Anni ’60. Una cittadina dell’Italia meridionale. Un gruppo di ragazzi come tanti si riunisce nella Villa Comunale. Giocano a pallone e si raccontano storie. L’apparizione di uno strano personaggio modifica le loro esistenze. E, a poco a poco, si dipana un mistero, che inizia come un gioco, ma che prenderà sempre più vita con lo scorrere delle pagine. Un mistero legato alla scomparsa di un sacerdote…L'enignma si rivelerà più fosco e terribile di quanto ci si poteva attendere e avrà una doppia conclusione che, ad anni di distanza, sconvolgerà la vita del protagonista.Il Rifugio dell’Orco è una storia di formazione con maestri buoni e maestri cattivi, o forse buoni e cattivi nello stesso tempo. È un giallo. È una dichiarazione d’amore per la matematica. È un libro sulla follia. Ed è anche il tentativo di fotografare un’Italia che sta cambiando per sempre, ma che non sa ancora cosa diventerà.
Questo libro l'ho praticamente divorato e questo è ciò che qualunque scrittore vorrebbe sentirsi dire, ma una simile esclamazione è solo un piccolo e malefico trucco per avere la loro attenzione. Una volta che hanno le orecchie tese si possono elencare le cose che non hanno funzionato.
Ed ecco, in ordine sparso, cosa non funziona in Il Rifugio dell'Orco:
1) l'inserimento di film e libri per dare un chiaro riferimento temporale al romanzo risulta quasi sempre forzato; si vede che Cicchetti ha fatto i compiti e ciò non è buono. Il lavoro dietro le parole non dovrebbe vedersi
2) le reazioni dei personaggi sono irreali. Nessuno reagirebbe nei modi in cui ha deciso Cicchetti. Lo si avverte in modo sfocato mentre si legge e una volta che si è chiuso il libro, a mente fredda, diventa palese
3) la parte "gialla" del libro è debolissima. Al netto di un movente che pare un trito luogo comune, ci sono troppi indizi e sono troppo palesi, tanto che indicano la soluzione già a metà romanzo. Poco importa che l'ultimo capitolo cambi quasi tutte le carte in tavola anche perché l'ultimo capitolo sembra frutto di un forzatissimo colpo di scena, ahimé privo di logica. Se mettessi il flag su "Contiene spoiler" potrei fare le pulci su troppi dettagli, per cui, un po' per pigrizia e un po' perché non vengo pagato per fare l'editor, non metto il flag e dico: leggete e poi mi direte.
Perché di fatto consiglio di leggere questo romanzo e non solo per via della sua scorrevolezza.
La cricca di ragazzini protagonisti è ben descritta, ben narrata, così come le emozioni giganti che li investono: la confusione, le paure, le incomprensioni, i primi amori, i primi lutti.
Alla fine penso che Cicchetti si sia fregato con le sue stesse mani. Se non avesse voluto fare un romanzo di genere ma "solo" un romanzo, Il Rifugio dell'Orco meriterebbe molta più attenzione.