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Dio è violent (Gransassi)

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A partire da una scritta su un muro di Lecce, “Dio è violent…! E mi molesta”, Luisa Muraro conduce un’analisi spietata sull’uso della violenza e sul senso che assume in una società in cui è venuta meno la narrazione salvifica del contratto sociale. In una prassi politica che tollera l’uso privatistico della cosa pubblica, il dilagare della corruzione, la logica del profitto, continuare a pensare che l’uso della violenza sia esclusiva dello Stato di diritto e che a esso ci debba sottomettere è un atto di resa e un indice di cecità intellettuale. Poiché la politica è ancora e sempre la ricerca di un’esistenza libera, i cittadini e in particolare le donne – che sono sottoposte anche a un contratto sessuale di soggezione e di abuso – devono affrontare chi detiene il potere dichiarando di non aver rinunciato all’esercizio della violenza, rivendicando una narrazione alternativa al contratto sociale. Bisogna essere in grado di non abdicare alla propria forza, di dosarla senza perderla, accettare che essa faccia parte dell’agire politico come un sapere necessario. Bisogna essere in grado di andare fino in fondo alla propria forza di resistenza e di opposizione, pienamente responsabili della loro funzione.Un pamphlet incendiario che ci spiega perché si deve usare la violenza per combattere senza odiare, per fare senza distruggere.

37 pages, Kindle Edition

First published May 1, 2012

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About the author

Luisa Muraro

42 books7 followers

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Displaying 1 - 4 of 4 reviews
Profile Image for Catoblepa (Protomoderno).
68 reviews117 followers
July 31, 2017
Confuso in più parti, o mi verrebbe da dire anche dall'inizio alla fine (colmo com'è di esempi ben poco esemplificativi e di salti logici nient'affatto chiari) quantomeno sul patto sociale, argomento su cui si fonda la prima parte del testo, è a grandi linee condivisibile.
Sulla violenza molto meno, troppo abbozzata l'idea, raffazzonata com'è in sfumature interpretabili a piacimento; sul rapporto violenza-genere sessuale, che pure sarebbe argomento assai interessante, la tesi rimane troppo ancorata alla storiografia, ben poco a quella realtà attuale di cui, pure, questo pamphlet si propone come antidoto. Come si possa descrivere (e addirittura risolvere) l'odierno magma che ci affligge spendendo pagine e pagine (o, meglio, paginette e paginette) sulla prima guerra mondiale rimane per me un mistero, soprattutto quando poi gli aggettivi di cui si vorrebbe l'autrice far interprete sono "postmodernismo" e "contemporaneo".
L'intento non sarebbe neppure da scartare, in sintesi riducibile a "la violenza può essere giusta se accompagnata da grandi ideali e motivata politicamente da chi è in subordine verso chi è potente proprio in virtù di un patto sociale frantumatosi" (interpretazione del testo e parafrasi del sottoscritto); l'argomentazione è però assai debole, la scrittura abbastanza piatta con alcuni picchi ridicoli (a pag. 71, per esempio, si sta parlando di come e quando usare la violenza e la Muraro se ne esce con questa perla: "Quando è il caso di decidere come comportarci, regoliamoci come fanno le cuoche con il sale: 'Quanto basta'", e verrebbe da ridere se l'argomento non fosse serissimo... e ho riso comunque, lo ammetto).
Incendiario, dice la quarta di copertina, e incendiari difatti sono gli argomenti trattati, tutti altamente infiammabili; di contro, l'effetto sul lettore è quello di due gocce d'acqua, nemmeno troppo calde.
Profile Image for Eleonora.
25 reviews3 followers
March 24, 2013
Interessante l'idea di prendere in considerazione anche la risposta violenta, alle violenze subite... pero' Dio non c'entra molto... e pure tutto quanto alla fine non ho capito dove esattamente volesse andare a parare..
Profile Image for Antonia Pezzani.
3 reviews
June 18, 2016
Ottimo. Per ricordarci che non tutto è già definito. Provocatorio. Sorgente di spunti.
Displaying 1 - 4 of 4 reviews

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