Sotto di lei, la scogliera è un precipizio perfetto. L’alba è una cartolina di mare, luce e vento che sferza la natura selvaggia del Cap Corse. Thérèse non vuole guardare giù, ma non ha scelta. Ancora un passo, solo uno, e la vede. Prima un lembo bianco che volteggia in aria, poi quel corpo riverso sulla roccia in modo innaturale, gli occhi vuoti che la fissano. Mamie, sua nonna, è morta. E ora Thérèse maledice se stessa e quell’isola abitata da fantasmi, dove nessuno dice mai la verità. È stata ingenua a credere che mamie volesse davvero lasciarle in eredità quella villa sulla scogliera. Ma era disperata, perché il suo amore se n’era appena andato e lei si era scoperta incinta di un figlio nel momento più sbagliato della sua vita. La Corsica, che Thérèse dovrebbe chiamare casa, è il luogo dove ancora vive suo padre: ma lui non è più la sua famiglia, è solo un’assenza inquietante che non ha mai smesso di farle paura. Per questo non sarebbe mai dovuta tornare. Invece non ha resistito al richiamo di quella terra aspra e senza tempo, dove esistono solo le leggi del sangue. E ora è troppo tardi per i rimpianti, ora deve solo pensare a fuggire e sopravvivere. Perché qualcuno la sta cercando, e vuole farla prigioniera. E solo Thérèse potrà fermare la vendetta dell’isola.
1.5* Credo di non avere capito bene questo libro perché a lettura ultimata, non senza difficoltà, mi ritrovo a non dare un senso alla storia. La prima cosa che mi viene da dire è che è assurdo. Una storia assurda, una trama intricata e complicata, spiegata male ma spesso prevedibile. Sembra un controsenso ma ci sono stati diverse cose che ho trovato insensate e nello stesso tempo sapevo dove voleva andare a parare. C'è un mistero in fondo a tutto, può essere considerato un thriller ma sicuramente è da rilevarsi come psicologico. Infatti è decisamente introspettivo ma visto da una mente, per me, con troppi problemi. L'ostacolo maggiore però non è dato tanto dalla trama ma proprio dallo stile dell'autrice. Ho patito i capitoli lunghi (4 in tutto), il continuo cambio di POV senza preparazione del lettore e le frasi brevi. Inoltre snocciolava cose e faceva cambi repentini senza motivazioni. Un esempio: la protagonista, Théresè, è incinta (non è spoiler perché viene detto da subito). Nelle prime pagine è la peggiore donna incinta sulla faccia della terra, non vuole quel "feto", lo tratta male, beve ecc. Poi di colpo è tutta un fare attenzione, parlargli, pensare al suo bene, accarezzarsi la pancia. Ci sta di essere confusi e cambiare idea, ma con una spiegazione, anche stringata, di sicuro non in maniera così repentina e senza motivazione neppure apparente. Ho impiegato molte più energie ad adattarmi a questo stile così acerbo e privo di logica che a seguire la storia. Più volte quindi ho dovuto rileggere pezzi per cercare di capire le motivazioni, tra l'altro fallendo. Inoltre zero empatia per i personaggi. Avrei pure una domanda da fare all'autrice: ma William che senso ha? Un personaggio, che ha un suo POV, che viene messo fisicamente in mezzo sempre, perché poi non ha nessun ruolo? Io proprio non ho capito. Tutto da bocciare quindi? Sì, tranne per una cosa: l'ambientazione (da qui il mezzo punto). Da sempre sogno di visitare la Corsica, cosa che prima o poi riuscirò a fare. Qui è descritta benissimo e sembra proprio di viverla, di vederla, assume quasi i toni di un personaggio in più.
Therese è una pittrice, si è appena trasferita a Lisbona dopo aver ricevuto una delusione amorosa (o almeno così pare). Un giorno riceve una telefonata da parte della nonna paterna, che vive in Corsica, e che la invita proprio sull'isola per poterle donare in eredità una casa. Therese sembra un po' indecisa all'inizio perché non ha mai avuto un grande rapporto con la famiglia da parte del padre, ma poi si convince a partire per il bisogno di soldi. Mi dispiace dirlo, ma ho faticato molto a leggere questo libro e soprattutto a trovarci un qualcosa di positivo. Innanzitutto ho trovato la storia molto confusa: l'autrice ci butta lì una scena come prologo, poi si passa al racconto dal punto di vista di Therese senza però che venga fatta una sua presentazione o comunque un'introduzione generale. Poi di seguito si passa al POV di un altro personaggio, che all'inizio ho fatto molta fatica ad identificare pensando fosse prima l'ex fidanzato di Therese e poi non so chi altro. Ho trovato i capitoli troppo lunghi e appunto confusionari, avrei preferito si passasse da un POV all'altro in modo più chiaro. Anche lo stile dell'autrice non mi è piaciuto per nulla: all'inizio ho fatto molta fatica ad abituarmi alla sua scrittura, l'ho trovata piuttosto scialba. Passiamo ai personaggi: li ho trovati piatti, non caratterizzati, ho fatto molta fatica ad immaginarmeli perché l'autrice non ce li descrive durante la narrazione. Semplicemente vengono buttati lì, e sta a noi poi capire chi siano e il loro ruolo. Non sono riuscita per niente a entrare in sintonia con la protagonista, che ho trovato molto fredda e odiosa in alcuni punti. Mi ha dato molto fastidio il modo in cui Therese ha affrontato la gravidanza: all'inizio non gliene frega niente di ciò che porta in grembo e lo dice chiaramente, poi da un momento all'altro inizia a parlare del bambino e a preoccuparsi per lui. Non ho per niente compreso questo passaggio da menefreghismo assoluto a devozione materna, avrei preferito che l'autrice ci spiegasse il motivo di questo cambio di atteggiamento o che comunque ci desse un evento scatenante. L'unico personaggio che ho apprezzato è William, anche se ho fatto fatica ad immaginarmelo mi è stato simpatico a pelle. Ho provato vicinanza per lui e per la sua situazione, ho avuto paura per lui nei momenti di pericolo e sono stata felice quando lui lo era. Quello che all'inizio mi era sembrato un buon thriller, si è rivelato tutto tranne che questo.
La Corsica, caldo, ulivi, assenza di acqua, cespugli secchi e tozzi, distese di sabbia, strade deserte. La Corsica è tutto mare, tutta scogli. “Scogli aguzzi dove, se cadi, muori sul colpo”. La Corsica sembra isolata dal resto del mondo, ed è questo che gli abitanti vogliono.
Ed è la Corsica, quella che Thérèse dovrebbe chiamare casa. È il luogo dove vive la sua famiglia, la zia Louise, la nonna Mamìe e suo padre. Ma loro non sono più la sua famiglia, al loro posto solo vuoto.
Thérèse è una giovane donna italiana, di origine corsa, scappata da Barcellona dopo una delusione amorosa, si trasferisce a Lisbona. Il suo cuore e la sua mente rimangono però a Barcellona, perché è lì che si trova il padre del bambino che ha scoperto di portare in grembo. Sola, passeggia fino a sentirsi esausta tra le strade in salita della “città della luce”. Qui il suo sogno è di trovare finalmente la Grande Occasione come pittrice, ma qualcosa la disturba; Thérèse è confusa, si sente persa, e la sua arte ne risente. Si dedica anche al portoghese, grazie all’aiuto di William, che insieme a Thérèse e alla Corsica, è uno dei protagonisti del libro.
Le storie di Thérèse e William si intrecciano. Thérèse è una donna in crisi, è incinta ed è spezzata. William ha un passato che lo tormenta, e non riesce a trovare pace nemmeno nel suo lavoro di esperto d’arte.
Lo squillo del telefono fa sì che si affaccino delle novità per Thérèse. La nonna vuole intestarle una casa e spartire l'eredità. Questo implica il ritorno in quella terra buia che è la Corsica. Tornare in Corsica è una scelta difficile. La ragazza ha paura, non vede suo padre da almeno due anni e con sua nonna ha un rapporto conflittuale. Tutto le appare falso, non riesce a fidarsi nemmeno della sua famiglia, tutto sembra essere fatto di nascosto, nulla è alla luce del sole.
Quando Teresa decide di partire per la Corsica, William fortunatamente la seguirà per cercare un pittore a cui è fortemente interessato e per provare a riprendere in mano la sua vita.
La Corsica accoglierà entrambi e farà da sfondo ad un vero e proprio incubo. I due protagonisti in breve tempo si troveranno immersi in pericoli, bugie, sotterfugi e misteri. Thérèse dovrà far fronte ad un segreto famigliare, che tutti cercano di nasconderle e che la metterà in pericolo di vita. Cresce il numero di segreti e di inganni che la protagonista deve scoprire, e cresce anche la tensione nella narrazione. Tutti sembrano essere nemici di Thérèse, tutti sanno ma nessuno è disposto ad aiutarla.
“Esiste sempre qualcosa che non conosciamo, verità che qualcuno ha celato dietro muri spessi di bugie, un universo parallelo dove vivono fantasmi e verità diverse, storie che noi ignoriamo.”
In tutto ciò William si ritrova coinvolto, e i due sono destinati a salvarsi a vicenda. Diventano complici e il loro rapporto si fa molto forte.
“L’isola che brucia” è il romanzo d’esordio della scrittrice, ma è anche un thriller avvincente.
Emma Piazza usa la componente psicologica per legare il lettore al libro. A mio parere la scrittura è fluida e la descrizione di personaggi e ambientazioni risulta fondamentale per l’intera narrazione. La scrittrice riesce, grazie alla caratterizzazione dei personaggi e di alcune scene, a creare un alto grado di intensità e di suspence all’interno della trama. L’inizio del libro è soft, con la presentazione dei personaggi e della storia dietro alle loro vite. Non tutto però viene svelato, e i misteri rimangono molti. È il lettore che man mano deve addentrarsi nella lettura e scoprirli. Procedendo con la lettura, si nota la crescita dei personaggi e la loro mutazione. È questo quello che mi ha positivamente colpito. Thérèse, nasce come giovane insicura, per poi trasformarsi in una donna forte e decisa.
Emma Piazza ha creato una trama complicata, ricca di eventi. Ho apprezzato questo libro soprattutto per la sua forte componente psicologica, anche se si nota che è un primo romanzo, in quanto il lettore è in grado di intuire la conclusione. Sono però pronta a consigliarlo, perché è un libro che tiene viva l’attenzione e riesce a catturare il lettore.
Un libro che si apre a Lisbona e che ci porta prestissimo in Corsica, l’isola del titolo, che brucia di passioni e fuochi millenari, facilissimi a scatenarsi, per i motivi più futili. Le vicende sono raccontate da Teresa, professionista freelance di origine corsa che, a causa di un turbinio di vita (una gravidanza accolta con estrema difficoltà) si rifugia a Lisbona mentre fa finta di sopravvivere. La sua storia d’amore sembra finita bruscamente, senza appello, lasciandola sola ad affrontare un bambino, o una bambina, che sta crescendo dentro di lei senza che lei abbia veramente desiderio di questa vita. Non sarebbe ritornata di sua volontà in quell’isola bizzarra, se non fosse stata chiamata dalla nonna, la “terribile” Mamie. Vuole correggere il testamento e lasciarle la bella villa in cui ora vive e che è ancora piena di tantissimi ricordi di vita passata. Alcuni anche belli… ma tanti spigolosi, difficili. La sera in cui arriva in quella casa, Teresa se li ritrova davanti tutti. Mamie, la nonna, e l’elusiva zia Louise, sorella di suo padre. Ritrova l’atmosfera di sospetto, delle cose taciute, dell’orgoglio silenzioso, del segreto che aleggia intorno, ma che non si fa mai afferrare.Non c’è suo padre. No, le due donne vogliono tenerlo lontano, è un uomo cattivo, pericoloso, potrebbe arrivare a uccidere senza difficoltà. E forse l’ha già fatto, e nemmeno i vincoli di parentela potrebbero fermarlo. Teresa è stanca. Torna in quell’isola malvolentieri e già dalla prima sera si vede affibbiare pesi non suoi. Va a dormire esausta. Si occuperà del testamento e delle volontà della nonna un altro giorno, magari domani. Quando il domani arriva, però, le carte sul tavolo sono già completamente scomposte, buttate all’aria. Talmente all’aria, che ne manca qualcuna all’appello… Teresa scopre il cadavere di sua nonna, buttato sulla scogliera al di sotto della casa. Comincia la sottile tragedia sospesa di questo libro. [...] L’autrice è stata brava a creare una storia sempre nuova, ad ogni pagina. E’ partita lenta, senza dare troppe spiegazioni sul passato di Teresa. Si affida alle sue parole e schive per tratteggiare una situazione personale sgradevole. Quando la fa spostare in Corsica, gli eventi accelerano, il thriller prende corpo e spessore. E la presenza stessa dell’isola acquista importanza e originalità: niente di quello che accade avrebbe lo stesso sapore, se fosse ambientato in posti più consueti. E se fosse scritto con toni appena più sopra le righe dell’energia seria con cui Emma Piazza racconta questa vicenda di thriller familiare. http://bit.ly/LIsolaCheBrucia
Térésa n’est pas dans une bonne période : séparation, tristesse, grossesse non désirée … Elle n’arrive plus à peindre et se sent totalement vide. Alors quand sa tante lui téléphone de l’Île de Beauté et lui apprend que sa grand-mère a décidé de lui léguer une propriété, elle se dit que c’est peut-être un moyen de repartir du bon pied. Même si c’est très dur de s’entendre avec cette famille dont elle n’a plus de nouvelles depuis très longtemps, elle n’aura qu’à signer les papiers, vendre et revenir sur le continent. Cette rentrée d’argent est un signe du destin, une bouffée d’air frais !
Mais ce ne sera pas aussi simple qu’elle l’a imaginé et ce qu’elle ignore c’est que le moment de déterrer les lourds secrets qui pèsent sur sa famille depuis trop longtemps est arrivé … Vous savez ces non-dits tabous qui rendent fous et influencent votre vie sans le savoir … A qui se fier sur cette île ? Les apparences sont parfois trompeuses ! C’est le moment pour Térésa de déterrer les squelettes du placard et cela ne se fera pas sans danger pour elle, son enfant comme pour un ami venu l’accompagner !
Mon ressenti sur cette lecture :
Les maîtres silencieux de nos destins… C’est une thématique qui revient très souvent dans mes lectures et qui m’attire tout particulièrement. Comprendre de quelle manière la vie, les choix et les non-dits de nos ancêtres peuvent influencer nos vies est des plus intéressants. Et « l’île des derniers secrets » nous emmène en Corse me rappelant vaguement un livre lu en fin d’année 2018 : Le temps est assassin de Michel Bussi.
Das 2018 in der Originalsprache verfasste und 2019 in Deutschland erschienene Erstlingswerk der jungen italienischen Autorin Emma Piazza ist ein fesselnder Kriminalroman, der den Leser auf 300 Seiten einen kurzen aber für die Hauptprotagonistin sehr ereignisreichen und prägsamen Lebensabschnitt mit durchleben lässt. Die Junge Malerin Thérèse, die sich gerade in einer Selbstfindungsphase mit gebrochenem Herzen befindet, begibt sich aufgrund einer Erbschaft auf eine ungewisse Reise in ihre Heimat - „Die Insel Der Letzten Geheimnisse“ - Korsika. Hier lernt sie einiges über ihre Vergangenheit und ihre Wurzeln kennen, als ihre noch lebende Großmutter Thérèse das vorzeitige Erbe überschreiben möchte. Die Liebe ist ein hintergründig aber stets vorhandenes Bindeglied, ein roter Faden, der sich durch die gesamte Erzählung zieht, jedoch ebenso einen schönen Kontrast zu den Schattenseiten und Ängsten des menschlichen Daseins bildet.
Ein kurzweiliger und außergewöhnlich spannend geschriebener Roman, der den Leser durch die sympathische Beschreibung der Charaktere, eine detaillierte und bildhafte Ausführung des jeweiligen situativen Kontexts, jedoch auch durch gut gesetzte inhaltliche Leerstellen fesselt. Ein perfektes Crescendo von Gefühlen, Selbsterkenntnis und Intrigen, das seinen Höhepunkt in einem unvorhersehbaren Ende findet.
Dies als eine Kurzrezension in der freudigen Erwartung auf die Werke, die da noch kommen werden!
Trovate la mia recensione qui: https://psiedollreads.wordpress.com Therese su sveglia la mattina dopo e trova sua nonna schiantata sulla scogliera, viene rapita da un pittore matto…tutto a causa di una vendetta famigliare, che va avanti ben prima della sua nascita.
Ho amato l’ambientazione della Corsica, descritta come una terra di sangue, di sfiducia, di vendetta…perfetta per la trama!! L’isola che brucia è un turbine di emozioni. Therese è una ragazza emotiva, con il cuore distrutto e una nuova vita dentro sè, che non sa ancora se accettare o meno. La storia principale sembra ruotare intorno alla vendetta, ma non è così, o almeno, non solo: l’autrice parla di perdita, di amore, di odio, di sofferenza..di esistenza.
La cosa che mi è più piaciuta del libro è stato il fatto che non si riesce a capire di chi bisogna fidarsi. Si è constantemente tenuti sulle spine e non si riesce mai a capire se chi sta aiutando Therese in realtà voglia ucciderla o no. Il libro è pieno di colpi di scena, la trama viene slacciata sapientemente ma…finisce troppo in fretta. La chiusura del libro, il finale, sembrano troppo affrettati, e non sembra combaciare il ritmo iniziale del libro.
Comunque, è stata una lettura davvero piacevole e lo stile di scrittura in prima persona ha dato una perfetta prospettiva al tipo di romanzo. Non vedo l’ora di leggere altri libri della scrittrice!
Un libro che si legge da solo. Mi capita di rado di rimanere così incollato alle pagine. Dal dolore iniziale in cui è immersa la protagonista scaturisce una trama densissima di colpi di scena e di suspence. A catalizzare l'azione è la Corsica, isola cruda e ostile, descritta magistralmente dall'autrice. Lo stile incalzante e le rivelazioni della trama si accompagnano a riflessioni più generali sulla maternità e sulla paternità, sulla condizione umana. Brevi lampi folgoranti, come le descrizioni dei personaggi, semplici e incisive, destinate a rimanere impresse nella mente del lettore.
"Il mio pensiero prima della mia imminente morte va al bambino che si trova intrappolato in un corpo senza vita, che smette di nutrirlo, che lo soffoca con il suo peso, che diventa la sua bara".
I due protagonisti, Teresa e William, si alternano nel raccontare la loro vita, poi si conoscono a Lisbona e da quel momento le loro storie si intrecciano. La trama è intrigante e rapisce il lettore dall'inizio, tenendolo costantemente sulle spine. Assume sempre più i tratti di un intrigante thriller quando i due vanno in Corsica; stile febbrile, ritmo incalzante, suspense, senso di pericolo incombente, continui colpi di scena e tensione costante. Splendide le descrizioni dell'autrice, che riesce a trasportare il lettore nelle vite dei personaggi. Meravigliosa e ostile la Corsica che fa da cornice all'avventura narrata. Isola selvaggia che risucchia i protagonisti nei suoi misteri e segreti. P.S.: anche la copertina è bellissima!
Kunde vara väldigt bra, men når inte ända fram för min del. Var för rörigt och jag förstod inte riktigt ledtrådarna när de spelades upp under historien. Och jag hade velat ha något ordentligt förklarande slut. Vackra miljöer dock! Man vill besöka Korsika nu.
Corsica. Thérèse si reca in Corsica per riscuotere una presunta eredità, ma deve affrontare un mistero che ha radici nel passato della sua famiglia. Il paesaggio selvaggio del Cap Corse, in cui la bellezza dell’isola stride con le sue contraddizioni, la accompagna nella ricerca della verità.
Questo è uno di quei romanzi che termini e non sai bene dove e come inquadrare. Ha una serie di note positive, ma altrettante negative.
La storia, narrata da due punti di vista che si alternano - quello di Thérèse la protagonista indiscussa e quello di William, un comprimario - è ambientata prevalentemente in Corsica, un'isola che non ho mai avuto il piacere di visitare ma che è delineata con insospettata abilità dalla scrittrice. Leggendo le sequenze descrittive mi sembrava di essere immersa nella natura selvaggia, a fianco della protagonista, soffrendo con lei per la sua triste vicenda.
Il romanzo ha come incidente scatenante una telefonata, che la nonna di Thérèse le fa per richiamare la nipote in Corsica. La donna vuole infatti farle firmare un atto di cessione e donarle la sua casa prima di passare a miglior vita. Ma al suo arrivo, una spirale di orrore avvolgerà la povera ignara protagonista. La nonna infatti, durante la prima notte che Thérèse passa sull'isola, viene spinta giù da una scogliera, e trovata morta dalla nipote la mattina dopo.
Questa morte dà il via a una serie di fatti inquietanti che sballottano la povera protagonista in molteplici situazioni pericolose, fino al finale ahimè abbastanza scontato. Forse se non avessi letto moltissimi - forse troppi - bei thriller nella mia vita, avrei trovato interessante questo romanzo.
La scrittura è fluida, l'ambientazione ben resa. Eppure ci sono dei difetti strutturali, delle componenti narrative trattate con superficialità, che non mi hanno permesso di continuare a dare fiducia all'autrice. Per dirla con le parole di Eco, non ho stipulato fino alla fine del romanzo il patto finzionale, ritrovandomi a osservare la storia con occhi disincantati e obiettivi, uno sguardo che leva tutto il piacere dell'immersione in un buon libro.
La struttura della storia, divisa in quattro macro-capitoli, la rende sicuramente originale. Siamo abituati a leggere romanzi dai capitoli brevi e intensi, soprattutto thriller. Però in questo caso la prima parte del romanzo non funziona rispetto alle altre. La vera storia si mette in moto nella seconda, quando Thérèse arriva in Corsica e avviene l'incidente. La prima invece è più la descrizione del mondo ordinario della protagonista e del suo incontro con William.
Il lettore scopre infatti che la protagonista è incinta di un uomo con cui non intrattiene più un rapporto amoroso, e odia il bambino che sta crescendo in lei. La prima incoerenza riguarda proprio l'odio per questo feto, un odio che si trasforma in amore intenso e preponderante nella seconda parte, troppo all'improvviso per risultare verosimile, senza una vera causa che scateni il cambiamento.
Anche il ruolo di William, che dovrebbe fungere da spalla per Thérèse come amico, non mi ha convinto molto. La sua presenza sarebbe stata molto più interessante se i due avessero affrontato l'avventura insieme, fin dall'inizio. Invece raggiungono la Corsica, per motivi diversi, in separata sede e non si sentono né vedono fino ad un certo punto del romanzo, quando William sbuca nel momento più opportuno della trama e si trasforma in un deus ex-machina forzato.
William è anche un personaggio a cui non viene data chiusura: una volta servito allo scopo, l'autrice non lo presenta più al lettore, liquidandolo senza una vera fine. Se a un personaggio affidi uno dei due punti di vista che trascinano la storia, a mio avviso a livello tecnico devi lavorare di più sulla sua caratterizzazione e terminare la sua vicenda tanto quella di Thérèse.
Una storia che mi ha convinto molto da un certo punto di vista; molto poco da un altro. Ho avuto come l'impressione che alcune parti fossero state aggiunte a posteriori dall'autrice, parti che non si fondono bene con il nucleo centrale, che invece come ritmo suspense e scrittura è davvero notevole.
Dopo aver terminato "L'isola che brucia" mi sono presa qualche tempo per riflettere sulla recensione, per individuare le note stonate che hanno trasformato un ottimo romanzo in una prova sufficiente ma non eccezionale. Sospendo il mio giudizio sull'autrice fino al prossimo romanzo.