Nicolai Lilin torna a Fiume Basso, il quartiere di Bender in cui è nato e cresciuto. E ci racconta la sua storia con gli occhi di un ragazzino che per la fretta di diventare grande è disposto a buttarsi negli scontri più violenti. Ma anche a trascorrere le giornate al fiume insieme ai suoi amici, giocando a farsi trasportare dalla corrente. Kolima impara a schivare i colpi nelle risse, impara i codici della guerra fra bande, ma soprattutto impara a conoscere il mondo attraverso i tatuaggi.
Nella periferia degradata dell'ex Urss tutto sta cambiando. Alcuni criminali accettano il traffico di droga, altri restano all'angolo. C'è chi viene a patti con la polizia e chi si rifiuta e si rifiuterà sempre di farlo. È in atto una guerra interna fra vecchie e giovani leve, che ha frammentato la criminalità organizzata. E in questa spaccatura si fanno strada con ferocia le nuove bande. I Ladruncoli, la sezione giovanile della casta Seme nero, i Fratellini, appassionati di sport da combattimento, i Punk, anarcoidi e spesso ubriachi o drogati, i Metallari, i più temprati già ai tempi dell'Urss, le Teste d'Acciaio, di chiara impronta nazifascista. Ciascuna banda ha un modo differente di tatuarsi. Il tatuaggio è un collante sociale, segna l'appartenenza, ma è anche uno strumento di comunicazione, in certi casi addirittura un linguaggio. A patto di non infrangere il tabù: mai chiedere a un criminale cosa significa il disegno che ha addosso. I tatuaggi riprodotti in questo libro sono una chiave per entrare in un mondo. Perché ogni fuorilegge sulla pelle porta una firma, che è l'espressione dei suoi sogni e della sua storia, e insieme un'ammissione di paura. L'unica confessione che farà mai dei suoi peccati. Forse persino l'ultimo disperato tentativo di strappare la propria anima dalle zanne del demonio.
Nicolai Lilin is a Russian writer of Siberian origin. He was born and grew up in Transnistria, which declared its independence in 1990 but has never been recognized as a state. In 2004 he moved to Italy. In 2009 he published in Italy for Einaudi "Siberian education", his first novel, written directly in Italian. The book has been translated into 19 languages and distributed in 24 countries, and has reached the interest of cinema. It will become a movie directed by Gabriele Salvatores, starring John Malkovic as Grandfather Kuzja. In April 2010 he released his second novel, "Free Fall" (or "Sniper"), and for October 2011 we are waiting for the release of the new novel "The breath of the dark". He currently writes for magazine L'Espresso and he founded Kolima Contemporary Culture, an exhibition space which also hosts cultural events in Milan. Among its activities he is also a tattoo artist, he studied for many years the traditional Siberian criminal tattoos and learned his techniques and complex codes.
Иногда смотреть в лицо собственным эмоциям — все равно, что наблюдать за безмолвным кораблекрушением. Вы наблюдаете, как разрушение разворачивается на ваших глазах, не имея возможности спасти ни одну лодку, и, в конце концов, вас это устраивает. Дело в том, что со своими костями трудно смириться, сердце — это орган, анатомию которого мне пока сложно понять. 🫀🕷
Nicolai Lilin - Il marchio ribelle Bender, Fiume Basso località siberina inventata o forse no, è il luogo dove sono ambientate le vicende delle bande criminali di adulti e ragazzini che si credono onesti. Attraverso i tatuaggi e i disegni sul corpo di vari personaggi, Lilin racconta storie di sopravvivenza, di terrore e di umanità che spiazzano per la dignità che mantengono. Sembra che la legge sia contro gli uomini in queste terre dure da vivere e politicamente corrotte fino al midollo. Kolima il protagonista di questo libro, racconta come ha imparato a combattere, come è stato battezzato, i riti ai quali si è sottoposto per diventare un membro della banda. Ci sono molte parole da conoscere, modi di dire che hanno un significato profondo, simboli da conoscere e rispettare che in strada ti permettono di sopravvivere. Il cambiamento dell'economia con l'avvento delle droghe, le nuove bande di metallari e punk, la polizia corrotta saranno solo alcuni degli elementi di scambio per mantenere una guerra interna che fa comodo a tutti. Se avete letto educazione siberiana, caduta libera o il respiro del buio, è come se aveste gia letto anche questo libro, tutto già detto e scritto, storia trita e ritrita. Lilin ha finito gli argomenti, è di una monotonia assoluta. Credo sia l'ultimo che leggo se non cambia il tiro.
Si torna a Fiume Basso e, in un istante, si fa un salto indietro tornando nelle strade dove tutti abbiamo incontrato per la prima volta Kolima. Il marchio ribelle non si può considerare il “sequel” di Educazione Siberiana (2009), ma come Storie sulla pelle (2012) è da considerare uno spin- off: una raccolta di capitoli e andettoti che non sono stati inseriti nel primo romanzo dell’autore. Cronaca o fantasia? Ha importanza? Le pagine di Linin non si leggono: si vivono e si soffrono esattamente come i tatuaggi che i suoi personaggi portano con orgoglio sulla pelle. Leggendo le avventure di Kolima si piange, si ride, si medita e si impreca; la scrittura di Linin, umoristica, spietata e sempre rispettosa, avvolge il lettore e lo trascina per le strade di Odessa, lungo il fiume o tra i quartieri e i parchi pubblici che sono il territorio di questi bambini criminali. La struttura del romanzo si discosta da quella tradizionale e, ad una linea temporale definita, Linin preferisce la suddivisione per annedoti, che risulta vincente e fa sì che il lettore non debba saltare da un capitolo all’altro per dover ritrovare pezzi o particolari della storia che gli erano sfuggiti. Altra chicca del libro sono i disegni ispirati ai tatuaggi dei personaggi (alcuni opera dell’autore stesso): corvi, madonne, gatti e teschi che fregiano, è proprio il caso di dirlo, le pagine del volume e costituiscono una sorta di piccolo inventario dei tatuaggi criminali.
Non trovo particolare empatia nella scrittura, nonostante i temi raccontati, né attrattiva nella trama. A mio parere è un libro che si lascia leggere, e nulla più.