Oggi vi parlo di un libro che mi ha fatto sorridere tanto, che mi ha riempito di tenerezza e che ha conquistato un pezzo di me.
Che io e il romance ci conosciamo relativamente da poco, ormai lo sapete bene, e quando leggo un libro di questo genere ho sempre quel briciolo di timore che mi si ripresenti tra le mani un testo per nulla originale, una storia scontata e dei protagonisti dello stesso spessore di un foglio di carta velina, ecco.
Però Lo straniero di Parigi mi attirava troppo, l’immagine di copertina aveva un non so che di estremamente attraente, e quando l’ho avuto fra le mani l’ho iniziato praticamente subito.
La trama è semplice, ma non scontata, l’autrice è stata bravissima a non cadere mai nel banale, a far procedere tutto nel modo giusto, dal primo incontro dei protagonisti, Aleksej e Layla, fino all’ultima pagina del libro.
All’inizio, devo essere sincera, credevo che certe cose, tipo l’innamoramento dei due, stessero avvenendo troppo velocemente, però poi mi sono dovuta ricredere. Alice ha avuto la capacità di dilatare il tempo del racconto in modo tale da far apparire tutto perfettamente perfetto - passatemi la ripetizione -, dietro ogni comportamento che io trovavo strano, c’era sempre una spiegazione calzante, un motivo coerente. Credo che questa sia una delle cose che ho apprezzato maggiormente, il fatto che niente sia stato piazzato all’interno del racconto tanto per, ogni singola cosa aveva una sua motivazione, che talvolta finiva anche per essere diametralmente opposta a quella che avevo ipotizzato io.
E devo essere sincera, il testo non è privo di imperfezioni, ci sono alcuni errori di battitura che di tanto in tanto mi hanno fatto un po’ storcere il naso, ma più andavo avanti con la lettura, meno ci facevo caso.
Il libro mi ha letteralmente risucchiata, tenuta attaccata alle sue pagine e convinta a fare una di quelle cose che ritenevo un sacrilegio: sottolineare.
Il fatto è che mi è piaciuto talmente tanto che volevo lasciare un segno, volevo sapere esattamente dove avevo sorriso, dove mi ero emozionata e quali parole mi avevano incantata.
“Sai che ti dico? Inizia a piacermi davvero questa Parigi”
“Questa? Perché ce ne sono altre?”
“Intendo quella che sto vivendo con te.”