Abbracciando un periodo di circa quarant'anni e i suoi profondi cambiamenti socio-politici, Porpora traccia la propria genealogia trans aggiungendo tasselli essenziali alla ricostruzione storica di una cultura spesso relegata al margine. E lo fa da protagonista del percorso collettivo, ancora privo di una lettura condivisa, di chi si è posto consapevolmente nello spazio di confine tra i generi. Con una scrittura "visiva" in grado di rendere in immagini ciò che ha visto e vissuto, Porpora ci accompagna in un mondo popolato di leggendarie trans che hanno dato vita, forma, scena e sceneggiatura a un'esperienza per molti versi più vicina alla dimensione spettacolare o performativa che a quella della vita reale, da cui erano del resto assolutamente escluse. Vivere quella vita presupponeva avere muscoli, calli, scorza dura. L'assenza di riconoscimento e di diritti non poteva che favorire l'illegalità, e la prostituzione - fenomeno per molti aspetti con caratteristiche differenti da quelle odierne - diveniva l'asse portante dell'esistenza. Ma proprio questo percorso ha prodotto la capacità di parlare di sé in un tempo in cui esisteva solo lo sprezzante appellativo di "travestito" e nel vocabolario non c'erano ancora parole come transgender o gender variant. Gli aneddoti, i miti, le storie "scandalose" che Porpora racconta con il suo stile ironico e "favoloso", si intrecciano con le riflessioni sulla presa di coscienza collettiva, sulla nascita del Mit (Movimento identità trans) e sulla conquista del riconoscimento giuridico con la legge 164 del 1982. Porpora recupera l'epica trans delle origini per rivendicare il percorso straordinario di persone perseguitate, violentate, ferite nella loro dignità umana, che hanno avuto la forza di incrinare la narrazione dominante che fa della transessualità una dimensione patologica, raccontando un'esperienza di vita unica. Che rifugge anche i tentativi di normalizzazione dell'epoca postmoderna.
Porpora Marcasciano, presidente Mit (Movimento identitàtransessuale), ha pubblicato: Tra le rose e le viole – La storia e le storie di transessuali e travestiti (Manifestolibri, 2002); Favolose narranti. Storie di transessuali (Manifestolibri, 2008). Ha partecipato con contributi a svariate altre pubblicazioni, tra cui: Porneia. Voci e sguardi sulle prostituzioni (Il Poligrafo, 2003); Altri femminismi. Corpi culture lavoro (Manifestolibri, 2006); Oltre le monocolture del genere (Mimesis, 2006); Gay. La guida italiana in 150 voci (Mondadori, 2006); Transessualità e scienze sociali (Liguori, 2008). L’amore ai tempi dello tsunami (Ombre corte 2014); Esquimesi in Amazzonia (Mimesis, 2014); Infiniti amori (Ediesse, 2014). Ha curato insieme ad altri Elementi di critica trans.
Questo non è il primo libro di Porpora che leggo, credo sia il terzo. Mi ha appassionato come sempre mi appassionano i libri di storia e storie raccontati da chi quella storia l’ha fatta. Quelli di minorità, sottoculture, umanità devianti che non possono essere raccontati da chi non le ha vissute e attraversate. Uso “deviante” con cognizione di causa, di suo non avrebbe un’accezione negativa, così come “normale” non dovrebbe averne una positiva. Mi appassiona soprattutto conoscere cosa c’è stato prima dei miei contatti con il variegato universo LGBT, che io ho iniziato a frequentare quando era già strutturato, organizzato, associato. In parte svuotato della carica destabilizzante delle pioniere. La T, comunque, rimane in fondo a quell’acronimo ancora adesso, minorità di minorità, reietta tra i reietti. È una lettura che consiglio vivamente a chi non ci si è mai avvicinato, se non come spettatore di rappresentazioni folcloristiche mainstream. E alle femministe che si sono incattivite e non hanno capito che il patriarcato si smasha anche così.
"È del tutto evidente che nel registro discorsivo le persone trans vengono per ultime. […] Ripetutamente, forse involontariamente, la parola ci viene sottratta. Il problema non è solo la sottrazione, quanto piuttosto la mancanza assoluta di domande dall'una e dall'altra parte. Nell'ordine del discorso le persone trans sono le ultime, quelle più povere, per cui parlano meno o parlano male, perché scardinano il registro di genere."
Porpora è Presidente del MIT, il Movimento Identità Trans. Ma non è solo questo, è anche una voce e una memoria storica preziosa che trova spazio in questo libro, dove si raccontano le storie di persone transgender, di una cultura che è stata (ed è spesso tuttora) costretta a vivere ai margini, persone discriminate tra i discriminati. Quello che emerge è un affresco vivido e molto spesso divertente, composto da tanti personaggi "storici" che hanno contribuito alla nascita del MIT e hanno dato vita a molte battaglie che ancora oggi ci troviamo a combattere. Penso sia un testo molto utile per tante persone, dal momento che perfino all'interno della comunità LGBTQ+ si tende a concedere meno spazio e meno attenzione alle istanze delle persone trans. È utile anche perché consente di capire quali sono le problematiche e le difficoltà di vita quotidiane con cui si trovano a convivere, ostacoli legislativi e culturali che nella maggior parte impediscono loro di realizzarsi pienamente come cittadine e cittadini. È senza dubbio un racconto autobiografico, ma attraverso la vita di Porpora e dei personaggi che ci racconta si affrontano anche tematiche e problemi estremamente attuali.