Il testo fornisce una panoramica introduttiva all’antropologia culturale e ad alcuni dibattiti contemporanei che caratterizzano questa disciplina attraverso una serie di parole-chiave, tra cui cultura/culture, evoluzione, etnografia, diversità culturale, percezione/conoscenza, mobilità, globalizzazione, razza/etnia, sesso/genere. Questi temi sono presentati nella forma di una selezione antologica di brani di importanti autori italiani e stranieri, tra i quali Jean Loup Amselle, Arjun Appadurai, Philippe Descola, Ugo Fabietti, Aihwa Ong, Francesco Remotti. Il volume è strutturato in modo da poter essere funzionale nei corsi universitari e nei percorsi di formazione e aggiornamento degli insegnanti delle scuole superiori.
Libro studiato per un esame universitario. Il libro è una raccolta di saggi suddivisi per capitolo. Putroppo i saggi sono scollegati uno con l'altro ed è difficile trovare un filo conduttore in ogni capitolo. Ogni saggio non viene poi spiegato e commentato dagli autori. E' un peccato perché ci sono alcuni temi interessanti sull'antropologia ma il libro è stato costruito male. Ho fatto molta fatica a leggere e a capire il senso su alcuni saggi (secondo me ci sono nei saggi troppe nozioni che potevano essere tagliate). Leggete il libro solo se dovete preparare un esame.
Questo libro non ha alcun senso di esistere. Viene consigliato come "parte introduttiva" all'antropologia culturale, ma la verità è che non introduce proprio nulla. Si tratta infatti di una antologia, una raccolta di saggi suddivisa per macro-argomenti: cultura, globalizzazione, diversità culturale etc. Di questi saggi non viene data alcuna spiegazione da parte degli studiosi, se non una brevissima introduzione alquanto superflua.
A livello didattico è strano pensare che un'antologia simile possa essere preferita ad un manuale vero e proprio. Perché? Se fosse stato un manuale con in più la parte antologica allora sì che tutto avrebbe avuto senso, ma qui troviamo solo i saggi (alcuni dei quali, per altro, al limite della comprensibilitá a causa di un linguaggio tecnico, specifico e filosofico adatto semmai a degli specialisti in materia).
Vengono citati un sacco di antropologi: ma chi sono? Qual è il loro pensiero? Quali sono le loro opere? Come si fa a studiare una disciplina senza queste informazioni? Come si fa ad approcciarsi a dei saggi specialistici senza alcuna base della disciplina? Ripeto: questo libro viene consigliato come introduzione alla disciplina e quindi come una sorta di manuale.
Ma poi anche la selezione dei saggi da parte dei curatori è alquanto discutibile: per quanto riguarda la globalizzazione, ad esempio, hanno inserito un saggio dal titolo "La storia dello zucchero". Ma chi se ne frega dello zucchero? Mettete un saggio più appropriato!
Sono deluso da quest'opera soprattutto perché i curatori sono professori universitari e se dei professori pensano che la loro disciplina possa essere compresa attraverso quest'opera, allora vuol dire che c'é un problema piuttosto rilevante a livello didattico.
Sono anche piuttosto arrabbiato perché darò l'esame di Antropologia culturale senza sapere nulla degli antropologi che hanno fatto la disciplina. Però sì, saprò benissimo la storia dello zucchero!
Libro studiato per un esame. Argomenti interessanti ma organizzato male. I saggi non sono collegati fra loro e non c’è una spiegazione su ciò che ogni saggio vorrebbe spiegare o trasmettere...
Sinceramente? Non ci si capisce niente. Dovrebbe introdurre gli studenti ai "temi fondamentali" dell'antropologia ma dà per scontato un sacco di concetti, si perde in paroloni inutili (e facilmente semplificabili) e non spiega fino in fondo ciò che intende dire, rendendone la lettura complicata se non addirittura incomprensibile.
Raccolta di saggi interessanti ma difficili da connettere fra loro, soprattutto per chi, come coloro a cui si rivolge il manuale, è alle prime armi con l'antropologia. Studiato per un esame universitario, il docente (Co-curatore dell'opera) ci ha tenuto a precisare che il libro non è un manuale ma una antologia. Non sarebbe stato brutto tuttavia avere a disposizione una maggiore introduzione, commento e analisi ai testi portati, che invece vengono solo e banalmente riassunti in poche parole all'inizio di ogni capitolo. Il risultato è una accozzaglia di articoli diversi, fra i quali è difficile orientarsi e trovare questi fantomatici temi fondamentali di cui si parla nel titolo.
Avrei voluto dare qualche stellina in più a questo manuale, dato che contiene diversi saggi molto interessanti e idee che fanno riflettere. Peccato che la scrittura sia delirante, a tratti del tutto incomprensibile, e che gli autori non abbiano effettivamente pensato ai lettori a cui intendevano rivolgersi - cioè coloro che si approcciano per la prima volta all'antropologia. E' stata una lettura frustrante, ed è un vero dispiacere.
Libro studiato per un esame. Se volete approcciarvi a questa affascinantissima disciplina lasciate perdere questo manuale; non è altro che un ammasso caotico di concetti.
La nuova edizione contiene dei cappelli introduttivi ai vari saggi, raccolti per macro-argomenti, che aiutano molto nella comprensione dei temi e di come i saggi si relazionino ai temi scelti. Diventa così effettivamente molto più un manuale introduttivo, per quanto complesso, alla materia. Molto interessante
Non ho capito come dovrebbe essermi utile all’esame. E non ho capito che cavolo c’entri la storia dello zucchero senza un commento o una spiegazione dei fenomeni antropologici che ci stanno dietro.