Selahattin Demirtaş, leader del partito curdo HDP è imprigionato dal 2016 in un carcere di massima sicurezza
(EDIT: nonostante Il Tribunale di Strasburgo per i Diritti Umani abbia giudicato inconsistenti le prove a suo carico, Demirtaş non è stato liberato).
102 capi d’accusa che in sostanza lo indicano come complice del famigerato PKK.
Avvocato che si è dedicato con grande passione ai diritti civili e la cui attività politica ha portato per la prima volta dei rappresentanti del popolo curdo in parlamento.
La dittatura (cos’altro è?) di Erdogan sta schiacciando sotto la macina repressiva ogni spiraglio di opposizione, manifesta o paventata, che sia.
Questa raccolta di dodici racconti è stata, dunque, scritta dietro le sbarre ed è veramente la dimostrazione di come le parole possano scavalcare anche le barriere più impenetrabili.
Ogni racconto ci apre uno spiraglio su una nazione incredibile perché in essa convive con uguale forza il moderno e l’antico.
Così sopravvivono mentalità e comportamenti arcaici che puniscono ad esempio una donna che viene stuprata; allo stesso tempo Istanbul o Ankara sono centri vivaci dove le donne sono emancipate come in qualsiasi paese occidentale.
Il biglietto da visita di questa raccolta è il primo racconto intitolato “IL MASCHIO IN NOI” *: proprio dietro alle sbarre di una prigione, la voce narrante osserva ed impara a comunicare con una coppia di rondini intenta a costruire il proprio nido.
Un episodio di minaccia e pericolo metterà a confronto le reazioni ed i comportamento della femmina e quelli del maschio: uccidere la propria virilità è simbolo del rinnovamento sociale che ogni uomo dovrebbe fare.
Un abbandono di mentalità e pratiche che acclamano il maschio come detentore di coraggio e forza mentre la realtà del quotidiano ci parla di donne che sanno mettersi in gioco con energia e audacia spesso maggiori.
Sono dodici racconti molto diversi per ambientazione e tematiche.
Per me tutti da cinque stelle-
Ogni racconto è preceduto da un’illustrazione della sorella Bahar Demirtaş.
IL MASCHIO IN NOI - *
SEHER – Seher in turco significa “Alba” e come in italiano è usato come nome proprio. Seher abita in un piccolo e povero villaggio dove sopravvive una società arcaica che rende tutto più difficile, anche innamorarsi…
NAZO, DONNA DELLE PULIZIE – Anche la città può trascinare una donna in situazioni assurde come quella di essere picchiata ai margini di una manifestazione a cui non si stava partecipando…
NON È COME CREDETE – Un racconto particolare con protagonista Mustafa che parte comicamente e si evolve sul tragico proprio perché niente è come credete…
SALUTA OCCHI NERI – Il tema centrale è quello del lavoro nero e minorile ma non solo…
LETTERA ALLA COMMISSIONE PER LA LETTURA DELLE LETTERE DAL CARCERE – Ironia e sarcasmo si possono già intuire dal titolo…
LA SIRENA – Le migrazioni e i viaggi per mare…
LA PASTA DI ALEPPO -
” C’è qualcosa di strano, in fin dei conti? Non mi pare. È il Medio Oriente di sempre, bombe che esplodono con e senza terroristi, lasciandosi dietro decine di corpi a pezzi, un povero mercato nel caos.
Numero di vittime: 68, in lettere: sessantotto.
Nell’esplosione di tre giorni fa erano state 43. Visto che la morte è una cosa davvero solita e normale, siamo forse stati noi a renderla eccezionale? In fondo la gente muore, e ne muoiono in tanti. La bomba esplosa ad Aleppo a mezzogiorno non fa lo stesso effetto sulla gente in Australia che a Sydney si ritrova al ristorante per cena, mentre la gente che a Toronto si affretta ad andare al lavoro non ha ancora appreso la notizia. Tra poco si saprà, ma la maggior parte di loro non considererà la notizia di questa “solita” esplosione come degna di una lettura.”
AH, ASUMAN! – Credo sia autobiografico. Un giovane studente di giurisprudenza fa una particolare chiacchierata con l’autista dell’autobus…
RESE DEI CONTI CON MIA MADRE – Un ricordo d’infanzia e proprio in carcere dove riflettere sul passato assume un nuovo spessore si capiscono alcuni comportamenti della madre…
SOLO COME LA STORIA – Due giovani nel pieno dell’ascesa sociale ed un libro che potrebbe cambiare molte cose…
LA FINE SARÀ SPLENDIDA- Un titolo emblematico perché questa raccolta si concluda con ottimismo immaginandosi una comunità dove si realizzi un mondo nuovo senza ingiustizie…
“Con il passare del tempo era arrivato l’orgoglio di camminare sulle proprie gambe. Per combattere la pesante eredità del passato, fatta di ingiustizie, tangenti, ruberie, droga e prostituzione, si era dato il via a una vera e propria mobilitazione collettiva che aveva riscosso importanti successi. Tutti si erano uniti perché le nuove generazioni sviluppassero valori etici e politici, i consigli avevano preso decisioni innovative e le avevano messe in atto. Con la pazienza di chi sa che le vecchie abitudini sono dure a morire, un punto dopo l’altro erano state cucite esistenze nuove (…) “
-dal racconto: LA FINE SARÀ SPLENDIDA -