Tra le altre cose, a Sabbione, la città in cui si svolgono le vicende del libro, si venera un Dio suicida, poeti sciamannati scrivono pessime poesie, ci si diverte decapitando tacchini, ci si annoia, si attende vanamente che si scateni un temporale, si tradisce, ci si rinchiude in cliniche per curare l’ipocondria con la meteopornografia, ci si fa predire il futuro e si crede ciecamente al responso dei divinatori, si parla esperanto, si consultano le regole del golf, si sgomberano cadaveri dalle strade, talvolta si ride, spesso si è indifferenti, sporadicamente si prova a piangere, si vaga senza meta in auto su strade circondate da vigne, rotoballe e campagna selvaggia in cerca di un buon posto per dimenticare se stessi, si elegge democraticamente un dittatore, ci si ribella, si commettono brutali omicidi e, soprattutto, ci si uccide, giacché questo impone la legge morale e civile. Benvenuti a Sabbione.
Non ho idea di che cosa cavolo ho appena letto! Ho sempre sentito dire che il confine tra genio e follia è sottilissimo... questo libro ci cammina sopra come se fosse una strada di campagna, con una naturalezza disarmante. Per questo non posso che definirlo un’opera follemente geniale, imprevedibile, spiazzante, a tratti assurda, ma incredibilmente viva, per quanto il titolo, a primo impatto, suggerisca ben altro. 667 pagine divorate in quattro giorni, senza mai sentire il peso del tempo. Ogni capitolo sembra una deviazione, eppure ogni deviazione è parte del viaggio. Cinque stelle non solo per il valore dell’opera, ma anche per quello che ha significato per me! Riuscire a metterci mano è stata una guerra... anzi, una "missione di pace". Tanto impegno per qualcosa di cui non ero nemmeno sicuro mi sarebbe piaciuto; una scommessa che sento di non aver vinto da solo, ma seguendo puramente l’istinto. A te, Gian Marco Griffi e a chi me lo ha fatto scoprire al momento giusto: grazie di cuore, davvero. ⭐⭐⭐⭐⭐
L’ho letto o forse ho sognato di leggerlo… chi può dirlo! Gian Marco Griffi è uno scrittore libero, ne sono prova tangibile e verificabile le sue altre opere ancora rintracciabili facilmente in qualsiasi libreria. Ironia, sarcasmo, parodia e grottesco sono i quattro cavalieri protagonisti di ogni suo incontro con la carta stampata! Il suo è un mondo alieno, in cui si tutto si crea da una ripetizione, trasformando la lettura in una coperta, di quelle familiari, di quelle che ogni volta, nonostante la si conosca bene, stupisce sempre per la capacità di restituire calore…