" Obeid détacha la croûte d'argile, le visage apparut étonnamment détendu. Traits délicats, nez droit et fin, longs cils emmaillotés d'une gangue roussâtre. Et, surprise, des lèvres minces auburn retenant un sourire qui n'en finissait pas. Ce fut d'abord la main qui s'ouvrit. Occupé à guetter le frémissement des paupières, Obeid n'y prit pas garde. Aémer ne perçut qu'une masse sombre bordée d'un halo lumineux, qui lui cachait le soleil. Un homme au visage invisible lui tripotait le front. Le fracas de l'avion, la course en zigzag, le feu dans la poitrine, le souffle au ras du sol, le saisissement de se sentir projetée - rien en deçà : elle ne se souvenait ni d'où elle venait ni où elle allait. Elle tourna la tête, aperçut le petit cône d'argile au creux de sa main. En se baissant pour le saisir dans le cratère, elle avait échappé aux bombardements américains. Son sourire brutalement interrompu explosa. Un calculus sumérien de plus de cinquante siècles venait de lui sauver la vie. " Mésopotamie-Irak : une même terre. Une terre qui a construit notre passé, et qui ébranle notre présent. Là, durant cinq mille ans, se déroulent les cinq vies d'Aémer, une femme habitée par une absence impossible à combler, que traverse l'histoire de l'invention du zéro.
Cinque racconti di vita, avventura e amore per parlare di storia dei numeri e dell'importanza dello zero.
Cinque vite, un'unica protagonista: Aémer in epoche diverse e con diverse professioni, sotto il cielo della Mesopotamia, antica e moderna. Conquistata dai sumeri, dai babilonesi, dagli assiri e dai persiani. La terra fertile, fra due fiumi, culla di civiltà e base di partenze di molteplici discipline e conoscenze.
Nelle vite di Aémer si narra di numeri e trovo accattivante anche il fatto che siano 5 come la pentalogia arcaica: la disciplina astrologica che tenta di spiegare con la numerologia gli stadi del passaggio terreno di un'anima, in perenne reincarnazione verso lo scopo ultimo, il ricongiungimento con il divino.
[...]Εμείς, οι καλύτεροι άνθρωποι της Σουμερίας, είμαστε ο μοναδικός λαός που έχουμε δυο μνήμες: η μια κατοικεί στο πνεύμα μας και η άλλη είναι χαραγμένη στον άργιλο. «Παππού, μήπως όμως η γραφή καταστρέψει τη μνήμη; Γιατί, αυτό που είναι γραμμένο δεν υπάρχει πλέον λόγος να το θυμόμαστε.[...]
Denis Guedj mi piace molto. Amo il modo che ha di mescolare sapientemente archeologia, storia, matematica e filosofia, amo il suo stile, amo le sue storie. Ho letto parecchi dei suoi romanzi e ognuno mi e' piaciuto più del precedente. Tranne questo.
Quando ho iniziato questo libro mi ha molto deluso. Racconta cinque storie, cinque "reincarnazioni" in epoche successive della stessa donna: Aemer. Ur, Babilonia, Baghdad, la guerra del golfo. Queste cinque storie hanno come sottofondo la scoperta, o meglio l'invenzione dello 0, e il suo ruolo fondamentale nella matematica.
Di partenza la storia della reincarnazione mi piace poco. Mi sembra uno di quei trucchetti che gli scrittori da poco utilizzano per rendere la loro opera più appetibile, spesso senza riuscirci. In questo caso, anche se in effetti non stona, mi sembra che la riproposizione dello stesso personaggio nelle cinque storie tolga qualcosa al romanzo invece di aggiungerlo.
Mi ha inoltre dato fastidio la figura della protagonista, questa donna bellissima, quasi divina nelle sue fattezze perfette. Sono stanca di donne bellissime e perfette. Aemer mi sembra tanto una di quelle ragazze da pubblicità: bella, intelligente, in molte delle storie con un lavoro o un ruolo sociale importante, risolve i suoi problemi e quelli degli altri con grazia e saggezza. Come una cartolina troppo curata, bella da guardare, ma troppo finta per risultare vera. Ho voglia di personaggi veri, a tutto tondo, magari antipatici, magari stupidi, ma veri.
Al di la' delle antipatie personali trovo che il maggiore difetto di questo libro sia la brevità delle storie. Guedj, maestro nei romanzi, sembra costretto dalla struttura della storia breve, per non dilungarsi troppo tralascia elementi di cui il lettore sente la mancanza (sia al livello di trama, sia al livello di spiegazioni scientifiche o di ambientazione). L'idea è buona, e la storia dello zero risulta sicuramente affascinante, ma avrebbe dovuto svilupparla di più, con più calma.
Peccato, se invece che un libro solo fosse stato una serie di romanzi (alla Ramses, per capirci) secondo me ci avrebbe guadagnato immensamente.
In passato avevo letto con passione altri libri di Guedj, Meridiano (storia romanzata ed avventurosa della misurazione del meridiano terrestre), ed Il Teorema del Pappagallo (altro romanzo, sempre avventuroso, con molti spunti sulla matematica), e mi aspettavo quindi qualcosa dello stesso stampo per questo libro. Per questo libro mi aspettavo quindi qualcosa di analogo, sulla storia del numero zero.
Non che dovesse essere necessariamente un romanzo avventuroso, ma non solo ho trovato una serie di raccontini, pacati, lenti e niente affatto intriganti, ma non ci ho nemmeno trovato traccia di quello che secondo titolo dovrebbe esserne il tema.
Confermo la sensazione espressa altrove da un altro lettore che questo libro sembra essere stato scritto da un altro autore.
Romanzo circolare, con le cinque reincarnazioni di Aémer che assistono all'evoluzione della rappresentazione dei numeri, dal cuneiforme mesopotamico alle cifre arabe. Cinque diversi amori per un'anima curiosa e generosa.