonate la mano protesa da parte dei genitori.

Essendo un mero insieme di lettere legate da titoli di capitoli, ne risulta una certa ridondanza delle risposte di Ghali, soprattutto a metà libro dove mi sono un po' appallato, ma il continuo mantra del demone platonico e della vita eudemonica è finito per entrarmi in testa, così come il fatto che su Facebook leggiamo ciò che potremmo scrivere e scriviamo quello che potremmo leggere, aggiungendo che la libertà di scelta e di astensione diventa pericolosamente la libertà della revocabilità di ogni scelta, rinunciando alle responsabilità. Martellamenti utili.
Profile Image for Nicolò Canal.
10 reviews1 follower
August 2, 2018
Umberto Galimberti possiede di sicuro l'intelligenza emotiva per mostrare quale sia il mondo che si presenta davanti agli occhi di milioni di giovani. Un mondo che si è progressivamente svuotato dei valori profondi per fare posto al puro meccanicismo e alla razionalità tecnica. Questo è quello che aspetta tutti noi giovani e Galimberti sembra essere chiaro riguardo all'unica soluzione possibile.
Non dobbiamo abbandonarci al nichilismo passivo, bensì dobbiamo difendere coraggiosamente i nostri sogni e le nostre ambizioni da chi ci circonda e vuole renderci parte dell'enorme fabbrica alienante che è il mondo d'oggi.
Un libro che, avendo la struttura di una raccolta "epistolare", consiglio di non leggere tutto d'un fiato per evitare la sensazione di essere ricaduti in un concetto già discusso.
Profile Image for Blazz J.
441 reviews29 followers
June 21, 2020
5/5. Galimberti, priznani strokovnjak za t.i. generacijo dejavnega nihilizma v dialogih ostajal (verjetno tako njemu kot bralcu) presenetljivo brez pravih besed. Čeprav način dialoga spominja na Pilovo dobrodušno teto Justi, so se na avtorja obračali mlajši s stiskami, ki jih javno ni zaželeno izkazovati. Galimberti svetuje, da naj se v dobi tehnike še dalje ravnajo po strasti, četudi le-ta želi biti zatrta.
Profile Image for Veronica.
176 reviews4 followers
April 29, 2022
quando la vita ti è favorevole, espandila. quando si annunciano dolore e malattia, reggili ed evita di metterli in scena
143 reviews5 followers
January 23, 2021
Umberto Galimberti : Besedo imajo mladi

Knjiga o dialogu z generacijo aktivnega nihilizma kljub barvi svoje naslovnice nikakor ne sodi v rumeno branje, torej v skupino opravljivega, nizkotnega, poceni trasha. Au contraire - gre za izjemno izmenjavo argumentiranih pogledov o položaju, možnostih, dilemah in težavah mladih ljudi v današnjem svetu, seveda večinoma v sodobni Italiji. Galimberti, filozof, psiholog in profesor, živeč v Milanu, poročen z žal že preminulo Slovenko, je avtor več knjig, ki so izšle tudi pri nas (Miti našega časa, Grozljivi gost - nihilizem in mladi itd.) in kot nikoli do sedaj tudi tokrat ne razočara. V komentarjih dvainsedemdeset pisem, ki jih je obravnaval v svoji časopisni rubriki D - Reppublica, in sedaj še v knjižni obliki, obravnava vrsto tem, ki jih osvetljuje z vso širino svoje filozofske misli in tenkočutnim razumevanjem psiholoških stanj njihovih piscev. V jeziku, ki zveni kot literatura, deluje kot filozofski terapevt na način, ki spominja na tezo iz Marinoffove "raje Platona kot pomirjevala", po kateri psihološka terapija blaži simptome, resnično ozdravljenje pa predstavlja soočenje s problemi in ustrezna filozofska korekcija pogledov in izhodišč za življenje.

"Smo v času skrajne bede." je zapisal Martin Heidegger, ker Höderlinovih starih "pobeglih bogov" ni več, novih si pa še nismo izmislili."

Obravnavane teme so pravi katalog tesnobnih vprašanj, ki mučijo mlade in jih postavlja tako sodobnost kot prihodnost, ki "prvič ne izgleda kot obljuba, ampak grožnja". Beremo lahko o odnosih, tehniki in tehnologiji, šolstvu, zaposlitvah, homofobiji, ljubezni, spolnosti bogu smrti, branju knjig, religijah, narcisoidnosti, kapitalizmu, odnosu do bolezni itd. Prav vsak "dialog" je poučen in za bralca blažilen, saj je skoraj nemogoče zanikati vsaj nekako osebno skrb v veliki večini obravnavanih dilem. Knjiga je delo humanista in filantropa, ki nima nobenih težav v iskanju referenc praktično od koderkoli in za karkoli.

Branje te knjige je počasno, saj zahteva pogoste "počitke" za razmišljanje o prebranem, vsebina pa vsekakor ni za samo enkratno uporabo.

"Nietzche je nakazal pot, ki vodi k srečanju s samim seboj, z besedami:"Postani to, kar si!"' Vabilo, ki sta ga izrekla že delfsko preročišče: "Spoznaj samega sebe!" in Avguštin iz Hipona: "Hočem, da si tisto, kar si!"..."
Profile Image for Alessia.
318 reviews7 followers
January 22, 2022
Chi ha familiarità con Galimberti ritroverà qui i capisaldi delle sue ultime dissertazioni, quanto presentato negli incontri o scritto in riviste o quotidiani. L'era dell'umanesimo è finita, adesso è la tecnica a dominare anche l'uomo stesso che ne è stato creatore. In questa epoca i giovani sopravvivono e arrancano. L'ospite inquietante però cede il posto sempre più spesso, per fortuna, a figure che del proprio nichilismo hanno esaltato la parte "attiva". In questo testo, diviso in nove sezioni, ognuna incentrata su un aspetto della vita, parlano loro: ragazzi che vedono l'oltre. Un saggio epistolare, in cui molti temi si sovrappongono e ritornano, ma che trasmette la necessità di combattere per trovare e costruire se stessi, capire come amare in modo sano, trovare la propria felicità.

"Ho come l'impressione che l'uomo stia imparando a capire il suo dolore, ma stia venendo meno la sua capacità di viverlo."
14 reviews1 follower
September 26, 2022
Libro straordinario in cui i giovani parlano della loro situazione, che nonostante le avversità e i disagi cui sono obbligati ogni giorno ad affrontare, si pongono domande e riflessioni sul come fare per riuscire a superare in modo attivo, prendendo il nome di nichilisti attivi, gli ostacoli dinnanzi a loro.
Da far leggere soprattutto ai genitori, che etichettano noi giovani come pigri e sfaticati.
9 reviews2 followers
September 11, 2019
Prof. Galimberti migliora ulteriormente con il tempo è partecipa sinceramente a quanto scrive. Trenta pagine intro molto belle e poi tantissime lettere di donne e ragazze lettrici di D Repubblica 🧐 delle Donne. Questo l’unico grande limite. Ma le risposte sono belle e importanti e toccano tanti grandi temi della nostra esistenza. Super!
Profile Image for Mariano.
6 reviews8 followers
April 23, 2020
Letto da un ragazzo dell'attuale generazione può favorire una riconnessione con i propri coetanei, ricordando che, tutte le volte in cui si è avuto un pensiero originale e divergente rispetto alla normalizzazione imposta dal non-dialogo quotidiano, non si è stati strani ma piuttosto "rari".
Profile Image for Nina.
55 reviews3 followers
May 29, 2022
"Popolnost ne olajšuje odnosa, in ker kot družabne živali potrebujemo druge, moramo postati dostopni tako, da pokažemo senčno plat svoje osebnosti, podobno kot pri slikah ni mogoče razločiti podobe brez senčnih obrisov." Str. 250
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16 reviews
June 16, 2023
Altra lettura stra consigliata per chi intende comprendere a fondo la società attuale e vuole investigare il mondo dei giovani.
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