A Trieste la posizione geografica non è solo collocazione spaziale, ma è la coscienza stessa della città. È così da sempre: non sono i confini tanto agognati, ma il mare, il golfo, gli altipiani del Carso a far infiammare le tante anime di Trieste. Anime che vibrano insieme alle spire della bora, che parlano lingue e dialetti differenti e che ricordano una storia fatta di sacrifici ed eccellenze.A Trieste bisognerebbe arrivarci dal mare per godere al meglio della sua bellezza nobile e decadente e poi aggirarsi per le sue strade che la fanno somigliare a Lisbona o a San Francisco per quanto sono ripide a volte, tra caffè che hanno visto storia e letteratura e un’architettura elegante e senza tempo. A Trieste è anche bene perdersi, per poi farsi guidare dalla linea del Carso che si estende fino al golfo. E poi fermarsi, per ascoltare i sussulti della sua storia, per comprendere il baratro delle foibe e dell’intolleranza. Aristocratica, nobile, austriaca o balcanica; delle tante anime di cui si fregia Trieste ce n’è una, però, che sovrasta le altre, ed è l’anima letteraria. A Trieste è il racconto di una passeggiata per la città che diventa, appunto, l’occasione di incontro con il multiforme sostrato letterario che la pervade; da Italo Svevo a James Joyce,da Umberto Saba a Carlo Michelstaedter fino a Claudio Magris, ultimo tassello di una narrazione cosmopolita ma fortemente identitaria. Matteo Chiavarone ci guida in questa passeggiata per Trieste identificandola come meta di un viaggio perlopiù esistenziale e raccontandola con gli occhi di chi triestino non è; una geografia di immagini che si sovrappone ai numerosi riferimenti letterari, obbligando il lettore a superare ogni confine,sia esso fisico o immaginifico.
115 preziosissime e godibilissime pagine: Matteo Chiavarone racconta Trieste attraverso i suoi autori, le sue atmosfere, la sua magia che a volte sembra sospesa nel tempo e nello spazio. Spessissimo sono le parole di Claudio Magris ad accompagnare il lettore in queste passeggiate letterarie: non credo sia necessaria dire altro, se non che A Trieste, passeggiate letterarie regala davvero una serie di spunti, suggerimenti, suggestioni preziosi.
Il problema sono stato io: io, proprio io, che – stupidamente, diciamolo – l’ho pescato sullo scaffale dei non-ancora-letti e ho avuto la brillantissima idea di portarmelo in terrazza in una pausa pranzo. E dire che al momento mi era sembrata una buona idea: lettura agile, qualche ricordo, il necessario momento di stacco fra una mattina impegnativa e un pomeriggio complesso.
E invece, in questa nostra situazione di forzata immobilità, sono incappato quasi subito (pagina 26) in questo:
Il caffè è il luogo in cui si può stare contemporaneamente soli e fra la gente. Claudio Magris, Microcosmi
E’ stata la mia prima, pesantissima botta da quarantena: mi sono chiesto quando riuscirò a tornare al Tommaseo. Sempre amato il Tommaseo, più del Tergesteo e più del Caffè degli Specchi. Quando ero solo, entravo e mi sedevo a un tavolino – sempre lo stesso, se possibile – ed era il momento in cui mi rendevo davvero conto di essere rientrato in città. Quando sono stato per la prima volta a Trieste con MoglieRiccia, abbiamo bevuto lì il caffè (e lei milanesamente stava puntando al bancone, come è normale che sia). Ci penso spesso, al Tommaseo, ma ci ho sempre pensato distante per motivi di lavoro, per scelta familiare, per una decisione mia insomma. Oggi no, e in un secondo di sangue freddissimo nelle vene me ne sono reso conto all’improvviso.
Bisogna chiudere gli occhi quando si arriva a Trieste. E magari perdersi subito, per poi ritrovarsi. Magari davanti a uno dei caffè storici o dinnanzi al molo, per cogliere l'unicità, l'eleganza e il respiro di questa città.
Un omaggio a Trieste da parte di un uomo che non è triestino ma che porta questa città nel cuore. Non male, ma non è questo il libro che consiglierei a chi volesse conoscere Trieste. Comunque gradevole.
L'autore ci accompagna in giro per la città, parlandoci della sua storia, dei suoi scrittori, dei suoi luoghi del cuore. Ho frequentato Trieste per alcuni anni e ricordo alcuni dei luoghi che l'autore menziona. Per esempio, non sapevo che il meraviglioso castello di Miramare fosse ormai abbandonato al degrado (l'ultima volta che sono stata in questa bellissima città era il 2007).
Gradevole ed agile guida di Trieste, città dalle molte anime. Ho conosciuto questo testo in versione audiolibro, appena ritornato dal mio terzo soggiorno in questa meravigliosa città. Anch’io, come l’autore, ho sempre avvertito per Trieste un qualche misterioso legame affettivo che non mi so spiegare. In qualche maniera, approfondirne la storia e le vite che l’hanno attraversata, aiuta anche a capire noi stessi, perché no?
Un libro carinissimo su Trieste, ci sono fatti storici, letterari e a fine libro ci sono alcune curiosità e consigli su cosa visitare. Trieste é una delle mie città preferite al mondo e non potevo non leggere questo libro 💛
Non potevo lasciare in libreria un libricino che parla della "mia" (per adozione) Trieste e che la racconta usando la letteratura. Questo libro è un piccolo gioiellino, una lettura piacevolissima, piena di racconti, poesie, storia e aneddoti curiosi sulla città e su chi l'ha abitata. Un racconto perfetto soprattutto per chi non conosce Trieste e per chi la ama: si parla della città e dei suoi dintorni, si respira l'atmosfera unica di una città unica, descrivendo in qualche modo l'atmosfera di un luogo magico, per chi lo sa apprezzare. Unica pecca: troppi refusi, davvero troppi. Distrazioni ed errori che disturbano un po' la lettura, altrimenti scorrevolissima.
Trovandomi a Trieste per qualche giorno mi sono fatta tirare dall'acquisto di questo libricino.
Una lettura rapida e molto scorrevole con interessanti spunti sia legati ai luoghi da visitare in città e nei dintorni che riferiti ad autori in qualche modo connessi alla città che sicuramente andrò a recuperare. In particolare il riferimento principale di Chiavarone è Claudio Magris, autore triestino che poco conosco e del quale certamente approfondirò la conoscenza. Altre referenze fondamentali sono, i più classici, Joyce e Svevo, il cui legame con Trieste è conosciuto a chi, come me, ha studiato la letteratura e le vite degli autori.
Ho apprezzato il formato per brevi capitoli, che lo rendono un perfetto compagno di viaggio, e il saper suggerire la visita senza spiegare troppo, lasciando al viaggiatore tutto il fascino dello scoprire un posto nuovo, pur con qualche dritta che indirizzi il cammino.
Sicuramente approfondirò la collana di Giulio Persone editore per vedere se ci sono altri titoli legati a città che ho in programma di visitare.
Il libro è scritto benissimo ed è stato meraviglioso riscoprire e passeggiare per la città seguendo interessanti percorsi letterari che fanno riferimento a luoghi specifici. Ho trovato però assurda la quantità di errori di battitura, mancate maiuscole ed errori nei nomi dei posti, sembrava di leggere una bozza non corretta e il tutto ha reso più fastidiosa l'esperienza di lettura.