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La scomparsa dei fatti: Si prega di abolire le notizie per non disturbare le opinioni

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Nel mondo politico e in gran parte del giornalismo italiano si assiste da tempo a un la "scomparsa dei fatti". Oggi sono spesso le opinioni a trasformarsi in fatti. In un paese dove lo scontro ideologico è diventato la prassi, gli esempi di questa situazione abbondano ovunque. Nella coscienza collettiva si radicano "fatti" che non sono mai stati tali. Due soli è convinzione comune che il contingente italiano sia stato mandato in Iraq a seguito di una risoluzione dell'Onu. ci si è andati molto prima. Il ministro Mussi ritiene giusto che il Paese consenta all'Unione Europea la prosecuzione della ricerca sulle cellule staminali. Mussi attacca la vita, i cattolici, e vuole abolire la legge corrente. Corrosivo come sempre, Marco Travaglio dimostra come l'informazione in Italia, salvo rarissime eccezioni, abbia del tutto smarrito la sua funzione originaria.

320 pages, Paperback

First published January 1, 2006

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About the author

Marco Travaglio

84 books96 followers
Nasce il 13 ottobre 1964 a Torino, dove tuttora vive. Dopo la maturità classica, ha conseguito la laurea in Storia Contemporanea presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Torino. E’ giornalista professionista dal 1992.

Ha iniziato la sua carriera di giornalista al settimanale torinese Il Nostro Tempo. Ha lavorato a Il Giornale diretto da Indro Montanelli dal 1987 al 1994, quando è passato alla Voce, diretta sempre da Montanelli. Nel 1995, alla chiusura della Voce, ha collaborato come free-lance con diversi quotidiani e settimanali, fra i quali Il Giorno, L’Indipendente, Cuore, Il Messaggero, Il Borghese, Sette-Corriere della Sera; nonché con Il Fatto di Enzo Biagi su Rai1.

Nel 1998 è stato assunto a La Repubblica, dove tuttora lavora come collaboratore (sul sito repubblica.it cura la rubrica Carta Canta). Collabora anche con L’Espresso (rubrica Signornò), con Micromega, con L’Unità (dove tiene la rubrica Zorro), con Linus, con A e con Giudizio Universale. I suoi settori di specializzazione sono la cronaca giudiziaria e l’attualità politica.

Ha pubblicato molti libri. Gli ultimi sono La Scomparsa dei fatti (il Saggiatore, Milano 2006), Uliwood Party (Garzanti, 2007), Mani sporche, insieme a Gianni Barbacetto e Peter Gomez (Chiarelettere, 2007), Se li conosci li eviti, con Peter Gomez (Chiarelettere, 2008), Bavaglio, con Marco Lillo e Peter Gomez (Chiarelettere, 2008), Per chi suona la banana (Garzanti, 2008) e Italia Anno Zero, con Vauro e Beatrice Borromeo (Chiarelettere 2009).

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Displaying 1 - 14 of 14 reviews
Profile Image for Valetta.
360 reviews34 followers
November 16, 2010
I fatti si possono alterare, mascherare da opinioni derubandoli della loro oggettività, o più semplicemente nascondere dirottando l'attenzione del lettore/telespettatore su qualcosa di più innocuo. Ciò che più colpisce, leggendo questo libro, è la facilità con cui questo viene fatto oramai alla luce del sole, contando sulla potenza dei mezzi di informazione e sulla passività di coloro che ricevono notizie. Si è arrivati al punto in cui si può dichiarare tranquillamente tutto ed il contrario di tutto, senza che nessuno si prenda il disturbo di far notare le inconciliabili incongruenze e si prenda la briga di verificare chi sta mentendo e chi no. Sia chiaro: questo non è un libro di deliri complottisti o una raccolta di strampalate teorie contro il sistema. Questo è un elenco di fatti, alcuni dei quali già li conoscevamo ma ce li avevano fatti convenientemente dimenticare ed altri che proprio non ci sono arrivati. E' una spiegazione di come questi fatti siano stati occultati o di come si sia riusciti con successo a modificarne la nostra percezione. Si parla di mani pulite, del processo Andreotti, dei grandi scandali finanziari degli ultimi danni, di Telekom Serbia, di aviaria e molti altri pezzetti della nostra storia recente ricostruiti in base esclusivamente a dati oggettivi conditi con la proverbiale ironia dell'autore. Il libro genera indignazione e strappa qualche amare risata, soprattutto a chi, come me, era abituato a pensare che "se è scritto sul giornale allora è per forza vero".
Profile Image for Simone Scardapane.
Author 1 book12 followers
April 17, 2017
"E il comunicato, e la smentita, e la rettifica, e la conferma, e il dissenso interno che forse rientra ma forse no, e i gruppi unici ma distinti, e questo che apre, e quello che chiude, e uno invita alla prudenze, e l'altro auspica, e il terzo dal canto suo ribadisce, e il quarto sottolinea, e il quinto lancia un accorato appello, e il sesto dice di essere stato frainteso, e il settimo polemizza dicendo che invece ha capito benissimo. E la gente apre il giornale o accende la televisione e domanda: ma di che cazzo stanno parlando?"
7 reviews
August 5, 2014
Lettura indispensabile; il giudizio che le ho dato parla da s��.

Peccato per quel paio di pagine scellerate e disinformate in cui Travaglio si traveste da Beppe Grillo e sbeffeggia un servizio di Super Quark. Guarda caso, �� l'unico punto del libro che non abbia uno straccio di prova o documentazione.

Profile Image for Comparsa.
119 reviews1 follower
June 28, 2022
Un’impietosa polaroid dell’italico scatafascio e depravazione morale. Un time-lapse crudele e desolante.
Molte delle notizie sono conosciute, per chi abbia un minimo di decenti canali informativi, ma così riunite lasciano graffi nell’anima.
Ciò che sorprende, su ogni cosa, è la melliflua nostra noncuranza a fronte di certe sfrontatezze.
A mio parere, esiste una sola motivazione per l’inedia che ci contraddistingue: nonostante le indignazioni, le proteste, le incazzature: alla fine, in un modo o nell’altro, siamo tutti coinvolti, benché continuiamo impunemente a crederci assolti.
Profile Image for Doppia D.
55 reviews1 follower
October 12, 2022
Che in Italia il mondo dell'informazione sia a senso unico non è possibile negarlo. Al di là della fede politica è un problema esistente e molto insidioso, perché non può esserci democrazia se non c'è un oggettività nell'informazione. Ricordo a prova di ciò che attualmente il nostro paese è considerato "parzialmente libero" dall'organizzazione internazionale Freedom House. Il libro di Travaglio apre gli occhi e la sua lettura è ottimamente spesa, per chi vuole comprendere meglio il nostro presente.
26 reviews
September 12, 2024
Questo libro mi ha aperto gli occhi sulla realtà giornalistica italiana, ma ha fatto anche molto di più.
Mi ha permesso, infatti, anche di avere un’infarinatura generale su temi come Calciopoli, Tangentopoli e il processo Mani Pulite. Mi ha mostrato alcune delle tecniche usate dal giornalismo per sotterrare le vere notizie mettendo in mostra quelle meno importanti facendole passare per vitali. Mi ha rivelato come molti giornalisti italiani siano simpatizzanti se non direttamente servi di partito, invece che imparziali (e non obiettivi o neutrali, che non è questo ciò che si richiede a un giornalista).
Profile Image for Lorenzo.
109 reviews2 followers
October 1, 2011
il volume scritto da Travaglio porta alla ribalta una grande debolezza del giornalismo italiano. Nato per essere strumento d'informazione completa e più possibile accurata della realtà, ha assunto un ruolo diverso, diventando uno strumento di frequenti speculazioni ideologiche. La teoria viene prima della pratica, il preconcetto anteposto all'essenza dei fatti, tipico modus operandi italiano. Naturale che un «cane da guardia» diventi un «cane da riporto». L'ingerenza ancora non curata della politica su ogni aspetto della vita lavorativa e non è una formae mentis che secoli e secoli di lotta culturale protrà abbattere per spogliarla di cecità critiche per la nostra esistenza come società. Lo specchio più lucente è la carta stampata, colei che comanda il flusso di comunicazioni, o meglio discomunicazioni che contribuiscono a formare l'opinione pubblica. Non c'è potere economico e politico che non abbia le mani in qualche organo d'informazione e cerchi di allargare le proprie quote d'influenza. Viviamo immersi in grandi menzogne pubbliche perché i fatti, per essere pubblicati nella loro autenticità, toccano troppi legami particolaristici. Così si spiega perché i cattolici siano contrari alla libera ricerca sulle cellule staminali e il linguaggio dottrinale e pseudoeducativo di attacco alla vita, negazione dell'umanità, etc. Saggio lucido, semplice ma efficace.
Profile Image for Stefano Ottolenghi.
205 reviews104 followers
September 15, 2014
Illuminante. Per carità, fa anche paura, ma illuminante.

"Si parla di tutto senza dire nulla, in un sottovuoto spinto di chiacchiere di palazzo autoreferenziali che si alimentano da sole come la panna montata e lo zucchero filato, dando luogo a titoli demenziali senza un'ombra di notizia dentro, spesso basati su polemiche che nessuno farebbe mai se i giornali non le sollecitassero per far litigare gente che magari sta dormendo, ma torna utile per innescare un "dibbattito" e riempire la novantesima pagina nelle giornate fiacche. [...] E il comunicato, e la smentita, e la rettifica, e la conferma, e il dissenso interno che forse rientra ma forse no, e i gruppi unici ma distinti, e questo che apre, e quello che chiude, e uno invita alla prudenza, e l'altro auspica, e il terzo dal canto suo ribadisce, e il quarto sottolinea, e il quinto lancia un accorato appello, e il sesto dice si essere stato frainteso, e il settimo polemizza dicendo che invece ha capito benissimo. E la gente apre il giornale o accende la televisione e domanda: ma di che cazzo stanno parlando?"
Profile Image for Lis.
782 reviews17 followers
December 31, 2015
Da molti anni provo un'istintiva allergia ai telegiornali, ai programmi di "approfondimento" e a tutti i dibattiti-teatrini che fanno in TV ma non mi sono mai soffermato troppo a cercare di capirne le cause.
Leggendo questo libro le ho trovate, descritte alla perfezione. Un saggio in cui viene analizzato e fatto a pezzi il giornalismo in Italia, piegato dalla e alla politica, ai potenti, ai mafiosi e chi più ne ha più ne metta, prendendosi gioco dei lettori e della verità. Quello che viene descritto nel libro è davvero imbarazzante.
Non sopporto Travaglio come persona e non riesco a vederlo né a sentirlo parlare, però un libro è più impersonale quindi ho provato a leggere questo e...niente da dire, come giornalista sa decisamente il fatto suo. Ce ne fossero di più come lui...
Profile Image for melo.
183 reviews14 followers
January 10, 2011
Un'analisi lucida su giornalismo, informazione e potere nell'Italia degli ultimi anni. Una buona alternativa all'informazione catodica per chi ha già deciso di disintossicarsi, un buon motivo per spengere la scatola per chi ancora non ci ha pensato.
Travaglio dà il meglio di sé sulla carta stampata, libero anche lui dai vincoli di tempo che comunque le telecamere impongono. E scava, e batte e ribatte su vari tasti dolenti, senza i limiti delle colonne di un giornale, pur non smettendo di correre e di scorrere con parole, nomi, liste, e soprattutto fatti. Raccontati alla sua maniera, ovvero per quello che sono.
Profile Image for Mariapia.
23 reviews
May 16, 2011
Mi sembra il lato B di "Regime", dello stesso autore. Con la dununcia del blocco dell'informazione (e della satira) Travaglio individuava la malattia..con questa amara disamina del panorama giornalistico italiano delinea i sintomi e le (ormai incurabili?) conseguenze. Quando una malattia ti prende all'improvviso ne soffri vistosamente..quando si introduce sottilmente in te, l'assuefazione alle limitazioni che ti impone fa si che non si reagisca. E si sopravvive intorpiditi da macroballe somministrate endovena pensando d'essere in perfetta salute.
13 reviews
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July 31, 2011
Di fronte ad un libro di questo peso (vi assicuro notevolissimo) in termini di fatti e risvolti etici e deontologici (mi riferisco al giornalismo) non c'è altro da aggiungere se non: da leggere assolutamente!
Profile Image for Mario D'Amore.
28 reviews2 followers
February 15, 2009
Bel libro, spiega molti meccanismi alla base dell'Italia.
Il problema è che non spiega come liberarsene e ti mangi le mani...
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