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Anni luce

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Anni luce è un romanzo di formazione, e i Pearl Jam sono la colonna sonora di uno spazio di luce e di ombre che ha affascinato una generazione.

«Ten, il primo disco dei Pearl Jam, uscito nel 1991 fu un treno che travolse la mia giovinezza. Venticinque anni dopo, decisi di scriverci un pezzo, la ricorrenza lo meritava. Il treno passò di nuovo sopra le mie rovine trascinandosi dietro tutto ciò che si metteva in moto quando dalle casse dello stereo fluiva una loro canzone, il vortice di angosce, divertimenti, memorie, furori, gioie, inquietudini che si incanalava attraverso la loro musica.

Anni luce riguarda, certo, i Pearl Jam. Ma non solo. È la storia di un’amicizia, di chi mi fece conoscere i Pearl Jam: il compagno di sbronze, l’amico, il viaggiatore, il chitarrista geniale, il folle, il saggio, l’esagerato, l’imprevedibile, il lunatico Q.»

Andrea Pomella racconta di una passione e di un’età incerta e la sua voce conserva in sé le tracce di un’altra voce, quella di Eddie Vedder, il cantante dei Pearl Jam.

C’era una volta il mondo. Nel mondo, c’era una città in cui pioveva trecento giorni l’anno. La città si chiamava Seattle, estremo occidente degli Stati Uniti d’America. In questa città arrivò un surfista che veniva da San Diego, un fan scatenato degli Who e dei Ramones. In questo surfista, c’era un’anima. In quest’anima, c’era lo spirito di un’epoca.

160 pages, Paperback

Published February 7, 2018

72 people want to read

About the author

Andrea Pomella

15 books22 followers
Sono nato a Roma quando c’erano gli anni di piombo. Ho pubblicato monografie su Caravaggio e su Van Gogh, il saggio sulla povertà 10 modi per imparare a essere poveri ma felici (Laurana, 2012) e il romanzo La misura del danno (Fernandel, 2013). Una volta ad Ales mi hanno dato il premio Gramsci per un racconto di guerra. Io ne vado molto fiero, Gramsci non so.

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Displaying 1 - 27 of 27 reviews
Profile Image for Orsodimondo.
2,465 reviews2,441 followers
August 28, 2024
UMANO, TROPPO UMANO


I Led Zeppelin a San Francisco nel loro primo tour americano, band di supporto di Country Joe and The Fish al Fillmore West per quattro serate all’inizio del 1969. È la foto che avvia il racconto di Pomella.

Pomella non potrebbe poggiare il suo racconto su terreno più fertile e propizio con il sottoscritto lettore: la musica rock, il grunge, prendendo spunto dai Led Zeppelin, da quella foto che riporto, e insistendo su Pearl Jam e Nirvana. La mia musica, e tre band predilette.

Ma la musica, quella musica, in particolare il grunge (e quindi i primi anni Novanta) sono motivo per allargare il discorso a nichilismo, rifiuto, depressione, disastri familiari, autodistruzione, suicidio. Per parlare di gioventù, e crescita.
La musica è lo specchio in cui riconoscersi, la colonna sonora di un film che è la vita, l’emblema dell’appartenenza.
E tutto questo sostiene il racconto: lui ventenne universitario romano, frontman di una band che non esegue solo cover ma scrive anche la propria musica, e Q, il talentuoso chitarrista della band, che si mantiene facendo il benzinaio tra l’Olimpica e l’Acqua Acetosa.



Romanzo di formazione. E considerato quello che l’io narrante ci racconta del suo terzo e quarto decennio di vita, romanzo di con-formazione. Storia di un’amicizia. Storia di un viaggio lungo un quarto della circonferenza terrestre. Storia di un’amicizia che s’interrompe e non esiste più. Storia di chi prende a pugni il tempo. Storia di rinuncia alle vocazioni (impossibili?) della giovinezza.
Storia di anime galleggianti.

Il grunge è stato il primo genere musicale fondato sul disturbo depressivo. Il punk era fondato sulla rivolta, il rock’n’roll sulla trasgressione, l’hard rock sull’aggressività, il dark rock sull’introspezione, il blues sulla malinconia. Tutti questi generi si basavano su un sentimento umano, a volte anche esasperato, ma nessuno su una patologia psichiatrica, come invece ha fatto il grunge con il disturbo depressivo.

Profile Image for Malacorda.
603 reviews289 followers
October 2, 2019
Parte bene ma si sgonfia rapidamente fino a finire in un niente, a rimuginare sul luogo comune del perché le amicizie finiscano, del perché ci si perda di vista con le persone con cui da giovanissimi si credeva di restare amici una vita, come se questa non fosse una normalità con mille spiegazioni tutte una più ovvia dell'altra.

Un altro elemento che contribuisce a rafforzare questa immagine del soufflé che si sgonfia deriva dal fatto che sin dall'inizio della lettura condivido con Pomella la posizione di non-fan: come lui spiega benissimo, il "fan" sarebbe il fanatico, ossia quello ossessionato, che sente il bisogno di sapere gossip, vita, morte e miracoli dei suoi idoli. Per me come per Pomella non c'è questa necessità, nella musica dei miei gruppi preferiti trovo già tutto quello che ho bisogno di sapere di loro, trovo la mia parte di identificazione e corrispondenza con essi al punto di poter dire che io non amo quei dischi ma io sono quei dischi. Però, in contrapposizione con questa iniziale condivisione di vedute, mi suona come minimo sbrigativo il fatto che a un certo punto l'autore chiuda il discorso musica dicendo che i dischi che più contano nella discografia dei Pearl Jam sono i primi tre, gli altri sono solo contorno e quindi non vale neanche la pena di parlarne. Bum. Mi ha dato la sensazione di uno che volesse sbrigarsi a finire di scrivere il librino perché poi ha altro da fare.

La questione dirimente, il break-even di tutto il discorso, è che a un certo punto della Storia gli anni '80 hanno smesso di apparire così favolosi e brilluccicosi. Iniziano gli anni '90 e le persone cominciano a provare come un senso di vuoto o vuoto di senso. Ovviamente questa specie di extrasistole è stata avvertita meno da chi era in altre faccende affaccendato: gli infanti nella culla impegnati a crescere, i vecchi impegnati a fare i conti con gli ultimissimi giorni, gli adulti con famiglia sulle spalle impegnati a fare quadrare i conti alla fine del mese. Per tutti quelli che restano, tanti o pochi che siano, lo spaesamento è stato un po' più evidente, magari non si sapeva bene che nome dargli, però c'era eccome. E quando uno spaesamento senza nome viene incarnato alla perfezione da un certo genere di musica, ti sembra di aver trovato un Vero amico.

Nel momento in cui il grunge ha iniziato ad andare di moda io avevo deciso scientemente di non volere averci niente a che fare. Sia perché ero contraria per principio a qualsiasi tendenza modaiola e poi perché ero troppo impegnata ad ascoltare i Moody Blues (anche se a ben vedere i Moody Blues sono precursori di tutto, grunge incluso), e successivamente sono stata impegnata con i Pink Floyd. Così, quel treno di cui Pomella racconta così bene, io posso dire di averlo definitivamente perso: solo tanti anni dopo, rotolando giù dalla montagna con la piena, sono andata a sbatterci la testa contro, per puro caso. Per stavolta, un caso salvifico. Anche se, diversamente dall'autore, non tendo ad attribuire significati profetici a questi o quei versi delle canzoni: piacciono anche a me in quanto a loro modo poetici, ma le profezie le lascio a Nostradamus.

Quindi, per farla breve, questo librino è il riassunto della storia dei primi tre album dei Pearl Jam, della giovinezza dell'autore che culmina con un viaggio interrail nell'estate '95 e - volente o nolente - un po' anche di quella del lettore che non può non rispecchiarsi in questo o quell'elemento del racconto.

Aspetto per nulla secondario nel giudizio complessivo è che Pomella scrive bene: discorsivo ma senza fare il piacione, con naturalezza ma anche con rigore e precisione.

A dire il vero c'è un'esaltazione un po' troppo totalizzante verso la gioventù di quando si ha vent'anni: sostiene che la gioventù dei vent'anni è l'unica vera e assoluta e per così dire "definitiva", ma secondo me non è vero niente, si può essere adulti o anche vecchi già a venti o persino a quindici anni. E poi, più in generale, non sono tanto convinta che l'essere assennati e posati debba necessariamente essere la caratteristica dell'età adulta o della vecchiaia. Pomella sembra essere sicuro che sia così ma io penso che il fatto che questa sia la regola più o meno generale non escluda che ci possano essere significative eccezioni in un senso e nell'altro.

C'è anche un po' troppo autocompiacimento nel contemplare il disastro (o per lo meno presunto tale) della propria gioventù: parla di tempo sprecato e via discorrendo, ma indipendentemente dalla veridicità di quello che viene qui raccontato, in ogni caso il protagonista di questo racconto compie le sue scelte e vive le sue esperienze quindi non vedo in che modo si possa parlare di giovinezza sprecata o di fallimento, mi sa che sia solo una posa di autocommiserazione laddove non c'è niente da commiserare.

Godibile lettura, apprezzabile tentativo di abbracciare più elementi in un unico discorso, la brevità del testo gioca a suo favore, anzi come esperimento di auto-fiction mi pare molto meglio riuscito di tanti altri, però serve anche a confermare una volta di più, come se ce ne fosse bisogno, l'affermazione che di solito si attribuisce a Frank Zappa: scrivere di musica è come ballare di architettura.
Profile Image for Alessia Scurati.
350 reviews120 followers
June 13, 2019
Quando il grunge ha iniziato ad andare in pensione con il suicidio di Kurt Cobain, io ero alle scuole elementari. Ovviamente, non capivo niente di musica e credevo che il meglio che potesse esistere sulla terra fosse Robbie Williams. Quante persone hanno smesso di leggere dopo questa affermazione?
Il punto è che la musica è un’appartenenza. Lo so perché adesso che sono nel terzo decennio della mia vita e ascolto musica di gente che in alcuni casi è morta anche prima che io nascessi, appena parli di musica con qualcuno, apri qualcosa. Lo so anche perché ieri ero in coda alla cassa della Decathlon di Milano-Cairoli, struccata, spettinata, coi jeans macchiati e una maglietta, e un uomo (diciamolo, pure un bell’uomo) sui 45, mentre io avevo tipo 10 cose in mano, mi dice: . Cioè: cosa può portare uno sconosciuto a rivolgersi a te con una richiesta del genere (col rischio che una pensi sia una scusa per guardarle le tette, detto tra noi), se non la tua bellissima t-shirt dei Led Zeppelin?
(Ora torno al libro, ma sappiate che per colpa di magliette di AC/DC, Kiss e persino Lole y Manuel ci ho conosciuto più gente e costruito relazioni che social e Tinder scansati proprio).
Dicevamo: la musica è un’appartenenza. Come essere in una tribù, come tifare una squadra, come essere in una corporazione. Pertanto il rischio di quando si vanno a toccare certe corde è di essere molto appetibile per un certo tipo di pubblico, per niente interessante per un altro.
In realtà, il libro di Pomella riesce a bypassare completamente il problema. Perché anche se io non sono stata mai grunge e negli anni in cui i due protagonisti della vicenda Andrea e Q se ne vanno in giro per l’Europa via treno con mezzi di fortuna, io ancora venivo accompagnata a scuola elementare dai nonni che non avevo un’età, poi sono cresciuta. Senza i Pearl Jam come colonna sonora, ma con altrettante chitarre e ribellione. Il romanzo centra a puntino la rabbia, la mancanza di direzione, la paura del futuro, in un certo senso anche il tradimento che segue la maturazione dell’individuo. Racconta, insomma, il senso di inadeguatezza esistenziale che coglie tutti, prima o poi.
Ed è un romanzo bello e nostalgico, anche se suppongo sia più bello e nostalgico per chi ascoltava le canzoni di Eddie Vedder in quegli anni e magari ha dei ricordi da associarci.
È una lettura onesta, nel senso che racconta esattamente quello che ci si aspetti succeda e lo fa con molto mestiere. Breve e dritto al punto. Ideale da leggere per un viaggio, durante un viaggio, mentre devi passare a fare l’assistente a degli esami scritti tutto un giorno da 10 ore e pensi: Ora che faccio?. Ecco.
Profile Image for Stefania.
47 reviews4 followers
April 4, 2018
Chiudo l’ultima pagina di questo romanzo in piena malinconia e nostalgia per i miei anni 90, per gli amici che c’erano e che adesso non ci sono più, per le colonne sonore che hanno accompagnato i nostri giorni, le nostre stagioni, i freddi inverni milanesi, riscaldati da tutto quel poco che chiamavamo “fare famiglia”, e le estati a Bordighera, quel sentimento di “ritorno a casa”, con le giornate lunghissime trascorse con il sole davanti, a far luce sul nostro presente imperfetto, che ci bastava così com’era.

Chiudo l’ultima pagina di questo romanzo e non posso fare a meno di pensare a che ne è stato di quei giorni che erano belli così, che ne è stato di molte di quelle persone che hanno attraversato la mia vita sembrando essere per sempre, uniti nella voglia di esserci a modo nostro in un presente di cui contestavamo tutto, forti della musica che era la nostra maestra di vita, l’unica che ci dava risposte, e svanite nel nulla senza un vero motivo, consumate come una candela dimenticata accesa in un angolo buio dell’esistenza.

E’ la storia di Andrea e di Q, una storia che parla di un’età e di uno stare al mondo incerti, raccontata dalla voce di Andrea insieme a quella di Eddie Vedder, colonna sonora di quegli anni irrequieti, quella musica che non è solo musica da ascoltare, ma appartenenza. I brani che ti cambiano perché tu sei quei brani, sei quelle parole, quel modo di vivere, quelle camicie a quadri, che più di una volta ho rubato a mio padre e indossato con orgoglio anche se erano di qualche taglia di troppo, quei viaggi fatti per trovare risposte a domande mai formulate fino in fondo da anime inquiete, e che racchiudevano tutto il loro significato nell’andare.

“Capita a volte di avere amici che se ne fottono di tutto, e nonostante ciò sono delle grandi persone. Poi, per qualche motivo, le perdi. Non sono più su questo pianeta e non hai l’occasione di salutarle… Ogni centimetro tra noi ora diventa anni luce / Non c’è tempo per essere vuoti o per risparmiare sulla vita / Bisogna viverla tutta.”

Eddie Vedder, Landgraaf, Paesi Bassi, 2000.
ANNI LUCE – ANDREA POMELLA

ADD EDITORE

PREZZO DI COPERTINA: € 13,00

https://lcomelibro.wordpress.com/2018...
Profile Image for Tanabrus.
1,981 reviews202 followers
July 23, 2023
L'autore, giornalista online del Fatto, racconta la sua giovinezza tra poeti beat e grunge, disillusione e vagabondaggio, vandalismi e alcolismo.

Probabilmente si tratta del libro sbagliato per me: non ho mai apprezzato troppo la beat generation, né sono mai stato un patito del grunge (in generale) o dei Pearl Jam (in particolare), che invece giocano un ruolo fondamentale nel fare trovare al giovane Andrea la propria identità, la propria visione del mondo (fornendogli quasi uno specchio, un modo di mettere a fuoco ciò che provava e sentiva).

Una generazione che quindi avverto abbastanza aliena alle mie esperienze, basata sullo script di un'altra generazione a me aliena, in contrapposizione alle lotte e alla filosofia delle generazioni precedenti.
Vagabondaggi e viaggi on the road per il semplice atto del viaggio, vandalismi gratuiti e fiumi di alcool e acidi solo per sentirsi in qualche modo vivi.

Capisco il viaggio dell'autore, il suo percorso, ma non riesco a provare niente più di questa comprensione.
Sicuramente toccherà tasti diversi con chi abbia vissuto e amato questo sottofondo culturale.
Profile Image for LW.
357 reviews95 followers
March 27, 2019
I dischi e i libri sono specchi ,più o meno deformanti,
in cui cerchi te stesso,
le parole e i suoni che sei.
E quando li trovi, è allora che esisti, totalmente, pienamente , che sei,
senza propaggini, senza scaturire oltre i limiti,
solo nel tempo che permane,
nel preciso istante
.

Leggere questo libro è stata un'ottima scusa per ascoltare un po' di buona musica
Ten dei Pearl Jam, Black ,in particolare ,che mi piace assai
Too doo doo,too, Too doo doo 🎶
questa è una recente versione

https://m.youtube.com/watch?v=b2GcJ32...

o i Temple of the Dog , quando ancora c'era Chris Cornell ,con la sua voce graffiata . a cantare con Eddie

https://m.youtube.com/watch?v=ZbPD7n_...
Profile Image for Fede La Lettrice.
838 reviews89 followers
May 31, 2018
Questo libro vuole essere memoir, saggio, romanzo di formazione, autobiografia, biografia...e invece a me ha lasciato dei titoli di canzoni e alcune citazioni.
Scrivere dei Pearl Jam e citare Kafka non fa di un libro un bel libro.
La copertina però è bellissima.

Anni luce
Andrea Pomella
Editore: ADD Editore
Pag: 149
Voto: 2&mezzo/5
Profile Image for Kovalsky.
351 reviews36 followers
May 6, 2021
Quand’è che si smette di essere adolescenti e si diventa adulti? C’è un momento preciso in cui avviene questa conversione, quest’upgrade?
È un po’ quello che ci si chiede una volta terminata questa lettura. Io sto per compiere 36 anni ma qualcosa deve essere andato storto: o hanno sbagliato a registrarmi all’anagrafe oppure io questo upgrade non l’ho mai compiuto.
Sono rimasta intrappolata alla fine degli anni 90 quando ero appena appena adolescente, e in quegli anni si era ancora decisamente bambini.
Sarà per quello che oggi mi sento aliena ed estranea a praticamente qualsiasi cosa mi circondi? Oppure che mi senta costantemente fuori luogo e abbia bisogno di libri e canzoni per capire chi sia io in realtà?
Ed ora via, alla velocità di un treno a leggere un nuovo libro di Jack London nominato in questo libro.
Perché la conoscenza della sottoscritta passa molto spesso e molto volentieri dalle pagine di London
Profile Image for chiara_librofilia.
424 reviews34 followers
February 7, 2018
Una storia a base di grunge, amicizia e giovinezza ambientata a cavallo degli anni Novanta e destinata
a coinvolgere e ad appassionare tutti quei lettori che amano le storie un po’ underground e un po’ on the road, con un protagonista anarchico e ribelle e con una trama un po’ dannata ma capace di incollarsi addosso esattamente come un camicia di flanella un po’ logora e sdrucita ma ancora in grado di esternare tutto il proprio malessere interiore.

Recensione completa su: Librofilia.it
Profile Image for Gwen.
496 reviews13 followers
July 7, 2023
Un memoir sui parossismi della giovinezza e sull'amore viscerale per il grunge. Pomella ci racconta l'amicizia con Q e la passione condivisa per la musica, in primis per i Pearl Jam, colonna sonora delle loro scorribande e di un viaggio da busker in Europa. Intriso di nostalgia, ma non melenso, crudo e poetico insieme, come i ricordi cristallizzati degli anni migliori e peggiori di ognuno.
Profile Image for Renzo.
88 reviews9 followers
May 25, 2018
Un romanzo che i miei coetanei, soprattutto quelli vicini ad un certo genere musicale, sentiranno molto vicino. Due vagabondi sulle strade d'Europa, i Pearl Jam come colonna sonora, per esorcizzare l'approssimarsi dell'età adulta. Un libro feticcio per quelli che sono cresciuti con i Pearl Jam e le loro atmosfere grunge. Perchè ognuno di noi è diventato quello che è anche grazie alla musica che ha ascoltato.
Non credo vincerà lo Strega 2018, ma è un bel libro e vale la pena leggerlo per tornare anche solo per una sera ai nostri 20 anni.
Profile Image for Read me two times.
527 reviews2 followers
November 17, 2020
Dunque. L'ho finito due giorni fa...ho lasciato un attimo decantare il senso di incompletezza che mi ha messo addosso, ma non è servito. Questo libro non è assolutamente scritto male, anzi, si lascia leggere molto facilmente, con uno stile diretto, crudo e scorrevole. Però a me la storia non ha convinto. Non è manco inventata, quindi non è che doveva convincermi, è successa davvero. Quello che non mi ha convinto è il perchè raccontarla. A parte che mi è sembrata troppo simile a Blu quasi trasparente di quel Murakami Ryu che ha spopolato in Giappone...e poi (ma sicuramente qui ho avuto io un'impressione sbagliata) mi sembra sia raccontata con troppo , TROPPO, autocompiacimento, di un genere che non è evidente subito, ma si intuisce (quindi il genere peggiore).
Ma probabilmente mi sbaglio io.
Profile Image for Alice.
675 reviews12 followers
April 7, 2021
Sono nata alla fine degli anni Ottanta, ma la canzoni dei Pearl Jam non le avevo mai ascoltate forse perché troppo giovane o perche avevo altri gusti.
Con questo romanzo che racconta il passaggio dalla giovinezza alla vita adulta dell autore, la sua amicizia con Q., tra alcol, droga, viaggi in Europa con sottofondo sempre la musica dei Pearl Jam ed in particolare dell album TEN, ho preso Spotify, scelto l'album e ascoltato una delle opere che probabilmente ha cambiato la storia musicale nell epoca grunge.
Consigliato ai nostalgici degli anni Novanta ed ovviamente agli amanti del Pearl Jam, ma anche ai lettori appassionati di romanzi di formazione.
Profile Image for italiandiabolik.
260 reviews13 followers
July 16, 2018
Ero un liceale quando i Pearl Jam emersero sulla scena musicale mondiale.
Rimasi sempre ai margini di tutto quel movimento, ascoltandoli ma senza mai grande trasporto - lo stesso dicasi per Nirvana & Co.
Questo romanzo breve ha tuttavia il potere di farmi rivivere gli anni dell’adolescenza e della prima giovinezza, quando tutto sembrava possibile e ci si sentiva eterni.
“Gli anni Novanta sono stati nichilismo, rifiuto, autodistruzione, oscurità, ipnosi. Se dovessi dire che sono stati anni bellissimi è solo perché hanno coinciso coi miei vent’anni”.
Profile Image for Teresa bee book a lula.
177 reviews145 followers
October 6, 2021
3.5 stars - è stata una lettura emozionante, graffiante e un po' dolorosa. 🖤 Forse sono troppo coinvolta nei temi e nelle atmosfere per vedere eventuali pregi e difetti oggettivi di questo libro. Più di qualsiasi altra cosa ricorderò le emozioni fortissime che mi ha suscitato.
Profile Image for Vito Paradiso.
43 reviews1 follower
April 28, 2018
Un breve romanzo intriso di musica grunge, della rabbia e delle ribellioni degli anni 90 e della loro musica, in particolare dei Pearl Jam. Consigliato
22 reviews
May 28, 2018
I Pearl Jam non sono mai stati nelle mie corde, ma qui vengono vissuti anche se non spiegati, intrecciati alle esistenze di persone e di un periodo che li ha visti al loro apice.
Profile Image for Donda.
11 reviews
August 22, 2019
Bah, uno sfogo adolescenziale divorziato dal contesto socio politico dell’autore e dei Pearl Jam.
Profile Image for Monica.
56 reviews5 followers
January 15, 2019
Un romanzo che ci fa rivivere l’interludio che precede l’età adulta esplorandone gli antri più bui, le fragilità e lo spaesamento che tutti abbiamo provato negli anni della giovinezza, quell’età che con un pizzico di follia, plasma l’essenza degli adulti di domani.

https://cronachedallaterradimezzo.wor...
435 reviews18 followers
April 21, 2023
E' il solito romanzo di formazione con i soliti ingredienti: gruppo di ragazzi, viaggio in Europa, droga, e finale telefonato. La stessa trama l'ho letta piu' di una volta in passato, e dice ormai davvero poco. L'inizio poi e' anche abbastanza confuso, e nasconde un po' quello che poi il romanzo va a rivelare.
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