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O Santinho

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O Santinho é um marco na obra de Simenon. O livro é um ponto de viragem para o autor, pois é a primeira vez que retrata a vida como algo que se desenvolve serenamente sem ameaças de desintegração.
O pequeno Louis é o filho ilegítimo de uma vendedora ambulante de fruta e legumes que deambula pela Rue Mouffetard, num dos bairros mais sinistros de Paris. É pequeno e delicado, uma exceção num mundo rude e violento. A mãe, a quem Louis é particularmente ligado, apesar de promíscua, é calorosa e enérgica.
Simenon dá-nos a sensação do isolamento da criança de modo discreto. Recriando de forma meticulosa todas as mudanças na vida, moda e conforto que se viviam em Paris antes da Primeira Guerra Mundial, este romance é um elogio aos tempos de Lautrec, Picasso, Braque e Matisse.

192 pages, Paperback

First published January 1, 1964

6 people are currently reading
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About the author

Georges Simenon

2,738 books2,300 followers
Georges Joseph Christian Simenon (1903 – 1989) was a Belgian writer. A prolific author who published nearly 500 novels and numerous short works, Simenon is best known as the creator of the fictional detective Jules Maigret.
Although he never resided in Belgium after 1922, he remained a Belgian citizen throughout his life.

Simenon was one of the most prolific writers of the twentieth century, capable of writing 60 to 80 pages per day. His oeuvre includes nearly 200 novels, over 150 novellas, several autobiographical works, numerous articles, and scores of pulp novels written under more than two dozen pseudonyms. Altogether, about 550 million copies of his works have been printed.

He is best known, however, for his 75 novels and 28 short stories featuring Commissaire Maigret. The first novel in the series, Pietr-le-Letton, appeared in 1931; the last one, Maigret et M. Charles, was published in 1972. The Maigret novels were translated into all major languages and several of them were turned into films and radio plays. Two television series (1960-63 and 1992-93) have been made in Great Britain.

During his "American" period, Simenon reached the height of his creative powers, and several novels of those years were inspired by the context in which they were written (Trois chambres à Manhattan (1946), Maigret à New York (1947), Maigret se fâche (1947)).

Simenon also wrote a large number of "psychological novels", such as La neige était sale (1948) or Le fils (1957), as well as several autobiographical works, in particular Je me souviens (1945), Pedigree (1948), Mémoires intimes (1981).

In 1966, Simenon was given the MWA's highest honor, the Grand Master Award.

In 2005 he was nominated for the title of De Grootste Belg (The Greatest Belgian). In the Flemish version he ended 77th place. In the Walloon version he ended 10th place.

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Displaying 1 - 30 of 64 reviews
Profile Image for Guille.
1,013 reviews3,323 followers
December 10, 2023

Una lectura agradable, sin más… y yo a Simenon le exijo más.
Profile Image for Sandra.
964 reviews337 followers
October 12, 2013
Ho letto alcuni commenti a questo romanzo che lo definiscono una eccezione nella produzione letteraria di Simenon, in quanto, una volta tanto, non vi sono narrati personaggi problematici, reietti –o autoesclusi- dal mondo, ma il protagonista è un personaggio positivo, un puro ed innocente sempre col sorriso sulle labbra, un pacifico ragazzino che, nonostante le difficoltà della vita povera in una famiglia di sei fratelli senza un padre e con una madre che si alza all’alba ogni mattina per vendere le verdure col suo carretto alle Halles, affronta tutto con serenità, senza reagire alle aggressioni altrui. Tutto questo è vero: è il primo Simenon che leggo che rassereni ed inviti a sorridere, grazie al protagonista e al suo sguardo puro e dolce.
Non è tutto. Penso che anche “l’angioletto” rientri nelle tipologie di personaggi studiati da Simenon, quelli che vivono in un mondo soltanto loro, che si guardano intorno e vedono sfocato, mettendo a fuoco soltanto immagini che smuovono la loro interiorità. Così è Louis Cuchas, l’angioletto, che divenuto un pittore famoso, a chi gli domanderà qual è l’immagine che ha di sé stesso, risponderà: “quella di un ragazzino”. Perché Louis Cuchas è come se avesse vissuto l’intera sua esistenza nell’infanzia -che viene narrata nei tre quarti del romanzo- durante la quale egli ha immagazzinato e messo da parte nel suo animo, come se fossero monetine dentro un salvadanaio, quelle immagini e quei colori che costituiranno, da adulto, la tavolozza da cui dipinge. Un romanzo di cui consiglio la lettura anche per gli effetti terapeutici che ne seguono.
Profile Image for Nood-Lesse.
429 reviews328 followers
August 26, 2023
#33

Cercate un Simenon atipico, senza morti ammazzati, senza nero di seppia? L’angioletto per quanto non propriamente angelico fa al caso vostro. Georges immortala una famiglia novecentesca su cui graveranno ben due guerre. Quattro fratelli, due sorelle, nati tutti da padri diversi; ad accudirli solo la madre che arrotonda gli introiti del lavoro da verduraia ospitando quasi tutte le sere un uomo diverso, nella grossa stanza che condivide con i figli. Il letto della mamma è diviso da quello dei figli con un lenzuolo teso, si vive nella miseria e nello squallore. A modo suo la casa di Rue Mouffetard a Parigi è protagonista, negli anni i suoi membri l’abbandoneranno uno alla volta, finché non vi rimarrà nessuno, solo il ricordo struggente della famiglia che la abitò. Il punto di vista privilegiato da Simenon è quello di Louis Cuchas un bambino trasognato e vessato dai fratelli e dai compagni di scuola. Louis ha i capelli biondi e lunghi, gli occhi azzurri, i lineamenti femminei che lo fanno sembrare un putto. Appare indifferente a qualsiasi cosa, crescendo però si rivela un ottimo osservatore, si trasforma in uno studente modello, si alza presto al mattino per accompagnare la madre al mercato delle Halles e trova lavoro proprio in quel mercato dopo aver abbandonato la scuola. Per pura coincidenza venivo dal Ventre di Parigi dove il mercato delle Halles era molto più rutilante di quello descritto da Georges. Come mi ha fatto notare qualcuno, quelli di Zola erano quadri impressionisti, diversi da quelli che una volta adulto l’Angioletto inizierà a dipingere in qualità di autodidatta. In quei quadri Louis rappresenterà la vita che gli è passata davanti e lo farà in modo inconscio, marcatamente artistico.

Non aveva forse tratto qualcosa da tutto, da tutti? Non si era forse servito della loro sostanza?

Simenon così descrive la pittura di Cuchas, io credo che abbia in mente il proprio modo di scrivere, è lui che ha saccheggiato le persone che ha incontrato è lui che la natura ha dotato dello spirito d’osservazione speciale dell’Angioletto, è lui probabilmente che alla domanda:
«Maestro, posso chiederle qual è l’immagine che ha di se stesso?».
Risponderebbe
«Quella di un ragazzino»

There Must Be An Angel
https://www.youtube.com/watch?v=RCdne...
Profile Image for Tony.
1,033 reviews1,913 followers
Read
October 25, 2022
Another non-noir Simenon, meaning there are deaths, yes, but no murders. There is poverty, but not class warfare. The bullying, the occasional violence, the harshness of existence is all intra-poverty.

The eponymous Little Saint is born into that poverty but he is never hungry. His mother has a pushcart, loaded daily with vegetables, and there is always enough left over for at least a soup. She has a succession of lovers, separated from the children in the apartment by a hanging sheet. The Little Saint's father is thus uncertain. Still, the mother is a positive character.

The Little Saint is called that because, well first, he is little for his age, and always will be. When his classmates hit him, bully him, steal his marbles, he doesn't fight back. It's a nickname that will endure. He is not without talent, but is certainly without ambition. He will become a painter.

As I write these things about mother and son, I realize that Simenon has told his story well. We care, even if not much happens.

Oh, there are those two wars. Siblings will attend, but not The Little Saint, deferred by his slightness.

On the very last page, four lines from the end, our Little Saint is asked a question: "May I ask you, Maître, how you see yourself?

His answer was perfect. Endearing. And will be all you need to know in post-novel reflection.
Profile Image for Ubik 2.0.
1,076 reviews295 followers
October 16, 2024
Il sorriso dell’angioletto

Provo meraviglia e ammirazione nel constatare che, dopo tanti anni e una quarantina di letture, riesco ancora ad attingere dalla bibliografia di Georges Simenon opere che mi toccano profondamente. Mi riferisco in particolare alle storie senza il Commissario Maigret, i cosiddetti “romans durs”, anche se questo “Le Petit Saint” alias “L’angioletto”, è tutt’altro che un romanzo duro anzi, almeno da quanto ho letto personalmente, mai Simenon si è espresso con tale squisita delicatezza e serenità.

Questo avviene a partire dal protagonista Louis, il cui soprannome è nel titolo, un personaggio dal carattere opposto ai tipici eroi o antieroi simenoniani, ossessionati e sanguigni in perenne conflitto col prossimo e spesso afflitti da uno spleen che li spinge ad azioni impulsive ed irrazionali, mentre “l’angioletto”, col suo sguardo benevolo e spalancato al mondo, presto intuisce e poi persegue con tranquilla perseveranza la rivelazione del suo posto nel mondo.

Se il romanzo non è affatto “duro”, lo è certamente l’ambiente in cui ai primi del ‘900 Louis cresce in una famiglia in perenne lotta con la miseria, uno stanzone ai piani alti di un edificio nella zona popolare di Parigi dove, divisi solo da un lenzuolo steso, convivono la madre da tempo abbandonata dal marito e i sei figli di padri per lo più diversi.

Nelle pagine dedicate all’infanzia Simenon raggiunge il suo apice e, come in altre occasioni fra cui ricordo il magnifico e sottovalutato “Pioggia nera”, riesce ad esprimere al meglio il punto di vista di un bambino: la progressione con cui le prime impressioni astratte, le emozioni primarie, l’accettazione del comportamento talora incomprensibile degli adulti, si fanno strada nella coscienza di Louis, è descritta con uno stile limpido e preciso, privo di pietismi ed espedienti strappacuore ma con la curiosità di uno sguardo senza gerarchie, che scruta e assorbe allo stesso modo gli amplessi della madre con amanti occasionali, così come una goccia di pioggia che scivola lentamente sul vetro.

Forse meno approfondita e più convenzionale è la crescita della vocazione artistica di Louis che trae il suo impulso e la materia prima dalla propensione, di stampo impressionista, allo sguardo e alla ricerca di un’armonia cromatica che egli tenterà di riprodurre sulla tela, un percorso dapprima tutto interiore che poi si dipana attraverso le tappe più classiche dell’apprendistato artistico, l’allestimento dell’atelier, la ritrosia a mostrare il frutto del proprio lavoro che reputa inadeguato rispetto al suo perfezionismo, i primi contatti con la critica e i mercanti d’arte.

Il racconto accelera e procede così, attraverso pochi fatti e molte sensazioni che Simenon come sempre sa comunicare con apparente semplicità ma catturano la partecipazione del lettore e trasmettono sentimenti, in questo caso positivi, conferendo al romanzo un effetto quasi terapeutico, una distensione e un senso di pace ed accettazione della vita e dei colori del mondo che ci circonda, qualunque la sorte ci abbia riservato.
Profile Image for Teresa.
1,492 reviews
April 25, 2018
O Santinho tem início na primeira década do século XX e conta a história da família de Gabrielle, uma vendedora ambulante, de frutas e legumes, num bairro pobre de Paris. Vive com os seis filhos - o mais velho tem onze anos e a mais nova é ainda bebé - num quarto, dividido ao meio por um lençol esburacado. De um lado dormem as crianças; do outro lado a mãe com os seus muitos namorados de uma noite, ou de, no máximo, um mês.
A narrativa é centrada num dos filhos, Louis. Um menino sensível e muito inteligente que não se deixa afectar pelo lado negativo da vida. Gosta de observar o mundo; as árvores, as nuvens, as casas, as pessoas...

Embora muitos dos acontecimentos retratados neste romance sejam sórdidos, o leitor é levado a olhá-los com a mesma inocência de Louis e, ao invés de se chocar com o que é sombrio, comove-se com as "cores" brilhantes do mundo do Santinho.

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"Cada um consegue aquilo que merece. Mas só os que têm êxito o reconhecem."
Georges Simenon

description

Georges Simenon nasceu em Liège, Bélgica, no dia 12 de Fevereiro de 1903 e morreu em Lausanne, Suíça, no dia 4 de Setembro de 1989.
É mais conhecido como autor de literatura policial por ter criado o famoso Comissário Maigret, no entanto este é apenas personagem de cerca de 100 romances e contos entre os mais de 200 publicados por Simenon. Muita da sua obra é constituída por o que ele denominava de "romances duros".
Nasceu e foi educado (nos jesuítas) na Suíça, mas aos 16 anos teve de abandonar os estudos e começar a trabalhar para ajudar a família. Após a morte do pai, mudou-se para Paris. Em 1945, devido a rumores de ser anti-semita, exilou-se nos Estados Unidos, divorciou-se da primeira mulher e casou pela segunda vez. Regressou à Suíça em 1955, onde viveu até à sua morte.
Após o suicídio da filha, com 25 anos, não voltou a escrever ficção. A sua última obra é uma autobiografia (Memórias Íntimas), com mais de 1.000 páginas, onde revela a sua vida e acontecimentos que, no seu entender, levaram à morte da filha.
Teve duas paixões na vida: literatura e mulheres, ambas muito peculiares.
Quando decidia escrever um romance, fechava-se no escritório durante cerca de uma semana, munido de dezenas de lápis e listas telefónicas (para recolher nomes para as personagens) e só saía depois de terminar a obra.
Em relação às mulheres, dizia ser o que mais o fascinou na vida. Pelas suas contas, teve mais de 10.000 (muitas eram prostitutas). A maioria dos seus encontros amorosos aconteciam num vão de escada e duravam cerca de cinco minutos. No entanto, não se considerava um viciado em sexo; tinha apenas uma grande necessidade de comunicação.
Morreu aos oitenta e seis anos e as suas cinzas foram espalhadas pelo jardim, onde anteriormente tinham sido as da filha.

Georges Simenon não era um santinho e, como homem, não o acho "grande peça", mas como escritor encanta-me. Da série Maigret li apenas três contos; li também uma carta, dirigida por ele à mãe, quando ela já tinha morrido. Estes não me deixaram marca mas os três romances "normais" que li achei extraordinários; todos 5*.
Profile Image for Siti.
408 reviews167 followers
December 25, 2018
Romanzo atipico rispetto a quelli di Simenon da me letti, centrato su una singola esistenza, dai primi anni dell’infanzia fino alla vecchiaia o quasi. Vive di quella capacità di godibilissima caratterizzazione che è tipica della scrittura del belga, capace sempre di regalare personaggi a tutto tondo, ambientazioni di un realismo impressionante e poetico al tempo stesso, romanzo però privo quasi di una trama, delineata solo a grandi linee e per tappe esistenziali.
Louis Cuchas è un bambino piccoletto, silenzioso, tardivo nelle tappe di sviluppo fisico e cognitivo, un bambino che osserva la realtà nel quale è immerso in modo inconsapevole, registrando in quadri visivi dettagli e particolari inutili sul momento per una comprensione della sua esistenza e che, da adulto, riuscirà a sistemare in una netta lettura attraverso l’arte. Definito dai suoi compagni di classe “l’angioletto” per l’estrema bontà che lo porta a soprassedere ad ogni loro angheria, stampa fin da piccolo sul viso un sorriso che pare beffeggiare il mondo intero annullandolo nelle sue miserie per porsi su un piano più alto- apparentemente è invece relegato nella lettura altrui in quello degli ultimi, dei falliti, dei miseri, degli inutili- quel piano al quale giunge con la capacità di cogliere l’essenziale nel particolare e di riuscire a rappresentarlo perpetrando il mistero dell’arte con la sua pittura. Un istinto, una necessità, un bisogno che irrompe nella sua vita con prepotenza e che accetta di assecondare rimanendo sempre, in fondo, quel bambino strano, incompreso, indietro su tutti ma il più brillante a scuola, un ragazzetto il cui sguardo sul mondo non è stato inquinato o deturpato neanche dalla più bieca realtà nella quale ha vissuto.
Godibile lettura la cui atipicità mi ha spiazzata permettendomi un giudizio di piacevolezza non completo come accaduto con altri testi. Lo consiglio sebbene non l’abbia ben apprezzato.
Profile Image for paper0r0ss0.
653 reviews57 followers
October 29, 2021
Uno strano romanzo di formazione, non usuale per Simenon, ma di una potenza evocativa e di una sensibilita' quasi dolorose. Si tratta di un lavoro che differisce parecchio dai canoni simenoniani, solo da quelli piu' formali, dal momento che quelli piu' veri vengono tutti squadernati: l'introspezione mai noiosa, la cura del personaggio, la capacita' di evocazione dei ricordi, la descrizione cruda e sincera dei rapporti umani; tutto l'arsenale dispiegato. Va annotato come ancora una volta Simenon sia in grado di descrivere un universo infantile depurato da qualsiasi buonismo di maniera e da ogni ipocrisia accomodante. Un piccolo capolavoro.
Profile Image for Maria João Fernandes.
373 reviews40 followers
June 25, 2020
Acabei de ler este livro ontem e comentei aqui em casa: "Gostei muito deste livro, mas é tão triste."
Agora que estou aqui a escrever, sim, é um livro triste, mas essa noção não nos acompanha, constantemente, ao longo de toda a história. Através dos olhos de Louis, vemos as coisas de uma forma diferente. As tristezas não são excluídas, mas não abafam a sua essência nem do seu pequeno mundo. Uma casa pequena, um mercado e uma rua com alguns negócios são um espaço muito vasto, desconhecido e com muito para descobrir e estimar.

Se não nos esquecermos das pequenas coisas que nos rodeiam, os nossos sonhos atingem outra dimensão.
Profile Image for arcobaleno.
649 reviews163 followers
September 25, 2022
Non erano state le venditrici delle Halles a soprannominarlo «l'angioletto»...
Un Simenon insolito, inaspettato. Non è un giallo, eppure ti attira dall'inizio alla fine, come se lo fosse. Perché la scrittura di Simenon è speciale, sempre. Riesce con semplicità a descrivere accuratamente le psicologie dei personaggi, i rumori e gli odori dei luoghi...
Attraverso un unico feedback, spesso incerto (non è facile distinguere fra quel che è accaduto realmente, in un dato momento, e quel che ci è stato raccontato poi. [...] Era uno scherzo della memoria o un'illusione ottica?), Louis Cuchas ripercorre la sua esistenza, mentre gli anni e le immagini scorrono, a cavallo della prima guerra mondiale, in un quartiere povero di Parigi.
La prima parte, relativa all'infanzia e all'adolescenza di Louis, è la più intensa: su essa Simenon si sofferma maggiormente e in profondità, ponendovi l'essenza del romanzo.
Sul periodo successivo, infatti, l'Autore sembra sorvolare, come se, più che il finale raggiunto, gli interessasse soprattutto il come lo si fosse raggiunto.
Per me è uno dei migliori Simenon letti finora.

description
Norbert Goeneutte, "Criée dans l'Enceinte des Nouvelles Halles Centrales de Baltard"(1881)

Entrò in un magazzino dal soffitto alto. Su una lavagna, avanti al nome dei generi alimentari, erano scritti con il gesso i prezzi, che un uomo in camice nero correggeva via via, come il maestro sulla pedana della cattedra.
Profile Image for Angela Saba.
137 reviews
January 18, 2021
Simenon è come se fosse la mia copertina di Linus.
Una certezza, una sicurezza, non mi delude mai.
In meno di 200 pagine ritrae la vita di una di quelle famiglie parigine che si arrabattano a sbarcare il lunario e nella promiscuità della stretta convivenza punta la luce sul penultimo dei figli: l’angioletto. Singolare figura che piano piano prende e riempie la scena.
Parigi sullo sfondo sempre irresistibile.
Profile Image for Phillip Kay.
73 reviews27 followers
December 31, 2012
The Little Saint was first published as Le Petit saint in 1965. It was translated by Bernard Frechtman. The book was very successful in France and England when first published: Simenon said of it that if only one of his books could be kept, he would like it to be that one. It is the story of Louis Heurteau, a painter reminiscent in some ways of Chagall, and told in two parts, the first showing the little boy growing up in the neighbourhood of Les Halles, where his mother works selling vegetables, and the second part covering his adult years when he is recognised as a painter of talent.

In effect it is a self portrait of Simenon himself. For this reason (as Simenon was a writer not a painter), the first part, which recreates vividly the life in the rue Mouffetard and the personalities of Louis, his family members, neighbours, and the atmosphere of the immediate locality, is by far the more successful. In many ways it parallels the achievement of Pedigree, his long autobiographical novel of 1946 which I think his greatest work (unlike Simenon himself and most critics). This first part of the novel contains an astonishingly vivid portrait of Louis’ mother Gabrielle, unfortunately heavily idealised. Simenon seems here and in Pedigree to be able to recreate the way a child sees the world in a very convincing way. Louis is an observer, so overwhelmed by sensory information he can hardly react emotionally, and acquires the nickname ‘the little saint’ for his forbearance in accepting the rough treatment meted out by his school fellows.

As an adult, Louis sees himself as a little boy still, thinking that the innocence and astonishment with which he sees the world around him is the source of what success he has had as a painter. The second half of the book lacks the richness of particularisation that the first part had. It is a series of vignettes depicting Louis’ adventures with women, his rising fame, and his late growing self realisation. The characters from the first part of the book are mentioned only to tell of their death (interestingly Louis’ mother Gabrielle is shown as vital into her seventies and her death is not recorded, which to psychologists may reveal the source of Simenon’s creative powers). It is told from a point of view in the future, when, long after Louis’ death, people have recognised Louis’ talent, and there has been much written about him, his life and his work. Simenon achieves an elegiac tone in this part of the book which may explain its popularity, but it is a retreat from the vivid immediacy of the first part which I myself regretted. Of course it tells you nothing about an artist’s development, neither Chagall’s nor Simenon’s. The first part brings Simenon’s and Louis’ childhood to life as overwhelmingly as Simenon’s one time mentor Colette was able to do in her reminiscences of childhood: that’s quite an achievement.
Profile Image for Carloesse.
229 reviews93 followers
November 12, 2017
Ritratto dell'artista da giovane (e della sua innocenza).

E’ un libro che si discosta dagli altri romanzi di Simenon, perché il suo protagonista di cui in pratica viene raccontata attraverso poche ma significative immagini la vita, fino al suo affermarsi come grande artista, non si nutre della sordida realtà in cui cresce per coltivare un malessere, da cui far nascere comportamenti devianti o asociali (comprensibili, compatibili, o condannabili che siano), ma , al contrario, per immagazzinare sensazioni, oggetti, contesti apparentemente insignificanti ma che acquistano particolare valenza in un’immagine del mondo totalmente soggettiva e priva di volontà di giudizio alcuno, né di necessità di una profonda comprensione.

Qui, più che volerci raccontare una storia (comunque narrata), Simenon sembra volerci parlare del senso e delle doti necessarie per farlo. Per penetrare il senso dell’arte..
Non è compito dell’artista quello di sviscerare il mondo e comprendere i legami delle complesse relazioni che lo tengono insieme, ma semplicemente quello di osservare e registrare per restituire una personale interpretazione di esso in modo puro, limpido e libero da concetti e preconcetti, da giudizi e pregiudizi, sembra volerci dire, forse prendendo a metafora l’innocenza del pittore Loius Cuchas, detto“l’angioletto”, forse per giustificare la propria volontà di isolata innocenza come scrittore.
I colori e le immagini di quello in fondo rappresentano le parole e le atmosfere create dall’altro. L’artista che non si butta nel mondo a capofitto per condividerne ideali, sofferenza o gioia, ma che si isola da esso per osservarlo in un unicum che conserva il passato accanto al presente, per accumulare immagini, sensazioni, odori, sapori, da sviscerare sulla tela come sulla carta.

Il risultato è sorprendente. Situazioni sordide che sfiorano la pornografia (la fellatio cui assiste il giovane Louis a 5 o 6 anni, praticata dai suoi fratello e sorella di pochi anni più grandi per imitare la madre, che giace con uomini diversi ogni notte dalla scomparsa di un marito impotente e ubriacone nell’unica stanza condivisa come abitazione da tutta la famiglia) riescono a essere narrate con un distacco e un’eleganza tali da renderle prive di qualsiasi malizia o pruriginosità.
E la figura di questa loro madre, che ogni mattina si sveglia nel cuor della notte per riempire ai mercati delle Halles il carretto che trascinerà nel giorno per vendere frutta e ortaggi, in quell’estremo contesto si staglia con una dignità tale da fare anche di lei un personaggio indimenticabile.

Ogni lettura di Simenon me ne conferma le grandissime doti di scrittore.
E di artista.
Profile Image for Jean Ra.
419 reviews1 follower
April 11, 2016
Simenon para mí es un escritor ideal para recuperarse después de unas lecturas decepcionantes que adelgazan la moral lectora. O sencillamente para reafirmar la propia visión como lector. No lo tengo por un pensador brillante pero si por un observador certero, nada amanerado, y un escritor sin sombra afectación y por lo tanto auténtico. Me recuerda vagamente a Baroja en el sentido que con su prosa ágil y concisa es capaz de esbozar con precisión una escena con apenas unas pocas pinceladas sensuales como ahora unos olores, colores o gestos como si fuera un impresionista de la prosa.

Esta novela, creo que la mejor de las que he leído hasta el momento, está expuesta como si fuera la versión auténtica que ha de contradecir los mitos populares acerca de la biografía de un maestro pintor apócrifo. Simenon lo describe como si fuera un ser al margen de las pasiones sociales que producen el deseo negativo como ahora los celos, las envidias o el odio. En Louis el ímpetu vital se manifiesta como en un sueño, como si fuera un animal. Un ser despolitizado y desconectado del entorno y el mundo entero, al que mira con extrañeza y sin sentirse apenas violentado por él, con lo que compone a un personaje singular ya no sólo dentro de su propia producción, tan afín al imaginario de la novela negra, si no en la literatura en general. Por momentos parece una relectura de "El viente de París" de Zola, sólo que vista sin esa carga de gravedad y pasiones tristes que pesan sobre los personajes de los Rougon-Macquart. Por descontado, también puede leerse como una visión alternativa del París del final de la belle éqoque, que es dónde la narración hace más hincapié.

Dentro del propio mundo de Simenon resulta atípica la percepción que hay del tiempo. Ya no es sólo en como Louis revive su propia experiencia, caótica y desordenada, sin estar demasiado seguro de las fechas y sin contar con su ubcación dentro del calendario oficial, además también lo es por como la propia narración avanza con vocación de amplitud vital, con unos saltos certeros a través de los años; primero con más detenimiento y más tarde con una aceleración enorme, dejando así entrever que la configuración de un ser se da en esos primeros años a los que él dedica tanto esmero en confeccionar una visión que ni roza el tópico desde lejos. Se parece a una narración diecinovesca, aunque deseteñida de los colores del melodrama. Las alegrías y las tristezas aparecen con sutilidad, sin enfatizar su peso para multiplicar su impacto.

Sé que por mi parte es algo apresurado, pero tengo clara la impresión que supone una estupenda introducción a Simenon. Su característica escritura está aquí, eso no lo cambia para obtener más reconocimiento; también muchos elementos de su mundo como ahora la descripción descarnada de ambientes decadentes, pero ese aspecto de novela-río abreviada es un gran punto de enganche. Y por descontado, como ha sido en mi caso, también la aconsejo como desatascador después de una serie de malas lecturas.
Profile Image for Arturo.
9 reviews1 follower
July 20, 2008
Entré a este a novela con el prejuicio de haber conocido a Simenon como el autor muy eficiente y cuidadoso de los casos del Comisario Maigret (que además, me gustan mucho.

Esta biografía de un niño artista (pintor, de un personaje que a lo largo de ochenta años nunca pierde (a fuerza de sólo sentir lo que ve con profusión)la mirada inocente.
Gran descripción de un out-sider que se queda de por vida al margen de la vida para ser su retratista con colores primarios.
Excelente, y la frase final es un delicado aforismo.
Profile Image for Simona Fabri.
73 reviews1 follower
May 26, 2020
Senza infamia e senza lode! un racconto che ho letto con poco trasporto e ancora meno passione. Senza particolari colpi di scena: è la storia di un bambino dall'infanzia alla vecchiaia.
È descritta bene la condizione di estrema povertà e difficoltà nel sopravvivere durante i primi anni del 900 in Francia, a Parigi, in un quartiere periferico e poi durante e dopo le due grandi guerre (di cui si parla solo vagamente). È la crescita e lo sviluppo di un uomo che ama i colori e la pittura e che rimarrà sempre, negli anni, un ragazzino con una purezza intatta e immutabile.
Profile Image for Daniel Polansky.
Author 35 books1,248 followers
Read
April 14, 2019
The childhood and youth of an artistic genius, in the bosom of his incestuous, bitterly impoverished, somehow still sort of loving family. It's new territory for Simenon (or at least, the Simenon I've read), in so far as no one shoots anyone, but he handles it adroitly. The protagonist, an idiot-savant with an obsession for color and an indifference to immorality, is neatly drawn, and it still moves with the speed of solid pulp. That's a compliment, if it wasn't clear.
279 reviews
May 10, 2020
Cruel, doloroso e humanista retrato de uma cidade - Paris de antes e após a Primeira GG - e de um 'santinho' nascido em família miserável e que se torna gente e pintor cultivando o bem como algo banal. Uma obra 'não policial' de um Simenon que domina a língua e o conhecimento do género humano como um grande escultor. Impressionante relato do crescimento de uma família rumo à desagregação, todos condenados a ser cada um por si.
Profile Image for Kyle.
190 reviews25 followers
October 27, 2007
1965. A beautiful and heartwarming recollection of Paris from the 1890s to WWII. Louis is a slum boy whose mother and grandmother work at pushcarts on the street. He lives in two rooms with five siblings with mostly different fathers. He is a very gentle and abstracted little boy and grows up to be an artist. Delightful. Reminds me of A Tree Grows in Brooklyn in a way.
Profile Image for Ffiamma.
1,319 reviews148 followers
July 29, 2016
quanto mi è piaciuto questo simenon "non convenzionale" (almeno per quanto riguarda la storia), che parte raccontando di miseria e sordidezze assortite e poi mostra una svolta inattesa e, in un certo senso, inevitabile verso la dolcezza e l'umanità. consigliato se si ha voglia di qualcosa che scandagli l'animo umano e faccia riflettere sulla vita serenamente e in maniera profonda.
Profile Image for Muruy.
121 reviews
April 15, 2024
Non ho altre parole, penso il libro che mi resterà sempre nel cuore
Profile Image for Sara.
502 reviews
April 10, 2011
"I don't know" - The little saint's most frequent answer.
The Cloud of Unknowing, by an anonymous 14th century mystic
"To know that one does not know is the beginning of wisdom."
To eat of the tree of knowledge of good and evil is to lose Eden.

But I do know (I think) that this is Simenon's greatest book. He too thought it of great value but it was not appreciated as many of his others have been. It is his most positive, life-affirming book, without being in the least sentimental.

Louis is not really a little saint, he is an artist. His gift for absorption in the concrete things of life and his detachment from ordinary emotional involvement marks him in childhood and he is called the little saint simply because he does not care enough to use his energy to oppose others. He would rather inhabit his own world.

This does not mean that he does not care about others. The "burrow" of the rue Mouffetard apartment where he grows up with his hard-working widowed mother, her string of short-term lovers, his half-brothers and sisters, is his valued cocoon that births his love for his family, especially his mother, and his gift for painting.

Louis' desire to portray the "sparkling space between objects" has much in common with Monet but his vision is that of an expressionist or a surrealist with the heart of a Chagall. And indeed Simenon thought of Chagall in writing this portrait, but he also thought of himself. One cannot help but realize "This is the writer Simenon as a boy" when reading his sensations of the world, and Pierre Assouline confirms this in his biography of Simenon.

If all you know of Simenon is Maigret, then you really should read this book. If you love to look at things and the space between them, and read writing which attempts to make these visual sensations real, you will be delighted by it, and by Louis.
Profile Image for Raquel GC.
88 reviews2 followers
November 13, 2022
En este caso, me decanté por “La mirada inocente”, una novela de Georges Simenon (Bélgica, 1903), autor de numerosas novelas negras, donde la protagonista es Maigret, aunque no es este el caso.

El protagonista de esta obra es Louis Cuchas, el penúltimo de los seis hijos de Gabrielle, una mujer que trata de compaginar a sus sucesivos amantes con su puesto ambulante de fruta y verdura. Crecidos en el ambiente promiscuo y problemático del pisito en que viven hacinados, los seis hermanos intentan encontrar su lugar en el mundo.

La peculiaridad de Louis, es que es un chico muy observador, trabajador y sencillo, y durante el relato va dejando atrás la infancia, atraído por los sonidos, colores, imágenes, sensaciones y, en particular, las personas. Cierto día descubre su afición a la pintura, y partir de ese momento vivirá sólo para esa pasión.

Particularmente no me ha cautivado como esperaba. Quizás también me ha cogido en un momento personal de inestabilidad y me ha faltado ritmo en la lectura, pero creo que de otra forma tampoco me hubiera apasionado. No obstante, es una novela corta y una lectura sencilla, pero a mi modo de ver, demasiado centrada en describir ambientes parisinos y he echado en falta, más sentimientos de los personales.
Profile Image for Bob.
460 reviews5 followers
November 6, 2020
Quite something. Not a book I would have had a prayer of finishing not long ago, and yet this incurable thirst of Simenon's style brought me here. The novel is in many ways a humble roadside flower that one could in one sense accurately accuse of seeming to lack an overall purpose, and yet, the book just unfolds this kind of quiet beauty through to the end at which point you realize, that was the only point. In a way, it ultimately reveals itself to be an origin story of a famous painter, but that focus comes so late in the short novel that it feels inaccurate to say even that was really the point.
Rather, Simenon seems only "in quest of the sparkling space that he had been seeking so long and that he continued to seek all his life. After reading a handful of Maigret novels as well as a smattering of his roman durs, this book functions as a keystone to an understanding that plot seems to ultimately be beside the point, and that instead, "what he would have liked to get down on canvas was reality itself, as he saw it, or rather as it composed itself spontaneously in his mind."
Profile Image for Lois.
762 reviews3 followers
February 13, 2012
Since being attracted to George Simenon's Detective Maigret stories after reading one in a compilation book quite a few years ago, I've read at least 30 of his many Maigret novels and his autobiography, but I think this is only about the 5th non-Maigret book of his that I've read, even tho there are also many of them. I enjoy them all the same. His stories are fairly simple, as well as his writing, but there is something pleasing to me about the descriptions of the characters and locations, as well as the style, and I keep a pile of his small books on hand for a fairly quick but enjoyable read between heavier things. So...I liked it!
Profile Image for Vaniglia Harris.
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January 11, 2026
L'angioletto, di Georges Simenon (1965; traduzione di Marina Di Leo per Adelphi, 2013)

"Aveva quattro o cinque anni quando il mondo cominciò a vivere intorno a lui, quando prese coscienza di assistere a una scena reale, i cui protagonisti erano esseri umani che lui era capace di distinguere gli uni dagli altri, di situare nello spazio, in una cornice ben definita. In seguito non avrebbe saputo precisare se fosse estate o inverno, benché avesse già una percezione abbastanza chiara delle stagioni. Probabilmente era autunno, perché il vetro della finestra priva di tende era leggermente appannato, e la luce giallastra del lampione a gas sul marciapiede di fronte, l’unica a rischiarare la stanza, pareva umida. Aveva dormito? Sotto la coperta il suo corpo era caldo. Non era stato svegliato di soprassalto da alcun rumore particolare. Aveva solo sentito provenire da dietro la tenda, che in realtà era un vecchio lenzuolo appeso a un bastone, il suono familiare di ansimi inframmezzati da gemiti e a tratti dal cigolio delle molle del letto. In quel letto dormiva sua madre, quasi sempre con qualcuno. Al di qua del lenzuolo che fungeva da tramezzo c’erano Vladimir, Alice, i gemelli, lui – ognuno sul proprio pagliericcio –, e infine, contro il muro, nel lettino di ferro munito di sbarre che faceva da culla, la sorellina più piccola."

Nato a Parigi sul finire del XIX secolo, Louis vive la sua infanzia povera in una famiglia sgangherata con mamma Gabrielle, tre fratelli e due sorelle nati da padri diversi. Ognuno nel grande stanzone dorme sul suo pagliericcio marrone privo di lenzuola e solo quel precario tramezzo li divide dalla giovane madre, sola a crescere i suoi bambini ma non rassegnata alla solitudine. Louis è piccolino e ha fini capelli lunghi e biondi, la sua indole è mite e un po' remissiva, un angioletto dicono di lui a scuola, non senza una punta di bullismo. Avrà una vita schiva, semplice e solitaria, segnata dal duro lavoro notturno al mercato delle Halles; ma ciò non gli impedirà di coltivare una grande passione artistica e raggiungere il successo.

Non amo utilizzare l'aggettivo delizioso ma qui non posso davvero farne a meno: L'angioletto di Simenon ("Petit saint" - Piccolo santo - in originale) è un piccolo romanzo tenero, onirico, dolcissimo al pari del suo protagonista Louis dai fini capelli biondi e dall'indole mansueta. Come sottolineò Nicola Lagioia all'epoca della prima pubblicazione da parte di Adelphi nel 2013, "la letteratura ha tradizionalmente un bisogno quasi programmatico, per raccontare il mondo, di personaggi che ne incarnino il male o ne siano proprio malgrado posseduti". A fronte di questo - continua Lagioia - "Simenon decide di comporre un romanzo costruito intorno a un personaggio assolutamente positivo, un buono malgrado tutto, immacolato e toccato dalla grazia." Ogni volta che leggo un romanzo di Simenon è una bella scoperta: qui ci racconta un cuore puro, l'eccezionalità della vita serena di un essere perfettamente in pace con sé stesso. Lo fa con delicatezza e un garbo speciale.
654 reviews5 followers
August 30, 2024
Le « petit saint », c’est le surnom que ses camarades d’école ont donné au jeune Louis Cuchas parce qu’il est petit et qu’il subit leurs brimades sans se défendre et sans les dénoncer. Il est au dessus de ça, Louis, il vit dans son monde à lui, semblant indifférent à tout («  je ne sais pas » répond t-il systématiquement quand on lui pose une question) mais ne perdant pas une miette de tout ce qu’il voit dans ce quartier de la rue Mouffetard qu’il habite avec sa mère marchande de quatre saisons et ses frères et sœurs. En grandissant c’est aussi le monde grouillant des Halles qu’il découvre et une passion pour la peinture qui l’envahit.

Peinture réaliste du Paris de la fin du XIX e siècle, vu du côté des petites gens , on côtoie dans ce roman les difficultés et la misère des classes laborieuses mais sans jamais tomber dans le misérabilisme ou le jugement, comme si Louis enveloppait ses souvenirs d’une bienveillance touchante.
Un roman d’atmosphère, qui nous plonge en douceur dans ce Paris qui change jusqu’aux années 1950 et qui propose toute une galerie de portraits qui vont nourrir l’œuvre du futur grand peintre amateur de « couleurs pures »
Un Simenon d’une grande tendresse finalement.
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