Leggere questo libro in pieno agosto, mentre su gran parte del Bel Paese, ed in particolare del Sud, si distende forte ed avvolgente la bolla africana, significa avere la conferma della giustezza di quanto Robert Holland scrive in questo recente libro. Un libro che è un'esplorazione quanto mai forte ed evocativa su quella azione che l'idea di Mediterraneo ha avuto nel corso dei secoli sulla cultura inglese. E non solo su quella.
A partire dal 18 secolo, ed anche prima. E' vero che fu in questo secolo che per i britannici con il "Grand Tour" ebbe inizio la discesa di folte schiere di poeti, artisti e scrittori, i quali andavano in cerca non solo di ispirazione, bellezza ed evasione dai loro luoghi di origine. La ricerca era sopratutto quella di una "terra magica" che potesse dare forma alla loro cultura personale ed inquadrarla in quella della loro cultura nazionale.
"‘O for a beaker full of the warm South’, "Oh, si, bere una coppa piena di caldo meridione" scrisse il giovane poeta John Keats nella sua famosa poesia Ode ad un usignolo. Giovane e magro, pallido come un fantasma, vicino alla fine, in preda a continui colpi di tosse che lo costringevano a sputare sangue dai polmoni, Keats partì da Londra nel mese di settembre del 1820 per l'Italia in cerca di sole e di calore, nella speranza di recuperare la salute. Dopo soltanto quattro mesi morì.
Holland scrive che è difficile oggi capire come si sia potuto prendere la decisione di lasciare gli ampi, anche se nuvolosi, spazi di Hampstead Heath, a Londra, dove il poeta abitava in una elegante residenza. Recuperare la salute in quelle due spoglie ed umide stanzette a poca distanza dai gradini di Piazza di Spagna era una follia. Egli avrebbe finito là i suoi giorni, in preda alla tubercolosi. Un giovane che non sapeva nulla dell'Italia e di cui potè vedere ben poco.
Quando un altro inglese di fama, Oscar Wilde, visitò la sua tomba nel cimitero protestante di Roma, si inginocchiò su quel marmo e pianse. Robert Holland, un pò cinicamente, si chiede se avrebbe fatto lo stesso gesto, se il suo giovane connazionale fosse morto a Londra. Morire a Roma per un inglese del tempo non era la stessa cosa che morire a Londra. La città eterna era il cuore del Mediterraneo, era un "brivido", un "frisson" (parola francese di moda al tempo) diverso.
Una morte diversa per un poeta, come lo fu per P. B. Shelley morto durante un naufragio a Missolonghi e poi il suo corpo trasformato in cenere date al vento. Oppure la morte di D.H. Lawrence a Venezia anche lui di tubercolosi. Artisti, poeti e scrittori inglesi destinati a morire a Venezia, Roma, Firenze, San Remo: non era come morire in Grecia o nel sud della Francia.
Finire i propri giorni in Italia per i poeti inglesi ha sempre significato una sorta di santificazione, come è il caso Elizabeth Barrett Browning (Firenze, 1861), Robert Browning (Venezia 1889), Edward Lear (San Remo, 1888) e lo stesso Shelley di cui si è detto. Questi venne addirittura trasformato in un ateista fuorilegge, con il suo dito rivolto contro l' "establishment" del tempo. Fu quella fine e quello che si fece dopo in suo nome a dare inizio al vero e proprio "grand tour".
Il mito di Percy Bysshe Shelley e tutto quanto ne nacque fu dovuto a tutto quanto di diverso si poteva intravvedere nell'idea che conteneva il Mediterraneo: i colori, il carnevale, le diversità ideologiche, culturali, umane e sociali dalla Gran Bretagna. Al freddo Nord si opponeva un caldo Sud il che caratterizzava l'europeo. Chi decideva di intraprendere un viaggio del genere sapeva quello che si lasciava dietro. Solo in questo modi si poteva acquisire quella nuova sensibilità chiamata "frisson".
Il libro di Holland li nomina proprio tutti quelli che a partire dalla prima metà del 18 secolo, poeti, artisti e scrittori, ma anche avventurieri ed utopisti, videro nel Mediterraneo il "mondo nuovo", oggi, con la "Brexit" abbandonato. Byron, Disraeli, Edward Bulwer Lytton, John Ruskin, George Eliot, Edward Lear, Robert Browning, E M Forster, Henry James, D H Lawrence, the Bloomsberries, Ernest Hemingway, Gerald Brennan, Robert Graves, Elizabeth David, Kenneth Clark e Peter Mayle. "Welcome to Chiantishire".
Bisogna dire che il Mediterraneo di Holland non comprende soltanto l'Italia, ma anche la Grecia e la Spagna. Artisti, scrittori e poeti come Turner, John Singer Sargent, Augustus John, Dante Gabriel Rossetti, Roger Fry, Walter Sickert e tanti altri. Tutti in cerca di un posto al sole, per sempre.