Sócrates fue condenado a muerte por sus conciudadanos: el acontecimiento es tan célebre que eclipsa las otras tragedias que golpearon a los filósofos griegos. Hacer del pensamiento una profesión, cuestionar el orden de la ciudad y del mundo, significaba exponerse a peligros extremos. Además de la muerte de Sócrates hay que mencionar el destierro de Jenofonte, Platón vendido como esclavo, las amenazas que se cernieron sobre Aristóteles y las desgracias de Lucrecio: son otros tantos ejemplos de ese destino. A finales de la Antigüedad, en el Egipto helénico la neoplatónica Hipatia fue brutalmente asesinada por una multitud de fanáticos guiados por obispo de Alejandría: la ciudad cristiana no era menos hostil a los pensadores que la ciudad pagana.
Luciano Canfora (Bari, 1942) è un filologo classico, storico, saggista e accademico italiano. Canfora è figlio dello storico della filosofia Fabrizio Canfora e della latinista e grecista Rosa Cifarelli, entrambi docenti del prestigioso Liceo Ginnasio Quinto Orazio Flacco di Bari nonché antifascisti protagonisti della vita culturale e civile della città nel secondo dopoguerra. È professore emerito di filologia greca e latina presso l'Università di Bari e coordinatore scientifico della Scuola superiore di studi storici di San Marino. È membro dei comitati direttivi di diverse riviste, sia scientifiche sia di alta divulgazione, come il Journal of Classical Tradition di Boston, la spagnola Historia y crítica, la rivista italiana di alta divulgazione geopolitica Limes. È membro della Fondazione Istituto Gramsci e del comitato scientifico dell'Enciclopedia Treccani. Dirige inoltre, sin dal 1975, la rivista Quaderni di Storia (ed. Dedalo, Bari), la collana di testi La città antica presso l'editore Sellerio, la collana Paradosis per le edizioni Dedalo e la collana Historos per la Sandro Teti Editore.
Il titolo sembrava promettere bene ma questo libro sembra non aver ricevuto alcun processo editoriale. Manca un'introduzione allo scopo e all'idea dell'opera. Al contrario, il testo inizia quasi in medias res parlando dell'assassino di Socrate e poi prosegue un po' a caso (scegliendo in maniere apparentemente casuale gli argomenti specifici di ogni filosofo) parlando di Platone, Socrate ed Epicuro. Inframmezzate ci sono anche riferimenti a Demostene e a vari altri politici ateniesi e romani. Ma il lettore è perduto fin dal secondo capitolo perché non è da subito chiaro lo scopo e il respiro del testo. Tutto diviene un po' più chiaro alla fine con la conclusione, in cui sembra che lo scopo fosse quello di dimostrare la persecuzione dei filosofi da parte di politici e cristiani. E la scelta degli argomenti dei capitoli precedenti si comprende nell'ambito di questo scopo.Ma l'argomento non è affatto convincente, essendo diluito e indebolito dall'evidente scelta specifica di testimonianze. Il lettore comprende la mancanza di critica di altre testimonianze e si sente un po' preso in giro da questo modo di scrivere.
Tutto ciò poteva tranquillamente evitarsi con un miglior processo editoriale.