In una Milano autunnale, allagata dai temporali, un Radeschi trentenne, all'epoca giornalista freelance e hacker di media bravura, si ritrova nel mezzo di una doppia inchiesta riguardante un serial killer che uccide giovani prostitute nei loro appartamenti e un misterioso suicidio-omicidio su cui incombe l'ombra del terrorismo e di un traffico internazionale di droga. Radeschi, grazie all'amicizia che lo lega al vicequestore Loris Sebastiani, comincia a seguire entrambe le vicende per conto di un importante quotidiano milanese. Le sue conoscenze informatiche, insieme al fiuto giornalistico, saranno messe al servizio della polizia per la risoluzione dei due casi.
Paolo Roversi è nato il 29 marzo 1975 a Suzzara (Mantova). Scrittore, giornalista, sceneggiatore e podcaster, vive a Milano. Collabora con quotidiani e riviste ed è autore di soggetti per il cinema e per serie televisive, spettacoli teatrali e cortometraggi. Ha scritto undici romanzi e i suoi libri sono tradotti in Francia, Spagna, Germania, Polonia, Serbia, Repubblica Ceca, Repubblica Slovacchia e Stati Uniti. Ha vinto diversi premi letterari tra cui il Premio Selezione Bancarella 2015 col romanzo Solo il tempo di morire (Marsilio) È fondatore e direttore del NebbiaGialla Suzzara Noir Festival e del portale MilanoNera. Il suo sito è www.paoloroversi.me Twitter e Instagram: @paoloroversi
Non all’altezza del primo volume della serie. Un libro, questo, che sostanzialmente mi è piaciuto ma non mi ha soddisfatto del tutto in quanto piuttosto dispersivo e con due storie abbastanza tiepide e poco avvincenti. Lo strangolamento di una prostituta e la morte di un peruviano spinto sotto la metro sono le due indagini che vedono coinvolto il giornalista Enrico Radeschi, sempre pronto a buttarsi in queste avventure a caccia dello scoop sensazionale, col rischio anche di rimetterci la pelle. Con lui e il simpatico Buk, a completare il quadro, troviamo ancora il vicequestore Sebastiani e i suoi sottoposti. La vicenda si sviluppa un po’ lentamente e anche in maniera abbastanza prevedibile per entrambe le indagini e, alla fine, tutto si svolge forse un po’ piattamente. Quattro stelle anche se proprio scarse e solo in virtù del precedente libro, con la speranza che il prossimo della serie possa rinverdire i fasti del primo volume.
Credo che questo sia il primo vero romanzo di Roversi sulla serie di Radeschi, poiché lo stile narrativo è tutto in terza persona e fatto molto bene, anche se lo stile risulta un po' più acerbo degli altri due romanzi già letti della serie.
Ciò non vuol dire che sia un male, anzi, sia l'intreccio narrativo che i personaggi sono più che credibili, ben fatti e costruiti. Loris Sebastiani ed Enrico Radeschi sono un'accoppiata formidabile e spero che nei prossimi volumi diventino più affiatati piuttosto che in competizione come appare ancora da questo romanzo.
Un ottimo noir/thriller a inseguire tracce e serial killer, tra un invasato e una vendetta, Radeschi e Sebastiani finiscono per chiudere il caso. Il ritmo non è serrato, ma tiene incollati alle pagine per vedere e vivere questa "Milanonera".
In generale mi è piaciuta come trama e il modo in cui è stata raccontata, ma ho trovato alcuni personaggi messi li giusto per riempire qualche buco e non molto approfonditi, non mi è neanche piaciuto come ha chiuso in fretta e furia il secondo caso parallelo.
Interessanti intrecci in giro per Milano tra Giornalista e Vice questore alla ricerca di scoprire cosa sia accaduto. Sente un po' il passare degli anni dalla sua scrittura, ma personaggi ben caratterizzati e che (come si dice) sbucano dal libro. Inizio a cercare gli altri della serie.
Bello. Meno elaborato forse del precedente ma comunque piacevole e ben costruito, con una trama gialla che regge bene e personaggi a cui è facile affezzionarsi.
Seconda esperienza con Roversi e anche questa volta il giudizio è positivo. Per me, ormai orfana di alcuni giallisti di alto livello che rappresentavano una garanzia, sperimentare nuovi autori è impresa non da poco, ma Roversi si è rivelato, almeno fino a ora, una piacevole scoperta. Questo romano è, come il primo, caratterizzato da una estrema leggibilità. Milano è ben ricostruita e credibile ed è uno sfondo perfettamente adeguato al susseguirsi degli eventi. Radeschi, il protagonista, ha un po' il fascino discreto dell'imbranato, grandi intuizioni investigative ma figure decisamente un po' barbine nel momento dell'azione. Per fortuna il suo alter ego, Il vicequestore Loris Sebastiani da questo punto di vista non sbaglia un colpo. Vi è tutto un sottobosco di criminalità, papponi, spacciatori, extracomunitari, prostitute, informatori, reso con dovizia di particolari e ben descritto. Per chi ama il genere, Roversi è sicuramente un autore da tenere in considerazione.
very well written and the solution was unpredictable. the friendship between Radeschi and Sebastiani is amazing, even tough I believe they could be something more if Roversi wants to go there: they have a lot of chemistry and their personalities would be awesome together.
Plot: there's a man who kill escorts and, at the same time but completely unrelated, a Peruvian man is killed under the metro. for the latter, the hypothesis is terrorism when another man is found dead in a river but that's not true. at the end, the escorts where killed by a priest, the man in the river was not a terrorist but he killed the Peruvian for "fun".
This entire review has been hidden because of spoilers.
Quello che più mi ha colpito di questo romanzo è stata l'ambientazione. Siamo a Milano tra fine novembre e inizi di dicembre quando tutta la città si prepara alla festa del suo patrono, Sant'Ambrogio e l'avvicinarsi del Natale ma per Enrico Radeschi, giornalista freelance, è tempo di indagini. bel noir che entusiasma e prende il lettore più per le "sventure" del protagonista che per la trama.
In questo romanzo il nostro amico giornalista si trova nel mezzo a due casi (sempre come il prezzemolo lui!) che danno del filo da torcere alla polizia, in particolare al vicequestore Loris Sebastiani, amico-antagonista di sempre. Nel primo caso ci troviamo di fronte a un misterioso serial killer che strangola le prostitute di un certo quartiere milanese, e ovviamente la notizia solca le prime pagine di tutti i giornali, perché come sappiamo il sesso fa sempre notizia. Il secondo caso riguarda un incidente-omicidio avvenuto nella metropolitana, che suscita meno scalpore perché la vittima appartiene ad una minoranza (relativamente) essendo un peruviano senza permesso di soggiorno in Italia. Naturalmente il nostro Enrico a cavallo dell’immancabile Giallone, la Vespa gialla anno ’74 si getta a capofitto nella risoluzione dei due casi, aiutato da una brillante intuizione, oltre che dal suo talento come hacker-ficcanaso. Il romanzo scorre bene, grazie allo stile fluido e scorrevole di Roversi, e ci conduce nei meandri di una Milano sconosciuta ai più e, sicuramente, non da bere. Consigliato soprattutto a chi ama i romanzi gialli con sfumature noir e un po’ di ironia, ma godibilissimo per tutti.
Seconda incursione nella vita di Radeschi e la sensazione è quella di una toccata e fuga, rapida come il Giallone del giornalista hacker, che riesce sempre a mettersi nei guai e uscirne grazie al suo amico/nemico Loris Sebastiani. Il libro è scritto anni prima rispetto alla confraternita delle ossa, si riconosce lo stile un po’ più grezzo e la perdita della narrativa in prima persona di Radeschi è un vero peccato. Tre casi in una Milano a cavallo tra il freddo autunnale e il Natale alle porte, storie quotidiane, o quasi, che contornano la vita dei protagonisti che piano piano stanno riuscendo a fare breccia nel mio cuore.
Piacevole noir con un'ottima idea di base, ambientazione piacevole e buona definizione dei personaggi. Il romanzo paga lo scotto all'opera prima: un po' troppa carne al fuoco e un fraseggio ancora un po' impreciso, che comunque non gli fanno perdere la godibilità. I maestri del genere sono adeguatamente omaggiati.
Giallo noir dai contorni un po' grotteschi,ispirato alla trama di alcuni telefilm, assassino mitomane votato alla Chiesa che si diverte a strangolare ed ammazzare prostitute in giro per Milano, vicine tutte alla stazione metro Cadorna, fino a realizzare un disegno delineato. Un po' dispersivo, in particolare verso la fine, si legge abbastanza velocemente.
La Milano di oggi, i luoghi che conosco da sempre: il Matricola, il birrificio, Santo Stefano. Lambrate, Porta Venezia. Radeschi e il suo giallone sono ormai un grande classico che amo leggere (e ascoltare). In questi giorni di quarantena poi, mi aiutano a ritrovare la mia Milano, quella di ogni giorno.
Diciamo tre e mezzo, mi è piaciuto ma l'ho trovato poco curato nello stile. Mi aspettavo di più, ma continuerò a leggere questo autore, in fondo non sempre la ciambella esce con un buco perfetto...
Ottimo.Come dico sempre (senza spocchia) nelle mie recensioni: gli atleti più famosi sanno far bene le cose semplici.Sono quelli più scarsi che cercano , senza mai riuscirci, il colpo ad effetto.