Questo libro è una macchina temporale che riporta alla società del 1984 (e, a partire da questa che è la data di pubblicazione, anche nel periodo 1953-1968, trattato nella seconda parte, diaristica, del libro), con i suoi vezzi, le sue cronache, le sue parole, le sue manie e i suoi pregiudizi (per esempio sugli omosessuali). Cederna, che pure ha avuto una vita letteraria e giornalistica burrascosa quanto ai suoi testi inerenti la politica (si vedano i "casi" Calabresi, Leone, Tortora), qui ha il tono di chi osserva con sguardo critico la buona società, costruendo pagine leggere e ironiche per descriverla. Il suo sguardo funziona soprattutto sull'aneddoto ironico e sul rapido tratteggiare le personalità di chi parla, tra nomi più o meno famosi (o allora noti e oggi spesso dimenticati).