Non si tratta propriamente di racconti, semmai sarebbe il caso di parlare di resoconti e neppure troppo attendibili. Certamente questo non è un libro di cucina.
Forse l'unica sua certezza risiede nel fatto che qui si parla di uova. Per il resto è un pò come in uno di quei pasticci di spaghetti che sanno fare così bene a Napoli: sono le uova a tenerlo insieme; e dentro poi, poi puoi trovarci di tutto. In questi sette pezzi Nucci parla di uova, ma lo fa quasi per spiazzare il lettore, con l'intento di portarlo altrove da dove quello crederebbe di andare leggendo un libro sulle uova. Quando la cucina in libreria sembra finalmente passata di moda, il piatto qui è chiaramente una scusa, un inganno, per parlarci del declino dell'occidente, di un mondo forte e moralmente saldo che potrebbe invece essere il faro per la tempesta che stiamo attraversando.
Molto sorpreso dalla media così bassa di questo libro; nel momento in cui scrivo è di 2,56, e la considero assolutamente immeritata. Metto 5 stelle per ribilanciare un po', e fare una cortesia, o più che altro un po' di giustizia, a Nucci.
Un libro che è una piccola e affascinante gemma, a partire dall'edizione stessa che trovo veramente bella. Un libro che silenziosamente quatto quatto racconta e sbrodola senza apparente fine se non per il gioco della premessa, per poi arrivare e colpire alla fine.
L'ultimo capitolo è veramente bello e profondo, veramente tanto profondo, in un modo che è possibile soltanto a quelle opere che un fondo in realtà non ce l'hanno proprio. Ti dona un momento di cui sono capaci solo quei libri che si sollevano da terra come diceva Baricco. Non me lo sarei mai aspettato e invece alla fine mi ha sorpreso tanto, sono caduto in pieno nella trappola di Nucci ed è stata una trappola molto lieta.