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Entro a volte nel tuo sonno

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A ogni vita appartengono scorci sulla bellezza assoluta che ciascuno di noi porta dentro di sé, quasi senza accorgersene. Finestre che possono spalancarsi sull’intensità dolente dei sentimenti, sulla leggerezza dei gesti piccoli e delle emozioni più universali, “confessioni del sentire”, come le chiamava Pessoa, che nelle pagine di Sergio Claudio Perroni conoscono la forma potente e delicata di una poesia che scivola nella compattezza di una prosa breve, per tornare sempre all’origine di un ritmo dettato dal vivere, ancor prima che dallo scrivere. Entro a volte nel tuo sonno ci fa esplorare, come in un ideale atlante dell’anima, tutte le variazioni dell’esistenza - tra paure e passioni, volontà e istinti, mancanze e rinascite - per ricomporre i frammenti dei nostri discorsi interiori quotidiani, e donarci le parole esatte per saperli riconoscere e, finalmente, dire. “ Reinventa quello che tutti abbiamo provato, lo riformula da capo, punto per punto, lemma per lemma - l’amore, la colpa, la tristezza, l’estasi, il vuoto, la tenerezza, la solitudine, la curiosità, l’ispirazione, il rimorso, la malinconia -, come se si trattasse, sì, di salvarlo, questo mondo, di imbarcarlo su un’arca e di salvare dal diluvio questo mondo interiore di tutti noi.”
Dalla postfazione di Sandro Veronesi

159 pages, ebook

First published January 1, 2018

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Sergio Claudio Perroni

74 books5 followers
Sergio Claudio Perroni (1953-2019) was an Italian writer and translator.

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Displaying 1 - 20 of 20 reviews
Profile Image for ☆LaurA☆.
508 reviews153 followers
August 2, 2025
E quando l'assenza è insanabile da farsi presenza, quando leggi la tua anima e ritrovi te stessa in quei pensieri in prosa, che si fanno poesia, quando in ogni pagina le parole son così vere da fare male, allora stai leggendo un pezzo di te.
Se ti riconosci in una figura, in una pagina, in un paesaggio, è perché rispecchia la tua fragilità più sofferta, il tuo difetto più caro, la tua debolezza preferita.
Sono sempre le cose che condividono il tuo peggio quelle in cui ti riconosci, quelle a più alto tasso di te.
Chi perde qualcosa di enorme ha un solo sollievo, un’unica forza, non potrà mai perderlo più di così, non potrà mai soffrire più di così.
E quello che mai se ne andrà, quello che è entrato sottopelle lo incido qui, su questa "pagina bianca".



Minuscola assenza

Sono un dettaglio feroce, di quelli che restano a ricordarti qualcuno, a farti sentire qualcosa che non c’è più, sono un pettine, sono un posacenere, sono il libro che lei teneva sul comodino e non leggeva mai, sono una di quelle cose da nulla che all’improvviso diventano giganti, quelle inezie da cui di colpo si sprigiona la tenerezza di una figura perduta, sono un brutto cuscino, il suo ombrello appeso all’ingresso per un inverno che non vedrà più la pioggia, l’interruttore su cui poggiava le dita entrando nella stanza, sono il correre sbadato della tua mano a qualcosa che non è più lì, sono la minuscola assenza che richiama la presenza perduta, il niente che disegna l’enormità del vuoto, sono il moltiplicarsi dei gesti che fai per coprire il pensiero, per sviare il ricordo, e mi faccio rumore, mi faccio frastuono, mi faccio silenzio.


Un altro vuoto

La gente se ne va, smette di colpo, lascia in asso cuori, persone appena cominciate, bambini da finire, tutte cose che non potranno più esserlo, che fingeranno di esserlo, che lo saranno solo per mancanza e mai per presenza, perché lasciare altri a metà è quello che riesce meglio a tutti, finiscono per farlo tutti, lasciare qualcuno solo, lasciarlo ancora più solo, finché non toccherà anche a lui andarsene, lasciare un altro solo, lasciare un altro vuoto, d’altronde siamo qui per questo, siamo fatti per questo, per andarcene sul più bello di qualcun altro, promesse d’assenza sempre mantenute, cose che non smettono mai di essere state.



Una stesura dimenticata

A volte mi rileggo, torno su vecchie edizioni di me stesso, aperte a caso, sfogliate con un certo timore, un certo fastidio, le confronto con le più recenti, noto le aggiunte, le cancellature, fior di orecchie a pagine che non hanno nulla di speciale, qualche nota a margine in una grafia che non riconosco, mi rileggo come un inedito, come una bozza mai arrivata alle stampe, salto in fretta brani di cui mi vergogno, mi soffermo su scene tagliate nell’edizione corrente, su personaggi spariti, su figure omesse senza che ne ricordi il motivo, mi rileggo come una stesura dimenticata, come un testo ritrovato, scopro qua e là una sensibilità di cui non ho più dato prova, un buon talento per gli snodi di trama, una certa classe nel trattare i personaggi femminili, ma nel complesso la sensazione è sempre la stessa, l’effetto che mi faccio è sempre uguale, quello dei libri che hai amato da giovane ma non hanno retto alla prova del tempo.



Cose da dire, da tacere

Certe cose andrebbero dette, dette sempre, dette comunque, andrebbero detti i dolori per farsene meno paura, le paure per farsene ferire meno, le ferite per farle sanguinare meno, certe cose andrebbero dette anche se non c’è nessuno a sentire, nessuno a capire, già il suono che fanno è ascolto, già la voce che hanno è comprensione, certe cose andrebbero dette per aggirarle, per disinnescarle, per non lasciarsele marcire dentro, le delusioni andrebbero dette perché in piena luce bruciano meno, i tradimenti perché fuori dall’ombra perdono ogni fascino, le colpe perché allo scoperto diventano semplici sbagli, certe cose andrebbero dette per non infettare le altre, quelle che nell’intimità brillano, che nel segreto riscaldano, quelle che nessuno potrebbe mai dire senza perderle, che nessuna voce potrebbe mai pronunciare senza dissolverle.



Per qualche riga

Quello che cancelli resta di più, resta più forte, si fissa sulla carta, si stampa nella mente, cova per sempre sotto l’inchiostro che doveva annientarlo, trapela come un’ombra dall’ombra in cui doveva sparire, cancellarlo è solo scriverlo con una voce che cerchi di non sentire, in una lingua che fingi di non capire, è nasconderlo sotto una pietra trasparente, annegarlo in un’acqua evaporata, non c’è legge fisica capace di cancellare ciò che per un istante hai voluto che fosse, di sopprimere ciò che per qualche riga hai lasciato essere, di spegnere ciò che per un tratto della tua vita è stato te.
Profile Image for Come Musica.
2,068 reviews632 followers
May 25, 2020
Immenso, nella sua precisione chirurgica che ti scava dentro e ti culla e ti fa male.


Lui è morto a fine maggio, in un periodo in cui ero più sensibile del mio solito. Non mi era mai capitato di leggerlo. E mi sbagliavo. Lui che aveva tradotto Furore, attraverso cui mi ero innamorata dì Steinbeck. Lui così bravo nel tradurre e ancor di più nello scrivere. Questo è un libro di prosa poetica, come scrive nella postfazione Sandro Veronesi (suo grande amico con il quale alla fine aveva litigato, perché poi lui alla fine aveva un carattere difficile e prima o poi con lui si litigava). Questo libro è un dono che lui ci ha fatto e così l’ho letto, come un dono prezioso da custodire.

Tre mie registrazioni tratte da Entro a volte nel tuo sonno

🔹Cose da dire, cose da tacere

https://soundcloud.com/come-musica/co...


🔹L’altro lato

https://soundcloud.com/come-musica/la...

🔹Un altro vuoto

https://soundcloud.com/come-musica/un...
Profile Image for Grazia.
508 reviews219 followers
November 26, 2019
"Ama impetuosamente, senti forsennatamente, non c'è altra vita" *****

Libri suggeriti da altri libri.
Libri necessari perché altri libri possano prendere vita, forma.
"Il colibrì" di Veronesi e "Entro a volte nel tuo sonno", sono due libri che vanno letti insieme, il secondo sceneggiatura interiore del primo.

Sono stati amici Perroni e Veronesi, Perroni è stato l'editor di Veronesi. Poi litigarono, fecero pace, ma la frattura di quella lite fece sì che il rapporto non ritornasse mai più quello di prima.
E Veronesi non disse mai esplicitamente a Perroni quanto lo ammirasse, quanto fosse importante per lui, quanto ritenesse Perroni bravo, prima della sua morte.
https://www.dagospia.com/rubrica-2/me...

Ebbene il Colibrì è un tributo, un omaggio a Perroni: c'è tanto del modo di sentire, del modo di vedere le emozioni, del paesaggio interiore descritto da Perroni in quest'opera, stupenda e unica, composta da mattoncini di prosa-poesia.
Sono frammenti interiori, maturati nel corso di una vita, che costituiscono l'uomo, o meglio l'umanità.
E tra questi frammenti si distinguono quelli in corsivo, il cui titolo contiene sempre Madrigale, dedicati alla donna della vita.
Difficile, quasi impossibile scegliere il mattoncino preferito.
Da lettrice scelgo.

Veli d'inchiostro

È bello chiudere cose nei libri, cose di poco spessore, cose di grande importanza, foglie che sono nate in un palmo, nastri che hanno stretto capelli, petali che hanno assistito a qualcosa, è bello chiudere cose in un libro, farne pagine da infilare tra quelle che leggi, schegge della tua storia disperse in quella di un altro, è bello chiudere cose nei libri, è triste chiudere cose nei libri, ritrovarle dopo anni e anni, dopo vite e vite, biglietti di viaggi naufragati da un pezzo, auguri per compleanni svaniti, per nozze dissolte, è bello e atroce trovare il passato chiuso in un libro, quando la mano che ha scritto mi manchi su quella cartolina, il palmo che ha stretto quel petalo, la voce che ti cantava quella canzone ha smesso di esserci, sono veli di inchiostro sbiadito deserti di pagina bianca.

Un libro da tenere caro, accanto a sé, in perenne rilettura.
Profile Image for Ellis ♥.
1,002 reviews10 followers
October 14, 2022
Poesia è caldo conforto.
Poesia è il disperato grido d’aiuto di un animo sensibile.
Poesia è catarsi, rispecchiarsi in quei versi che portano alla luce tratti di noi stessi che giacciono, da tempo immemore, sopiti e taciuti nei neri abissi del nostro io. Sergio Claudio Perroni c'è riuscito davvero, leggendolo ho sentito le sue parole entrarmi sottopelle, posarsi sul mio cuore come placide carezze. Parole che hanno piantato un seme in me che è germogliato e ha sviluppato radici che mi hanno avviluppata. Sì, sono crisalide a un passo dal diventare farfalla.
Il titolo di questa silloge è da intendersi come un velato invito che l’autore ci rivolge, egli vuole entrare in punta di piedi, affacciarsi con passione e tenerezza al sentire universale. E io voglio dire GRAZIE a chi si dedica ancora alla poesia, anche quando è mimetizzata da prosa.
Profile Image for Gabril.
1,051 reviews258 followers
November 8, 2022
“… guardarti è un sogno alle pendici del sole- alzo gli occhi, busso al cielo e apri tu.”

Prose poetiche possono essere definite.
O “confessioni del sentire” come le chiamava Pessoa.
Ma le definizioni vanno terribilmente strette a queste pagine brevi e intense che attingono forma di parole dal magma oscuro e ribollente dell’esser vivi e saperlo.
Oppure sognarlo.
Oppure semplice sentirlo e non saperlo dire.
Ed ecco qui, allora, l’inesprimibile prendere forma.
E abbagliare, e meravigliare, e schiaffeggiare, e accendere.
Immaginare.
Innamorare.

Da leggere, rileggere, leggere di nuovo. E via ricominciando.

“… sarebbe bello riuscire a fare come i salici, che partecipano all’urgenza delle cose restando dove sono, che fanno vita acquatica restando coi piedi per terra, che pensano solo ad aspettare una folata di vento, per baciarsi col dirimpettaio da una sponda all’altra.”
Profile Image for Daniele.
309 reviews68 followers
June 15, 2022
Prosa poetica o poesia in prosa, chiamatela come vi pare.
Tutto molto bello, alcune non le ha comprese del tutto, ci vuole concentrazione per apprezzarle tutte, quindi le rileggerò sicuramente più avanti.
È un libro da leggere un po' per volta, da sbocconcellare ogni tanto per goderne a pieno.

Passi per la vita come i bimbi che con la mano salutano cose incapaci di rispondere , premi il viso sul finestrino dell'auto , del treno , delle tue ore veloci , e saluti navi lontane , case che sfrecciano , greggi incuranti , e quando avviene il miracolo , perché a volte nella vita succede che chi vede il tuo gesto risponda , che una casa agiti le persiane , che una pecora scuota i riccioli , che una nave srotoli bandiere , allora ti porti di scatto le mani alle guance , come i bimbi tra meraviglia e spavento , e ricominci a credere in tutto , con gli occhi che luccicano come in gita da te stesso.

Devo solo lasciare un po ' d'aria tra quello che sono e quello che voglio , mettermi alle mie spalle per qualche istante , il tempo che basta per scoprire che il problema sono io , per capire che la soluzione sono io , per ammettere che siamo entrambi piani della stessa fuga .

...e come un intruso cerco di scroccarti un po ' di sogno , per stare insieme anche lì , senza l'ingombro di quello che siamo .

Siamo roba che cade , gente a pioggia , riempiamo il cielo come pupille di un'iride immensa , c'è chi è partito prima , chi dopo , chi viene giù tenendosi per mano , chi da solo e a capofitto , tutti con la stessa involontaria sete di suolo dei gravi , traditi da una mira sbagliata.

Ci sono due orologi nella stanza , uno è fermo a un'ora che non passa , l'altro insegue tempo che scorre a caso , ci sono due respiri , due voci nella stanza , una ha smesso di farsi domande , di credersi risposte , l'altra parla solo a ciò che sente , ci sono due vite nella stanza , una è ferma da un ricordo che non passa , l'altra rincorre presente e semina passato , getta ponti d'ombra tra il prima e il poi , ci sono due luci , due occhi , due specchi nella stanza , uno continua a mimare i sogni del vetro , l'altro è sempre fisso su un gesto mai finito .
Profile Image for Federica Rampi.
705 reviews237 followers
June 11, 2020
È un flusso incessante di pensieri che crea una geografia di emozioni e sentimenti, spesso taciuti, alterati o non riconosciuti e assimilati nella loro bellezza o complessità.
È una narrazione nella narrazione
Amore, colpa, la tristezza, senso di vuoto, solitudine, tenerezza, malinconia, rimorso, rimpianto sono raccontate con la metafora della luce, che illumina le esperienze interiori, il modo di sentire e la visione di sé stessi.

“Siamo roba che cade, gente a pioggia che viene giù da altezze diverse a seconda di quand’è partita, chi da solo e a capofitto, chi in due e tenendosi per mano, siamo roba che cade, riempiamo il cielo di cadute come un Magritte cosparso di Icari […].”


Profile Image for Giacomo.
370 reviews25 followers
May 29, 2025
Questo è un libro che ho scoperto tramite goodreads.
Mi viene da dire per fortuna perché sennò chissà se ci sarei mai capitato in mezzo.
Non è un libro di poesie, sarebbe sbagliato definirle tali. Sono piuttosto piccoli affreschi sul vivere, sugli uomini, sul cuore, sui sentimenti e sul quotidiano.
Mi ha ricordato un pochino la versione in prosa poetica di Congedo, di Leonard Nolens.

Devo dire che ho preso nota di moltissimi pezzi, il kindle ne è pieno e se dopo riuscirò ne trasferirò uno o due nella recensione.
Per ora sono riuscito a recuperare solo questo frammento, che da' però un'idea di cosa sia quest'opera:
“come un intruso cerco di scroccarti un po’ di sogno, per stare insieme anche lì, senza l’ingombro di quello che siamo”.
Profile Image for Tamara Careggi.
38 reviews3 followers
December 26, 2023
"Quello che cancelli resta di più, resta più forte, si fissa sulla carta, si stampa nella mente, cova per sempre sotto l'inchiostro che doveva annientarlo, trapela come un'ombra dall'ombra in cui doveva sparire, cancellarlo è solo scriverlo con una voce che cerchi di non sentire, in una lingua che fingi di non capire, è nasconderlo sotto una pietra trasparente, annegarlo in un'acqua evaporata, non c'è legge fisica capace di cancellare ciò che per un istante hai voluto che fosse, di sopprimere ciò che per qualche riga hai lasciato essere, di spegnere ciò che per un tratto della tua vita è stato te."

Grazie S. C. Perroni per questi tuoi pensieri in prosa poetica. 🤍
Profile Image for Kozue.
16 reviews7 followers
August 30, 2023
Magistrale. Poetico. Pungente.
Merita una lettura attenta per la ricerca intensa che porta e mantiene come un pugno di ferro.
Nuovo preferito in assoluto, un grande maestro.
Lascio qualche estratto a seguito.

[1] Hai lasciato il respiro a molti ricordi fa, molte nature fa, ad anni sfiniti, a stagioni inceppate, l’hai lasciato a una bocca lontana, sospeso a labbra ancora in cerca di parole risolutive, di baci cruciali, hai lasciato lo sguardo a occhi più vivi, più confusi, più generosi, occhi più interessati a credere che a vedere, più adatti a parlare che a capire, hai lasciato le mani a gesti che sapevano disegnare solo futuro, le forze a tentativi di ali per abbandonare il presente, hai lasciato la voce a una foga diversa, a una rabbia ancora centrifuga, a una verità ancora ignara, il carattere alla certezza di avere sempre una realtà di scorta, la speranza a quand’era convinta di essere una promessa, hai lasciato te stesso alla forma che hai raggiunto, allo spirito che ti rappresenta, chiuso nella misura di ciò che ti resta, chino su un conto che non quadra, su una vita che non torna.

[2] Non ti spieghi certi sfaceli improvvisi, certi crolli così assurdi da sembrare suicidi, l’incomprensibile dannarsi di menti brillanti, di cuori generosi, di traiettorie sublimi, poi ripensi a te stesso e ricordi che abbiamo tutti qualcosa di rotto in partenza, crepa che pretende di essere colmata, danno iniziale che plasma e muove l’intera natura, molti non sanno neanche dov’è, neanche cos’è, eppure l’impulso di sanare quel guasto, quella lacuna che reclama materia, è il meridiano di ogni nostra azione, la matrice di ogni slancio, basta aprire gli occhi per veder trapelare il riflesso di una perdita da ogni successo, da ogni sconfitta, da ogni ansia trainante, perché siamo fisiologia imperniata su una carenza, fisica determinata da un vuoto, vita concentrica che si dirama da una frattura.

[3] Diamo respiro a voci che il tempo ha spento nel buio, luce a sguardi sospesi, a ciglia mai chiuse del tutto, suono a parole ancora in cerca del sangue per cui erano nate, del viso che le aveva ispirate, viviamo a volte il futuro di mondi ammutoliti, di storie sognate, recise, rinchiuse nell’animo di chi le sperava, di chi le teneva in serbo per momenti mai arrivati, per anni rimasti nel cassetto, incarniamo a volte, spesso, sempre, un resto di onde partite da lontano, uno spiraglio di desideri antichi, di volontà remote che non si arrendono, che ci indicano la rotta in silenzio, come vento di taglio sulla pelle, come un ricordo lasciato sulle dita.

[4] Vorrei essere come arriva la sera in montagna, come se ne va il giorno quando è più vicino al cielo, vorrei avere il passo impercettibile della luce che si dilegua tra le cime, stretta tra il buio che incombe e la roccia che svanisce, vorrei fare il silenzio di quegli istanti ancora in bilico tra paesaggio e cecità, tra certezza e segreto, il respiro muto di quando ogni cosa somiglia alla neve, vorrei passare anch’io come il ghiaccio che di notte dai tetti diventa ruscello, ogni goccia un inizio, ogni goccia una fine, un altro passo verso il mare, un altro addio all’origine.
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Emi Curl.
14 reviews7 followers
August 31, 2023
Una raccolta di poesie che mi ha commosso.
Più voltavo le pagine, più mi riconoscevo tra le righe spezzate.

Selezione una poesia di quelle che più mi hanno colpito:

L'OVUNQUE CHE SEI

Ti scrivo da qui, dall’ovunque di te che ogni cosa diventa quando le manchi,
mi guardo intorno e vedo la gente trasformata in un popolo che ti somiglia,
c’è chi cammina come te, chi ride come te, chi guarda a lungo il cielo come
fai tu, e io vorrei essere lì, con la faccia dappertutto su di te, e invece sono
qui, con intorno i tuoi occhi a farmi da mare, ieri è perfino affiorato uno
scoglio sommerso da anni, a ricordarmi la tua smania da gabbiano di
appollaiarti come un flutto in mezzo ai flutti, oggi ha piovuto un po’, una
pioggia sminuzzata che batteva sulla tettoia un tempo di biscrome con dentro
la tua voce, e anche il tempo che ci separa ti somiglia, è una lunga
processione di istanti tutti con te sopra, ma dovresti sbrigarti a tornare invece
di leggere queste cose, perciò la faccio breve e ti saluto da qui, dall’ovunque
che sei ogni volta che mi manchi.
Profile Image for Maria Scanu.
55 reviews2 followers
February 5, 2023
Indecisa su come continuare, ho proseguito col cuore.

Non è in versi. Ma è poesia.
Li chiamiamo pensieri. Ma è l'ermetismo delle verità che sgorgano dentro, nell'istante di connessione profonda.
È un tesoro a cui possiamo accedere tutti, senza esclusione, ma solo alcuni hanno il privilegio di saperlo raccontare agli altri.
Sergio Claudio Perroni era tra i privilegiati.
La mania del nostro tempo di affibbiare l'etichetta a qualsiasi cosa la chiama "prosa poetica".

Quando un essere vivente curioso e spugnoso come me viene a contatto con tanta Bellezza, e questa raccolta lo è, capita sempre una specie di incidente interiore: le parole che sembrano gettate al vento atterrano come semini nel cuore arato dell'inverno.
E stanno lì, correndo il rischio di disperdersi o germogliare.

Sconsigliata la lettura se non avete abbastanza senso dell'umorismo e della tragedia, coraggio e tenacia da correre il rischio di un'inattesa fioritura o di finire in polvere tra le ruote del poeta.
❤️
Profile Image for Felice Lanzaro.
14 reviews
July 16, 2024
Alcuni libri capitano - ti capitano: piombano nella propria vita, così, all’improvviso: durante una giornata qualsiasi, durante una qualsiasi annoiata esplorazione del feed di Facebook. “Entro a volte nel tuo sonno” mi è capitato, e, in particolare, mi è capitato “Un dopo minore”:

“Chi perde qualcosa di enorme l’avrà sempre con sé, non esisterà più giorni che ne sia privo, […] l’istante della perdita diventa data fissa di tutta la vita”.

Cos’è? Veronesi dice che è “prosa poetica”, ed è una buona definizione: ma che importa? Quando ci si imbatte in un bel monumento, l’istinto alla bellezza, che è insito nella nostra natura, ci porta ad ammirarlo, ammutoliti, anche se non ne sappiamo nulla. La forma parla al sé più profondo; e così fa Perroni: cesella emozioni, pensieri, sensazioni sfuggenti, immortalandole e lasciandoci conoscere un po’ di più noi stessi.

Alcuni libri capitano, e, per fortuna, m’è capitato questo meraviglioso libro. Leggetelo, assolutamente.
Profile Image for Nico.
85 reviews
July 7, 2024
È difficile descrivere questa raccolta.
Scopro Perroni con “Entro a volte nel tuo sonno” e mi ritrovo completamente affascinato dal suo immaginario.
Tra le righe di quello che Veronesi definisce “prosa poetica”, l’autore gira attorno a fatti di vita quotidiana per tracciarne una mappatura chiara e sognante.
Tra amore, sofferenza, ricordo e speranza, i “blocchi di parole” che si mettono davanti agli occhi del lettore, come un muro, diventano via via più una porta che un ostacolo: un cancello fitto e poeticamente coeso, per scoprire la bellezza di amare teneramente qualcuno, tracciare il proprio percorso nel mondo e malinconicamente compiere i propri passi come un bambino che scopre la vita per la prima volta.
Profile Image for Cristina.
1 review
November 17, 2023
Meraviglioso. Ogni singola parola, ogni riga, ogni pagina è densa di significato, è preziosa. Mi fermo qui perché qualsiasi altra parola sarebbe riduttiva.
Displaying 1 - 20 of 20 reviews

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