Sapevate che per non farsi amputare il ditone Bob Marley era morto di un cancro rarissimo a trentasei anni? Avevate idea del fatto che Tennessee Williams fosse morto ingoiando il tappo del collirio che si stava mettendo? Potevate immaginare Attila, il re degli Unni, morire di sangue dal naso durante la sua prima notte di nozze? Queste biografie, dal taglio ironico e a volte un po’ crudele, ci danno la misura di quanto eroismo, coraggio e talento non sempre paghino in termini di fortuna. Perché è vero che la vita è dura per tutti, ma per qualcuno senza dubbio un po’ di più!
Audiolibro molto breve (e menomale) e, si presuppone, divertente anche se a parte alcune notevoli e interessanti coincidenze sulla morte di varie celebrità, il libro in sé non mi ha entusiasmata e intrattenuta molto.
Scoperto sul sito di Bookcity 2018. Il titolo onesto del volume dovrebbe essere Morte: Decessi più o meno tragici di gente più o meno famosa invece il titolo scelto dalla casa editrice è più accattivante e illude il potenziale lettore che all'interno ci sia una riflessione sulla caducità del successo attraverso le storie illustrate di personaggi che hanno contributo alla storia dell'umanità. Invece sono presentati 50 mini ritratti (una paginetta scarsa di testo corredata da un ritratto) di persone più o meno note che sono morte in modo tragico come Kirsty Maccoll decapitata da un motoscafo o semplicemente triste come Jules Verne che muore a 77 anni quasi cieco, diabetico e colto da paralisi. Non c'è approfondimento e su questo l'autrice è sincera fin dall'inizio visto che nell'introduzione afferma candidamente che grazie soprattutto ad internet ha scoperto le storie di queste persone quindi quello che rimane è un bigino dei fatti più torbidi o grotteschi più che un riassunto fedele, prendiamo ad esempio André the Giant: nelle poche righe a lui dedicate si parla più dei suoi eccessi alcolici piuttosto che della sua carriera di lottatore e di attore. Discutibile anche la scelta dei personaggi: troviamo James Otis Jr che è famoso soprattutto perché è morto fulminato ma non Antonio Meucci inventore defraudato da Bell dell'invenzione del telefono (sfortunatamente Meucci è stato solo sfigato ma non ha avuto una fine tragica o triste e quindi non è stato preso in considerazione). Purtroppo neppure i ritratti di Ascari sono particolarmente belli quindi il libro neppure visivamente vale gli alberi abbattuti per stamparlo. Conclusa la lettura si vuole gettare il libro.
Discovered on Bookcity 2018 website. The correct title of the book instead of What bad luck! Stories of people who changed the world and then something went wrong should be Death: Passing more or less tragic of people more or less famous, the actual title makes you think that you are going to read some consideration about ephemeral success thanks to the lives of real people who changed mankind. Whereas you have 50 short text (less than a page) and 50 drawings of people who died tragically like Kirsty Maccoll killed by a powerboat or sadly like Jules Verne who died at 77 diabetic and almost blind. There is no deep thought because the author in the introduction naively says that thanks to internet she discovered these stories so what you can find in the book about each person are gossips and grotesque elements and nothing else: for example about André the Giant she talks more about his alcoholic habits than his career as wrestler and actor. Controversial is also the choice of the picked characters : you can fin James Otis Jr that is famous for being struck died by lightning but not Antonio Meucci inventor of telephone but defraud by Bell (unluckily Meucci was only a really unlucky person but he didn't have a tragic death so there is no room for him). The Ascari's drawings aren't so beautiful so the book doesn't worth the trees cut down to print the book. When the book is over, you want to throw it away.
Avete presente le spigolature della Settimana Enigmistica? Stesso livello. Qualche notiziola presa in rete e ecco un libro, inutile, bello e pronto...Per quanto riguarda lo stile è colloquiale, moderatamente spiritoso, ma con battute molto banali. Operazione commerciale di basso profilo. Poi ci sono anche alcuni svarioni, i suicidi non possono essere sepolti in "terra santa". Forse l'autrice intendeva "terra consacrata", la terra santa è un'altra cosa.
A causa della mia sfiga fotonica non potevo lasciarmi sfuggire questo "piccolo" romanzo. Che, tra l'altro, mio padre mi ha fatto cadere di punta su un piede, per poi mettersi a ridere una volta visto il titolo. Grazie... stronzo. Ammetto che le mie aspettative erano un po' troppo alte. Più che sfiga, le varie personalità citate vengono ricordate per le loro morti sfortunate e solo pochi di loro erano davvero sfigati cronici, il che è stato un po' deludente. Lo ammetto. Ma in sostanza è un libro ben curato e carino, con belle illustrazioni e dettagli. Punto in più per la pagina dedicata al lettore. Una volta morta pretendo che venga riempita con i miei dati, anche se per l'elenco delle sfighe che ho dietro ci vorrebbe un libro a parte... Che gioia!
Questo libro mi ha attirato subito dal titolo e essendomi io sentita sempre un po' Paperino non ho potuto fare a meno di leggerlo :-). Le biografie erano tutte interessanti anche se non mi è piaciuto il fatto che l'autrice non sia stata sempre imparziale nell'esporre i fatti, essendo più tagliente per alcuni personaggi e più indulgente nei confronti di altri.
Che fortuna aver scoperto questo libro nel formato audiolibro, ma che sfiga non aver potuto vedere le illustrazioni mentre ascoltavo queste affascinanti e sfigate storie, mi sa che dovrò recuperare 😉!
Scrittrice anche abbastanza simpatica, ma tutte queste sfighe e morti tragiche mi hanno messo tristezza.. non mi sento di consigliarlo, ma se volete leggerlo e pensate di essere sfigati, dopo questo libro ci ripenserete!
Ci sono libri di cui non si sente la mancanza finché non vengono pubblicati e, a quel punto, ti chiedi come avevi fatto prima a non sapere certe cose.
Sono quei volumi carichi di aneddoti, di curiosità, di informazioni che magari non ti cambieranno la vita (e a volte, magari, sì) ma che comunque la arricchiscono di quel colore che ogni tanto è assolutamente necessario.
Prendete Che Sfiga!, scritto dalla brava Micol Beltramini e illustrato dalla delicata mano di Giancarlo Ascari, ad esempio.
Io, alcuni dei personaggi citati, neanche li conoscevo e altri erano presenti nel mio scarso bagaglio culturale come "semplici" icone dal nome conosciuto da tutti e dalle opere da un po' meno.
Ecco, Micol ha preso e si è messa a cercare i personaggi che, pur nel più o meno riconosciuto successo nel proprio campo, hanno avuto contraltari karmici che ce li fa sentire molto più vicini e umani. Li ha cercati, li ha selezionati e ce li ha raccontati con ironia, facendoci strappare ben più di un sorriso e, soprattutto, commentare più di una volta "no, va beh, ma non è possibile!".
E, sia chiaro, non si tratta di ironia "bulla", che va a prendere per i fondelli qualcuno che è scomparso per svilirne i meriti, tutt'altro. Si tratta di quell'ironia tra amici, di quando uno ascolta le tue sfighe, ti abbraccia e ti fa una battuta per dirti che sì, ti capisce e proprio non ci voleva.
Ecco, Che Sfiga! è questo. Un modo per ricordarci che anche i più fortunati hanno preso botte notevoli dalla vita (e quindi, magari, possiamo farcela pure noi) e, dall'altra parte, un rendere loro merito in modo un po' alternativo ma estremamente sincero e sentito. È abbracciarli un po', a distanza, per dire loro che sì, hanno fatto cose fighe, sì, li ricordiamo per quelle, ma ragazzi miei, un abbraccio ve lo meritate quasi tutti.
(Però, Leopardi, un po' meno confetti no, eh?).
Si legge con piacere, si gode delle belle illustrazioni e si trascorrono un paio d'ore originali.
Direi che la missione è parecchio compiuta.
PS: sì, Micol è anche una mia cara amica, ma col cavolo che avrei scritto queste cose se il suo libro non le meritasse. Che gli amici non sono quelli accondiscendenti, ma sono quelli che se una cosa la meriti te lo dicono. E di lei, in questo libro, c'è tutta la passione, l'ironia e l'empatia. Fidatevi.
Ascoltato in audiolibro. Mi aspettavo meglio, non so come altro esprimere la delusione. Storie brevi, vuote, dalle quali non traspare l'essenza di nessun personaggio preso in esame. Di cosa tratta il libro? Dei 101 modi in cui sono morti alcuni volti noti. No sense. Ironia superficiale, non divertente né tanto meno esaustiva ai fini della lettura. L'idea è buona, lo svolgimento un po' meno
Un libro scritto in maniera molto divertente e correlato dai pregevoli disegni di Giancarlo Ascari che impreziosiscono ulteriormente un volume di ottima fattura. http://www.piegodilibri.it/recensioni...
Meh. Un libretto veloce, senza infamia e senza lode. Curiosità interessanti, per quanto un filo macabre, ma l'umorismo è un po' troppo banale per funzionare sul serio (complice forse la voce orrendamente impostata dell'audiolibro, che c'entra come i cavoli a merenda...).
Ascoltato su Storytel per curiosità, mi ha delusa moltissimo! Ci si mette più tempo per sentire la data di nascita e di morte del personaggio che tutta la sua storia... E alcune di queste morti non mi sono sembrate così "sfigate".
Bella raccolta di brevi biografie di persone, più o meno note, che non sempre hanno cambiato il mondo, ma che sicuramente hanno visto il loro mondo andare a rotoli. Molto belle le illustrazioni.
Un mix di biografie tutte con un filo rosso in comune: la sfiga della morte. La maggior parte non mi erano note. Anzi non mi erano noti neanche da vivi.