Quali sono gli effetti di ogni nostra interazione con Facebook, Google o Amazon? Cosa ci rubano gli algoritmi? Quali porzioni di noi stessi stiamo cedendo? Esiste un modo per difendersi? "Manuale di disobbedienza digitale" racconta la genesi culturale delle techno-corporation, le multinazionali che grazie alla tecnologia dominano la nostra vita quotidiana. Burning Man, un festival di arti nel deserto del Nevada, ha conferito alle aziende della Silicon Valley l'infrastruttura ideale su cui edificare un'inarrestabile crescita. Il libro ne narra la storia, analizzando lo snaturamento che gli algoritmi hanno provocato su alcune dimensioni centrali della nostra esistenza: dall'amicizia alla memoria, dalla nascita alla morte. E propone anche una via d'uscita dalla gabbia digitale in cui siamo rinchiusi: un "ennalogo" di azioni pensate per attuare una sorta di disobbedienza e provare a fuggire dal rischio predittivo delle nostre azioni, funzione ultima di ogni algoritmo.
Mi aspettavo di più da questo libro. Verso la fine la scrittura è diventata banale. Sono sempre del parere che l'acronimo che mi inventai 20 anni fa quando mi pensionai dall'insegnamento, alla fine di un corso tenuto online dall'Università di Londra, Institute of Education, è sempre valido. Per disobbedire basta seguire le indicazioni C.A.C. Connessione Accesso Controllo. E ricordarsi sempre che oltre al tasto ON c'è il tasto OFF. Mi riservo di parlarne sul blog.