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I Superstiti di Ridian

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XXV secolo: la Terra è ormai un deserto di sabbia e ghiaccio e le nuove generazioni crescono su Ridian, pianeta prossimo al centro della Galassia. La guerra contro gli antichi abitanti lo ha reso un territorio ostile, in cui le colonie terrestri non sono più al sicuro. Sotto la cupola di Red City vivono Nerissa, studentessa destinata al ritorno sulla Terra, e Handel, professoressa che le impartisce lezioni clandestine di letteratura. Una missione inattesa le trascinerà nel terribile conflitto che ha devastato i due mondi. Al centro di uno scontro di civiltà, Nerissa dovrà scegliere tra le rassicuranti menzogne della sua vecchia vita e le atroci verità che le rivelerà Daar, giovane combattente determinato a porre fine all'epoca della colonizzazione umana.

200 pages, Unknown Binding

Published February 1, 2018

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About the author

Marta Duò

6 books54 followers
Marta Duò nasce a Torino nel 1995. Ha una formazione scientifica, ma ama creare mondi da quando aveva undici anni e spesso finisce per distruggerli.

Attualmente sta versando sangue e lacrime nella pubblicazione della sua saga dark/space romantasy La Figlia dell'Aria, il cui primo volume La Maschera di Ir ha visto la luce a giugno 2024.
Ad aprile 2023 pubblica la novella weird Polvere di Mummia , unendo l'amore per Torino alla sua passione per i tarocchi.

Per NeroPress Edizioni pubblica il suo secondo romanzo, I Due Mondi di Eva (febbraio 2021), un ibrido slice of life/fantasy onirico incentrato sul (cyber)bullismo.
Il suo esordio è avvenuto nel 2017 per Plesio Editore con I Superstiti di Ridian (febbraio 2017), fantascientifico post apocalittico.

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Displaying 1 - 22 of 22 reviews
Profile Image for Roberto Saguatti.
Author 10 books10 followers
August 2, 2018
www.animadidrago.it

Sono abituato a concepire la fantascienza usando come metro di misura Star Wars o Star Treck o Asimov, questi pilastri hanno accompagnato la mia vita fin da quando ero piccolo. Ridian esce piacevolmente da questi standard e percorre una strada per me nuova quella della fantascienza introspettiva. Ci troviamo su un pianeta rovinato dagli umani colonizzatori spietati di un nuovo mondo e da secoli in guerra con i nativi. Il libro narra le ultime fasi del conflitto attraverso gli occhi di una ragazzina rapita dagli autoctoni e catapultata a contatto con la cruda realtà: sono gli umani ad essere gli alieni “cattivi”. Il romanzo lascia molto da riflettere al lettore su quella che è la concezione della guerra stessa ponendo diversi temi di riflessione importanti: In un mondo che ha perso la speranza si può ritrovare empatia fra esseri completamente diversi ma affini nello spirito? Può l’odio sbocciare all’interno della stessa razza seppur unita da un comune scopo? Penso che l’angosciante (nel senso buono, siamo in una situazione di merda…) immedesimazione con Nerissa sia il pregio maggiore di questo libro.

“Ho provato vergogna per come hanno ridotto Ridian. Comprendo il motivo del vostro odio”

I personaggi sono molto ben riusciti Nerissa e Daar hanno una crescita emozionale ed emozionante: Lei fragile ma tosta non disposta a soccombere al destino, Lui dalla scorza dura ma sensibile e intelligente. Hendel rimane il personaggio più ambiguo, quello da cui ci si aspetta qualcosa di più. Ottimo l’antagonista.

“Accusate i miei simili di essere disumani,come se fossimo una distorsione di noi stessi, ma anche voi siete ridotti allo stesso modo”

Ridian è un pianeta simile alla terra ma distrutto dalla guerra continua per la supremazia delle due specie. Sulla creazione del mondo e i suoi meccanismi qualche “perché” resta oscuro ma senza che ciò incida con la trama, io avvertito la mancanza di una spiegazione chiara su quanto successo durante la guerra centenaria forse qualche flashblack in più poteva dare maggiore fascino alla storia. Si sente la mancanza di una difesa del punto di vista umano che la protagonista per la sua giovane età e per l’essere cresciuta in un ambiente protetto non è (giustamente) in grado di fornire. Devo invece fare un plauso a Marta per la tecnologia usata in maniera varia, credibile e innovativa.

“Avrebbe voluto dirle che non avrebbe sofferto mai più, ma non ne ebbe il coraggio”

La trama è unica, senza troppe sorprese ma perfettamente logica. Emozionante in ogni parte del racconto anche se precorribile (soprattutto il finale). La narrazione scorrevole e piacevole nonostante la lunghezza dei capitoli (che, mio gusto, non amo)

“tu riusciresti a scappare anche su per le montagne, dipende se è nel tuo stile o no”

L’epilogo è molto dinamico e ben reso nella sua emotività, decisamente più incalzante ma senza sorprese degne di nota.

“Se questo è il mio popolo che non distingue più la disumanità dal rispetto, allora non voglio più farne parte”

L’influenza del fato medio-bassa: apprezzo che i protagonisti si muovano in conseguenza al loro intelletto ma, a tratti, si ha la sensazione che qualche evento accada perché deve essere così.

“Riesci a vedere al buio vero? Alcune microunità sono ora nel tuo cervello”

La copertina trasmette perfettamente l’idea del romanzo.

“Siamo tutti soldati ogni nostra azione è finalizzata alla sopravvivenza”

Consigliatissimo agli amanti della fantascienza, soprattutto a chi ama le cose fuori dai canoni standard.
Profile Image for Luca Morandi.
510 reviews12 followers
June 20, 2017
Ottimo libro distopico-fantascientifico di un'autrice italiana esordiente.
I superstiti parla di come gli umani possano essere disumani sia tra loro che con altri, una visione alternativa della fantascienza dove ci sono dei ribaltamenti di ruoli.
E' difficile parlarne senza fare spoiler... difficilissimo!
Posso dire che mi è piaciuto molto questo libro, ti da tanto seppur lasciandoti con un po' di amaro in bocca.
I significati che gli si possono attribuire sono molteplici e vari e, tra i più importanti, c'è una caratteristica ecologica-ambientale molto forte.
La cosa preoccupante è che, purtroppo, la Terra sta andando nella direzione presa dal libro.
Leggetelo e diamoci una mano l'un l'altro per evitarlo.
Profile Image for manu.
34 reviews
March 15, 2017
L'umanità è in ginocchio, ridotta a vivere in colonie sporadiche su ciò che è rimasto della Terra e a crescere e istruire le nuove generazioni su Ridian, pianeta dove si sono insediati gli uomini a scapito della popolazione indigena e di molte altre forme di vita.
E' questo lo scenario che troviamo ne I superstiti di Ridian ed è in questa realtà travagliata che Nerissa, una ragazza destinata a fare ritorno sulla Terra, si troverà catapultata all'improvviso. Ignara di ciò che le mura di Red City e i propri insegnanti le hanno sempre celato, scoprirà un pianeta devastato da guerre batteriologiche e dal conflitto con gli indigeni in una dura lotta alla sopravvivenza. 
Insieme alla protagonista, il lettore si addentra nella verità nascosta dalla censura sulle condizioni in cui verte la situazione sulla Terra, degli avvenimenti che hanno portato l'umanità a ridursi drasticamente, e in contemporanea alla scoperta di Ridian, un pianeta che conserva qualcosa di selvaggio, che l'uomo non è riuscito del tutto a sopraffare, con alberi giganteschi e suggestivi prati viola.
Cosa si è disposti a sacrificare per la sopravvivenza della propria specie? 
E' questa la domanda su cui si impernia l'intero romanzo e attorno alla quale orbitano le numerose riflessioni sollevate dall'autrice.  
Sia umani che alieni sono concentrati nella propria lotta personale, troppo accecati dalla sofferenza e dall'odio per cercare di comprendere l'altro e scoprire che forse si hanno più cose in comune di quanto ci si potrebbe aspettare. 

Lei, nata e cresciuta su Ridian, era un alieno. Un estraneo, un nemico.

I comportamenti disumani, la guerra di trincea, i tentativi di prevaricare gli altri, rendono molto più difficile stabilire chi o cosa sia alieno, diverso, un concetto complesso per essere ridotto a mere categorie.
Quest'aspetto è ben visibile e realizzato nel rapporto tra Nerissa e Daar, uno degli indigeni che la guerra non ha ancora ucciso. Le loro voci si alternano, si intrecciano, perché le guerre, come qualsiasi altro avvenimento, sono fatte anche di punti di vista.
Il carattere degli stessi personaggi riflette ed è frutto della civiltà e del momento storico a cui appartengono: gravati dal peso degli orrori vissuti sulla propria pelle o indirettamente, segnati dalla disperazione, sono personaggi disillusi, realisti e forti, con luci e ombre, alcuni enigmatici fino alla fine. Ci si affeziona, ma li si guarda più con rispetto e con ammirazione, con comprensione.
Tra due di loro poi si instaura un legame particolare che mi ha molto colpito: c'è un tentativo di ridurre le distanze, di creare un contatto, di condividere e di capire. E questa è la cosa più bella che due persone possano fare, a prescindere dalla nazione o il pianeta di provenienza.
I superstiti di Ridian è un romanzo intenso e profondo, la cui trama si snoda in un ritmo serrato senza pause e procede in rotta di collisione verso un finale perfetto.
Gli eventi incalzanti sono rispecchiati da uno stile mai banale e rapido, ma capace di toccare punte di una poeticità essenziale che mira dritto al cuore e parla al terrestre e all'alieno che è dentro ognuno di noi.
Io ho già detto troppo, adesso tocca a voi: leggetelo, amatelo, fatelo vostro.


Profile Image for Melania D'Alessandro.
Author 5 books3 followers
May 30, 2017
Lo scorso mese ho compiuto un viaggio. Seduta sul divano, mi sono teletrasportata in un luogo lontano, su un pianeta diverso dal nostro, ad anni luce di distanza dalla Terra, ma con problematiche non così differenti dalle nostre attuali.
Uno dei tanti poteri dei libri, lo sanno bene i divoratori di carta e inchiostro, è quello di lasciare che la mente e l’anima viaggino nello spazio e nel tempo, come nessun macchinario è ancora stato in grado di fare, e io sono tornata diversa, arricchita dall’esperienza vissuta su Ridian attraverso gli occhi di Nerissa e di Daar.
Non avevo ancora letto un romanzo distopico, e ora capisco il motivo del successo di questo genere. La distopia risponde alle domande della nostra modernità, a quelle più cupe, alle quali, forse, non siamo sicuri di voler conoscere la risposta. Perché, in fondo, sappiamo che potrebbe non piacerci affatto quello che ci riserva il futuro, ma è la realtà, dura, cruda, amara. E solo la distopia, con le sue caricature – neanche troppo esagerate – delle conseguenze alle azioni di noi esseri evoluti, può metterci in guardia e permetterci di cambiare, di desiderare con forza e decisione un futuro migliore di quello che ci si prospetta.
Dove finisce la nostra libertà? E dove inizia quella degli altri?
Qual è il confine tra uguaglianza e diversità?
Quanto si è disposti a sacrificare per la salvezza di una razza, e quanto dolore ci si deve seminare alle spalle?
I danni ambientali che stiamo infliggendo al pianeta quali conseguenze potrebbero avere in futuro, lontano o vicino che sia?
La Terra diventerà un luogo inospitale? Sarà impossibile viverci?
La razza umana verrà trasferita su un altro pianeta, per continuare a vivere?
Esiste la vita, fuori dal nostro sistema solare?
Siamo sicuri di avere davanti ai nostri occhi la vera realtà? O, forse, quello che vediamo fuori dalla finestra di casa, negli schermi della tv o dello smartphone, o che leggiamo nei libri di storia, non è tutta la verità? Forse vediamo quello che altri vogliono farci vedere. Forse ciò che abbiamo intorno è un ologramma, costruito sulla menzogna.

“Ci sono fallimenti che non si insegnano per non compromettere un obiettivo, e così si finisce per ripeterli.”

Una giovanissima autrice italiana, Marta Duò, ha provato a offrire una risposta a tutte queste domande e, ammettiamolo, tutti ce le siamo poste nella nostra esistenza. La scrittrice, che ha pubblicato con Plesio Editore il suo esordio letterario, ci ha permesso di sbirciare nel futuro dei terrestri, riportando alla nostra attenzione molte tematiche attuali.
“I superstiti di Ridian” è un invito alla riflessione. I pensieri di Nerissa e di Daar, i protagonisti della storia, diventano i nostri, generano emozioni che non possono essere ignorate, una volta vissute.

“Se tu fossi in grado di conoscere il futuro… fermeresti tutte le persone che incontri, dicendo loro cosa dovrebbero fare per vivere più a lungo e senza dolore?”

La storia dell’umanità dovrebbe insegnarci a porre rimedio agli errori del passato, ma troppo spesso tendiamo a ripeterli. Anche su Ridian, a secoli di distanza dal nostro oggi, l’essere umano non è cambiato. Si sente superiore, colonizza, distrugge, incurante della vita, della libertà e dell’esistenza altrui.
Nerissa, umana per nascita e destinata a tornare sulla Terra, dovrà fare i conti con la dura realtà dei fatti e riflettere sul confine sottile che separa giusto e sbagliato, vittoria e sconfitta, verità e menzogna, vita e morte, sopravvivenza ed estinzione.

“A ogni pagina sentiva il cuore tremare come le sue certezze, crollando pezzo dopo pezzo”

Le certezze di Nerissa – e le nostre, insieme alle sue – si sgretolano, diventano macerie di un mondo che non esiste più e si scontrano con quelle di Daar, nato su Ridian, ma considerato alieno su un pianeta che è il suo. Daar, combattente per la libertà del suo popolo, idealista e fedele alla sua causa, diventa il carceriere di Nerissa, la vera aliena, e dentro noi lettori inizia una battaglia, una tempesta confusa per capire chi sia il vincitore e chi il vinto e chi abbia ragione e chi torto.
Daar e Nerissa sono facce di una stessa medaglia, diverse nell’aspetto, ma non negli ideali e nei sentimenti.
Le vicende che l’autrice ci presenta sono intessute con una lucidità disarmante per un romanzo d’esordio. Spiazzano il lettore, che finisce per perdersi nelle sue riflessioni, incapace di decidere per chi fare il tifo in questa battaglia che si combatte su Ridian, anni luce lontano da noi, ma paradossalmente anche qui, sulla Terra, nelle nostre città e, forse, addirittura sotto la casa in cui viviamo.
Nella storia dell’umanità sono stati – e sono ancora – molti i massacri per la vittoria di un popolo a discapito di un altro. L’uomo uccide i suoi simili da tempo immemore, sterminando tutte le “razze” diverse da quella dominante. Si pensi, per esempio, agli anni del nazismo, o, più indietro nel tempo, alla colonizzazione delle Americhe con la conseguente distruzione delle civiltà indigene, all’estinzione di specie animali preziose per il pianeta. Si pensi anche, senza andare tanto lontano, al fenomeno odierno dell’immigrazione e ai meccanismi sociali e politici che essa sta mettendo in moto negli ultimi anni.
La storia scritta da Marta Duò non fa che ricordarci i nostri errori, rendendoli finalmente evidenti, perché non c’è peggior cieco di chi non vuol vedere e peggior sordo di chi non vuol sentire.
Sicuramente si tratta di un romanzo di fantascienza sui generis, un distopico che prende le distanze dalle mode del momento, distogliendo l’attenzione da vicende d’amore adolescenziali. “I superstiti di Ridian” si colloca in un panorama letterario di più ampio respiro e ci rimanda un affresco dalle forme essenziali, senza belletti e futili contorni. L’intento è quello di farci concentrare sulle tematiche più importanti, quelle che stanno a cuore all’autrice e che dovrebbero importare anche a noi.
Un grande esordio, senza ombra di dubbio, per un’autrice nostrana che promette bene per i suoi lavori futuri.
Profile Image for Marilyn Fulgione.
12 reviews1 follower
August 1, 2017
Ho sperato fino all'ultimo che non finisse così. Mi ha sorpresa in parte, ma conoscendo l'autrice nemmeno più di tanto. Apprezzo molto lo sviluppo del carattere dei personaggi, che prende la buona parte del romanzo, lasciando la vera azione agli ultimi capitoli. Anche se fare una passeggiata su Ridian, con la sua natura così particolare, vale davvero la pena. Dovrò documentarmi sulla storia precedente di Ridian per colmare le mie lacune storiche.
Brava Marta! :)
Profile Image for Luca Pierfelice.
14 reviews
July 10, 2017
"I superstiti di Ridian" non è solo un romanzo di fantascienza, è una lunga riflessione sulla natura umana, sulla cultura, sulla società, una critica a qualcosa che è successo o sta succedendo e continua stupidamente a perpetrarsi e di cui nemmeno ci accorgiamo più, ma da un punto di vista nuovo, sotto una luce diversa, in grado di farci riflettere su aspetti che prima non notavamo.
In fondo, la fantascenza distopica è questo (e altro).
Che cos'è una razza aliena se non una sfaccettatura della stessa umanità?
Che cos'è un pianeta alieno se non una reinterpretazione del pianeta Terra con caratteristiche utili a permetterci di lanciare un messaggio?
Che cos'è una "dome" se non una semplice città costretta a mostrarci i paradossi del progresso?
Una storia emotivamente avvincente, forse minata da qualche piccolo cliché facilmente ignorabile, ricca di colpi di scena calcolati e credibili, al punto di incorrere in un rischio spoiler solo raccontandone poche pagine. Le vicende si susseguono ad un ritmo serrato ma mai abbastanza da essere confusionario, in grado di coinvolgervi pagina dopo pagina. E non sono frasi fatte, ed è un peccato non poter raccontare alcuni esempi, ma poche volte mi è capitato di seguire una storia che mi fa preoccupare per i personaggi, pretendere spiegazioni, fremere dalla curiosità di sapere dove andrà a parare ogni sviluppo della trama ed è in grado sinceramente di stupirmi più volte, e tutto questo per tutta la durata del racconto!
Ma perchè ho votato 4 stelle e non 5? Perchè, per cercare il pelo nell'uovo, quest'opera un paio di difetti li ha, ma non sono veri e propri difetti, e sono dovuti proprio al contrasto con la pregevolezza di tutto l'insieme:
- le descrizioni degli ambienti sono dettagliate ma frettolose, e di coseguenza le posizioni e i movimenti dei personaggi negli ambienti e gli spostamenti di interi gruppi attraverso scenari ricchi di dettagli sono lasciati molto all'immaginazione, anche troppo, considerando quanto l'autrice si sia sforzata di farci "vedere" come lei immaginava le valli, le colline, la flora e la fauna di questo pianeta esotico con ricche ed esaustive desrizioni dei particolari nel dettaglio;
- il perno del romanzo, che non è la storia di due giovani di entrambe le razze che fanno i conti con l'ipocrisia di certi atteggiamenti e se ne indignano, ma è proprio quello intorno a cui gira tutta la storia, ovvero i crimini del passato e le colpe degli antenati, è un tema - almeno soggettivamente - molto affascinante, e che in questo romanzo, forse solo per motivi di spazio o di tempistiche, mi è sembrato un po' trascurato, come un elemento di contorno, un semplice background da conoscere e dimenticare; questo è un vero peccato, perchè una pietanza così appetitosa che ci viene fatta assaggiare a bocconi ben razionati, se non sazia alla fine lascia una sensazione spiacevole, come un retrogusto di potenziale sprecato - ma recuperabilissimo con un sequel! Eh, Marta? Eh? Eh? EH? ^_^
In sintesi, consiglio questo romanzo?
Ma certo che sì, cazzo!
Profile Image for Dean.
375 reviews15 followers
September 21, 2019
Recensione su World of Interests

Ridian è un mondo distrutto da una guerra centenaria. A combattersi sono gli ultimi nativi di Ridian e gli umani conquistatori.

Nerissa, la nostra protagonista, è un’umana. Vive a Red City, uno degli avamposti umani, dove a nessuno dei giovani studenti viene detta la verità: che la Terra dove verranno rispediti non è che un deserto, un pianeta distrutto quanto lo è ora Ridian. La sua insegnante, Handel, le impartisce lezioni segrete di letteratura, e, quando Red City viene distrutta, porta Nerissa con sé. Da quel momento, Nerissa capisce che non è tutto come sembra e il suo destino prende una piega inaspettata e terribile.

Ho sentimenti contrastanti per questo libro. Da una parte, è interessante il fatto che si focalizzi su individui innocenti che non hanno nulla a che fare direttamente con la guerra. Dall’altro, in alcuni punti scade un po’ nel banale, almeno per me, soprattutto per quanto riguarda la relazione che si viene a creare tra Daar e Nerissa: non voglio fare spoiler di alcun tipo, quindi non dirò di che relazione si tratta, se amichevole o meno, ma davvero non mi è piaciuto.

Mi è piaciuto anche il fatto che attraverso la storia riusciamo a conoscere anche Ridian: com’era e com’è stato ridotto, e come potrebbe diventare. Ed è quasi banale, eppure no, constatare i disastri sulla Terra a quello che sta succedendo tutti i giorni intorno a noi. E no, non è voler fare politica con un libro, e credo che Marta Duò concorderebbe con me riguardo alle similitudini.

Parliamo ora dei personaggi, o, meglio, per il mio odio per Nerissa. Okay, odio è esagerato. Ma è un continuo piagnisteo! Anche se verso la fine va verso il proprio destino quasi a testa alta, all’inizio e nel mentre della storia è sempre con le lacrime pronte. L’ho trovato noioso. L’ho trovata debole. Ho pensato a come potrei reagire io in una situazione, con le conoscenze di Nerissa, e comunque non mi è andata a genio.

Parlando degli alieni… Li ho trovati molto umani, devo dire. Tutti mossi da sentimenti diversi, che fossero ambizione, rabbia, passione, pietà. Voglia di vendetta. Anche con una società molto diversa dalla nostra, sono comunque comprensibili. E forse i veri alieni non saranno affatto simili a noi, o compatibili con il nostro modo di pensare, o qualsiasi altra cosa. Ma ho sempre trovato interessante, nella fantascienza, quando gli alieni sono quasi speculari agli umani. Quando sono “umanizzati”, quando si può provare empatia. Penso che sia una delle cose migliori di questo libro.

Lo stile di Marta Duò è abbastanza leggero, il libro si legge bene e d è scorrevole.

Questo è un libro che parla di un viaggio – un viaggio verso la morte, e verso la vita che essa potrebbe creare. Personalmente l’ho trovato troppo breve, avrei voluto che alcune cose (come la cultura aliena, o il contrasto iniziale con gli umani) fossero più esplorate. Ma nel complesso l’ho trovato un buon libro, che si fa leggere e che, nella sua brevità, fa pensare.

Semplicemente, ve lo consiglio
Profile Image for Andrea Zanotti.
Author 31 books54 followers
August 8, 2021
Oggi è il turno de “I Superstiti di Ridian” di Marta Duò, edito da Plesio Editore. Si tratta di un distopico che fa dell’analisi della meschinità e scelleratezza del genere umano l’aspetto predominante. Lo fa trasportandoci sulle lande disastrate di un pianeta, Ridian, divenuto suo malgrado teatro di uno scontro secolare fra la razza umana e i nativi. Vi dico subito che non saranno gli scontri fra eserciti a trovar spazio nella narrazione dell’autrice, bensì i retroscena di una guerra giunta oramai al suo apice, anzi meglio, al suo punto più basso. Il soggetto dominante sono proprio le conseguenze che un tale conflitto di logoramento può portare ai popoli coinvolti, alle loro anime e alla natura stessa del pianeta.

Dico subito che la prosa dell’autrice è molto piacevole. Semplice e lineare, ci conduce con garbo nel lungo percorso che porterà il gruppo dei superstiti alla loro meta finale. Il testo è ben curato, l’editing minuzioso, il prodotto libro ben realizzato con pagine piacevoli al tatto quindi nulla da eccepire, tranne il mio solito appunto per il font troppo piccolo utilizzato da Plesio nelle sue pubblicazioni, ma questo è un mio problema (e di tutti quelli che non hanno una vista da aquila).

Passiamo ora agli aspetti che mi hanno convito un po’ meno. Anzitutto l’assenza di un avversario carismatico. Raday, il guerriero furioso e xenofobo, appare piuttosto fiacchetto. Sembra quasi che l’intero scontro avvenga all’interno della protagonista Nerissa, che tuttavia non possiede, a mio avviso la personalità per poter assurgere a primadonna capace di riempire la scena in solitaria. Certo, è una giovane che si risveglia in una situazione al limite della sopportazione, tanto da poter tranquillamente ambire ad emulare la passione di Cristo e il ruolo di martire, ma a differenza di questo finisce con il lasciarsi trasportare dagli eventi e prende decisioni che risultano difficili da condividere.

Ho apprezzato molto invece il fatto che il popolo invaso dagli umani non sia stato presentato come la vittima sacrificale brutalizzata dagli stolti umani, i quali giustamente risultano il solito cancro per la natura circostante, ma almeno trovano nei nativi di Ridian delle controparti non meglio sviluppate, altrettanto spregiudicati nel condurre la guerra centenaria a discapito delle risorse del pianeta. Una trovata originale e appagante e lontana dai soliti cliché. Recensione completa: https://www.scrittorindipendenti.com/...
Profile Image for Flo Borgia.
257 reviews20 followers
March 24, 2018
Devo dare merito all'autrice per l'idea originale e coraggiosa. Non è facile andare controcorrente nei libri, proporre un prodotto così fuori dagli schemi.
Nerissa viene coinvolta suo malgrado in una guerra... nella quale scopre che molte verità le sono state celate e che essere umani non vuol dire essere dalla parte giusta, ma anche che chi ha le migliori ragioni può diventare un mostro.
Ma... c'è un ma. Il tentativo di mantenere il mistero della missione di Nerissa fino a metà libro rende la prima parte, a mio avviso, difficile da seguire, con relazioni tra i personaggi finte e inspiegabili.
Io ho faticato tanto a leggerlo, l'ho abbandonato varie volte, nonostante la curiosità di capire.
Poi dalla metà si parte in una corsa contro il tempo che anche se molto ben scritta, non è riuscita a catturarmi visto che in nessun modo ero riuscita a empatizzare con i protagonisti.
Quindi se da un lato abbiamo una storia nuova, una scrittura buona con descrizioni particolari e interessanti, dettagli di ambientazione curati e originali, dall'altra ho avuto la sensazione che i personaggi siano solo di contorno.
Per cui... è difficile dire se consigliarlo o no...
Profile Image for Barbara Poscolieri.
Author 8 books31 followers
June 13, 2017
I superstiti di Ridian non è un libro facile. Voglio metterlo in chiaro subito, ancora prima di esprimere il mio giudizio in merito e di spiegare le motivazioni che mi hanno portato a formularlo. In realtà, il fatto che non sia “facile” è già parte del giudizio e, a scanso di ogni equivoco, meglio dire subito che non lo considero affatto un elemento negativo. Purtroppo spesso capita di leggere romanzi facili, soprattutto nel genere fantastico e soprattutto nella fantascienza, romanzi in cui il lettore viene imboccato fin dalle primissime righe, gli viene raccontata la storia del perché e del percome e gli viene dato il ruolo di spettatore passivo nelle vicende narrate. Certo, la fantascienza e il fantastico si prestano bene a questo tipo di narrazione: c’è un mondo intero nella fantasia dell’autore (spesso anche più di uno) e allora perché non lasciare che ce lo mostri, perché non sederci comodamente sulla poltrona e lasciare a lui il compito di raccontare la storia? Non voglio dire che questo sistema non vada bene, anche perché abbiamo tonnellate di narrativa di fantascienza tra gli anni ’60 e oggi che fa più o meno così, spesso in maniera più che degna. Ma una storia di fantascienza si può raccontare anche in un altro modo. Si può pretendere uno sforzo maggiore dal lettore, quel tipo di sforzo che, ad esempio, in un romanzo giallo o in un mistery è dato per scontato (e infatti Asimov è stato un genio a unire i due generi in alcune delle sue opere).

È su questa fiducia nel lettore che, a mio avviso, risiede la forza e la bellezza del libro di Marta Duò. E anche il suo aspetto più camaleontico: leggetelo in maniera svogliata e poco partecipe e abbandonerete presto Ridian al suo destino, prima di aver capito cosa è successo su quel pianeta e sulla Terra e cosa sta succedendo ora. Ma entrate davvero nel libro e sarete ripagati per lo sforzo: scoprirete insieme a Nerissa tutto ciò che le è sempre stato taciuto, vi domanderete insieme a lei fin dove arriva la disumanità di un essere umano e cosa voglia dire essere un invasore in casa propria. Non sarà un percorso facile, non capirete tutto subito, ed è per questo che il personaggio di Daar diventa fondamentale non solo per Nerissa ma anche per voi, ai fini della comprensione dell’intera storia e della trama: nei suoi rapporti con l’umana e con gli altri superstiti, Daar ci mostra quali sono le differenze e i tratti comuni tra noi e loro, ci fa capire che forse un noi e un loro non c’è davvero ma è comunque indispensabile tracciare una linea di confine se si vuole porre fine alla guerra. Non è detto che dobbiate condividere per forza il suo modo di vedere le cose (che forse poi, più che il suo, è quello degli altri superstiti), ma sforzatevi di capirlo. Già questo è parte dell’avventura.

Pian piano si svelano le motivazioni che hanno portato all’odio, la storia dei due mondi e dei loro abitanti, le illusioni che i terrestri hanno creato sotto le cupole di Red City.

Forse proprio per questo tentativo di far conoscere gli eventi attraverso le parole dei personaggi, i dialoghi appaiono a volte un po’ forzati in questa direzione, come se si volessero dare informazioni di cui, effettivamente, c’è bisogno. Non si cade mai propriamente nell’infodump, ma la sensazione che si sia detto qualcosina in più del necessario qualche volta si avverte, anche se non pregiudica la lettura (forse proprio perché, come detto, di quelle informazioni si sente il bisogno).

Sullo sfondo un pianeta distrutto e umiliato, costretto a diventare l’ombra di se stesso o, meglio, l’ombra della Terra. Una società meschina e bugiarda, forse onesta soltanto negli aspetti più brutali della guerra: e questo vale per la società terrestre, che inganna i suoi stessi figli, ma anche per quella del popolo di Ridian, pronto a tutto per riprendersi il pianeta.

Belli ma centellinati gli scorci su Ridian, i suoi prati blu, le sue foreste di radici, il tetto di stelle: ne avrei letto per ore, senza mai dire basta.
4 reviews2 followers
November 13, 2017
Attenzione: SPOILERS.
ISDR è un romanzo abbastanza tipico: gli umani colonizzano un pianeta alieno simile alla Terra perchè hanno ucciso il loro mondo con l'inquinamento e le guerre. Il pianeta in questione - Ridian - è già abitato da una specie intelligente, ma noi primati come sempre ci facciamo pochi scrupoli a eliminare gli omini verdi. Che però in questo caso, e bisogna darne atto all'autrice, non sono un expy degli indiani d'america come in Avatar: sono tecnologicamente nostri pari e avevano fatto la loro parte nel cominciare a distruggere Ridian, prima che la guerra con gli umani completasse l'opera. I Ridiani non sono insomma, nè migliori nè peggiori di noi umani, se non che il pianeta è la LORO casa e quindi il lettore si trova naturalmente a tenere per gli alieni.
La storia è raccontata dai punti di vista di Nerissa, ragazzina sopravvissuta alla distruzione della sua città da parte di una mutaforma Ridiana che si era finta una sua professoressa di scuola, e di Daar, il Ridiano che viene incaricato controvoglia di tenerla d'occhio mentre il suo gruppo di guerrieri intraprende una marcia verso l'ultima base umana sul pianeta, al fine di distruggerla. Il rapporto tra i due si sviluppa in maniera abbastanza prevedibile: dapprima Daar ucciderebbe o abbandonerebbe Nerissa come farebbe qualunque altro dei suoi compagni, mentre lei assume il ruolo del peso morto piagnucolante, con occasionali sprazzi di combattività - comprensibile, visto che stiamo parlando di una ragazzina civile che viene resa prigioniera da alieni che la odiano e la maltrattano appena possono. Lungo il viaggio, i due imparano a capirsi e a oltrepassare le reciproche differenze, comprendendo che umani e Ridiani non sono poi tanto diversi: in guerra, entrambi sono portati alla crudeltà e all'incomprensione. I due giungono infine ad avere un paio di momenti intimi: l'autrice però è abbastanza saggia da risparmiarci le smielature di un rapporto stile Twilight tra la bella e la bestia: sostanzialmente i due momenti di sesso descritti in ISDR non sono basati sull'amore, ma sulla disperazione, il bisogno di calore e hanno il significato di appianamento massimo delle distanze tra Daar e Nerissa.
La trama è sostanzialmente basata sul viaggio tra la distrutta Red City e l'ultima base umana; vi sono lunghe sequenze descrittive dei paesaggi, che però a tratti sono confusionarie e hanno rischiato di farmi smarrire il senso dell'orientamento, costringendomi spesso a ritornare sui miei passi per cercare di capire la conformazione del paesaggio o il posizionamento spaziale di personaggi e oggetti, a volte senza successo. I dialoghi tra i personaggi vanno da un estremo all'altro: a volte sono intriganti e ben costruiti, e altre volte sono ripetitivi e forzati. Si nota l'assenza di un antagonista degno di nota: l'alieno Raday, tipico guerriero "ax-crazy", ha ben poco spazio e non fa nulla di più che mostrare sprazzi di sadismo fine a sè stesso. Poco male comunque, considerando che l'autrice ha intenzionalmente designato la guerra stessa come villain della sua opera. Altro problema, che sarebbe potuto essere corretto in fase di editing: frasi come "il suo cuore saltò un battito", "le lacrime le rigarono le guance", "strinse i pugni fino a farsi sbiancare le nocche", "la rabbia lo colse" vengono ripetute con una frequenza disarmante; meglio sarebbe stato trovare sinonimi, di tanto in tanto.

Tempo di parlare del finale, quindi SPOILER ALERT: ho trovato abbastanza commovente il sacrificio dei due "amanti reietti" :Nerissa accetta di morire pur di dare un futuro migliore almeno a uno dei due pianeti, capendo che non avrebbe avuto comunque un futuro sulla Terra tra i suoi simili, e sacrifica la sua vita scegliendo di credere nel progetto di ricostruzione dell'ecosistema di Ridian; Daar, marchiato come traditore dai suoi simili per aver fraternizzato col nemico e ormai troppo affezionato alla ragazza, decide di accompagnare Nerissa nella sua missione suicida per far esplodere l'ultima base umana. Il loro sacrificio esprime appieno l'insensatezza della guerra e il fatto che coinvolga tutti, anche una ragazzina innocente che, dopo aver subito ingiurie di ogni tipo dai Ridiani, viene anche mandata a morire al posto loro, pur non avendo colpe se non l'appartenenza alla specie umana.
Un finale potente dal punto di vista simbolico quanto a mio parere inutile dal punto di vista pratico: sulla Terra non verranno mai a sapere che l'ultima colonia su Ridian è stata distrutta grazie a un'essere umano, e probabilmente i terrestri ritorneranno prima o poi in forze sul pianeta per finire il lavoro. Ma forse, visto il tono generale dell'opera, che assume le tinte di una lunghissima e cinica marcia verso il patibolo, l'autrice voleva intendere proprio questo: che la guerra è connaturata alla natura non solo dell'uomo, ma di ogni specie intelligente, ed è inarrestabile dall'idealismo.

Per farla breve, ISDR è una lettura gradevole che non vi porterà via troppo tempo, quindi acchiappatela al volo.
Profile Image for Vincenzo Romano.
Author 12 books25 followers
July 27, 2018
Amo la fantascienza eroica, ma questo libro mi ha ricordato che amo la fantascienza in generale.

TRAMA (possibile spoiler moderato)
Il contesto non è particolarmente originale, la tendenza dei terrestri a spostarsi ripetendo gli stessi errori che li hanno costretti a farlo è un tema ricorrente.
Il modo in cui lo declina l'autrice però ha un taglio diverso. I superstiti di Ridian non sono dei poveri selvaggi con le lance e le pietre, sono i reduci di una guerra a colpi di tecnologia.
Il loro obiettivo è scacciare gli invasori e ripristinare sul loro pianeta le condizioni esistenti prima della terraformazione.

AMBIENTAZIONE
Ridian è un mondo alieno, lo respiriamo nella colonia, lo vediamo seguendo Nerissa sul suo cammino, quando si ambienta la storia in un pianeta diverso il rischio di infodump è alto, ma l'autrice usa strumenti e situazioni credibili per darci le informazioni che ci servono e soprattutto non esagera fornendo quelle che non ci servono. Anche la descrizione dei Ridiani è centellinata e gli alieni prendono man mano forma nella mente del lettore senza venirci spiattellati in faccia come in una lezione di biologia.

STILE
Asciutto e scorrevole, privo di refusi (forse uno spazio mancante nella versione ebook, ma veramente poca cosa). L'alternanza tra i due punti di vista aiuta a gestire la complessità di una protagonista in uno stato emotivo che la rende necessariamente (e in modo credibile) poco attiva e padrona di sè.

Il registro linguistico è adatto al contesto. I dialoghi non mi hanno colpito in modo particolare, così come l'uso di alcuni termini che ho trovato fuori contesto per una ragazza del futuro emigrata su un altro pianeta. Nel complesso però la tecnologia futuribile (prevalentemente militare) è resa senza tecnicismi e questo è apprezzabile. L'autrice ha lavorato molto su alcune parole, che sorreggono nei passaggi chiave l'intera impalcatura narrativa.

PERSONAGGI
Nerissa e Daar si alternano nel mostrarci l'assurdità della guerra e i tentativi di rivalutare l'umanità attraverso l'esperienza della disumanità. Anche alcuni altri personaggi sono riconoscibili, quindi la storia è capace di dargli rotondità.

CONCLUSIONE
Questo romanzo si stacca dai canoni classici della SF e ci propone una visione particolare, un dramma personale all'interno di un dramma planetario. La lotta tra due disperazioni può diventare un punto di incontro se ci spogliamo di quello che ci rende distanti.
È una lettura che vale.
Profile Image for Franco Giacoia.
Author 5 books7 followers
July 11, 2019
"XXV secolo: la Terra è ormai un deserto di sabbia e ghiaccio e le nuove generazioni crescono su Ridian, pianeta prossimo al centro della Galassia. La guerra contro gli antichi abitanti lo ha reso un territorio ostile, in cui le colonie terrestri non sono più al sicuro. Sotto la cupola di Red City vivono Nerissa, studentessa destinata al ritorno sulla Terra, e Handel, professoressa che le impartisce lezioni clandestine di letteratura. Una missione inattesa le trascinerà nel terribile conflitto che ha devastato i due mondi. Al centro di uno scontro di civiltà, Nerissa dovrà scegliere tra le rassicuranti menzogne della sua vecchia vita e le atroci verità che le rivelerà Daar, giovane combattente determinato a porre fine all'epoca della colonizzazione umana."
Questo quanto riportato dalla IV di copertina de "I superstiti di Ridian", di Marta Duò (Plesio Editore), un romanzo di fantascienza distopico. Devo dire che a fronte di una trama non originalissima (del resto l'ho sempre detto che anche se tutto è già stato scritto cambia il modo di raccontarlo) e alcuni dialoghi qua e là un tantino forzati per introdurre alcuni eventi, l'ho trovato un libro che merita di essere letto, un romanzo d'esordio in cui l'autrice dimostra una buona capacità narrativa. Fa riflettere la capacità dell'uomo di inquinare tutto quel che lo circonda (tema che rappresenta il fulcro principale della trama), e in un'era di viaggi spaziali che rendono possibile la colonizzazione di altri pianeti la visione d'insieme non è poi certo rosea. La questione che mi sono posto è: se siamo stati capaci di portare allo sfacelo un pianeta meraviglioso come la Terra, cosa ci impedirebbe di fare altrettanto con un nuovo mondo? Vista da questa prospettiva, alla domanda: "saresti favorevole alla migrazione galattica?" la mia risposta non può che essere: "No, grazie!"
E voi, come la vedete?
Profile Image for Himechidori mia.
47 reviews3 followers
March 14, 2022
Vi confesso che scrivere la recensione per me è stata dura, è un libro composto da spoiler, e gli spoiler non so voi ma a me fanno paura. Ma nonostante questo forse ci sono riuscita

Con Ridian ci catapultiamo subito nel caos,. Azioni, esplosioni e fughe, la prima parte del libro la viviamo così, col fiato sospeso e nella speranza di qualcosa.

Nerissa e Handel e una missione da compiere, ma per Nerissa è arrivata l'ora di sapere cosa stia succedendo e queste rivelazioni saranno un duro colpo.

A queste rivelazioni ci saranno anche altri due personaggi, Daar e Evran.

Daar mi ha conquistata fin da subito, il suo carattere, la sua crescita durante la storia e le consapevolezze che apprende stando a contatto con Nerissa mi hanno colpito e affondato.

Al centro della storia oltre la missione di salvare Ridian ci sono proprio Daar e Nerissa, vedremo un Daar restio verso Nerissa che la vede come una minaccia. Gli viene dato il compito di tenerla sotto controllo, grazie a questo Daar inizia ad affezionarsi e a comprendere che la ragazza non è una minaccia, che la sua compagnia è bella e così inizia a "sciogliersi" e i due si avvicinano.

Ma questa cosa non a tutti scende, gli umani sono tutti una minaccia per ciò che gli hanno fatto, questa è la convinzione di tutti,,, o quasi tutti.

Poi c'è la missione, beh quella... un colpo al cuore.

Marta ha una scrittura che ti rapisce, scorrevole e ti fa vivere di ansia mista ad una gioia ogni tanto, ma ogni tanto sono fatti di sorrisi veri.

i personaggi sono studiati benissimo e la loro caratterizzazione è fatta perfettamente come anche l'ambiente che l'autrice ha costruito intorno a loro.

Posso aggiungere anche questo alla lista dei miei preferiti del 2021
Profile Image for Ersilia Facciolo.
310 reviews6 followers
May 7, 2021
Dalle prime pagine entriamo in uno scenario apocalittico: una città distrutta, una scuola rasa al suolo, un’evacuazione frettolosa, un’ insegnante e la sua allieva che cercano di salvare delle carte in cui è impresso il simbolo della Terra. Ma cosa ci faceva Handel, l’insegnante, con quelle carte? È quello che si chiede Nerissa, allieva prediletta di Handel e ragazza molto curiosa e piena di domande.
Ma cos’è successo davvero su Ridian? E soprattutto com’è la situazione sulla terra?
Siamo nel XXV secolo e l’uomo è sbarcato su Ridian, insediandosi. Portando la sua tecnologia e appropriandosi di quella del pianeta. L’uomo è riuscito a portare saggezza in questa colonizzazione? Ha tenuto conto di chi e cosa popolava il pianeta?
Domande che trovano risposte in questa storia, in cui alla fine non ci sono veri vincitori. Ma solo superstiti in un pianeta vuoto, arido, privo di vita animale. Un pianeta in cui si combatte una guerra feroce.
Un romanzo che a mio avviso, ha una peculiarità: non sta a spiegare ogni minima cosa, ma rende partecipe il lettore, richiedendo attenzione e riflessione sulla trama. Portando alla luce l’essere simili tra invasore e usurpatore, entrambi alle prese con la loro disumanità, pronti a tutto per le proprie convinzioni. Ad eccezione di Daar, un personaggio con un’evoluzione pazzesca, che riesce a vedere oltre i propri pregiudizi. Ponendosi domande e mettendo in dubbio le ragioni della sua missione.
Le descrizioni del pianeta sono di una bellezza che sa di desolazione, che fa male agli occhi, perché ricorda ciò che è stato distrutto.
Una storia anche per chi la fantascienza non la ama, particolarmente.
138 reviews4 followers
July 13, 2017
Un buon romanzo distopico di fantascienza, che non attutisce i colpi e non si spaventa di fronte a messaggi molto chiari, rasserenati e resi frizzanti da qualche vivace spruzzata di nichilismo. I personaggi sono interessanti, anche se personalmente avrei gradito un po' più di dialoghi con quelli di cui non si conosce il punto di vista, e non avrebbe guastato un po' più di approfondimento su ciò che motiva la protagonista.

La trama è certamente interessante, le scene d'azione ben scritte, con un buon ritmo. Comprendo la scelta di una protagonista poco attiva per lunghe fasi del libro, ma neppure il cambio di punto di vista, consegnato a un coprotagonista molto differente, riesce a salvare completamente il dinamismo della zona centrale, in cui la nostra main character sceglie di interpretare il ruolo del budino. Probabilmente non è un difetto, bensì una feature, come direbbero nella Silicon Valley, del messaggio bieco e spietato dell'autrice.

Non inviterei a cena nessuno dei personaggi dei Superstiti di Ridian, ma proprio per questa ragione la storia ha sviluppato più potenza e rotondità. I libri non esistono unicamente per farti sentire a tuo agio, ma per far sentire a suo agio l'autore che così non se li deve portare come un peso sul cuore.

Quanto ai difetti pratici, onestamente Marta Duò ogni tanto è sibillina, e i suoi dialoghi qualche volta risultano legnosi. Ma sa scrivere, quindi si può perdonare tutto.

Profile Image for Letizia Finato.
Author 14 books3 followers
May 17, 2019
Era da tempo che non leggevo un distopico e devo dire che è stata una buona lettura. L'idea mi è piaciuta, vedere attraverso gli occhi umani, ma con una presenza aliena pressante e a volte quasi prevaricante. L'innocenza contro l'inganno, l'inconsapevolezza contro la cruda realtà. Mi ha lasciato un po' di amaro in bocca, ma non avrei visto altro finale migliore. Unico neo probabilmente dettato da una mia caratteristica personale, è la difficoltà iniziale a visualizzare l'ambiente e i personaggi, forse avrei preferito qualche descrizione in più, giusto per ambientarmi.
Profile Image for Francesco Forestiere.
3 reviews
August 20, 2019
Il genere non è Il mio preferito.
La Duò con la sua penna affilata però mi ha catturato, trascinandomi su Ridian, ho visto quel pianeta e camminato con loro soffrendo a ogni passo.
Il finale è ... un battito mancato al cuore.
Consigliatissimo anche a chi non ama il genere.
Profile Image for Andrea Venturo.
Author 12 books9 followers
March 12, 2021
Bei personaggi: o li si ama, o li si odia: non lasciano indifferenti.
La trama invece mi ha lasciato qualche buchetto dietro, ma niente di imperdonabile.
Nel complesso un bel romanzo.
Profile Image for Cronache di Betelgeuse.
1,030 reviews
February 12, 2019
Recensione pubblicata su Cronache di Betelgeuse

Un pianeta lontano e remoto è l’ambiente ideale in cui trovare due protagonisti così diversi tra loro e cercare di dare un senso alla loro vita. Entrambi dovranno rivalutare le loro idee, quando vedranno stravolti i loro principi morali.

Non aspettatevi però una storia in cui l’amore trionfa sulle diversità. I toni sono molto cupi fin dalle prime pagine e l’ambiente ostile che circonda i personaggi rende tutto molto difficile.

Nerissa, la studentessa umana che conosciamo nelle prime pagine, è molto ingenua e senza un carattere forte, necessario per poter emergere nella nuova società. Pensa di essere una piccola ribelle, perché ogni tanto non segue gli schemi imposti dall’alto ma tenta di pensare con la sua testa. Peccato che non sappia nulla della società che la circonda, non avendo mai messo in dubbio quanto le viene insegnato a scuola. La sua fiducia incrollabile nelle persone che ritiene sue confidenti non le permette di capire che forse il sentimento non è ricambiato.

Di tutt’altra pasta è Handel, professoressa che si atteggia a grande amica degli studenti. Questo personaggio mi è piaciuto ancora meno di Nerissa. Nonostante si atteggi da prima donna e metta i piedi in testa a tutti, nessuno la contraddice o le rinfaccia il suo comportamento. Le sue azioni sono ambigue, cosa che ci porta a dubitare delle sue reali intenzioni fin da subito. Ma senza la sua comparsa, la storia non avrebbe avuto lo sviluppo necessario per permettere a Nerissa di far la conoscenza di Daar.

Il ragazzo assomiglia al pianeta che lo circonda. Ostile e pronto a combattere con le unghie e con i denti ogni singola intromissione nella sua vita. E’ orgoglioso delle sue azioni ed è pronto a sacrificare la vita per la causa, ma forse non ha compreso a fondo per chi sta combattendo e a cosa sta rinunciando.

Mi sarebbe piaciuto leggere qualche scorcio aggiuntivo del territorio di Ridian. Il pianeta sembra morto e devastato, ma forse un occhio attento e nativo potrebbe scoprire un indizio per ritrovare la vita.
Profile Image for Maria Mantovani.
Author 17 books24 followers
April 11, 2019
Dal blog The Mantovanis

"I superstiti di Ridian" è un libro avvincente e decisamente originale, di fantascienza classica, ambientato in un mondo nuovo, Ridian, martoriato da una guerra che coinvolge umani e alieni.
Il ritmo rapido ed incalzante, i protagonisti sono sorprendenti (ho apprezzato che non ci fosse il solito personaggio principale che sa fare tutto ed è una specie di genio, amata da tutti e simile a MacGyver) nella loro naturalezza e in una certa “mediocrità”, inteso come lato positivo.
Molto bella la caratterizzazione dei personaggi, resi gretti e talvolta orrendi, inseriti perfettamente in un mondo distrutto e traviato dalla guerra: non ci sono eroi classici e gran parte delle azioni sono dettate dal bisogno primordiale di porre fine ad uno straziante conflitto, anche a costo della vita, elemento che traspare anche in un’insolita scena “hot”.
Lo stile è apprezzabile e senza tanti fronzoli, cosa difficile da trovare in un romanzo italiano e, secondo me, appropriato per i libri di azione o fantascienza.
Assolutamente consigliato a chi ama il genere.
Profile Image for Luca Cresta.
1,044 reviews31 followers
January 28, 2018
Purtroppo non sono riuscito a terminare questo testo. ho provato in 3 riprese ma non riesco a proseguire. L'unico punto che trovo a favore è la scrittura: semplice, scorrevole e corretta. Tutto il resto è per me asoslutamente trito e ritrito, mancante di orginalità nelle idee e nello svolgimento della trama. Si va molto oltre la sospensione dell'increduiltà in questo romanzo: certi passagi sono dell tutto illlogici, visti i personaggi in gioco. Forse le mi eampie letture di SF mi hanno portato ad avere degli standard abbastanza elevati, ma questo testo non è assolutamente all'altezza. diverso sarebbe se fosse catalogato in una collana per ragazzi.
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