Catacombe, idoli dall'aspetto sconvolgente, donne bellissime e dalle parentele ingombranti. In un Seicento quanto mai gotico, l'inquisitore Girolamo Svampa è chiamato a indagare su un mistero che scuote i vertici del potere papale.
Roma, giugno 1625. La giovane Leonora Baroni si lascia convincere da uno spasimante a visitare le catacombe di San Callisto, ma qui s'imbatte nel cadavere di un uomo e, con altrettanto orrore, in una donna dalla faccia di capra. Due giorni dopo l'inquisitore fra' Girolamo Svampa, in esilio presso una piccola diocesi toscana, viene richiamato a Roma da padre Francesco Capiferro, segretario dell'Indice, per esaminare il caso. Il morto non è infatti una persona qualsiasi, bensì un Cavaliere di Santo Stefano appena tornato dal mar Egeo, e si sospetta che la sua uccisione sia collegata a un movimento ereticale o alla stregoneria. Nominato di nuovo commissarius, fra lo sdegno dei confratelli domenicani istigati da Gabriele da Saluzzo, suo nemico, lo Svampa inizia l'indagine prendendo contatti con la famiglia di Leonora, e subito comprende che il terreno su cui sarà costretto a muoversi è parecchio scivoloso. Questa è infatti figlia di Adriana Basile, celebre cantante legata alla famiglia Gonzaga e sorella di Giovanbattista, uomo di potere e grande scrittore, nel cui studio viene reperita una fiaba che parla proprio di una donna con la faccia di capra.
Ex archeologo, laureato in Lettere, svolge attualmente il lavoro di bibliotecario. Ha pubblicato diversi saggi storici, soprattutto per la rivista specialistica Analecta Pomposiana. Molte delle sue ricerche riguardano l'abbazia di Pomposa, con speciale attenzione agli affreschi medievali che raffigurano scene del Vecchio e del Nuovo Testamento e dell'Apocalisse.
Sul fronte della narrativa ha partecipato all’antologia 365 racconti horror per un anno, a cura di Franco Forte. Altri suoi racconti sono usciti per la rivista letteraria Writers Magazine Italia[3].
Il suo primo romanzo, Il mercante di libri maledetti, è un thriller medievale che ruota intorno alla figura di Ignazio da Toledo, mercante di reliquie mozarabo, e a uno sfuggente manoscritto intitolato Uter Ventorum, in grado secondo leggenda di evocare gli angeli. In realtà questo volume è uno pseudobiblion come il Necronomicon citato da H.P. Lovecraft[4]. Per il successo conseguito da questo romanzo l'autore ha ricevuto il 24 novembre 2011 il premio What's up Giovani Talenti per la cultura[5].
Nell'ottobre del 2012 pubblica La biblioteca perduta dell'alchimista con protagonista ancora il mercante Ignazio da Toledo e a partire dall'agosto dello stesso anno Rex Deus. L'armata del diavolo, ebook a puntate poi pubblicato in cartaceo con il titolo L'isola dei monaci senza nome.
Nel tempo libero Simoni organizza eventi culturali di taglio letterario.
Carino, intrattiene ma un filo meno del precedente. Non è molto convincente come trama anche se alcuni personaggi sono azzeccatissimi. Non male, nel complesso.
Secondo libro con protagonisti l'inquisitore Girolamo Svampa e il segretario dell'Indice Francesco Capiferro. Questo secondo capitolo mi è piaciuto ancora di più del primo ("Il Marchio dell'Inquisitore"). Simoni ha la capacità di creare trame intricate e vivaci che si sviluppano in un passato che prende vita riga dopo riga. Un punto in più anche per il personaggio di Margherita, che secondo me ha ancora molto da raccontare.
Non amo la scrittura di Marcello Simoni, ma questo libro me lo ha fatto rivalutare. L'ambientazione storica sembra accurata e il mistero da indagare intrigante, anche se il protagonista è ridondante e acido. Finale un po' banale ma accettabile.
L’uscita tanto attesa della seconda avventura dello Svampa è stata ripagata dalla lettura entusiasmante, per le varie peripezie affrontate dai protagonisti, e decisamente scorrevole, grazie ai brevi capitoli attraverso i quali l’autore intreccia la storia in modo sapiente. Capitoli brevi, numerosi protagonisti e colpi di scena, rigorosa documentazione storica, caratterizzano, come i precedenti, questo libro di Simoni, la cui scrittura si fa qui più ricercata. Quasi sempre l’autore entra nello stato d’animo dei personaggi non svelandolo direttamente, ma descrivendo i gesti del corpo, le reazioni fisiche. E in questo mostra di mettere a frutto le sue qualità migliori: di osservatore e narratore. È un romanzo profondamente corale, che fa maggiormente risaltare la figura del protagonista: un inquisitore che usa solo la testa, che non crede ai sospetti ma ai fatti, e che lui per primo si mette in gioco per sventare false idee e superstizioni. Un fra’ Girolamo in crescita, più forte, in questo secondo romanzo, che anche sotto pressione tenta di far a meno del laudano e che, nella sua motivata missione di vendetta, tenta di sopire i suoi istinti più naturali e più umani. Ancora una volta una gran bella storia in cui Simoni, si avvale e fa giostrare con disinvoltura i suoi personaggi fittizi, trasformati dalle sue descrizioni in persone vere, in entità quasi palpabili, con figure di persone realmente vissute e magistralmente ricostruite. Le storie non sono mai banali, contengono sempre nuovi misteri e descrizioni storiche scrupolose. In questo romanzo il seicento romano si sviluppa tra righe cariche di luoghi sotterranei, cardinali, ricchi palazzi, culti arcani e riti alchemici. Simoni è una certezza perché con i suoi romanzi il lettore riesce ad entrare nella trama tanto da vivere le avventure narrate come se fosse lui stesso il protagonista riuscendo a comprendere i personaggi come se li conoscesse realmente da tempo per merito dell’abilità descrittiva dell’autore.
Roma 1625. Leonora Basile si apparta con uno spasimante nelle catacombe di Dormitina. e qui che scopre il cadavere di un uomo e scorge una donna col viso di capra. ad indagare viene incaricato l'inquisitore girolamo svampa. L'indagine sarà tutt'altro che facile e inoltre svampa si troverà a diversi difendere dal suo storico nemico Gabriele Saluzzo. amo Simoni e i suoi fantastici libri. come sempre il mix di storia intrighi e mistero lo rende un romanzo avvincente e straordinario. devo dire che ho trovato il protagonista un Po antipatico e arrogante. almeno all'inizio. Figlio di uno stampatore accusato di eresia. aproffitta del fatto di essere richiamato a Roma per indagare e cercare di vendicarsi della sua morte. ma ė anche un uomo di forte intelletto e intuito. non si fa influenzare dagli altri ma prende ciò che gli viene detto e cerca di arrivare alla ricostruzione del puzzle.. i colpi di scena si susseguono.!
Il romanzo è ambientato a Ro,a neòl giogno del 1625. Una giovane donna trova per caso nelle catacombe il cadavere di un uomo e scorge nelle vicinanze una dnna dalle sembianze di una capra. Viene così richiamato dall' "esilio" in Toscana, l'inquisitore Gerolamo Svampa per indagre su una presunta setta segreta e maligna. L'inquisitore aiutato dal fedele bravo Cagnolo e dal segretario dell'Indice, padre Capiferro, cercherà anche di fare chiarezza sulla morte di suo padre della quale ha sempre riteuto responsabile Gabriele da Saluzzo, che comparirà spesso nelle sue indagini per la morte dell'uomo della catacomba.
Scrittura semplice, veloce da leggere, monumenti e luoghi descritti con precisione.
Anche in questo caso si tratta di una rilettura, per rinfrescarmi la memoria sulle precedenti vicende di fra Girolamo Svampa. Marcello Simoni è molto bravo a far rivivere la Roma del 1600, con tutti i suoi intrighi, dai quali soprattutto i grandi prelati non sono esenti. Inquisizione, Santo Uffizio, guerre più o meno sante, amicizia, rancore, odio, amore, magia, esoterismo e molto altro è presente in questo volume. Colpi di scena a non finire e una catena di morti misteriose. Davvero un bel libro, che ho riletto volentieri!
Questo libro non aggiunge nulla di nuovo al genere del giallo storico, ma la scrittura di Simoni è vincente: uno stile moderno con ritmo sostenuto, dialoghi serrati, cliffhanger sapientemente dosati ma allo stesso tempo un lessico ricco, preciso, forbito.
Ottime le descrizioni e la trama che procede con intrecci tra l'indagine per la risoluzione del mistero e le vicende personali dei personaggi, in particolare dell'eccellente protagonista mosso da forti motivazioni.
Il secondo episodio della saga dello Svampa è addirittura meglio del primo. Intrighi a non finire, tanta azione e un finale dolceamaro che lascia il segno. Il tutto è condito da riferimenti storici ben precisi.
Simoni è sempre e comunque una certezza! Il secondo romanzo in cui si vede coinvolto l’inquisitore Svampa è certamente migliore del primo, gli intrighi i personaggi enigmatici e i colpi di scena rendono la storia avvincente e mai banale. Libro consigliato per chi cerca un romanzo storico!
Piacevole nella lettura che scorre veloce e interessante, trama comunque leggera e commerciale, poche trovate interessanti e pochi approfondimenti storici
Romanzo avvincente! Le avventure di Fra Girolamo Svampa sono imprevedibili, difficile immaginare come succederà dopo... il racconto coinvolge il lettore!
Devo dire che anche questa volta Simoni mi ha completamente catturato tra le sue pagine. Questa volta la storia si sviluppa a Roma dove il Monaco Svampa verrà richiamato per indagare su un omicidio avvenuto nei suoi sotterranei e che risulta alquanto misterioso. Nulla è scontato e toccherà proprio allo Svampa mettere in luce tutti quei particolari che rendevano l’omicidio di Ferrante Cattaneo tanto misterioso, per trovare il vero colpevole e smascherare il tutto. Non mancherà l’indagine parallela di vendetta dello stesso Svampa che finalmente entrerà in possesso dei documenti necessari a dimostrare l’innocenza di suo padre, ma il suo nemico mortale sarà ancora una volta davanti a lui di un soffio. Intrighi, vendette, mistero e alchimia ci accompagneranno per tutte le pagine, in un susseguirsi di emozioni. Libro che consiglio a tutti, anche per avvicinarsi a Simoni se non avete letto nessun suo libro.