E va bene. Dopo aver concluso il terzo romanzo di Maurizio De Giovanni, lo confesso: sono ufficialmente innamorata del commissario Ricciardi. Sono innamorata di questo uomo silenzioso e misterioso, di questo commissario dagli occhi verdi imperscrutabili, bello e dannato, apparentemente freddo ma molto umano, solitario e profondamente intelligente; sono innamorata dei misteri scaturiti da fame, denaro, amore e gelosia che lui sa dipanare col suo sesto senso, con la sua abilità di leggere l'anima e il cuore, vittima o peccatore, della gente; sono innamorata dell'alone di melanconia, tristezza e al contempo vivacità e giocosità che circonda tali misteri; sono innamorata delle storie d'amore e affetto che legano tutti i personaggi che circondano Ricciardi, come quella, genuina e fedele, del suo collega Maione e della moglie Lucia, o come quella, platonica, silenziosa ma speranzosa ,di Ricciardi stesso e dell'introversa Enrica, nata da un sottile e continuo gioco di sguardi; sono innamorata di quei sapori, di quegli odori, di quei paesaggi che dipingono questa Napoli degli anni '30, non solo raccontandocela, ma catapultandoci al suo interno, per viverla e per assaporarla da ogni angolo; e sono innamorata dello stile poetico, evocativo e impeccabile, che scaturisce dalla penna di De Giovanni. In questo terzo romanzo dell'autore napoletano, in cui Ricciardi indaga sull'uccisione di una duchessa, bella e chiaccherata, il mistero di una storia di sangue e vendetta si fonde nuovamente con la raffinatezza di una cornice, quella di una città viva e attiva, e dei suoi personaggi, che escono dalla carta per materializzarsi di fronte a noi, ciascuno con la sua storia, con la sua partciolarità, come nella vita. Già, perchè quella di De Giovanni è letteratura, è arte, è vita; ma è anche classe, poesia, talento allo stato puro, condito da quel tocco di magia e di affetto che davvero rende faticoso staccare gli occhi dalle pagine. E' un romanzo ricco, questo: tocca tanti temi importanti, dalla sofferenza all'amore, dalla vendetta alla gelosia, dal perdono all'odio, e lo fa con classe. Ricco e talentuoso. Sì, sono innamorata delle avventure di Ricciardi. Mentre leggo alcuni passaggi mi batte il cuore, vorrei che la storia narrata non finisse mai, e quando finisce ho già nostalgia dei suoi personaggi e dei loro percorsi di vita. Ma mi sento felice e arricchita, consapevole di aver letto qualcosa che in me resterà per sempre.