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Comics²BITE #1

Comics²BITE 2017

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In collaborazione con Indieversus e Mangasenpai, arriva Comics²BITE, un’antologia contenente i lavori realizzati da diversi fumettisti europei che operano nel campo del manga. Stiamo parlando delle opere “Goodbye Sweden” di Natalia Batista, “Phantomland” di Maaria Laurinen, “Capacitas” di Marika Herzog e “Wi-fi wars” del duo Mangatellers.

180 pages, Paperback

First published September 1, 2017

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About the author

Natalia Batista

57 books16 followers
Natalia Batista, född 1986, är mangaillustratör och författare. Hon är utbildad vid Serieskolan i Malmö och har även läst japanska. Batista undervisar också om manga på bibliotek, skolor och museum. 2010 debuterade hon som författare med mangaserien Mjau!

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Profile Image for Soobie has fog in her brain.
7,231 reviews136 followers
January 23, 2018
Io e le antologie non andiamo solitamente d'accordo. Questa l'ho comprata perché c'era una storia di Natalia Batista e a me piace moltissimo come disegna. Per carità, l'idea di un'antologia di autori che disegnano fumetti in stile manga è favolosa. Purtroppo la qualità delle storie non è omogenea.

Come al solito, ci sarà una breve recensione per ciascuna storia.

Wi-Fi wars dei Mangatellers: ★
I disegni non sono male ma non ho proprio capito il senso della storia. Ci sono due gruppetti che devono sfidarsi a qualcosa e usano hacker e motociclisti per vincere. Sarà...

Capacitas di Marika Herzog: ★★
Questo è uno di quei casi in cui un autore pubblica un primo capitolo di una nuova serie per ingolosire il pubblico. E sì, con me ha funzionato e sono ingolosita... Ma la storia in sé non ha ragione di stare da sola, anche perché s'interrompe lì senza dare alcuna spiegazione. Non mi piacciono queste cose, di solito.

Mi piace moltissimo il tratto che usa l'autrice, molto matitoso. La storia promette di essere interessante.

Spero che verrà pubblicata presto una versione cartacea perché io i web-comics non son capace di leggerli.

Phantomland di Maaria Laurinen: ★
Non mi è piaciuto. Non mi è piaciuto lo stile dell'autrice, anche se non è proprio malaccio. E la storia non mi dice assolutamente niente. Ci son due tipi che fanno parte di una qualche associazioni e combattono contro una gang di criminali e vincono, nonostante sia in due contro 125. Bah...

Inoltre questa storia ha un serio problema di parolacce e avrebbe avuto bisogno di una rilettura. Ci sono parecchi errori di battitura e le battute sembrano sempre un po' forzate.

Goodbye Sweden di Natalia Batista: ★★★
Natalia Batista fa parte di un collettivo di artisti svedesi il Nosebleed Studio che ogni tanto pubblica delle antologie di storie brevi a tema. Questa storia è stata pubblicata nell'antologia Nosebleed Studio reser i den svenska historien, in cui gli autori hanno deciso di concentrarsi su alcuni aspetti della storia svedese. Si parla di streghe, di immigrazione negli Stati Uniti e di tutti quei bambini finlandesi che durante la Seconda Guerra mondiale hanno lasciato la Finlandia per essere ospiti nella Svezia neutrale.

Ogni storia, tra l'altro, è introdotta dall'autore stesso, che spiega perché ha scelto proprio quel tema. E credo che sarebbe stato molto interessante se l'editore italiano avesse tradotto anche questa parte. Io ci provo, a tradurla intendo. Considerate però che lo svedese è la mia lingua straniera numero 7.
«Lasciando la Svezia per un nuovo mondo

Non riuscivo a scegliere tra i diversi periodi della storia svedese ma alla fine mi sono decisa proprio per l'epoca dell'emigrazione. Il libro di Vilhelm Moberg Utvandrarna è stato sicuramente una delle mie fonti d'ispirazione, così come il film di Jan Troells che si basa sul libro. Ciò che volevo fare io era dunque scrivere il racconto della vita di un ragazzo e del suo viaggio verso l'America. Ho fatto così lo schizzo di una giovane, che ho chiamato Selma.

Durante le mie ricerche ho trovato la pagina del Castle Garden, l'ufficio immigrazione di New York a metà del XVIII secolo. Qui si può cercare nel database le persone che sono state registrate e da dove venivano. Per divertimento mi sono messa a cercare una Selma dalla Svezia e ho trovato due donne che, per una questione d'età, avrebbero potuto andare bene per il mio personaggio. Una di loro era Selma Augusta Ankarberg.

É venuto fuori che il nome di Selma si poteva trovare in diverse pagine dedicate alla genealogia, una delle quali elencava tutti i membri della sua famiglia che erano emigrati, in tempi diversi, verso la fine dell'Ottocento. Più informazioni cercavo e più ne trovavo.

Sono addirittura riuscita a scoprire che Selma sembra essersi sposata con un uomo di nome Louis Lott, che faceva il frenatore sui treni della ferrovia di Lemont, fuori Chicago, Illinois. I due ebbero due figlie: una di loro si sposò e l'altra rimase nubile fino alla morte della madre. Louis era morto ben prima di lei, probabilmente in un incidente sul lavoro, e Selma rimase vedova per il resto della sua vita.

Una volta un insegnante di fumetti mi disse che le opere che un autore disegna non sono altro che il subconscio che sta parlando direttamente con lui. Quando ho cominciato questo processo creativo pensavo di raccontare la vita di Selma, ma adesso che ho finito vedo tutto chiaramente. La Svezia comincia ad essere un po' troppo piccola per me, io voglio andare all'estero con i miei fumetti. Lo scorso anno ho faticato molto per diffondere le mie opere all'estero e ciò sta cominciando a dare i suoi frutti. Così come Selma, anch'io ho lasciato la piccola e sicura Svezia per scoprire nuove possibilità.
»
Sì, insomma, tra un paio di giorni ci torno sopra per dargli un aspetto più italiano.

Comunque. La vita di Selma nella Svezia dell'Ottocento non è per niente facile. I suoi genitori sono molto poveri e non hanno di che nutrire i figli più piccoli. Decidono così di mandare Selma a servizio da una famiglia ricca, ma la ragazza ha un carattere troppo forte per riuscire a sopportare i maltrattamenti.

Direi che questa storia è la migliore dell'antologia. OK, lo ammetto, conoscendo Natalia è un po' difficile essere obiettiva. Però il tema dell'emigrazione è un tema che mi sta a cuore ed è stato molto interessante leggere un altro punto di vista sul tema. Adesso la Svezia è una delle mete ideali per chi va via... ed è strano pensare che dalla Svezia gli stessi svedesi se ne andavano perché non c'era da mangiare.

Son stata particolarmente felice di leggere in italiano questa storia breve. Nell'originale svedese, infatti, l'autrice riproduce sulla carta una sorta di svedese parlato con una grafia molto particolare e la mia scarsa conoscenza della lingua mi ha reso molto difficile la lettura. Leggendo in italiano, almeno, ho avuto la possibilità di controllare di aver capito bene quello che l'autrice voleva far dire ai suoi personaggi.

Per tirare le somme: l'antologia è un po' scarsina di contenuti. La storia di Natalia Batista è la migliore, sia dal punto di vista della trama sia dal punto di vista artistico. Mi ha incuriosito molto la storia di Marika Herzog, di cui avevo già letto qualcosa in tedesco, e spero che la sua storia venga pubblicata prossimamente su carta. Le altre due storie sono inutili.
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