“«Ti vincoli a me, Meave Stregasola?».
Meave gemette e qualcosa si ruppe in quegli occhi di fumo e fiamme quando lui la chiamò con il nuovo nome, che descriveva la sua identità di strega senza famiglia.
«Sì», mormorò.
«Nella magia e nel sangue?»
«Sì».
«Allora ti rivendico come mia.»”
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Bentornate Fenici!
È giunto il momento di parlarvi di Passione Demoniaca, quarto e ultimo volume di quella piacevole scoperta che è stata la serie Love and Magic di Nadine Mutas.
Devo essere sincera e confessare che ho divorato i libri precedenti, che ho comunque adorato, solo per la brama di scoprire cosa si nascondesse dietro al personaggio che mi ha incantata sin dall’inizio: Arawn.
Potente ed enigmatico, il Signore dei demoni si è rivelato essere molto, molto diverso da come me lo aspettavo e, sfogliando le pagine, ho capito la scelta della Mutas di affiancargli un personaggio all’apparenza fragile come Meave.
In questo volume, forse più che negli altri, i protagonisti sono le due parti di un intero che si ritrovano. Meave, che tutti credono debole solo perché sfigurata, in realtà è forte e tenace: trova, grazie al sostegno dell’altro, la forza di rimettere insieme i pezzi e ricostruire la sua anima distrutta. Arawn, potente e oscuro, potrebbe avere qualunque cosa, ma si riscopre a desiderarne una sola: Meave.
Per il capitolo conclusivo di questa saga ho deciso di scrivere una recensione diversa: non intendo spoilerare nulla di ciò che accade, eccetto la sinossi che ognuno può leggere. Mi limito a dirvi che si tratta di un romanzo capace di calamitare l’attenzione del lettore, avido di scoprire i segreti che avvolgono l’identità di un personaggio. Un libro ricco di originalità sotto il profilo fantasy, in cui non tutto è come sembra. Un libro che mi ha smontata pezzo dopo pezzo per poi ricompormi insieme.
Uno di quei libri, insomma, che non delude.
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Dada - per RFS